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Catania-Juventus 1-1 Houston abbiamo un problema?

Ci sono due modi per commentare questo pareggio: sono due punti persi, la squadra mostra ancora evidenti limiti e qualche buon pregio.

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Io purtroppo, dopo il pareggio deludente di Bologna, tendo a far pesare di più la prima via. Quindi sono pienamente d’accordo con Pirlo: sono assolutamente due punti persi e non c’è verso di dimostrare il contrario.

I passi indietro nel gioco e nella manovra sono evidenti. I limiti della difesa ancor più evidenti e hanno un nome. I limiti dell’attacco derivano, per quanto mi riguarda, proprio dalla difficoltà di sprigionare una manovra fluida e il lento inserimento dei nuovi.

Ed eccoci al vero problema di giornata: quanto tempo serve per vedere la Juve che Conte ha in mente? Perché non posso credere che la Juve giocherà il campionato con Pepe e Giaccherini. E, di riflesso, se Pepe risulta il miglior esterno bianconero, e per distacco, allora vuol dire che c’è qualche problema.

Giocare con la consapevolezza di essere sostituito ai primi errori non deve essere piacevole. Mi chiedo perciò come poteva Elia entrare in campo tranquillo e sciolto. E non capisco poi le critiche a Krasic: dopo un anno dovremmo sapere benissimo come gioca e come può giocare. Prima di passare al dettaglio sul biondino vorrei solo ricordare che le azioni più pericolose sono scaturite da sue accelerazioni. Oltre Krasic… il vuoto.

Ma diamo un ordine ai concetti, in attesa di analizzare il tutto in settimana.

Conte in confusione?

Il modulo andato in scena contro il Catania non è stato mai provato. La conferma a questa mia teoria è la seguente: i movimenti di Marchisio e Vidal erano tutti sbagliati, Pirlo troppo isolato, esterni incapaci di entrare nel vivo della manovra e Matri eccessivamente escluso dal gioco. L’esclusione a priori di Quagliarella e l’impossibilità di impiantare il terzo polmone a Pirlo e Marchisio restano misteri irrisolti.

La rosa quest’anno è ampia e, a detta di molti, è certamente migliore rispetto allo scorso anno. Ma Conte testardamente ha ignorato troppo e molti. Buttarli poi nella mischia sperando che questi debbano risolvere le partite è quasi un’assurdità, posto che questi non si chiamano Messi o Cristiano Ronaldo.

Sono perfettamente d’accordo che serve tanto lavoro e assimilare le idee del tecnico, ma il tempo scorre, siamo già alla quarta giornata e il progetto dà l’impressione di essere fermo. D’altronde, se Conte non era sicuro del rendimento di Krasic e Elia, allora doveva insistere con gli uomini che secondo lui interpretano meglio le sue idee. Vedi Pepe, apparso ancora una volta nettamente più avanti rispetto agli altri.

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Eppure quel Krasic… Non ho ancora capito cosa si vuole da questo ragazzo. Il biondo serbo è un istintivo di natura. Se imbrigliato in movimenti che non fanno parte del suo repertorio e incatenato a tempi dettati non dal suo istinto, allora va in totale confusione. Non è un caso se nel secondo tempo, col ritorno al 4-2-4 e con un po’ di schemi saltati, è uscito fuori il vero Krasic. Progressioni, uno contro uno in quantità industriale, buoni sfondamenti, qualche buon assist mal sfruttato, un gol e un errore clamoroso frutto di un egoismo e dalla voglia di spaccare il mondo. Purtroppo, o per fortuna, Krasic va lasciato libero di correre sulla fascia destra. Quando imparerà che può sfruttare alla grande i lanci di Pirlo e le sponde delle punte sarà letale. Già, quando?!?

Ultimo appunto. Ma perché rinunciare a Quagliarella e insistere su un Del Piero che sta inseguendo obiettivi personali e che da prima punta non può certo offrire le caratteristiche di Vucinic o Matri?

Il punto debole è… Chiellini

Faccio ammenda e chiedo scusa a Barzagli: due partite di altissimo livello per un ragazzo che Marotta ha prelevato per 300mila euro. Purtroppo per lui accanto si ritrova un irriconoscibile Chiellini. E’ arrivato il momento di spostare Giorgione a sinistra, laddove può fare meno danni di quanto non ne faccia in posizione centrale. Disattento, riesce pure a perdere qualche contrasto, imposta male e ha sulla coscienza il gol del vantaggio temporaneo siciliano. Vietato ai minori di 18 anni l’erroraccio che per poco non costava il gol di Suazo. Vorrei vedere Bonucci in coppia con Barzagli, unico intoccabile in questo quartetto dove né Grosso né De Ceglie sembrano pareggiare l’autorità di Lichtsteiner.

A gennaio, a meno di clamorosi risvegli, Marotta prenderà un centrale. Ma serve un giocatore di livello assoluto, altrimenti saremo punto e a capo!

I nuovi arrivati: dopo Vidal… il vuoto

E’ un torello. Un bestione che garantisce sostanza e una discreta fase di costruzione dell’azione. Ha dovuto limitare le sfuriate in avanti, cosa che andrebbe sfruttata maggiormente visto che Vidal ha il gol facile (non ci fosse stata la scarpata di un avversario…), e ha recuperato moltissimi palloni. Fosforo puro, gambe di cemento. Non parla italiano, è arrivato negli ultimi giorni, ma pare essersi inserito alla grande.

Diversamente dagli altri acquisti, fatta eccezione chiaramente per Lichtsteiner. Lo svizzero è una sicurezza.

Giaccherini, Estigarribia ed Elia. Il primo è apparso timido, troppo timido per dare una svolta alle fasce laterali. Il paraguaiano non ha ancora timbrato il cartellino e speriamo lo faccia prima del 2012 perché le caratteristiche tecniche sono interessanti. L’olandese ha esordito nella peggiore giornata per lui. In quel ruolo, in quel modulo, serve a poco. Meglio aveva fatto come ala classica nella gara d’inaugurazione, quando poteva sfruttare il lavoro di due centrocampisti d’impostazione e due attaccanti in zona centrale a fornirgli supporto. Chi pensa che questo ragazzo debba prendere palla, farsi cinquanta metri in solitaria e crossare ha perso la bussola del calcio. Troppa distanza fra lui e un isolatissimo Matri. Male innescato dal centrocampista di turno. Da rivedere assolutamente, perché la velocità di base è importante e tecnicamente non è così debole.

I chilometri zero

Appena otto minuti. E’ il bottino, deprimente, di Quagliarella. E’ forse l’attaccante più utilizzabile fra i 7 a disposizione di Conte. Doti tecniche eccellenti, possibilità di coprire il ruolo di prima o seconda punta, capacità di poter giocare sulla trequarti. Ha il problema di cancellare il ricordo dell’infortunio, ma se non gioca la situazione viene semplicemente peggiorata.

Fuori Vucinic per infortunio, fuori Matri per crampi, e Conte mette dentro Del Piero. Nel 4-1-4-1 il Capitano va a fare la prima punta. Soluzione penosa perché Alex non possiede più le doti atletiche di dieci anni fa e l’assenza di Matri si è sentita. Piuttosto non si capisce il motivo di rinunciare a Toni. Se le ali dovevano buttar dentro i cross e serviva dunque la boa centrale alta e forte, chi meglio di Luca Toni. Poteva far rifiatare Matri non snaturando il modulo di gioco. E Del Piero poteva tranquillamente riposare in vista del Milan.

Ora una settimana da brivido, con i tifosi che saranno pure contenti della combattività e dall’applicazione in campo, ma i risultati sono l’unico metro con cui misurare le giornate di campionato. E vista la Juve contro Parma e Siena, non si capisce davvero il motivo di perdere 4 punti contro Bologna e Catania. Anche perché ora il calendario si fa meno agevole.

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