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Catania-Juventus 1-1 Zac dacci un taglio

E’ una domenica strana. Da una parte c’è ancora la felicità per quanto accaduto, da un’altra parte c’è la tristezza di atti e dichiarazioni. E dall’Inghilterra rimbalza una voce forte che rompe un silenzio francamente insopportabile: “Il Liverpool non ha mantenuto le promesse”. Caro Rafa, non so se chi eventualmente ti ha fatto certe promesse, soprattutto se con accento francese, le manterrà effettivamente.

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Già perché smaltita l’euforia mi balenano in testa pensieri non positivi: e se fosse una mossa salva-culo! Che poi sarebbe equivalente a dire salva-faccia, visto che Elkan e Blanc mostrano una somiglianza imbarazzante fra le due parti anatomiche. Continuo a sognare, visto che per la prima volta non ho piacere a vedere la Juve in TV. Almeno questa Juve, fatta di strana gente.

Per esempio il più strano mi sembra quello in giacca e cravatta che digrigna i denti. Porta gli occhiali, lo chiamano Zac. Zac, dacci un taglio. Un’espressione onomatopeica. Un’espressione che calza a pennello con quanto fatto – o non fatto, poi qui la differenza è davvero sottile – in questi mesi. Mesi in cui il risultato ultimo era prenderci per il culo e ci sono riusciti tutti benissimo. Io non posso credere che questo allenatore per bene possa optare per scelte alla cui base c’è evidente un disegno malvagio. Tenere fuori Candreva per esempio ha del genio incompreso e mai comprensibile da una mente umana integra. Tenere in campo poi Melo, con quell’atteggiamento da hai-rotto-veramente-i-coglioni è ancora più incomprensibile. Nemmeno il perfetto intertrista potrebbe tenere un simile comportamento e fare certe scelte. E allora provo a interpretare, domenica scorsa e questa domenica, l’atteggiamento di un uomo sulla cui onestà e professionalità, prima ancora che classe e onore, c’è poco da dubitare. Alessandro Del Piero. I suoi occhi sono sempre espressivi. E’ di poche parole, ma forse è l’ora che le tiri fuori. Tutte. E scommetto che direbbe molte cose intelligenti e pertinenti, dure e incisive. Come suo solito. Ma è un Signore, un vero Signore e non lo farà. Continuerà a farsi maltrattare. Perché sostituire un tipo come Del Piero, che nel 2010 è uno dei più positivi, al riposo è sconcertante. Vuoi indicare davvero in Del Piero la causa di un primo tempo senza idee né intenzioni? Scarichi sul Capitano errori tuoi di formazione e gestione di un gruppo che continui a reputare di ottimo livello? Zac, ti prego, dacci un taglio. Oppure ammetti che la formazione ti costringono a farla guardando al bilancio e a numeri che col calcio c’entrano solo per riempire pagine di giornali e libri contabili.

Una delle stagioni più imbarazzanti. Silvestre non aveva ancora segnato. Siamo la squadra contro cui tutto è possibile: dai record infranti e che duravano da 46 anni, a personaggi che vivono il loro momento di gloria. Solo che prima accadeva passivamente, mentre adesso accade per volontà altrui. Non è la Juve che da grande fa grandi gli altri, ma sono gli altri che diventano grandi a dispetto di una Juve che si fa piccola. Prima si parlava di Juve che giocava da provinciale, ora la Juve è davvero una provinciale che pensa di essere grande. Prima capiscono ciò, prima ne usciamo. Ma se la funzione di capire è affidata a Blanc, a Melo e a Poulsen, compreso un Brazzo entrato per difendere il pareggio, allora siamo messi male. Molto male.

E sarà quel che sarà. Sarà forse una spesa folle tra giugno e luglio. Sarà forse un’estate cortissima con tutto ciò che può comportare sul lungo periodo (cioè mesi da marzo in poi del 2011). Sarà forse una vera rivoluzione, ma per adesso non si vede nulla. Finora Andrea Agnelli ha speso appena 8 minuti di parole. Queste ultime dovrebbero terminare qui, per lasciare posto ai fatti. Se così sarà Andrea avrà allora dato una svolta epocale: dopo 110 anni rinascerà finalmente la Juve, con la speranza di non trovare fra 100 anni un altro coglione petroliere al quale, si vede, piacciono i finti titoli. Contento lui e chi tifa per lui, quasi contenti tutti. Tutti meno 16 milioni di persone. Ma a ben leggere in giro, le persone che stanno aprendo gli occhi aumentano di giorno in giorno.

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Detto ciò passiamo al campo. Se Chiellini è l’erede designato di una fascia da Capitano che merita per mille ragioni, Claudio Marchisio quella fascia ce l’ha già: in testa e nel braccio. Figlio dell’ultima vera Juve mette in campo un mix di intelligenza, sagacia tattica, tecnica (sta in particolare migliorando nell’uno contro uno) e tanta tanta grinta. Che da lassù veglino per questo gioiellino. Imbarazzante Felipe Melo, a tratti indisponente, a tratti strafottente. Che nessuno riesca a porre un freno non ci credo. Probabilmente fa parte di quel progetto malvagio di cui sopra. Al suo cospetto Poulsen diventa, in questo schema, un giocatore fondamentale. Non è un maestro, ma si applica e gioca da Poulsen. Visto così merita ampiamente la sufficienza. Imposta come può, anche se non è un regista, fa legna, come si dice in gergo. Chiedergli un altro gol risolutore sembra proprio esagerato. Voto altissimo a Camoranesi. Fuori per scelta tecnica: sembra un paradosso, uno di quei giochi logici impostati male e quindi non risolvibili. Eppure, Zaccheroni ci dà in pasto proprio questo rebus: serve intelligenza e creatività, servono cross, perché non metto Camoranesi? Provi chi vuole a rispondere. In particolare si provi pure a rispondere al seguente quesito: devi vincere, stai pareggiando, perché metti Brazzo e non Candreva? E, alla luce di domenica scorsa, perché Candreva non ha giocato dall’inizio? Forse perché qualcuno non vuole spendere quei 7 milioni di euro che questo centrocampista eclettico merita? Forse lo stiamo allevando per qualche formazione concorrente tipo Cagliari o Chievo, senza nulla togliere a Siena, Atalanta e Livorno ormai quasi spacciate? Ma soprattutto, come vi presentereste a giugno da Fernando Torres o dal figlio di Pelè per chiedergli il parere su un loro possibile acquisto? Direste Juve o “c’è una squadra di Torino che gradirebbe il vostro contributo”!

P.S.

Semmai ce ne fosse bisogno, uno dei pochi superlativi è stato ancora una volta Gigi Buffon.

P.P.S.

Chiedo troppo se voglio le dimissioni di Zaccheroni? Obiettivo fallito, saluti e baci. Sono parole sue e se ha le palle lo deve fare. Poi propongo una cosa utile: un barista qualsiasi juventino messo a fare l’allenatore. Qualcuno crede possa riuscire a fare peggio di questi professionisti?

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