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Categoria: Coppa Italia 2013/2014

Roma-Juventus 1-0 Er Sistema e le bugie di Conte

Uscire così dispiace. Non già perché vorrei sottolineare i meriti della Roma, ma perché sono costretto a commentare una partita mai giocata dalla Juve. La Coppa Italia mi interessava, perdere non mi piace, dire addio a un obiettivo interessante mi disturba – stavolta sì – il fegato.

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Conte doveva essere chiaro

Contro la Sampdoria, in campionato, con 8 punti di vantaggio, va in campo la formazione migliore. Contro una Roma che sprizzava vendetta, in Coppa Italia, in una sfida senza ritorno, per l’obiettivo della Coppa Italia, Conte si affida alle riserve. Sarà un mio grosso limite, ma non lo concepisco.

Ecco perché l’unico pensiero che mi gira in testa è il seguente: Conte ha voluto mollare la Coppa Italia. Le semifinali si giocano in febbraio, quando riparte pure quella rottura della Europe League (che a questo punto diventa obiettivo importante). E allora via l’impegno della Coppa Italia, un po’ di ossigeno per i gufi, e noi si tenterà il prossimo anno.

Penso questo perché la squadra ha “detto” questo. Vidal molle, Pirlo lento, le due fasce scandalosamente inadeguate, la difesa con la testa chissà dove visti i disimpegni che nemmeno la Primavera…

Conte doveva essere chiaro e io l’avrei perfino appoggiato: non abbiamo risorse per lottare su tre fronti, vogliamo il terzo scudetto, tenteremo l’Europa, ma la Coppa Italia proprio dobbiamo mollarla. Onesto, chiaro, pulito, come sa fare lui. Perché poi, a me, essere preso in giro non va proprio. Ero sul divano convinto di vedere giocare la Juve, convinto che le mie sensazioni erano pari a quelle dei ragazzi in campo. Non è stato così, e certo non è colpa mia. Difficile pensare il contrario. Impossibile dire “Conte non vuole perdere nemmeno a carte”. Purtroppo ha dimostrato il contrario ieri sera, con cambi tardivi e una preparazione del match fatta proprio per aspettare il gol dell’avversario. Una squadra che vuole vincere, un tecnico che vuole vincere, cambia immediatamente Giovinco e Quagliarella o rivede l’assetto tattico inserendo Pogba (che poteva sfruttare il tiro da fuori).

Problema qualità panchina

A quanto detto sopra, si aggiunga, tristemente, l’ennesima prova di una panchina purtroppo inadeguata. Il che mette in dubbio, a questo punto, la vendita di Vucinic. Se non giocano Tevez e Llorente – più che fondamentali nell’economia di gioco di Conte – allora siamo nei guai. Quagliarella e Giovinco hanno sprecato una grande occasione. Palla a loro e manovra imballata. La Juve maestra nell’avanzare il proprio baricentro, ieri è stata più volte costretta, dagli attaccanti, a tornare indietro diventando prevedibile, lenta, abulica e per nulla creativa e pericolosa.

Così si va poco lontano perché gli stessi 11, per tutta la stagione, difficilmente reggeranno. Piccoli cambi li sopportiamo, ma fuori 4 titolari, fuori Pogba, e questa Juve comincia a soffrire.

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L’atteggiamento remissivo, l’essersi rinchiusi nel proprio centrocampo è roba da provinciale, certo non è roba da Conte. E non credo che la Roma, che ha solo tirato da fuori, praticamente, abbia tutti i meriti di questa non-partita della Juve.

Il problema mercato va perciò inquadrato così: o si prendono titolari assoluti, altrimenti bisogna cercare gente tosta capace di sostituire al meglio i titolari attuali.

Capitolo “er sistema”

L’ultimo capitolo è dedicato a Er Sistema di De Sanctis. Ieri, a quanto pare, non solo non è stato applicato, ma è stato vergognosamente ribaltato.

Il giallo a Benatia è talmente ridicolo quanto i dubbi dei telecronisti giallorossi su RaiUno. Giovinco, in vantaggio e solo davanti il portiere, viene atterrato. A termini di regolamento è fallo da ultimo uomo, quindi rosso. Il giallo è solo uno dei colori sociali della Roma, ma con l’episodio c’azzecca poco (come direbbe il buon Di Pietro).

Pure De Rossi ha ammesso che il gol di Peluso è più che regolare. Dal primo replay RaiSport si è visto che la traettoria resta dentro il campo. E la Gazzetta mente sul gioco fermo. Il gioco era assolutamente non fermo e il fischio ufficiale è arrivato quando Peluso era ormai alla bandierina col pugno alzato.

In generale stupisce la gestione della gara. Benatia l’ha completata, Castan ha preso giallo solo per proteste. Nel mentre, la mia Juve sta scrivendo il contro-comunicato per l’affaraccio con l’Inter.

Lo dico ora per non ripeterlo più: se non alziamo la voce, se non ci difendiamo, se non la smettiamo con questo atteggiamento british, come nel 2006 – e scusate la volgarità – ce se ‘nculano fortemente (esattamente come un anno fa contro la Lazio: ricordate l’intervista beffa di Conte ai microfoni Rai?).

E ora massacriamo la Lazio. Una grande squadra è grande SEMPRE. E non molla niente.

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Roma-Juventus Conte si affida alle seconde linee

Io vorrei passare il turno. Lo voglio con tutto il cuore. Troppo importante puntare il traguardo della decima in Coppa. Ecco perché non mi trova d’accordo il pur gentile pensiero di affidarsi alle seconde linee. Che poi, intendiamoci, soltanto in alcuni ruoli.

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Nell’ordine, Storari sostituirà Buffon perchè la regola di coppa è questa. E fin non ci piove. Barzagli, Bonucci (al rientro) e Chiellini tenteranno di difendere la porta bianconera.

A centrocampo Pogba osserverà un turno di riposo. Andrea Pirlo riprende il suo posto in cabina di regia. Al suo fianco Marchisio e Vidal. Le fasce laterali vedranno Isla, a destra, e Peluso, a sinistra. Proprio Isla e Peluso sono una delle incognite di questa sera. Conservare la supremazia sulle fasce laterali è troppo importante per limitare gli attacchi della Roma.

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In attacco la fiducia andrà nelle magliette di Quagliarella e Giovinco. Poche chance, ma fondamentali per giocarsi la riconferma in maglia bianconera. In campionato sia Tevez sia Llorente fecero un grande lavoro. Ora tocca a Fabio e Sebastian.

Roma-Juventus Conte si affida alle seconde linee

Il coraggio e la fiducia di Conte o il desiderio di vendetta di Garcia?

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Juventus-Avellino 3-0 Tutto semplice con Giovinco e Pepe

Tutto semplice, alla fine. Nonostante i cambi, nonostante i titolari siano stati messi a riposo. Prova importante di chi è andato in campo e questo è quello che fa felice Conte.

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L’allenatore può contare su seconde linee interessanti, ma certamente non sono queste a poterci dare la spinta in più per inseguire traguardi storici.

Storia a parte, il match con l’Avellino ha mostrato un Giovinco in palla e un Quagliarella sempre più voglioso di guadagnarsi il gruppo. Con un Marchisio che in fase di costruzione si è comportato piuttosto bene (cosa da replicare con maggiore convinzione quando mancherà ancora Pirlo).

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Il gol di Giovinco è una perla e non basta l’Avellino a renderlo meno bello. Traettoria geniale, grande sensibilità. Se solo Sebastian trovasse continuità e forza mentale. Un po’ come suggerivano a Neo in Matrix: una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla.

Conte ci crede, ci credo anche io, ma Giovinco deve diventare più efficace, magari meno bello.

Ma l’aspetto più importante di tutti è Simone Pepe. Che bello rivederlo in campo. Che bello sarà poterlo riutilizzare dal 2014 con costanza. “Senza Pepe non posso fare il 4-3-3″ ha sempre detto Conte. Vedremo.

Ora i bianconeri attendono il 9 gennaio quando scopriranno chi fra Sampdoria e Roma bisogna sfidare nei quarti di Coppa Italia. L’obiettivo è vincerla.

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Juventus-Avellino Rivoluzione nell’11 titolare

Le rivoluzioni mi spaventano. Soprattutto perché diventa poi complicato giustificarle se qualcosa dovesse andare storto. Da una parte l’Avellino, dall’altra una Juve che cambia quasi tutti gli uomini (solitamente titolari).

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Giovinco e Quagliarella avranno la loro importante chance. Entrambi sono a caccia di prestazioni confortanti per guadagnarsi la permanenza in maglia bianconera. Per loro è un’opportunità importante, visto che il duetto Tevez-Llorente continuerà a cantare per tutta la stagione.

A centrocampo sarà Marchisio a guidare una truppa di seconde linee. Padoin giocherà al posto di Vidal, mentre Asamoah viene riconfermato in mediana. La fascia sinistra è affidata a De Ceglie, mentre Isla farà staffetta con un clamoroso e tanto desiderato rientro di Simone Pepe. Il cileno ha in mano il proprio destino: o convince Conte o la Juve troverà acquirenti.

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In difesa spazio a Ogbonna nelle vesti di vice Bonucci. Ai suoi lati Peluso e Caceres.

Storari tenterà di perserverare l’imbattibilità di Gigi Buffon che in campionato dura da oltre 700 minuti.

Juventus-Avellino La rivoluzione delle seconde linee

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Secondo obiettivo di stagione: prima tappa

Tevez ha indicato la via: tocca alla squadra percorrerla. A partire da Antonio Conte che, giustamente o meno, schiererà parecchie seconde linee.

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Stasera ci sarà l’Avellino di scena allo Juventus Stadium. Obiettivo: superare il turno e provare a non farsi scappare un trofeo che è alla portata dei bianconeri.

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Qualche sorpresa di formazione è attesa. Un po’ per far riposare qualcuno, un po’ perché è giusto concedere il turno di gloria a chi ha trovato poco spazio. Ma occhio alle insidie. Non saranno più permessi cali di concentrazione e brutte figure. Anche Copenaghen e Galatasaray erano, sulla carta, più deboli della Juve.

Questo mentre impazza il calciomercato, il calcioscommesse e su Farsopoli si è segnata un’altra tappa di dolorosa ammissione che in Italia la Giustizia è morta e sepolta e viene usata per scopi del tutto personali.

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Juventus-Lazio 4-0: le pagelle

Una gara senza storia consegna la supercoppa alla Juventus: la squadra di Antonio Conte chiude la pratica dopo dieci minuti dall’inizio della ripresa, dopo aver controllato il vantaggio nel primo tempo.

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BUFFON: torna a dare sicurezza con le sue parate, respingendo benissimo i tiri dalla distanza e compiendo un miracolo di piede su Klose,nel secondo tempo. VOTO 7

BARZAGLI: se Lulic lo punta difficilmente riesce a tenerlo,ma fortunatamente Andrea se la cava benissimo anche in chiusura. VOTO 6,5

BONUCCI: bene ma non benissimo. Lanci non precisi, si fa saltare da Klose come un birillo e lo dimentica in area. VOTO 6

CHIELLINI: Giorgio è una sicurezza, e si prende anche la soddisfazione del raddoppio seguendo l’azione all’avvio del contropiede. VOTO 7

PIRLO: la marcatura a uomo si fa sentire. Lucido nell’aspettare i compagni quando avvia l’azione del secondo gol. Sbaglia nel finale passaggi facili. VOTO 6,5

VIDAL: solito guerriero, ma anche grande lucidità quando lancia Lich in profondità nell’azione del secondo gol. Tackle scivolato anche sul 4-0. VOTO 7

MARCHISIO: S.V.

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POGBA: entra e segna dopo due minuti. Prestazione superba,perché lotta,imposta,si inserisce e fa assist. Giocherà tanto quest’anno. VOTO 7,5

LICHTSTEINER: uomo partita fuori dubbio, in costante proiezione offensiva riesce a tagliare benissimo verso il centro e ad impegnare mezza difesa laziale. Gol e doppio assist. VOTO 8

ASAMOAH: non spinge molto ma difende benissimo tenendo la.posizione e non permettendo a Candreva di far male. VOTO 6,5

VUCINIC: ottimi scambi con Tevez, si divora comunque una buona palla gol dopo soli 5 minuti. Attacca bene la profondità e cerca molto il compagno di reparto. VOTO 7

TEVEZ: inizio in sordina,poi migliora progressivamente l’intesa con Mirko. Bravo a venire incontro e a proteggere palla, cosa che Conte chiede spesso. Per lui anche il gol. VOTO 7

OGBONNA: S.V.

CACERES: S.V.

Per la rubrica “Bordocampo bianconero”

clintuco.wordpress.com

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Quattro pere pulite pulite: indovina per chi?

Il titolo poco elegante non nasconde (appunto!) un sano nervosismo che però la vittoria ha placato trasformandolo nell’ennesima goduria che tutti noi bianconeri stiamo ininterrottamente provando ormai da 3 anni.

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Antonio Conte le ha suonate per benino un po’ a tutti, compreso a chi scrive in questo momento che aveva avanzato legittimi dubbi su un precampionato molto abbottonato. Il calcio vero ha restituito le risposte che volevamo.

Ne derivano quattro schiaffoni, di quelli che fanno malissimo. Un po’ perché la critica era lì lì pronta a sciorinare polemiche e seminare dubbi nell’ambiente bianconero circa le condizioni della Juve, un po’ perché effettivamente la stagione si apre con segnali poco incoraggianti per le avversarie.

A segno Tevez, ma prima di lui una tripletta impressionante di gente che ci ha messo orgoglio, carica, fame e classe. Le componenti di chi fa la storia.

Se il destino lancia segnali, allora quello di Marchisio (tanti auguri al Principino) è forse quasi una sentenza: come si fa a tenere fuori questo Pogba? Fortuna che le partite saranno tante, altrimenti il caso sarebbe da portare a qualche tribunale speciale in grado di garantire la titolarità al francesino. Non si potrebbe giocare in 12? O togliere un uomo alla difesa per non dover rinunciare a nessuno dei 4 interni di centrocampo?

Il gol di Pogba è solo un piccolo tassello di un puzzle di enorme interesse: fisico, corsa, personalità, tecnica, senso della posizione, sagacia tattica. Solo 20 anni, costato nulla (se non un assegno di “grazie per il regalo” consegnato al ManUTD). Benvenuti nell’era Pogba, un fenomeno autentico.

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Pogba apre, Lichsteiner chiude. Due assist (Pogba e Chiellini) e gloria personale. La sua corsa è impressionante, così come la sua esultanza al gol: nessuno è sazio alla Juve, sembra aver chiarito con quegli occhi spiritati. Le liti con Conte sono uno spettacolo: il tecnico non è mai contento dello svizzero ed è il ragazzo a spiegare che “mi serve un allenatore così, lui mi grida sempre: mi fa migliorare“. Bene, continui a migliorare allora.

E Conte sembra non aver azzeccato nemmeno una sentenza su Giorgio Chiellini. Al minuto 47 gli urla “Giorgio dove cazzo vai, non andare troppo avanti”, solo che Giorgio avanti ci va: respinge un pallone dentro la sua area e lancia il contropiede che chiude con un piatto degno di un bomber di razza. E’ il 2-0, con cento metri di campo percorsi come una furia. Con Conte che chissà che avrà pensato: se i suoi ragazzi si prendono la briga di fare di proprio pensiero riuscendo a concretizzare in questo modo, allora vuol dire che il meccanismo generale funziona. Funziona alla grande.

Anche perché il gol di Tevez sembra proprio una specie di regalo. La maglia numero 10 bianconera torna a timbrare il cartellino, il neo acquisto (unica novità di formazione rispetto all’anno precedente) ha funzionato.

Come diceva un tizio: chi ben comincia…

Così chiudiamo il titolo di questo articolo.

Quattro pere, pulite pulite “in casa loro” (parafrasando Lichtsteiner). Quattro pere che dedichiamo a:

  • Lotito: il Presidente biancoceleste, scuro in volto in tribuna, ha dovuto ingoiare una lezione molto forte. A parole siamo bravi tutti, poi il campo emette un verdetto. Sempre lo stesso da 3 anni. Se ne faccia una ragione: il livello è ancora molto diverso, soprattutto in termini di classe dentro e fuori dal campo;
  • Lega: il prossimo anno pensi a una soluzione estrema. Non è bastato giocare in casa della Lazio (non si poteva, secondo regolamento). Non è bastato fare innervosire la Juve con la storia della diversa ripartizione di guadagno (il regolamento imporrebbe altro). Non è bastato non intercedere per fornire alla Juve un campetto d’allenamento decente. Ci facciano giocare in 10 la prossima volta: ci sarà più gusto;
  • Digos: magari riusciranno a provare che a fischiare Pogba, Ogbonna e Asamoah erano juventini. Già stamani la Gazzetta ha tirato fuori la magia: i tifosi laziali fischiavano… i tifosi laziali razzisti. Come avranno fatto a distinguere le due tipologie di fischio resta un mistero;
  • antijuventini: mettetevi il cuore in pace, salvate il fegato. Magari non vinceremo null’altro in questo anno, ma quanto ci divertiremo. I conti li dovete fare con noi.
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Juventus-Lazio, Supercoppa Italiana: gli uomini scelti da Conte

Llorente in panchina, Vucinic titolare. E’ l’unico verdetto su cui si potevano nutrire dubbi. Per il resto, col recupero di Barzagli, la formazione è fatta. Ed è la solita.

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La giustificazione è semplice: scendono in campo i giocatori che garantiscono maggiore affidabilità. Perciò squadra fatta.

Llorente, appesantito da durissimi carichi di lavoro e da 12 mesi di quasi inattività, andrà in panchina, probabilmente a giocarsi il primo cambio in attacco a gara in corso. Insieme a lui Giovinco, che si è allenato stupendamente bene nel corso degli ultimi 10 giorni, e i due partenti Matri e Quagliarella.

Vucinic, rinvigorito da un mercato che ha aumentato la concorrenza in avanti, sarà titolare per una strana coppia con Tevez. Tutta tecnica e allegria, con un tasso tecnico da paura. Staremo a vedere cosa riusciranno a combinare i due insieme, perfetti per esaltare i tempi di inserimento dei centrocampisti e per dialogare in spazi stretti.

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Chiamato a conferma Asamoah, insieme a Lichsteiner di cui conosciamo tutto. Il ghanese dovrebbe ripetere l’inizio di stagione del 2012: semplicemente straripante, mentre in calo il 2013. Simone Pepe è convocato, ma difficilmente scenderà in campo. Conte attende lui per una trazione ancora più offensiva e per una totale applicazione del 4-3-3.

Dispiace tenere in panchina Pogba, ma le gerarchie in questo momento vedono Pirlo in vantaggio, con Marchisio e Vidal intoccabili. Soprattutto il cileno che ha dato l’impressione di essere leader totale in campo e fuori.

Il recupero di Barzagli consegna a Conte la difesa perfetta. Ogbonna è comunque in agguato visto l’ottimo precampionato.

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L’11 titolare scelto da Conte per mettere le mani sulla Supercoppa Italiana.

Ore 21: la stagione ha inizio.

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