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Categoria: Coppa Italia 2010/2011

E la colpa, immagino, sarebbe di Marotta e Del Neri?

Oggi è complicato riflettere e soprattutto trattenere le parolacce. Però la coerenza è un bene troppo prezioso per sprecarla in polemiche inutili. Tipo quelle che stanno investendo Marotta e Del Neri. E allora proviamo, ancora una volta, a capire la reale situazione nella quale si stanno muovendo Paratici e Marotta, in qualità di Direttore e Aiutante, e Del Neri, in qualità di allenatore.

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La situazione attuale vede una Juve che, mediaticamente e ufficialmente, è nelle mani di Andrea Agnelli. Il quale ci ha messo la faccia con un’amore e un coraggio non banali. La prima operazione di Andrea Agnelli da Presidente Bianconero è stata quella di affidarsi a gente capace di svolgere con onore il proprio lavoro: cioè Marotta, Paratici e Del Neri. Ma non dimentichiamo che gente come Elkann e come Blanc continua ad avere un peso troppo importante in questa società,e questo è quanto, almeno è il mio pensiero.

Se per 1 milione di euro si deve passare da un CdA straordinario, vuol dire che hanno mollato a Andrea Agnelli la più assurda gestione di una Juve che a questo punta cade nel ridicolo.

Immagina di mettere nelle mani di Beppe Marotta un piccolo tesoretto, praticamente i soldi settimanali che un modesto padre di famiglia è disposto a concedere al proprio figliolo. Facciamo una ventina di milioni di euro. Che ci fa il Direttore Generale con questi soldi? Partendo da una base tecnica tra le peggiori in assoluto, nella storia bianconera, il Dottor Marotta compie alcuni piccoli miracoli, visto che Nesta e Cristiano Ronaldo non li vendono, visto che Rooney è incedibile e Fernando Torres costa parecchi denari, allora arrivano questi ragazzi:

  1. Marco Storari, 4.5 milioni di euro, prelevato da Milan e autore di una girone di andata stratosferico viste le prestazioni e la totale assenza di colpe per i gol presi (ricordo solo un errore tecnico e cioè quello con la Lazio costato 0 punti!!!!!);
  2. Leonardo Bonucci, 5.5 milioni di euro spesi, più il cartellino di Mimmo Criscito, uno dei migliori difensori centrali ai quali si deve dare il tempo di crescere e trovare i giusti equilibri con Giorgio Chiellini col quale forma la coppia di difesa della Nazionale Italiana;
  3. Milos Krasic, 14 milioni di euro in tre rate, il giocatore che più di tutti ha spaccato le partite e ha dimostrato sano e vivo attaccamento alla maglia bianconera (vergogna chi lo ha criticato, significa mancare di rispetto alla persona e a tutto quanto ha fatto e detto questo ragazzo serbo);
  4. Alberto Aquilani, 0 milioni di euro spesi, preso con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 16 milioni, uno dei centrocampisti più interessanti e nel periodo migliore mi sembra lo abbia dimostrato;
  5. Fabio Quagliarella, 4 milioni per il prestito, 10 per riscattare l’intero cartellino, autore di una prima parte di stagione da urlo, con 9 gol e prestazioni da incorniciare.

Sono stati toppati i seguenti acquisti: Traoré (più infortunato che sano), Marco Motta (sul quale pesano un numero imprecisato di gol, compreso quello di Vucinic ieri sera), Rinaudo (la pezza all’ultimo giorno di mercato per l’incognita Legrottaglie) e Martinez (costo, 12 milioni in tre rate, praticamente mai utile alla causa) e Lanzafame (mai fatto giocare, chissà perché!).

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A ciò va aggiunto il recupero di Felipe Melo e il buon innesto di Simone Pepe, uno che fa legna, uno che ha già siglato 4 gol e che corre per due, uno insomma da rispettare.

Il problema semmai è dovuto alle partenze, o alle non partenze. Tipo quella di Amauri, un’autentica zavorra, un vantaggio enorme per chi ci gioca contro. Tipo quella di Grosso, che poi sfortunatamente ti torna utile perché lì sulla sinistra, di tre terzini, ti è rimasto proprio l’eroe del Mondiale 2006. Tipo Grygera, che non lo vuole nessuno e che non puoi regalarlo. Tipo lo stesso Iaquinta, che in queste condizioni, cioè pessime per l’80% dell’anno, vale quanto il due di bastoni. Tipo Sissoko, una forza della natura in fase difensiva, un disastro totale in fase di costruzione.

Servirebbe allora un chiarimento netto e crudo da parte del Presidente e del Direttore Generale. Servirebbe una conferenza stampa dai toni molto sereni e con parole più che chiare: “non ci sono soldi e la proprietà non ha intenzione di investire”. Basterebbe questo per raddrizzare il tiro e scaricare quelle che penso essere le vere responsabilità di un ridimensionamento francamente inaccettabile.

Anche per non rompere quel rapporto fra Andrea Agnelli e la tifoseria fino a questo punto molto buono e promettente.

Ti chiami Agnelli, Andrea, ricordatelo. E se sei prigioniero di un Elkan e di un Blanc allora non puoi accettare la mediocrità che ti hanno affidato, nonostante i tuoi buoni propositi. E il fair-play finanziario dietro cui si nasconde la Proprietà è solo il vano tentativo di giustificare quattro anni di gestione furibonda e senza un briciolo di idea di come va il mondo del calcio. Ecco, tutto questo prima o poi deve essere spiegato.

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Juventus-Catania 2-0 Niente illusioni

E’ un 2-0 netto contro un Catania in formazione rimaneggiata. E’ un 2-0 comunque da prendere in segno positivo, perché in fin dei conti la Juve è parsa in ripresa e perché il campo ha timidamente suggerito possibili soluzioni a breve che Del Neri potrà adottare nei prossimi match.

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Prima di cominciare l’analisi della partita di Coppa Italia è bene sollevare, in attesa che qualcuno si muova ufficialmente in società, molti dubbi legati agli arbitraggi. Anche ieri sera, cioè in una partita anonima, i bianconeri sono andati sotto sugli episodi. Sono ormai troppi e troppo fastidiosi i fischi che bloccano le azioni o i fischi mancati o i gol annullati in modo così facile. Anche ieri la Juve ha da lamentarsi. Almeno tre chiare punizioni non fischiate a Krasic (col guardalinee a due passi, chissà cosa avrà visto), a Melo lanciato solo contro il portiere (lì o ammonisci per simulazione o fischi un fallo fin troppo evidente) e a Del Piero (ieri marcato eccessivamente stretto dai centrali catanesi). A ciò aggiungiamo un dubbio fuorigioco fischiato al Capitano lanciato in rete e il gol annullato allo stesso Del Piero. Si fa fatica, d’altronde, a menzionare un episodio a favore della Juve. E le partite cominciano a diventare numerose. Alzare la voce è un bene, perché le concorrenti beneficiano di episodi a favore. Sarà un caso, come sollevato da molti tifosi sul web, ma da quando Agnelli ha tenuto a precisare la posizione della nuova Juve su Calciopoli…

E passiamo alla partita. L’uscita di Toni per infortunio ha portato più benefici che disastri nell’undici bianconero. D’altronde il Barca di Guardiola non conta nessuno alto più di 1,70 metri in attacco e gioca a meraviglia. Con Toni fuori Del Neri ha finalmente provato una soluzione in più, durata per la verità poco in campo, ma applicata a meraviglia. Un po’ come auspicato da me proprio ieri.

Centrocampo folto di gente con piedi buoni. Felipe Melo là in mezzo è tornato quello prima di Parma, cioè caparbio, sereno, con buone giocate in fase di costruzione e tanto tanto pressing. Non vedo l’ora di rivederlo in campionato. Aquilani dà leggeri segni di ripresa. La condizione per il romano è fondamentale e in queste ultime settimane è venuta a mancare. Buona la corsa di Krasic sulla destra che ha potuto sfogarsi di più con l’uscita di Toni e, oltre al gol che non guasta, si è reso protagonista delle solite sgroppate e di qualche accentramento con tiro in porta. Qualcuno dimentica che questo ragazzo è da 13 mesi che non si ferma e che continua a correre sulla destra.

Non è un caso che la Juve non prende gol quando può schierare Marchisio, Felipe Melo, Aquilani, Bonucci e Chiellini. Posto, ovviamente, il peso specifico del Catania di ieri sera. Ma con questa Juve nessuna sfida è banale o vinta in partenza.

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Menzione speciale per Simone Pepe, bistrattato da chi probabilmente non vuole vedere in faccia la realtà o semplicemente prova gusto a criticare e criticare e criticare. Lo ripeto per l’ennesima volta: non è Cristiano Ronaldo, né il Di Livio della prima Juve di Lippi. E’ semplicemente un ragazzo che dà l’anima in campo, che corre e si sbatte come pochi in questa Juve e che offre ottime prestazioni. I piedi non saranno eccezionali, ma sono comunque buoni, più che buoni. Salta spesso l’uomo e scaraventa in area buoni palloni. Si inserisce e copre e segna pure. Ma cosa volete di più da Simone Pepe? E’ costato meno di 1 milione di euro e secondo me va riscattato perché anche quando va in panca non protesta mai e pare essersi inserito all’interno del gruppo.

Sul Capitano trovo difficile buttar giù un accenno di difesa. Migliore in campo ed età dimezzata. Pimpante come a inizio stagione, ha saltato costantemente l’uomo procurandosi una quantità industriale di calci di punizione. Ha fatto ballare l’avversario di turno, ha offerto l’assist meraviglioso a Krasic e da uno schema su calcio d’angolo ha mandato in gol pure Pepe. Se volevate il caffé… potevate aspettare e ve lo preparava. Trovo ridicolo quanto scritto sulla sua gestione, fin qui eccezionale da parte di Del Neri, e sul suo impegno, oltre che su un talento cristallino nemmeno scalfito dai 36 anni. Talento che nessun altro al mondo finora ha saputo offrire con tale disinvoltura. Aprite bene le orecchie e accendete il cervello: la Juve senza Alex Del Piero non va da nessuna parte. Serve solo capire chi potrà sostituirlo e serve capire che nelle pause legittime che il suo fisico gli chiederà andrebbe sostituito con un giocatore con caratteristiche simili. Ad avercene di gente come lui in squadra. E probabilmente Marotta sta provando a tirare fuori dal mercato il nome giusto.

La nota più lieta è il rientro di Gigi Buffon. A fine partita, e basta questo per capire l’importanza di questo uomo, ha detto:

Molti tifosi mi hanno sempre detto che ho fatto una cavolata a rimanere in questa Juve. Potevo andare ovunque a vincere ancora, ma quello che mi dà la gente bianconera non lo avrei trovato in nessuna parte del mondo.

Bentornato Fenomeno. Ora sotto col Bari, e poi con la Samp e poi col Cagliari e poi…

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