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Categoria: Campionato 2016/2017 (pagina 1 di 2)

Napoli – Juventus 1 -1 / Obiettivo non prenderle?

Problema fisico evidente, ma anche la mentalità non aiuta. Non prenderle non è un metodo che fa crescere.

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Scelta di Allegri, o scelta concordata con i ragazzi che hanno il termometro (delle gambe) assolutamente chiaro.

Comunque sia, la cosa preoccupa. Perché se è vero che i campionati si vincono in primavera, beh la Juve sembra impreparata. Sembra, perché può essere una tattica psicologica quella di apparire, non essere.

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Domani sera il Napoli, poi il Chievo sabato, e poi senza respiro verso l’andata col Barcelona in casa.

Senza respiro e con qualche dubbio: Mandzukic ce la farà? A che punto è Dybala? Ma Alex Sandro si è solo riposato? E Marchisio non riesce davvero a giocarne due di fila o una intera?

Al netto di tutto, c’è da concludere con una osservazione lapalissiana: la peggior Juve ha pareggiato col miglior Napoli senza praticamente giocarla. Così, giusto per ristabilire alcuni equilibri di giudizio.

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Sampdoria – Juventus 0 – 1 / La Juve fa Cuadrado

La Juve fa Cuadrado rendendosi solida e quasi agnostica alle polemiche numerose e creative che piovono da tifoserie avverse e dalla procura federale sportiva.

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Curioso il caso di Pecoraro, uomo di Legge che sembra però avere le macchie di chi la Legge l’ha infranta, aggirata, raggirata. E se per la Giustizia Ordinaria la Juve non è stata nemmeno chiamata in causa e addirittura sembra testimoniata la condotta irreprensibile della società bianconera, per il corso sportivo delle indagini Agnelli è deferito, e la Juve tutta. Illogico.

Anzi, logico. La sensazione, condivisa anche dai tifosi avversari che hanno il senso della dignità intellettuale, è che si ripresenti un 2006: se sul campo è inattaccabile, allora si prova per vie traverse a frenare questa Juve. In particolare il management che – parole di Andrea Agnelli – “lavorerà per far crescere ancora la Juventus”.

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Poi c’è il campo. Una zuccata di Cuadrado ha risolto la delicata e sofferta sfida contro la Sampdoria. Primi 30 minuti da applausi, poi tossine mentali e fisiche hanno letteralmente bloccato la squadra di Allegri che si è richiusa su stessa, confondendo schemi e moduli tattici, incapace di “ammazzare” (sportivamente parlando) l’avversario.

L’uscita di Dybala, da chiarire con i medici dell’albiceleste, ha chiarito quanto è importante l’argentino nel processo creativo delle giocate. Pjaca ha ancora deluso, rendendosi pericolosamente inefficace quando doveva invece essere il jolly prezioso in questa fase della stagione. Jolly che continua a essere Cuadrado: al colombiano proprio non si può rinunciare per numero di soluzioni offensive. Addirittura pure il colpo di testa, che credevamo fosse fuori dal repertorio dell’esterno.

Rugani cresce, mentre Asamoah continua a fare passi indietro. D’accordo il cross da cui nasce il gol partita, ma poi i recuperi miracolosi in realtà nascono da leggerezze vergognose e buchi tecnici da cui sono arrivati tutti i pericoli doriani per la porta di Buffon. A proposito: da ieri Gigi è il più presente, per minuti giocati, della storia bianconera in Serie A. Davanti ha il mostruoso record delle oltre 640 partite nella massima serie. Chapeaux!

La sosta arriva nel momento giusto. Recuperare ossigeno, schiarirsi le idee, ricaricare le batterie. Da quando si ricomincerà, i bianconeri dovranno affrontare un mese intenso, affascinante, pieno di trappole, fra Serie A e Champions League.

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Juventus – Empoli 2 – 0 / La tranquillità è dei forti

A molti sembra non essere piaciuta la tranquillità della Juve, che è di fatto una superiore tranquillità. Colpisce quando deve colpire, vince quando deve vincere.

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Juventus – Empoli la si può raccontare da più punti di vista.

Bonucci e il suo pubblico. Applausi, cori, ancora applausi. Il più cercato è lui nel riscaldamento, e Leo risponde. Quasi a ribadire come la Juve quasi ne esce ancora più rafforzata dopo la burrasca Bonucci-Allegri. In realtà il caso è stato montato per la platealità dei gesti (e delle frasi) riprese da tutte le telecamere (e giornali e TV). In realtà di episodi così, in una squadra che deve vincere, ne capitano a iosa durante la stagione. Tutto ricomposto, con Bonucci che chiude con la fascia da capitano, e Allegri che se la ride durante le interviste post partita.

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Allegri e il nuovo modulo. Allegri se la ride pure perché la Juve sembra aver innestato la marcia corretta. Il nuovo modulo garantisce un nuovo equilibrio difensivo, e permette di meglio liberare le qualità offensive di una rosa dai piedi buoni. Il sacrificio di Mandzukic sulla fascia, il lavoro di Higuain per la squadra, i ricami di Pjanic e le sfuriate di Cuardrado e Alex Sandro. La Juve è classe, ma anche umiltà. Con queste due caratteristiche il modulo 4-2-tutti-avanti sembra perfetto. I risultati parlano chiaro, anche se ci sono segnali di un minimo di stanchezza. Naturale, speriamo tutto calcolato perché si torna in campo martedì, poi domenica, poi c’è il ritorno della Champions.

Le partite da non sbagliare. Il crollo del Napoli in casa, con un uomo in più, è poi la fotografia di una frase detta e ridetta nei salotti televisivi: la Juve non sbaglia le partite che non vanno sbagliate. Vale a dire, magari il gioco non sarà scoppiettante come quello di Sarri, però i tre punti vengono portati a casa ugualmente, e per la classifica contano quelli. Solo quelli. I cali di tensione legittimi dei bianconeri difficilmente innescano figuracce o sconfitte. Non è così per le avversarie, e qui sta la lettura del vantaggio in classifica di una Juve che non sbanda mai.

La tranquillità dei forti, appunti.

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Juventus – Inter 1 – 0 / Macchine da guerra e macchine di fango

Juventus – Inter è una sfida di macchine: da guerra e di fango. Allegri batte Pioli che vira sulla polemica facile. Resta il colpo di Cuadrado e una prestazione tosta.

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Il Movimento 5 Stelle è vivo più che mai. Tutti insieme, a sfruttare un tasso tecnico di enorme qualità, tale da sopperire anche ai momenti di stanchezza fisiologica.

La Juve subisce molto poco e bastano un paio di accelerazioni per mandare in tilt la difesa avversaria. Due traverse negano due gol splendidi a Dybala e Pjanic, Handanovic ne prende altri due, così come Buffon interviene su un paio di pericoli nerazzurri.

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Una partita molto maschia, a tratti divertente per i continui ribaltamenti, con il gioco spostato principalmente sulle fasce.

Allegri dovrà verificare la tenuta di modulo e uomini anche per la Champions. Pioli dovrà continuare su una strada che sembra quella buona.

Ridurre tutto a lamenti che negli studi sono stati comunque smontati appare ridicolo. D’altronde, ci sono macchine da guerra, e macchine di fango.

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Fiorentina – Juventus 2 – 1 / Ma per fortuna si rinnova al doppio dell’ingaggio

Finisce 2-1 per la Fiorentina. Per la Juve un’altra prestazione deludente. Ma per fortuna arrivano un po’ di rinnovi al doppio dell’ingaggio. Perché il talento deve essere premiato prima che i risultati siano raggiunti.

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Si può dire tutto, tranne che la gestione di quest’anno sia impeccabile. Un mercato estivo che sta presentando il conto, inserimenti che tardano, un Dybala vicino al rinnovo ma lontano dalle medie dello scorso anno, una difesa che balla sempre di più.

Allegri sbrocca ai microfoni, ma dovrebbe farlo di più davanti ai propri giocatori. Higuain a parte, contro la Fiorentina sono stati confermati tutti i limiti di una rosa la cui stanchezza mentale sembra fare il paio con quella fisica.

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Errori a iosa a centrocampo dove nemmeno Marchisio è riuscito a guadagnarsi la sufficienza. E se poi deve essere Chiellini a impostare, allora la frittata è fatta. E non che la Viola abbia davvero messo paura.

Da recuperare Crotone, ma nel frattempo ci si diverte a ridare speranza agli avversari. Mordente azzerato, schemi tattici molto vicini a “speriamo che me la cavo”. La grande novità è stata rappresentata dai 5 uomini offensivi schierati sul finale, giusto per sottolineare la disperazione più totale.

A metà gennaio si può trattare di un incidente. Il problema è che la memoria porta a troppi incidenti in questa prima parte di campionato dove si sono registrate sconfitte con le milanesi, con la Viola e con il Genoa. Troppe sconfitte, così come fuori media i gol subiti. Alcuni dei quali frutto di equilibri tattici perduti, o scarsa attenzione su palle da fermo.

Fra un po’ riparte la Champions. Intanto c’è la Lazio. Ma per fortuna comunque si rinnova. Al doppio dell’ingaggio.

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Juventus – Bologna / Tutto da rifare?

La Juventus riparte col Bologna, dopo l’incoscienza della Supercoppa Italiana e il divertimento di giornali e giornalai che hanno tentato ogni via di comunicazione per destabilizzare l’ambiente bianconero.

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Allegri dovrà fare un po’ il pompiere e un po’ il filosofo. Soprattutto dovrà verificare lo stato di forma e mentale dei migliori da schierare in campo. Unica certezza: il 4-3-1-2 per il quale si cerca un equilibrio a metà campo (e per questo è stato comprato Rincon) e si cerca un trequartista di più continua prestazione rispetto a Pjanic che potrebbe (dovrebbe) essere il crack di questa seconda parte di stagione.

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Nel fortino bianconero si apre un 2017 che dovrà dare risposte che sono però stimoli e sfide. Da affrontare con classe e fame, ciò che è mancato a Doha dove superficialità e scarso senso di sacrificio hanno dettato la sconfitta.

Sfumato Witsel sul mercato (perché a quelle cifre non esistono maglie o blasoni che tengano), bisogna non distrarsi oltre misura, nonostante qualcosa sembri mancare in una rosa forse un po’ vecchia in alcune zone del campo, o dalla qualità non sufficiente a dare il cambio ai titolarissimi.

Bologna, poi Atalanta, poi un tour de force che aprirà la strada verso il ritorno alle sfide europee che Higuain ha messo in cima alle priorità. Mentre Allegri ha tenuto a sottolineare l’importanza di entrare nella storia col sesto scudetto consecutivo.

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Juventus – Atalanta 3 -0 / Alla fine il calcio è semplice

Alla fine il calcio è semplice. Chi ha più corsa e voglia, abbinate a tecnica e idee, vince. Spesso. È accaduto in Juventus-Atalanta dove gli strascichi di Genova hanno finito per pesare più per Gasperini.

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Primo appunto: il bravissimo tecnico ex allenatore delle giovanili bianconere deve avere subito qualcosa in passato per aver questo atteggiamento arrogante alla fine di ogni match con la Juve. Bisogna scoprirlo.

Rabbia, corsa, dedizione. Così la qualità viene fuori. Al di là della prova sublime di Mandzukic (difficile rinunciare a uno così), la prova del 9 è Pjanic che con questo sistema di gioco ha più fiato per fare le cose che contano, senza rincorrere avversari come un qualunque Sturaro. Allegri deve mettersi in testa che il bosniaco va salvaguardato tatticamente, pena giocare con un in meno.

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Il castello del 3-5-2 sta crollando. Senza il tuttofare Dybala la Juve ha necessità di trovare altri abiti. Con Marchisio sempre in campo, perché il fosforo serve. Eccome se serve.

A farne le spese Higuain. Più lontano dalla porta e quindi con rare occasioni di firmare il tabellino dei marcatori, ma sono dettagli (come quello che lo vuole in rete con Dybala a fianco). Firma che invece Rugani ha di nuovo messo. Il giovanotto non ha fatto rimpiangere la BB (Chiellini era in campo) ed è tempo di concedergli fiducia.

Ultimo appunto: bene lo stadio, finalmente bolgia. Non siamo mica a teatro. Questo è calcio. È il calcio è semplice. Chi ha più corsa e voglia, abbinate a tecnica e idee, vince.

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Juventus – Napoli 2 – 1 / L’avete cercato, l’avete trovato

L’avete cercato, l’avete trovato. E godetevi questo Higuain, a Napoli.

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Madama prova a strappare ancora, allungando temporaneamente sulla Roma, staccando il Napoli. Non è stato uno spettacolo divertente come al circo, ma ad Allegri questo basta, basta che si vinca. Juventus batte Napoli 2 a 1.

Tre punti, presi con la consapevolezza che prima o poi là davanti si combina qualcosa, e pazienza se nel centro del campo la vecchia Juve di Vidal-Pirlo-Pogba non c’è più. Pjanic e Hernanes non funzionano, e questa è la drammatica notizia al 29 ottobre.

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Pochi ricambi di qualità, se non il rientro di Marchisio. Che potrebbe non bastare nell’Europa che conta. Perché nella confusione di una mediana che non funziona ci casca pure il Professor Khedira, costretto al compitino da 6, addirittura limitato nelle sortite offensive dove pure aveva dato il meglio nelle prime tre di questa stagione.

Resta il sano cinismo, firmato Bonucci (che sfrutta una svirgolata dopo un angolo) e Higuain (che l’azione e la vittoria se la costruisce da solo). Resta anche il temporaneo smarrimento difensivo che permette a Callejon di riequilibrare il match.

Fortuna e sfortuna sono le due facce di una stessa medaglia. Concetto che va letto in questo modo: il forfait di Chiellini mette nei guai la difesa, ma abilita pure l‘ingresso di Cuadrado che supera addirittura il predestinato Benatia già pronto a bordo campo. Un flash di Allegri, più flash del colombiano che in campo è l’unico a dare la scossa e a tentare qualcosa di non standard. Il resto è compitino.

Mentre a Napoli piangono per l’insuccesso non meritato, peraltro con Higuain mattatore. D’altronde, l’avete cercato, l’avete trovato.

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Juventus – Napoli / Non è decisiva, ma anche no

Ha detto Allegri: Juventus-Napoli non è decisiva. Ma anche no!

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Match d’alta classifica, di quelli che comunque indirizza una parte della stagione. Con il fiato sul collo giallorosso, i bianconeri devono cercare un ritmo costante di vittorie come quello che l’anno scorso permise l’incredibile rimonta e il trionfo finale.

Rosa decimata da infortuni che non saranno tutti muscolari, ma che certamente rischiano di pesare viste le partite ravvicinate. Strano concetto di stato di forma in Italia, dove non si è al 100% all’inizio, e poi si boccheggia già a fine ottobre. Assenze a parte.

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Da inventare l’attacco, dove la coppia pesante porta con sé l’assenza di alternative. Il solo giovane Kean potrebbe dare il cambio a gara in corsa, o il cambio di modulo con alto tasso di esterni.

Juventus-Napoli è una caccia di conferme il centrocampo, dove Marchisio va gestito, probabilmente addirittura non rischiato in vista della Champions e del prosieguo degli sforzi fino a fine anno. Dopo di lui il vuoto.

Romantica la sfida nella sfida: Higuain contro un passato da cui è fuggito per giuste ambizioni personali, stretto dalla morsa di un presidente-padrone che stranamente, stavolta, ha scelto il silenzio per presentare la sfida. D’altro canto, le parole in Assemblea di Andrea Agnelli hanno ancora una volta messo l’accento sull’importanza di una strategia aziendale che vada di pari passo con i risultati sul campo.

Già, il campo. Allegri ha detto che non è decisiva. Ma anche no!

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Milan – Juventus 1 – 0 / Qualità offensiva cercasi

Se hai Higuain, gioca Higuain. Il problema è chi gioca insieme a lui.

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Potenziale offensivo impressionante, ma inespresso, forse non sfruttato. E’ la sintesi di Milan – Juventus, dove i problemi bianconeri sono emersi tutti, specialmente a tratti. Il grandissimo gol di Locatelli premia un Montella ordinato e coraggioso, la cui didattica ha avuto la meglio su una non ben precisata manovra di Allegri.

Ci sono gli uomini, ma mal calati in un modulo che senza alcune pedine mostra lacune antipatiche. Tipo il regista, o semplicemente l’uomo d’ordine. Non lo è Hernanes, non lo è ancora Pjanic. Tipo anche il supporto a Higuain, drammaticamente lasciato senza rifornimenti, e sì che ne basterebbero pure pochi per l’argentino.

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In attesa di Dybala, occorre prendere subito una decisione: chi costruisce la manovra, chi la finalizza? De facto il jolly di Locatelli non intacca la solidità difensiva, ma da metà campo in su la Juve ha grossi problemi. Non risolti nel mercato estivo dove il mancato arrivo di Witsel nelle ultime ore adesso sembra poter pesare, almeno fino al rientro di Marchisio.

Seconda sconfitta in campionato, un po’ di respiro per le inseguitrici che sapranno ricucire la distanza, compreso un sorprendente Milan.

A Torino si attendono le mosse di Allegri dove se hai Higuain, gioca Higuain, ma il problema è chi gioca insieme a lui.

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