E’ stata una battaglia. Cruenta e dura. Fatta di provocazioni e gomitate, fatta di falli e tanto agonismo. Ha detto bene Conte: “Siamo stati bravi a mantenere il cervello freddo”. Già, e per fortuna che noi un cervello ce l’abbiamo.

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La Juve scende in campo con un paio di rimpiazzi. Osvaldo in avanti affianca Tevez, mentre Isla finisce a sinistra, con Padoin a sostituire Pogba. Non è la stessa cosa, ma questa Juve è troppo per tutti in Italia.

Qualche colpo proibito, un gol regolare annullato a Vidal per un rigore su Bonucci (avete letto bene, sperando di aver anche visto bene), un po’ di azioni. Nessun rischio.

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Ha risolto Tevez, con un Pirlo sublime nel lancio e un Osvaldo utile quanto Llorente in questi nuovi schemi che finalmente la Juve può sfruttare. Poi ci pensa l’Apache che mette a terra, accelera, entra in area e fulmina un Andujar non proprio esente da colpe. Magari, già oggi, Pagliuca dirà la sua su come fermare anche i tiri di Tevez, dopo le punizioni di Pirlo.

Tre punti pesanti, con un ritmo vertiginoso. Sono 78 i punti in classifica ed è qualcosa di straordinario. Ci attende adesso un meraviglioso Parma, poi di nuovo il campionato e quindi il doppio confronto con i francesi quando sarà necessario chiudere la pratica già all’andata.

In mezzo a tanti complimenti, proviamo comunque a mantenere la mente lucida e critica. Come sempre. Solo per migliorare. Da un po’ di partite la Juve ha preso il vizio di non chiuderle. Abbassando fin troppo il baricentro: cosa raramente accaduta nell’era Conte. La giustificazione può essere la condizione fisica, molto stressata dai numerosi impegni e dal ritmo imposto dal tecnico leccese, quindi la scarsa possibilità di attingere dalla panchina. Dobbiamo assolutamente migliorare questo aspetto.

La fortuna è la solita: dipendiamo da noi stessi.

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