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Categoria: Europe League 2009/2010

Fulham-Juventus 4-1 Grazie Zac

Nessuna forma di ironia, il grazie è sentito. E’ anche un grazie doveroso al lavoro che sta svolgendo per raggiungere un obiettivo su cui credo grava la profonda incompetenza dei reggenti, Bettega escluso autore di una buona intervista nel prepartita letteralmente sventrata dalle scelte scellerate di Zaccheroni che ha probabilmente obbedito ad ordini superiori. Non si spiega una così netta rassegnazione.

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Quindi, caro Zaccheroni, grazie e a mai più rivederci. Perché bastano anche solo due giornate per capire che questo programma non può essere prorogato oltre il 30 giugno 2010. Nessuna voglia di avallare i desideri del gruppo, nessuna voglia di lottare e far capire chi è la Juve.

Scelta della formazione iniziale discutibile perché un po’ tutti ci ricordiamo del primo tempo di Del Piero. Scelta ancora più incredibile se si pensa che Del Piero è entrato solo negli ultimi 5 minuti di gioco a risultato già acquisito. Scelta che infanga il nome Juve quella di mettere Grygera togliendo un vivace Candreva al posto di uno spentissimo Diego sul quale Bettega dovrà lavorare a lungo da qui fino a giugno. Scelta molto molto strana, lui che dovrebbe avere il polso della situazione durante la settimana, quella di inserire Camoranesi esterno destro: se Mauro non ha corsa diventa completamente inutile. Scelta del tutto sconsiderata quella di non affidarsi al contropiedista per eccellenza quale Vincenzo Iaquinta. Ha tanto pianto sulle assenze per poi tenersi per 85 minuti in panca Iaquinta e Del Piero. Diteci la verità: ci state prendendo per il culo, vero?

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Ad un certo punto, sul 3-1, Zac fa un gesto: corti e tutti dietro. A fare che? A difendere il 3-1? Dai, Zac, diciamoci la verità: tu la coppa non la volevi giocare! Ma allora perché mi hai fatto perdere due orette per seguire la partita? Ma qualcuno dovrà prima o poi pagare per queste seratacce? Dovrà qualcuno metterci la faccia?

Inoltre, come avevo già annunciato ieri, quando quell’incompetente di Blanc parla riesce nell’impresa di svuotare corpo e anima. E’ matematico e qualcuno dovrà intervenire per questo.

Bettega a inizio partita ha pronosticato una Juve d’attacco “me lo auguro”. E ovviamente il programma era un altro. Sarei curioso di conoscere il pensiero di BobbyGol a fine partita.

Una Juve che non poteva partire meglio, con tanta rabbia e corsa, via via spenta da assurdi consigli tattici e mosse al limite della demenza! No, non ci sto. Mi ero illuso, ma proprio non ci sto. E avrei gradito da Del Piero una mossa da Vero Capitano: tornare a sedersi in panca e stringere la mano a Zac. Avrei appoggiato questo comportamento perché così proprio non si può. Peccato, Alex è troppo Signore, un Signore che forse non meritiamo più! Bettega, al lavoro, hai molto da fare, ma prima devi molto disfare!

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Fulham-Juventus Anteprima

A circa due ore e mezza dall’inizio del match, il mio divano è già caldo e pronto a subire parecchi salti e pugni. La formazione è scontata, nel senso che Zac non ha assolutamente alternative né la possibilità di scegliere tra i vari mali il minore! Di sicuro ha avallato una scelta che a me non va proprio giù e l’avevo già detto dopo il match col Siena.

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In porta ci sarà Chimenti, completamente fuori forma sia fisica che mentale. Su di lui pesano gli anni e credo le motivazioni. Pinsoglio ne avrebbe da vendere, insieme ad un entusiasmo che in questo occasioni può aiutare perfino più dell’esperienza. In un certo senso quel senso di eccitazione per un esordio può riuscire a coprire lacune tecniche o d’esperienza. Io preferirei vedere Pinsoglio cui perdonerei pure certi tipi di errore. Gli stessi non potrei perdonarli a Chimenti che purtroppo a Siena ha dato ampia prova di come questa Juve non può fare a meno di Buffon e anche della sua sola presenza in campo.

Caceres diventa un rebus solo per esperti! Sarebbe servito. Servirebbe già da domenica, ma pare che il suo ritorno non sia così facilmente pronosticabile. Così spazio ancora a Grygera, probabilmente la sfida più difficile per la Juve. Grosso dovrebbe essere confermato sulla sinistra, in mezzo ci finiscono un Cannavaro reduce dai sorrisi con Malesani – accidenti a tutti e due, veramente vergognoso l’episodio su cui pare che la società non sia intervenuta – e Zebina (non ti smarrire, abbiamo bisogno di te!).

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Melo finirà in panca, spazio al più equilibrato Poulsen a protezione di una difesa inventata, con a fianco Sissoko e Camoranesi. Queste le ultime novità, anche se suona strana l’esclusione di Marchisio, certamente più bravo in fase di contenimento e bravo pure ad attaccare gli spazi.

Diego e Del Piero dovranno accendere la rabbia di Trezegol, disinnescato dai suoi compagni contro il Siena. Candreva, il nuovo gioiellino che Bettega ha portato a Torino, siederà in panca pronto per il subentro. Iaquinta è caldo e tornerà sicuramente utile.

Non voglio una Juve chiusa e timida, non voglio una Juve folle e non-equilibrata tatticamente. Non bisogna rischiare e al contempo bisogna pure intimidire con giocate, con possesso palla e tentativi di andare in rete.

Per quanto sentito in mercoledì, però, mi sento quasi quasi di tifare Fulham. D’accordo per le dichiarazioni politiche e di facciata, ma certi complimenti mi fanno vomitare e vergognare di tifare questa cazzo di cosa che molti chiamano Juve. Vergogna, sudatevela la maglia!

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Juventus-Fulham 3-1 Crescita continua

Nell’intervista post partita il tecnico del Fulham, già ex perdente in Italia, ha rivelato che il Disonesto presidente tifava Fulham. E non c’è nessuna sorpresa, anzi. Normale e giusto e logico che sia così, ma suona come una gaffe. Per fattori quali eleganza e stile una simile notizia doveva rimanere fra il tecnico inglese e il Disonesto presidente. Così aver battuto e sonoramente il Fulham vuol dire, per transitività logica, aver battuto pure il Disonesto presidente. Gli abbiamo insomma regalato una serata amara. E anche qui nessuna sorpresa: accade da venti anni, lunghi anni. Neppure gli ultimi cartoni e sacchetti della spazzatura finiti nella cantina dei trofei nerazzurri riescono a risollevare le sorti di questa dubbia società.

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Il Fulham torna a casa soltanto con un pò di fortuna in tasca. E hai detto poco! Un tiro che sarebbe finito abbondantemente a lato si insacca alle spalle di Manninger e costringerà la Juve a stringere i denti fra una settimana.

Zaccheroni spiazza tutti rischierando la squadra come a Firenze. Assetto tattico a freccia, o ad albero di Natale fate un pò voi. La sostanza non cambia: la Juve ha trovato due solidi trequartisti, molto eclettici e io credo si debba proseguire su questa strada. Candreva e Diego hanno le capacità per tornare molto indietro e operare quasi da registi, alternando le avanzate in avanti. Hanno ottimi piedi e possiedono pure un tiro dalla distanza niente male e fino ad adesso poco sfruttato. Il tutto a grande beneficio dell’unica punta: Trezeguet, Amauri o Iaquinta non fa differenza. Forse gli ultimi due sono più abituati alla manovra, ma David possiede l’innata dote di metterla dentro sempre e comunque.

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C’è poi il gol di Nicola Legrottaglie che un tecnico da 11,5 milioni di euro definì panchinaro non scoprendo nulla di nuovo. Ma non esiste miglior panchinaro al momento di Nick Legrottaglie: puntuale, preciso, integro fisicamente. Regola la difesa anche meglio di Cannavaro e non è un caso che la Juve traballa in sua assenza. Peccato per l’età, ma è di sicuro affidamento. Lo sa Zac, lo sa bene anche Lippi che lo ha voluto alla Juve. Se riesce a conservare questa forma sarà prezioso per la Juve e anche per la Nazionale.

Al minuto 25 accade l’incredibile. Ruba palla, slalom come il miglior Alberto Tomba, dal limite una bordata incredibile, forte e precisa sul palo più lontano. Prende il legno e la palla entra in porta. E’ il 2-0 ed è a firma di Zebina. Lui, amante d’arte, si è regalato il quadro più bello. La sua intervista a fine partita ci regala un terzino che in campo diventa brutto e cattivo rispetto alla realtà del fuori-campo. Pacato e lucido, fa quasi tenerezza sentirgli imprecare “la troppa sfortuna in questi anni”. Lui che in Serie B fu uno dei pochi ad attaccare i veri responsabili dello sfracello bianconero.

L’aveva detto, l’avevo promesso e statisticamente non poteva andare diversamente. Se David non segna per più di 200 minuti allora vuol dire che non gioca o che è crisi profonda. Quel gol riescono a farlo solo due persone al mondo: David e… no mi correggo, li riesce a fare soltanto lui! Primo tiro di collo sul palo e poi senza caricare né ragionare ancora collo sul palo lontano. E’ il 3-1 che manda le squadre sotto il tunnel. E’ il 3-1 che ridà alla Juve serenità e forza. E’ un gol meritato e importante. Continua a ripetere che sta riacquistando forma e lucidità, che ha cambiato modo di giocare per venire incontro alle richieste del tecnico, come un Primavera qualunque, come uno che è appena arrivato alla Juve e deve dimostrare ancora tutto. Quanto è mancato questo ragazzo alla Juve. Forse per questo la sua maglia numero 17 non avrà altro cognome pure il prossimo anno se non Trezeguet.

E’ complicato farmi cambiare idea. Servono fatti, tanti fatti. Però alla luce dei fatti, se avevo sbagliato ammetto l’errore e chiedo perdono. Mi tocca farlo proprio oggi. Le scuse vanno ad Alberto Zaccheroni, un tecnico che non conoscevo affatto se non per la parentesi Udinese. Pacato, tranquillo, con le idee molto molto chiare. Ha gestito il gruppo come meglio non si poteva fare, sta azzeccando scelte e tattiche, cambi e squadre da mandare in campo. Ha acquisito il completo controllo dei giocatori, sembra averne in pugno pure gli stati d’animo (leggi Diego e Melo e Del Piero) e parla chiaro, molto chiaro. Ieri ha spiegato perfettamente i tre cambi e l’esclusione di Del Piero (a 35 anni chiedergli 6 partite in 2 settimane e mezzo… è un pò troppo), ha spiegato pure che lui non ha fatto nulla sul piano tattico, ha solo rattoppato un paio di buchi psicologici, come a dire “figuriamoci cosa potrà fare la Juve con le mie lezioni di tattica”. Ecco, mi sbilancio: quando si vedrà la vera Juve di Zaccheroni? Nel 2010/2011? Perchè no! Intanto sotto col Siena!

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Juventus-Ajax 0-0 Prova di maturità

Non è stata una Juve spettacolare: non doveva esserlo e non poteva esserlo per varie ragioni. E’ stata invece una Juve matura, una Juve che ha usato il cervello per comandare gambe stanche e la qualità dei ragionamenti preparati in settimana si è vista.

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Una Juve accorta ha fatto fuori l’Ajax, temibile avversario, giovane eppure insidioso. Non è un’impresa, ci mancherebbe, ma aggiunge un pò di valore a questa stagione che non accenna a cambiare in quanto a sfortuna. Fuori Buffon e ieri, dopo 10 minuti, fuori anche Amauri. Proprio il brasiliano che sarebbe servito come il pane dopo aver ritrovato le scarpette di calcio e un minimo di forma mentale. E’ sfiga o è una qualche maledizione di morattiana firma?

La lettura della partita è perfetta: si attacca nel primo tempo cercando il gol e facendo capire agli avversari che si hanno le armi per fare male. Si amministra nel secondo tempo in quanto le energie sono già esaurite e domenica c’è il Palermo, poi Fiorentina, poi Napoli e via così, compresi gli ottavi di finale contro il Fulham. Non sarà la Champions League, ma a me questo trofeo ispira. In fondo, è da un pò che non portiamo qualcosa a casa e questa coppetta non è proprio pari al Trofeo TIM.

Difesa di ferro. La promessa di Chiellini è stata “cercheremo di registrare la difesa”. Ecco, promessa mantenuta. Ora cerchiamo di mandare le repliche di questa registrazione per favore. Perchè non sempre si fa gol. Ieri ci si è messo il palo (Sissoko), due difensori sulla linea (Legrottaglie e Chiellini), un buon portiere (Del Piero e Marchisio) e mira non precisa.

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Prova di Melo strepitosa. A noi, lì in mezzo, serve uno che picchia e che combatte, che mette la gamba, che litiga, che accende gli entusiasmi dei tifosi con gesti plateali e tante grida. Ci serve Melo e Melo è tornato. Non avrà certo le qualità di Dunga in fase di regia, ma non lo abbattono nemmeno le pallonate. Va a sfidare pure l’arbitro e ha talmente tanta ragione (un numero imprecisato di falli mai puniti) che lo stesso direttore di gara non può fare altro che sorbirsi la risatina di Melo che aveva tanto il significato “se la mettiamo sulla rissa finisce male!”. E per magia i falli diminuiscono.

In Spagna è andato in onda un servizio su Alex Del Piero e si mormora che a Madrid la gente a casa si è alzata dal divano ad applaudire. In Italia si fa fatica a fargli i complimenti. Ma ad Alex Del Piero interessano, da sempre, i fatti. E i fatti dicono che lui è la Juve e non c’è altro giocatore così determinante sulla faccia della terra. Va per i 36, ma ha la gioia e la grinta di un ragazzino che deve ancora conquistare tutto, mentre lui ha già conquistato tutto. E più volte. Trascina la squadra, nasconde la palla, lancia, prova il tiro, corre, rincorre e scalcia. Non è stato come tutta la Juve brillantissimo, ma a questa Juve, a noi tifosi, basta vederlo così. E’ un’amore incondizionato, forse senza pari. Probabilmente Boniperti per i più vecchi, Scirea per i meno vecchi, ma Del Piero è Del Piero ed è inarrivabile. Inavvicinabile per fatti, per comportamenti e per dati. Capitano, sei grande!

E mi accingo al primo complimento per Zaccheroni. Finora non ne ho fatti di così espliciti. Memore dell’andata e reduce da uno studio dei rivali e delle condizioni della Juve, Zaccheroni esegue una scelta da Gran Maestro: Marchisio a destra, Sissoko a sinistra. Chi si ricorda l’andata non può non notare come la Juve non ha mai sofferto sulle fasce ieri sera, al contrario che in Olanda. De Ceglie spinge e costringe il proprio rivale a rimanere basso. A proposito: vai Paolino, vai che cresci ancora e da lì non ti muoverà più nessuno! Dall’altra parte Grygera difende bene e Marchisio offre più copertura e sufficiente spinta. Mossa, a mio avviso, geniale a dimostrazione del lavoro che la Juve compie in settimana. Altra mossa intelligente: far rifiatare Diego e mettere Candreva. Camoranesi aumenta il minutaggio e a me pare pronto per lo sforzo contro i rosanero.

Diego è uscito con una faccia che lascia ben sperare chi tifa Juve. Se sei molle e scarico non ti incazzi, accusi il colpo. Invece il numero 28 esce scuotendo il capo, dice “no, no” e va dritto negli spogliatoi. Lui per primo sa che questa sostituzione è benefica. E’ a corto di fiato e a noi serve il miglior Diego. Zac annuncia che gli parlerà ma che “conoscendo Diego, non ci sarà alcun problema. Certo non poteva essere felice e anzi questo è un fatto positivo.”. Concordo con Zac che oggi verrà subito analizzato dal CdA. Occhio a non fare cazzate, voi in giacca e cravatta. Perchè questi ragazzi sul campo hanno deciso di non farne più. Vai Juve che siamo sulla buona strada!

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Ajax-Juventus 1-2 Zac cominci a piacermi

In uno già di per sé magnifico ieri sera una persona ha voluto firmare una prestazione di altissima qualità e altrettanta sostanza. Si chiama Alessandro, sì sempre lui, e di cognome fa ancora Del Piero. Talmente superlativo che i due tecnici, immediatamente dopo il match, hanno per forza di cose dovuto applaudirlo a scena aperta. In due sale separate, Zaccheroni e Jol hanno fatto i complimenti al Capitano. Nulla di sorprendente, solo l’ennesima conferma e l’indizio che Alex sta entrando definitivamente in forma. Se avrà cura di restarci, beh saranno dolori per tutti e poi nulla, se non Guido Rossi, potrà impedirgli di fare la valigia mettendo dentro le scarpette di calcio!

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Se Del Piero non è una notizia, allora lo è certamente Amauri. “Non mi basta” aveva urlato dopo Genoa ed è stato di parola: due capocciate tremende, la seconda più chirurgica, e la Juve si mette in tasca mezzo biglietto per gli ottavi. L’altro mezzo è da confermare con un’altra buona prestazione. Amauri è tornato, ma in tutti noi è ancora fresco il ruolino di appena 130 giorni fa: 4 gol in tre gare e poi nulla. Quindi, andiamo cauti con i complimenti. Al di là della scaramanzia, Amauri è tornato con la testa. Ha corso e ha lottato, finalmente, ha fatto salire la squadra come solo i grandi bomber sanno fare, ha giocato spalle alla porta e ha finalmente puntato quella benedetta area piccola dove lui è maestro sulle palle alte. Caceres domenica e ieri De Ceglie hanno fatto il resto: mettere dentro un paio di palloni utili. Detto fatto, tre gol di testa, se volete tre gol differenti, ma marchiati Amauri. E David è dietro l’angolo.

L’unica svolta possibile per la Juve – e lo abbiamo ripetuto e io continuo ad invocare Giovinco proprio nelle seguenti posizioni – era spostare il gioco dal centro alle fasce laterali. Diego si sposta molto, preferendo la destra. Del Piero è padrone del centro-sinistra e ieri si portava regolarmente due avversari dietro. Un paio di magie e di aperture, gioco finalmente che respira nonostante la latitanza di un centrocampo apparso stranamente scarico. Sissoko non sta bene ed è palese, ma la sua sola maglia in campo è preziosissima. Melo sta tornando, con calma, ma sta tornando. Marchisio è reduce da due mesi di stop e bisogna avere un pò di pazienza: corre male, il fiato è corto, ma non si discute.

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De Ceglie in campo, così come avevo anticipato. E non sono un mago, semplicemente basta leggere le indicazioni di Zaccheroni e del campo. Paolino corre come pochi, affonda come pochi e deve migliorare sul piano della personalità, nel senso che se parte l’avversario non deve permettersi di ostacolarlo. Frase che può suonare strana ai più, ma chi segue Camoranesi sa di cosa sto parlando. Paolino è giovane, ma deve giocare. Sempre, il più possibile. Finora sempre buone prestazioni. La qualità verrà da sé, e può venire solo, ripetiamo, giocando! Sulla destra l’assenza di Caceres è pesata più del previsto. Bettega c’è da riscattare questo fulmine. Subito! Zebina si è praticamente giocato la riconferma: lento, macchinoso e distratto. Oltre che trentenne! Stesso dicasi per Grygera che ha però il pregio di applicarsi di più, di metterci umiltà. Come riserva può andare bene fino a che il mercato non ci regali un terzino destro di qualità.

L’aspetto positivo, oltre il risultato e Amauri, è certamente il rientro di Trezeguet, con Camoranesi pronto per rimettersi i pantaloncini. Già domenica i due dovrebbero aggiungere minuti al proprio pieno recupero. E Camo sulla destra, nelle idee di Zac, sarà insostituibile per produzione gioco e fornitura cross. Magari con Caceres a supporto, partendo cioè da terzo difensore, ma con l’inserimento in canna.

L’aspetto negativo, già preannunciato da me e stavolta non sono mago ma incazzato nero, è Giovinco. Diego ha bisogno di rifiatare. Diego ha bisogno di sedersi in panca per un pò di minuti. E’ fisiologico, è normale e sarà un bene per lui e per la squadra. Ma vogliamo metterlo questo nanetto tutta corsa e fantasia? Proprio al posto di Diego o magari in un terzetto d’attacco con Del Piero a sinistra, Amauri al centro e Giovinco a destra? In quest’ultimo caso ci sarebbe un ulturiore fatto: si riuscirebbe a coprire meglio il centrocampo, con i due centrali sollevati dal compito di inserirsi sulla destra. Ci pensa Giovinco! Sì, ma quando? Già domenica? Magari, io lo spero. De Ceglie sta dimostrando che se solo qualcuno puntasse su di loro… Frasi gettate al vento.

Due pareggi e due vittorie, roba non da Juve. E infatti questa cosa qui assomiglia poco alla Juve. C’è da accontentarsi. Intanto però gli ottavi sono vicini, e pure il quarto posto. Solitamente quando certi giocatori (ieri l’abbraccio collettivo, con la pace ritrovata fra Amauri e Buffon immortalati in un lungo bacio… manco fossero Via col Vento) mettono a fuoco un obiettivo…

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