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Categoria: Campionato 2013/2014 (pagina 1 di 7)

Juventus 102 punti: agghiacciande!

E’ agghiacciande.

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102 punti, centodue punti. Record europeo. Messi in fila Benfica, Barcellona, Real Madrid.

E’ agghiacciande: record di punti in assoluto in Serie A.

E’ agghiacciande: record di vittorie in assoluto in Serie A.

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E’ agghiacciande: record di punti in casa.

E’ agghiacciande: record di vittorie in casa.

E’ agghiacciande: record di partite consecutive in gol (30).

E’ agghiacciande: miglior attacco e miglior difesa del campionato.

E’ agghiacciande.

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Roma-Juventus 0-1 Grazie Roma, che ci fai piangere e godere ancora

Possono cominciare i festeggiamenti. Lì. In quello stadio. Davanti a Totti e compagni. Con la faccia di Garcia persa nel dolore dell’ennesima sconfitta. Polverizzando record su record. Col gol di colui che non doveva segnare. L’ex. All’ultimo respiro. Come nei peggiori incubi. O come nei sogni che si realizzano.

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Finisce così un Roma-Juventus dove una squadra ha menato e l’altra ha risposto. Dove la classe di Totti e compagni è rimasta nella retorica, sostituita dalla solita vergognosa furia rabbiosa di chi non può ammettere l’inferiorità.

La Juve scudettata porta a Roma il suo scudetto: almeno lo vedono anche lì, nella Capitale. La Juve scudettata raggiunge 99 punti.

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E che gli vuoi dire? Che puoi commentare? Da dove parte può partire il racconto di una stagione esaltante, dove ogni numero è a favore della Juve?

Resta il dubbio sulle dichiarazioni di Conte, su cui torneremo in altri articoli. Resta il dubbio di capire cosa accadrà quest’estate. Perché questi sono numeri non più ripetibili, specie se pensate che manca ancora la trentottesima. Ed è un gruppo che ha dato il meglio di sé.

Anche se l’esultanza finale può raccontare una storia differente.

In settimana ci sarà il faccia a faccia fra Conte e Agnelli, pura formalità nel tentativo di darsi obiettivi concreti. Ci dia retta Andrea Agnelli: ascolti soltanto, lasci decidere a Conte, acconsentendo a ogni sua richiesta, sposando ogni sua idea. Ci dia retta Andrea Agnelli: abbiamo trovato il nostro Fergusson!

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Roma-Juventus Per la gloria o per la vacanza?

L’interrogativo principale è: quanta fame avrà la Juve questo pomeriggio? Sarà partita vera, o la testa dei ragazzi è già in vacanza, una volta acquisito il titolo di campioni numero 3 in tre stagioni?

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Poco contano le parole di Garcia e Totti. Contano anche meno i risultati che usciranno questo pomeriggio: il campionato è finito, forse non è mai cominciato. Resta l’obiettivo per i non juventini: battere la Juve, una volta nella vita.

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Piuttosto resta vivissimo l’obiettivo dei 100 punti, da raggiungere in quattro passi ancora. Contiamo anche su questo per vedere una bella partita contro i giallorossi. Matematicamente serve ancora un pareggio e una vittoria, senza contare il “prendere tutto”. Sarebbe record assoluto di punti, sia in Italia sia all’estero.

I dubbi di formazione riguardano solo il centrocampo. Storari sarà titolare, mentre è ballottaggio fra Marchisio e Padoin per un posto vicino a Pirlo e Pogba. Gli esterni sono i solito Lichtsteiner e Asamoah, chiamati alle ultime sgroppate di questa estenuante stagione.

Mentre davanti si gioca a chi segnerà di più. Vantaggio massimo per Tevez su Llorente, con Immobile avanti di due sole reti. Con due partite ancora da disputare si fa dura per Carlitos prendersi anche il titolo di capocannoniere. Ma era dura rivincere quest’anno. Come a dire: nulla è impossibile.

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Sassuolo-Juventus 1-3 Tutto è bene quel che finirà bene

Complicare è semplice. Semplificare è complicato. Si potrebbe tradurre così l’esperienza della Juve a Sassuolo, con tre punti acciuffati con la rabbia esplosa solo dopo averle prese.

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Non serviva Rudi Garcia per spronare il Sassuolo. Avrebbero comunque giocato alla morte. Ci piacerebbe vedere lo stesso atteggiamento anche contro la Roma. Perché i rischi corsi sono stati enormi. Come deve essere in un torneo chiamato Serie A.

Apre Zaza, bianconero voglioso di tornare a Torino da protagonista. Un attaccante particolare, non certo un bomber. Uno magari buono per un 4-3-3. Insieme a Immobile, Gabbiadini, Berardi (ieri assente). La Juve ha il futuro in casa, basterà scegliere. E scegliere bene.

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Il presente si chiama Carlitos Tevez. Peso specifico altissimo, da numero 10 appunto. Classe da vendere. Roba da urlo, con i tifosi letteralmente rapiti dal giocatore del popolo. Simbolo del terzo anno di Conte, quello dei 93 punti a tre match dal termine. Simbolo di una Juve che non muore mai e che quando decide di giocare come sa può tutto.

Juve anche stanca. Con un Ogbonna che sarebbe meglio monetizzare. Prima sostituzione tecnica in difesa dall’inizio dell’anno. Imbarazzante, a tratti disastroso. Come Isla: non può far parte di una formazione che vorrà attaccare l’Europa il prossimo anno. Anche perché fa fatica a stare in una formazione che attacca il campionato. Conte ha sempre ragione: serve un mercato all’altezza per non fare la fatica di ieri sera.

Juve anche rincuorata. Le gambe girano solo se la testa è concentrata. Tutta questione di attenzione, come gli sfoghi di Buffon. La concentrazione deve essere massima in vista di giovedì sera, quando uno e un solo errore può essere decisivo e dolorosissimo. La nota positiva è il rientro di Vidal.

Il tacco di Llorente diventa così l’assist migliore per il 5 maggio. Toh: il 5 maggio!

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Udinese-Juventus Noi non molliamo

Non molliamo un cazzo, come recitò Vidal qualche settimana fa. Non ha usato l’intercalare, Antonio Conte, ma l’avrebbe usato volentieri. Il Mister è tornato a parlare dopo 3 mesi di silenzio prima delle partite. Come sempre, è stato efficace e sintetico.

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Anche ieri la moviola ha offerto spunti interessanti. Quel famigerato #ersistema profetizzato da De Sanctis, portiere della Roma, sembra scricchiolare di giornata in giornata. Sempre a beneficio delle solite inseguitrici. Ma sai che importa. Il destino è tutto nelle nostre mani.

Purtroppo, è soprattutto nelle nostre gambe. Gambe appesantite da numerosi impegni e fatiche. Gambe che ci servono per chiudere in bellezza un’annata a dir poco eccezionale.

L’Udinese si presenterà ai nastri di partenza con la solita grinta di Guidolin, speranzoso di poter fare il miracolo. Francamente ci siamo abituati, anche se spereremmo in un atteggiamento molto simile a quello delle squadre che stanno affrontando i giallorossi in questo momento. Il sangue agli occhi se lo fanno venire solo quando vedono Juve. Va bene uguale, c’è più gusto.

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Stasera ci sarà da gestire un paio di casi. Tevez non vuole mollare, ma è troppo più utile integro che rotto. Nulla di che, solo un po’ di fastidio all’adduttore, con quel pensiero rivolto sempre al campo, con un occhio alla classifica cannonieri. Al suo posto pronto Giovinco, in cerca di riscatto. O Vucinic, che dovrà farsi perdonare la partita contro il Lione. Uno dei due affiancherà Llorente, mentre Osvaldo è destinato alla panchina.

Riposerà anche Vidal: lui sì che va preservato. In campo, sforzo massimo per Pogba e Marchisio, con Pirlo saldamente in cabina di regia. Lichtsteiner, diffidato, a destra, mentre Asamoah a sinistra.

In difesa uno dei tre stacanovisti riposerà: probabile Chiellini, anche se nella serata di ieri si parlava di Ogbonna al centro al posto di Bonucci.

Interessante valutare Scuffet. Buffon non è eterno e bisogna muoversi da adesso per trovare colui che difenderà la nostra porta per almeno i prossimi 10 anni.

Udinese-Juventus Probabili Formazioni

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Juventus-Livorno 2-0 Il ruggito del Re Leone

Il Re Leone torna a ruggire. Due gol per sbarazzarsi del Livorno, risolvere la pratica già nel primo tempo e lasciar scorrere la partita serena e tranquilla in vista del Lione, giovedì sera.

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Ma quello che più interessa i tifosi, Antonio Conte in primis, è che la Juventus pare aver ritrovato una certa gamba e una certa fluidità di pensiero, ben visibile nelle statistiche di fine partita. Trame più scorrevoli, un numero di tocchi impressionante, ali che sono tornate ai loro livelli. In particolare Asamoah, apparso particolarmente ispirato e maturo di un ruolo che ora sente più suo. Buon per noi, anche se lì bisogna comunque intervenire.

Il risultato, oltre al secco 2-0, è che le distanze sono tutte ristabilite, compresa quella sul Napoli tornato a un glaciale -20. 7 giorni dopo il San Paolo, i festeggiamenti sono clamorosamente e definitivamente finiti.

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Conte adesso può sorridere. Il momentaccio fisico è passato, almeno così sembra. E dall’infermeria cominciano ad arrivare rinforzi. Lunedì, per esempio, torna Barzagli. Un plauso a Caceres è d’obbligo: preciso, attento, si è sacrificato alla grande. Elemento importante nello scacchiere di Conte. E se limita le disattenzioni, può ereditare senza problemi lo scettro di Barzagli.

Così come un plauso va a Marchisio. Il Principino ha sfoderato un’altra bella prestazione. Lì in mezzo l’ingorgo è imponente. Da Pirlo a Vidal, passando per Pogba, ci sono tre maglie per quattro fenomeni. C’è bisogno di tutti, specie dell’umiltà e della pazienza di Claudio che ha accettato a denti stretti una panchina che, a livello teorico, non è mai meritata. Bianconero vero, con classe immensa, surclassato solo dalla crescita paurosa del francese e del cileno. Chissà se potrà davvero essere l’erede di Pirlo.

Adesso cosa ci tocca? Ci tocca un Lione che giovedì sera proverà a darci fastidio. Poi l’Udinese, di lunedì, mentre la Roma se la vedrà con l’Atalanta di Colantuono. Successivamente sarà la volta di due turni impegnativi per la Roma e, sulla carta, più abbordabili per la Juve, che però troverà per la strada formazioni che devono salvarsi. Ergo, il gioco delle stelline dei giornali lascia il tempo che trova. La verità, come ha detto Conte è solo una: “io non mi fido, bisogna mantenere alta l’attenzione”. La voglia, la ferocia. La strada è tutta nostra: percorriamola!

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Napoli-Juventus 2-0 Vietato parlare di moviola

Baricentro basso, scarse alternative. La Juve si trascina da Napoli leccandosi le ferite. Quelle al pullman e quelle legate alla stanchezza. Poche alternative, nel numero e nella qualità. Più un pizzico di moviola. Ecco come si spiega la sconfitta di Napoli.

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Senza Tevez, in questo periodo, la Juve perde tanto. Troppo. La furia dell’argentino è benzina pura per tutti gli altri in campo. Le sue sgroppate, la sua fisicità e la sua immensa classe riescono a nascondere i periodi di appannamento durante una partita. Ieri non è accaduto. Né Llorente né Osvaldo hanno saputo dare un’impronta chiara agli attacchi bianconeri. Ci si è messo pure Vidal, che ora osserverà due turni di riposo, fra giovedì e lunedì.

Un Napoli con maggiori motivazioni ha trovato una Juve attendista. Che siamo sulle gambe lo si capisce dal baricentro basso. A un certo punto Llorente e Osvaldo navigavano a centrocampo, in un pressing sconclusionato. Eppure è servito un gol in fuorigioco per avere la meglio dei bianconeri.

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Vietato comunque parlare di moviola. Non sia mai. Poco ci manca e si tira il fuori il complotto al contrario: è la Juve stessa a essersi fatta del male per sviare i sospetti. Ma se può servire ad alleviare il mal di stomaco di metà Italia, allora va bene perdere una volta ogni tre mesi.

Testa a giovedì. Quando rientrerà Tevez. Quando Asamoah si riprenderà la fascia sinistra: che senso aveva spostare Lichtsteiner, quando Isla val bene sia a sinistra sia a destra? A proposito: converrà monetizzare il cileno facendo rientrare uno dei ragazzi che abbiamo in giro in Italia. Almeno tre ghiotte occasioni sprecate per paura, per mancanza di rabbia, per mancanza di tecnica soddisfacente. Corre, ma a noi serve un’ala vera.

Il problema è semmai Pogba. Confuso, appare anche molto poco sereno. Alterna giocate da fenomeno puro a ingenuità pesanti. Che ci sia lo zampino di quel pizzaiolo che di mestiere fa il procuratore? Comincio a odiare queste persone, soprattutto perché rischiano di far impazzire un ragazzo che a 20 anni avrebbe bisogno di tranquillità per continuare a crescere. Deve essere bravo Conte a riportarlo sulla terra, facendogli capire come si diventa campione. Più efficacia, meno tocchi di fino.

L’ultimo pensiero va a Buffon. Anzi no: davvero volete la pagella di questo numero uno?

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Napoli-Juventus Assalto alla Juve (in tutti i sensi!)

Assalto al pullman. Comincia così la trasferta a Napoli. Sperando che il pullman non faccia la fine come i bagni dello Juventus Stadium. Ma non ditelo ad Auriemma.

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Testa a giovedì? Macché. Stasera sarà battaglia e quanto mancherà Carlitos Tevez. Certo le motivazioni maggiori sono quelle del Napoli per cui sarà un dentro o fuori. In attesa del risultato della Fiorentina, Benitez dovrà guardarsi le spalle e sperare che la Roma freni (anche se i trend sembrano dimostrare che lassù, qualcuno vuol bene alla Roma #ersistema).

Lo stesso Benitez che liquida la sua stagione facendo riferimento ai soldi della Juve. Soldi che la Juve fattura grazie all’organizzazione perfetta imposta da Andrea Agnelli. Stadio di proprietà, una storia che ha un blasone differente da quello azzurro, un merchandising che funziona. Più tutta una serie di risultati sul campo che vengono premiati da ricchi premi, soprattutto in Europa nonostante la Coppa manchi da un po’.

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La verità è che la differenza fra la Juve e le altre ha un nome: Antonio Conte.

Mancherà Tevez e ci sarà Osvaldo, in attesa di capire quale sarà la coppia di attaccanti che sfiderà il Lione. Per l’ex giallorosso è un’occasione troppo ghiotta. Dovrà dimostrare di meritarsi il terzo posto nelle gerarchie di Conte, con Quagliarella che scalpita contro la sua ex squadra.

Centrocampo tipo, con Marchisio che farà staffetta con Pirlo o Pogba solo nel secondo tempo. Mentre la difesa è obbligata.

La Roma ha vinto. Il Corriere dello Sport non accennerà alla moviola, a meno che…

 Napoli-Juventus Probabili Formazioni

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Juventus-Parma La trappola del parmigiano

E’ la seconda miglior squadra per rendimento nel 2014. Addirittura, fra le migliori strisce in Europa. Il Parma di Donadoni è un ostacolo molto più grosso di quanto il nome non direbbe. E stasera tocca alla Juve.

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Dalla sconfitta coi bianconeri, all’andata, il Parma non si è più fermato. 17 partite utili consecutive, con un ritmo infernale degno delle prime della classe. Stasera non sarà facile.

La Juve arriva incerottata. A contare chi sta fuori o chi non è al meglio, ne vien fuori una formazione interessante. Ma non c’è spazio per le lamentele. C’è solo spazio per scrivere la storia.

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Tevez e Llorente per attaccare il Parma, nonostante la diffida che pesa sulle loro maglie. Caceres, Bonucci e Chiellini per gli straordinari in difesa, visto che sono alla quarta partita consecutiva. A centrocampo riprende la maglia da titolare Pogba, il francese inseguito dalle big d’Europa. Vidal e Pirlo regolarmente in campo, in attesa del ritorno di Marchisio che può già avvenire domenica sera contro il Napoli.

Occhio alla moviola: dopo il gol in fuorigioco di Destro, tutti i riflettori saranno puntati anche sui falli laterali invertiti a favore della Juve. Segno di un’Italia perversa, prima nei consumi del Maalox.

Juventus-Parma Tevez e Llorente per attaccare Donadoni

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Catania-Juventus 0-1 Vinta un’altra battaglia

E’ stata una battaglia. Cruenta e dura. Fatta di provocazioni e gomitate, fatta di falli e tanto agonismo. Ha detto bene Conte: “Siamo stati bravi a mantenere il cervello freddo”. Già, e per fortuna che noi un cervello ce l’abbiamo.

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La Juve scende in campo con un paio di rimpiazzi. Osvaldo in avanti affianca Tevez, mentre Isla finisce a sinistra, con Padoin a sostituire Pogba. Non è la stessa cosa, ma questa Juve è troppo per tutti in Italia.

Qualche colpo proibito, un gol regolare annullato a Vidal per un rigore su Bonucci (avete letto bene, sperando di aver anche visto bene), un po’ di azioni. Nessun rischio.

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Ha risolto Tevez, con un Pirlo sublime nel lancio e un Osvaldo utile quanto Llorente in questi nuovi schemi che finalmente la Juve può sfruttare. Poi ci pensa l’Apache che mette a terra, accelera, entra in area e fulmina un Andujar non proprio esente da colpe. Magari, già oggi, Pagliuca dirà la sua su come fermare anche i tiri di Tevez, dopo le punizioni di Pirlo.

Tre punti pesanti, con un ritmo vertiginoso. Sono 78 i punti in classifica ed è qualcosa di straordinario. Ci attende adesso un meraviglioso Parma, poi di nuovo il campionato e quindi il doppio confronto con i francesi quando sarà necessario chiudere la pratica già all’andata.

In mezzo a tanti complimenti, proviamo comunque a mantenere la mente lucida e critica. Come sempre. Solo per migliorare. Da un po’ di partite la Juve ha preso il vizio di non chiuderle. Abbassando fin troppo il baricentro: cosa raramente accaduta nell’era Conte. La giustificazione può essere la condizione fisica, molto stressata dai numerosi impegni e dal ritmo imposto dal tecnico leccese, quindi la scarsa possibilità di attingere dalla panchina. Dobbiamo assolutamente migliorare questo aspetto.

La fortuna è la solita: dipendiamo da noi stessi.

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