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Categoria: Champions League 2012/2013 (pagina 1 di 5)

Juventus-Bayern Monaco 0-2 Grazie ragazzi

L’intelligenza si scontra spesso con la voglia del sogno che é per sua natura senza limiti. Mettiamola in pratica.

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Uscire é giusto. Uscire cosí no, ma passa la piú forte indiscutibilmente. Fra le due squadre il Bayern é quella piú attrezzata, piú tosta, piú esperta.

Hanno addormentato il match quando volevano con un giro palla che sarebbe nelle corde della Juve, hanno colpito quando hanno voluto innescando le loro stelle, hanno controllato senza fatica le sfuriate avversarie. Chapeau, bisogna imparare.

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In realtá la Juve ha facilitato tale compito di controllo. Pirlo e Marchisio sono stati i grandi assenti dei due match e il peso delle loro non-partite si é sentito tutto. Il Principino dovrà riflettere, mentre Pirlo magari dovrá capire cosa é successo. Perché ieri sera aggrapparsi quasi unicamente a Pogba e Vucinic vuol dire tanto. Tanto in negativo quanto in positivo. Ma va bene cosí, bisogna ringraziare questi ragazzi per il cammino che ci ha portati fin qui.

Ha ancora ragione Conte, forse. Parlare di triplete o di possibile vittoria Champions era piú un atto di stima che un pensiero razionale, ma si cresce anche cosí.

Un’altra sconfitta netta, giusta. La somma dei valori in campo unita alle esperienze dei singoli. Questa Juve dovrá ancora imparare, ma giá cosí risulta un bell’apprendimento. In soli 18 mesi Conte ha compiuto autentici miracoli che ora dovranno essere trasformati in realtá e certezze. Avanti Juve, avanti con Conte.

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Bayern-Juventus 2-0, le pagelle

Non so se Conte abbia fatto pretattica quando ha parlato di centrocampo folto, con un’unica punta a fare da vertice-sponda di una squadra che doveva fare della combattività la sua arma migliore. Fatto sta che i tedeschi ci hanno dominato, in lungo e in largo: noi mai in partita, già dopo 28″, quando Alaba ha tirato per la prima volta in porta e il pallone ha assunto una traiettoria stranissima, di fatto ingannando Buffon. Si sapeva, sconfitta meritata. Nonostante l’attenuante del gol sfortunatissimo.

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Buffon: ingannato dalla strana traiettoria sul primo gol (nel replay si vede che la palla, anche dopo la deviazione, va leggermente alla destra di Buffon per poi girare sulla sua sinistra sinistra: una mezza papera). Una papera totale sul secondo, perchè non è modo di respingere, e questo intervento pesa molto sulla sua valutazione. In mezzo viene colpito da Robben nel primo tempo, una buona parata nel secondo su Muller. E tanti appoggi sbagliati. VOTO 4,5

Barzagli: in difficoltà sempre. Su Robben, su Ribery, su Muller. Fuori serata. VOTO 5

Bonucci: costretto a impostare in fretta, sbaglia una marea di lanci. Sul secondo gol dorme. VOTO 4,5

Chiellini: combatte, nonostante Peluso vada sempre in difficoltà su quella fascia. Forse quello meno peggio, perchè con le buone o con le cattive (cioè quasi sempre) tiene a bada Mandzukic. VOTO 6

Pirlo: se solo facesse un tocco in meno, uno solo. Quelli del Bayern sono assatanati, lui non l’ha capito minimamente. Troppo lento. Non siamo in Italia. VOTO 4,5

Vidal: lui e Chiello si salvano, perchè ci mettono quella grinta che Conte aveva chiesto a tutti. Si fa ammonire, si becca con Ribery, arriva al tiro. Lui c’è stato. VOTO 6

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Marchisio: assente anche lui, non dà niente, nè in copertura nè in fase offensiva. VOTO 4,5

Peluso: le difficoltà arrivano dalla sua fascia, dove Robben fa ciò che vuole, in collaborazione con Lahm. Il fisico non basta. VOTO 4,5

Lichtsteiner: a destra la Juve spinge di più, e soffre di meno. merito suo perchè corre, è presente, ma non sufficiente. VOTO 5,5

Quagliarella-Matri: non pervenuti. VOTO 4

Vucinic: entrato troppo tardi, perchè a differenza dei titolari quando gli arriva palla riesce a proteggere e a far ripartire gli altri. VOTO 6

Giovinco: tutto fumo. VOTO 5

Pogba: S.V.

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Bayern Monaco-Juventus 2-0 Il famoso gap di Antonio Conte?

Alla fine ci può stare e ci sta. Più preparati, più esperti, più calmi quelli del Bayern nell’affrontare la sfida di Champions. Contratti quelli della Juve, con significative differenze soprattutto sulle fasce.

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Qualche giocatore sottotono, qualche ruolo scoperto, un po’ di fiato tirato, ma in fondo va bene così. Può andare bene così per questo ritorno fra i grandi. Un primo gol regalato, un secondo gol che poteva essere evitato (se non dal guardalinee, sicuramente da una migliore diagonale o respinta di Buffon).

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Paradossalmente è questa la migliore situazione per affrontare il ritorno fra un po’ di giorni. O tutto o fuori. Serve ritmo, serve una migliore organizzazione, serve magari un Marchisio in campo.

Robben e Ribery contro Lichtsteiner e Peluso: lì abbiamo fortemente pagato dazio, con un Barzagli che è andato, dopo 2 anni di partite, in difficoltà per la prima volta. E qualcosa di simile è accaduto in avanti dove la coppia bianconera non è riuscita a impensierire quasi mai la seppur macchinosa difesa tedesca.

Tanto da rivedere, ma chiedere di più era forse troppo per un giocattolino costruito solo 18 mesi fa?

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Sorteggio Champions League: sarà Juventus-Bayern Monaco

Torniamo fra le prime otto in Europa. Dopo il biennio di Capello, dopo il dominio di Lippi nonostante le finali perse, Conte riporta la Juve a un gradino di dignità europea notevole.

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Molti avevano paura di noi, molti hanno paura di noi. Il calcio di Conte, ragionato e pratico, veloce e molto fisico, mette pressione a chi affronta la Juve e questo è già un punto guadagnato.

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Con un attacco senza top player, ma con un centrocampo strepitoso, forse migliore fra le prime otto d’Europa. E una difesa che sta facendo cose incredibili. Un Buffon in più, un Pirlo che indicherà la via, la freschezza e la fame di Vidal e Marchisio, la solidità del trio Barzagli-Bonucci-Chiellini. E’ questo il biglietto da visita.

Si comincia in Germania, contro il Bayern Monaco.

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Quale squadra vorresti incontrare ai quarti di Champions? [SONDAGGIO]

Ci siamo. Ormai ci siamo. Domani conosceremo l’avversaria dei Quarti di Finale della Champions.

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La Juve manca da tanto tempo dai quarti. Fu Capello: Liverpool e poi Arsenal. Due inglesi. Stavolta di inglesi non ce ne saranno. Successe pure nel 1996: l’Inghilterra non presentava formazioni ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.

Una delle sette palline verrà abbinata alla Juve. Sì, ma quale sarebbe da preferire? Ci sono due versioni nei bar italiani.

La prima vuole un sorteggio di grande impatto. Meglio affrontare subito un top club. Tipo un Real Madrid o un Barcellona o un Bayern Monaco. Sono forse le tre formazioni più blasonate, e oggettivamente le più pericolose.

A me in realtà Mourinho non fa paura, almeno sul campo. Certo le sue influenze e conoscenze arbitrali sono da temere, ma per il resto il Real è attaccabile.

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Io eviterei piuttosto il Borussia Dortmund. I gialloneri mi sembrano veramente molto ben attrezzati. Il loro allenatore inoltre meriterebbe una menzione per il lavoro fin qui svolto. Anche se abbiamo un debito contro il Borussia.

La seconda versione è riferita a un sorteggio più leggero. Attenti al trucco, però. Snejder e Drogba, Isco e l’Ingegnere non sono avversari semplici. Così come non lo è il PSG che comunque può contare su tante individualità, ma nessun gruppo.

Vale comunque un concetto: chiunque arrivi troverà una Juve preparata. E affamata. Come lo è Conte.

Parola a voi: quale squadra vorreste incontrare ai quarti di Champions?

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Habemus Messi: i trucchi italiani non funzionano

Che mazzata. Una di quelle batoste che resteranno nella storia. Una figuraccia di livello mondiale. Il Milan viene sbattuto fuori dalla Champions a pesci in faccia. La colpa di chi sarà? Io ho una idea.

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Userò le parole che ho raccolto in questi due giorni di preparazione al match. Buona lettura.

Stefano Eranio, ex giocatore del Milan:

Questo Milan  è superiore alla Juve. Peccato aver perso punti all’inizio del campionato altrimenti a quest’ora sarebbe in lotta per il titolo.

Giovanni Galli, ex giocatore del Milan:

In Spagna sembrano sicuri, ma contro questo Milan non sarà facile. Ho visto Allegri concentrato e sicuramente avrà tirato fuori qualche soluzione per frenare il Barca.

Pistocchi, giornalista del Milan, prima della partita:

Il possesso palla che Allegri ha ridato al Milan non è così inferiore a quello del Barca. Vediamo che partita esce fuori.

Pistocchi, giornalista del Milan, dopo la partita:

Ma di che parliamo? Quando una squadra non tocca palla per il 30% del tempo e non ha mai occasione per tirare in porta… ma di che parliamo?

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Allegri, ex allenatore del Milan, a fine partita:

Peccato. E’ pur vero che non abbiamo concesso tante occasioni al Barcelona. Ai miei ragazzi non posso rimproverare nulla.

Flamini, giocatore del Milan, a fine partita:

Beh peccato per il palo. Poi non sapevo del fuorigioco di Messi e vorrei rivedere quel fallo di mano di Pique.

Ufficio Stampa del Milan ai vertici UEFA a fine partita:

Perché la TV spagnola non fa rivedere il fallo di mano di Pique?

Pellegatti, tifoso Milan, a fine partita, in polemica con Pistocchi (palesemente deluso negli studi Premium):

Io non ho visto un piccolo Milan. Abbiamo avuto occasioni e resta la partita di andata. Questa squadra crescerà in due o tre anni.

Che dire?! La colpa non è di Allegri, che di novità tattiche non ne ha portate nemmeno una. La colpa non è dei ragazzi che vestono il rossonero: quelli sono e quelli sono i limiti.

La colpa è semplicemente di chi pompa la propaganda mediatica pro Milan. La colpa è dei giornali che la realtà la nascondono a favore di campagne elettorali perenni. La colpa è della TV che racconta il falso. Poi capita che la Giustizia Terrena ti mette di fronte alle vere difficoltà. Capita che questa Giustizia si riprende, con gli interessi, tutti i debiti contratti fra un Braschi, un Kassai (comunque protettivo) e un Damato o Rizzoli di turno. E si torna così alla realtà, quella vera.

Restava solo una cosa da fare ieri: staccare la luce. Solo che Galliani non è riuscito a trovare l’interruttore generale del Camp Nou. Maledetta sfortuna.

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Juventus-Celtic 2-0 Le pagelle

Pochi problemi nella gara di ritorno degli ottavi di finale, dopo il secco tre a zero dell’andata la gara non aveva nulla da dire, ma nonostante ciò il Celtic aveva iniziato col piglio giusto, e la Juventus aveva fatto sfogare gli scozzesi, per poi punire alla prima occasione, come all’andata. Un grazie ai ragazzi, hanno disputato un ottavo superbo tra andata e ritorno. E un grazie speciale a Conte: ci ha riportato tra le grandi d’Europa.

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Buffon: splendida parata, nonostante fosse controtempo. Ma parata a parte, ha dato grande sicurezza nelle uscite, e soprattutto nel primo tempo, quando la Juve era un pò schiacciata, ha sempre richiamato i compagni. Segno che non ha sottovalutato l’impegno, anzi. VOTO 7

Bonucci: Samaras lo punta e lo salta un paio di volte, ma sappiamo che è un libero, e non proprio un marcatore. Tutto sommato bene. VOTO 6

Marrone: gioca da veterano, non spreca mai un pallone. VOTO 6,5

Barzagli: un solo errore nel primo tempo, poi dà il via all’azione del gol, ed è sempre puntuale. VOTO 7

Pirlo: nel primo tempo butta via un paio di palloni: dovrebbe essere più rapido e fare un tocco in meno. Nel secondo tempo basta il lancio per Vidal. VOTO 6

Pogba: un recuperapalloni, soprattutto nella prima frazione. E si propone anche, con risultati positivi. Chiude davanti alla difesa. VOTO 6,5

Vidal: l’inserimento e l’assist possono bastare, ma è anche tanta corsa. Forse un pò limitato dalla diffida. Gioca una buona gara. VOTO 6,5

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Padoin: esegue bene il compito che Conte gli affida, anche se appare un pò falloso, e spesso non tiene la posizione. VOTO 6

Peluso: sbaglia tanto nel primo tempo, la sua non è una buona prestazione. Esce al 60′. VOTO 5,5

Quagliarella: nel primo tempo è lui che viene incontro, ed è lui a far partire le migliori azioni d’attacco. Bravo nell’incrociare il tiro sul primo gol, poi segna un gol facile facile. VOTO 6,5

Matri: puntuale sotto porta, come all’andata. Lui e Quaglia, nonostante la non perfetta intesa, si guadagnano la serata. VOTO 6,5

Giaccherini: S.V.

Asamoah: S.V.

Isla: S.V.

 

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Juventus-Celtic 2-0 Lennon ci ha provato, ma Conte è un mostro

Ci hanno provato. Probabilmente Lennon ha letto la Gazzetta, avrà saputo che lì tifano Chelsea, tifano pure Celtic e ogni avversario bianconero. Così ha pensato di attaccarsi a un ritornello trito e ritrito che in Italia, nella mediocrità generale in cui versa il Paese, trova terreno fertile: la moviola, l’arbitraggio.

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Ma Conte è un mostro. In Europa specialmente. La Juve ritrita il Celtic spendendo poche energie, con un atteggiamento da squadra esperta, cinica: qualche sfondamento e due gol. Tutto il contrario di quanto accade in Italia.

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La strana coppia Quagliarella-Matri ha timbrato il cartellino. Tutto il contrario di quanto accade in Italia, ma ne parleremo in un altro articolo. Funziona da paura la difesa, con un Buffon migliore in campo: non già per l’unica parata richiesta (il miracolo sulla deviazione fortuita di Hooper, magari per far capire il divario con Cech…), ma per le sfuriate contro i suoi e il voler tenere altissima la concentrazione. Se Pirlo gioca con gioia, Buffon gioca certamente con la convinzione che solo con umiltà, sacrificio e classe si può arrivare lontano. Lontanissimo.

Un po’ di numeri:

  • 490 minuti di imbattibilità europea per la Juve. Considerando Lucescu, il Chelsea e il doppio confronto con gli scozzesi non è male;
  • 74 palloni toccati per Pogba (grazie all’uscita di Pirlo): ha solo 19 anni ed è alla prima vera esperienza da professionista;
  • 9 italiani su 11: raccontatelo in giro, questo dettaglio non è mai sottolineato abbastanza;
  • 6 cambi rispetto al match col Napoli, roba che sembra vera la frase di Marotta nel pre-partita “qui non ci sono primedonne, Conte ha un gruppo di altissima qualità”. Un po’ bugia, un po’ verità;
  • quarto gol per Quagliarella nelle Coppe, 11 totali. Miglior marcatore europeo, migliore stagionale insieme a Giovinco: riuscisse a tenere alto il profilo durante l’anno sarebbe devastante;
  • secondo gol consecutivo per Matri che in questo 2013 ha invertito il trend rispetto all’intero 2012: continua così. Ne manca uno e anche lui andrà in doppia cifra, come Vucinic, Giovinco e Quagliarella: questa cifra dà il senso della delusione generale fra i tifosi, che è un po’ paradossale e certamente un po’ reale!

Ora aspettiamo il sorteggio, consci che chiunque capiti dovrà sudare tantissimo per entrare nel G4. Resta una sola domanda, avendo già sfogliato i giornali stamattina: ma cosa deve fare Barzagli per prendere un 10?

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Sportività o paraculismo? Meglio la seconda

Pizza, pepsi e che sia un grande spettacolo. Almeno così avevo preventivato ieri sera quando mi sono messo a guardare Manchester United contro Real Madrid. Spettacolo sì, ma davvero poco gradevole.

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Il pubblico di Manchester è solitamente sportivo. Solitamente! Tranne quando vede qualcosa che proprio non torna. E il gesto dell’arbitro ieri sera non è tornato a molti, compreso uno scatenato Ferguson che ha dovuto imbavagliarsi a fine match per non scaricare la rabbia contro i microfoni.

Mentre nell’altra stanza si consumava l’ennesimo gesto da paraculo di Mourinho, uno che ancora, a parer mio, deve dimostrare di saperne anche di tattica oltre che di motivazione e di media.

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Un organizzatissimo Manchester contro un Real Madrid in piena di crisi di nervi risolta soltanto da un rosso abbastanza fantasioso mostrato a Nani.

Certo pure Sir Alex dovrebbe spiegare il motivo della rinuncia al giapponese e a Rooney, ma quell’espulsione ha completamente rovesciato la partita.

Fra un Kaka imbarazzante e uno Xabi Alonso sempre graziato nonostante i suoi comportamenti antisportivi, il Real ha espugnato De Gea con un tiro dalla distanza dell’oltre 30-milioni-di-euro (leggi Modric) e con un gol trovato da Cristiano Ronaldo (per me ancora di un gradino sotto a Messi). Poi le parate di Diego Lopez: paurosi alcuni salvataggi.

Sfortuna, ma non solo. Il gesto dei “soldi” mostrato a Mourinho la dice lunga su un pensiero comune: questo portoghese ha risorse inimmaginabili. Con queste stesse parole Indro Montanelli descriveva un certo Silvio Berlusconi. Salvateci!

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Celtic – Juventus 0-3 Le pagelle

Cinici, belli e decisi. Cosi possiamo riassumere i ragazzi contro il Celtic, in una gara che si presentava abbastanza ostica,  visto l’ambiente e il valore che il Celtic ha quando gioca tra le mura amiche. Abbiamo atteso per poi colpire, e lo abbiamo fatto alla grande con un Matri in grande spolvero, Marchisio che ha raddoppiato e Mirko che ha chiuso.

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Faccio una premessa: tre a zero fuori casa in un ottavo di finale, meriterebbero tutti 8. Cerco di essere il più obiettivo possibile.

Buffon: con le sue parate,  non difficilissime, dà grande sicurezza al reparto e a tutta la squadra. VOTO 6,5

Barzagli: meno sicuro del solito, dopo la grande gara con la viola. Impreciso in diversi appoggi, bene in marcatura. VOTO 6,5

Bonucci: controlla al meglio la sua zona, e da copertura ai due ai suoi lati. Non soffre mai.  VOTO 6,5

Caceres: per me il migliore dei difensori, perfetto nelle chiusure,  attentissimo e sempre deciso. VOTO 7

Pirlo: quando la vuole giocare non ha molto tempo per pensare, e in alcune occasione perde palloni facili. Meglio nel primo tempo, nel secondo cala. VOTO 6,5

Vidal: meno mastino del solito, un po troppo preoccupato a difendere l’area di rigore, ma sempre presente nel mezzo. Sono le sue gare. VOTO 6,5

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Marchisio: un pó sottotono nel primo tempo,  nel secondo esce alla grande regalando un assist e firmando il gol dello 0-2. Ammonizione sciocca però.  VOTO 7,5

Lichtsteiner: non disdegna mai la fase offensiva, un treno su quella fascia, molto sicuro anche quando è pressato subito. VOTO 6,5

Peluso: esordio in Europa,  mi aspettavo una gara timorosa invece mi ha stupito per la grande personalità con la quale ha affrontato la serata. Grande fisicità,  ottima la sua voglia di affondare sulla sinistra, una bellissima sorpresa. Lui e Caceres perfetti. VOTO 7

Matri: sta giocando di nuovo, si muove bene perché sa smarcarsi,  i suoi avversari non sono granché nei movimenti. Sigla il vantaggio,  poi bellissimo l’assist per Marchisio. VOTO 7,5

Vucinic: prima del gol si era visto al minuto 33 per un tunnel, e al minuto 66 per un tiro. Poi il nulla. Ha il merito di ipotecare la qualificazione,  e non è poco. VOTO 6,5

Padoin: dalla sua pressione nasce il terzo gol. VOTO 6

Pogba: S.V.

Anelka: S.V.

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