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Categoria: Europe League 2013/2014 (pagina 1 di 2)

Juventus-Benfica 0-0 Peggio per noi

Peggio per noi, parafrasando il buon Pirlo. Serve umiltà prima di affrontare una gara, perché poi si rischia questo.

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Bravissimi tutti i ragazzi per una stagione esaltante. Con record su record in campionato, ma con una figuraccia in Europe League. Non può essere il Benfica l’ostacolo insormontabile. Non deve esserlo in futuro se vogliamo ritagliarci un posto di rilievo nell’Europa che conta.

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Zero a zero. Niente gol. E anche con molte pecche. Clamoroso l’errore di Lichtsteiner e per nulla precisi. Più rabbia che coscienza nelle azioni di attacco.

Delusione altissima. Un’occasione così capiterà molto lontano nel tempo. Segno che manca ancora un po’ per battagliare con le migliori della classe. Segno che dal mercato deve arrivare quel quid in più per eliminare il gap che non ci permette di esprimerci come sapremmo nei tornei internazionali.

Testa al 5 maggio. Occasione importante per chiudere definitivamente una stagione comunque esaltante.

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Juventus-Benfica Pensiero stupendo

E tu, e noi, e lei fra noi. Cantava così Patty Pravo. Pensiero stupendo. Fantastica canzone che riassume esattamente il pensiero di molti juventini stasera gasati e giustamente in ansia per il ritorno del match contro il Benfica.

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Sfida ardua. Ostacolo terribile. Non già il Benfica in sé, quanto la Juve stessa. Quel senso di paura e di ansia di non farcela. Quel perverso sentimentalismo di chi sa di avere contro un intero paese abbracciato nell’inno contro il bianconero. E proprio da qua si dovrebbe partire.

Conte ha caricato l’ambiente. Vorrebbe la bolgia. Chi pensa di andare a teatro, prego resti a casa. Stasera c’è da lottare. Da sudare. Da sputare sangue e buttare la maglietta bagnata alla fine del match. Stasera c’è da giocare da vera Juve.

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Nessun appello. Serve l’1-0 o serve vincere con 2 gol di scarto. Calcoli facilissimi, elementari. Lo sa Tevez che insegue il trofeo che gli manca nella bacheca gonfi di titoli. Lo sa la Juve che insegue un trofeo internazionale da anni. Che non gioca una finale europea da anni. Ma stasera è solo semifinale.

Andrà in campo la migliore formazione possibile. E pazienza per i diffidati Bonucci, Marchisio e Tevez. Prima andiamoci in finale, poi faremo i conti di formazione. C’è il dubbio Vidal: in campo già dal primo minuto. Non si sa più se è pretattica o prudenza, fatto sta che il cileno sembra arruolabile e in discreta forma per dare il contributo migliore: lottare e aggiungere classe a un centrocampo super.

Si parte dal maledetto 2-1 dell’andata a favore dei lusitani. Si parte dalle parole di Conte: “La Juve non conosce paura. Conosce il rispetto per gli avversari”. Rispettiamoli. Ma abbattiamoli. Per non abbatterci.

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Benfica-Juventus 2-1 Scarso spessore internazionale

Quando fai quell’1-1 e gli avversari hanno sentito il colpo, devi insistere e dare la botta finale. Invece l’abbiamo preso e abbiamo pure rischiato di prendere il terzo vanificando ogni tentativo al ritorno. Ora è dura. Piace così, ma la qualità manca davvero.

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Baricentro basso, scarsa aggressione e aggressività. Si salvano in pochissimi, perché pochissimi sono stati reattivi e propositivi. Il resto sembrano aver svolto un compitino che non pareva comunque da semifinale europea. La stanchezza delle gambe non basta come giustificazione. Manca del tutto una personalità internazionale.

Deve lavorare ancora tantissimo Antonio Conte e probabilmente servono innesti come Tevez. Non è un caso che si è finalmente sbloccato, così come non è un caso che è l’unico a metterci qualcosa di più. Ed è con qualcosa di più che si ha la meglio in campo europeo.

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Se in Italia basta giocare pochi minuti per sfracellare gli avversari, anche contro un non irresistibile Benfica servono invece due gambe più tutta una serie di idee mal espresse dalla Juve di ieri sera. Quanto merito delle furie rosse e quanto demerito bianconero è tutto opinabile. Di certo c’è stato un Pirlo molto poco ispirato, un buon Marchisio, un Asamoah completamente differente rispetto al terreno italiano.

Però il gol nasce proprio da una verticalizzazione come sappiamo farla. Proprio con un’incursione di Asamoah. E una magia di Tevez. Nello stesso tempo abbiamo preso due gol evitabilissimi: due gravi disattenzioni, forse frutto di un minimo di arroganza o scarsa applicazione. Era una semifinale e se tremano le gambe, allora vuol dire che siamo lontanissimi da un percorso di crescita in Europa.

Tutto rimandato a Torino, comunque. Fra sette giorni. Quando gli occhi dovranno essere quelli di Tevez, quando la classe del centrocampo deve prendere il sopravvento rispetto a un buon Benfica ma nulla più. Quando ci sarà bisogno della vera Juve. Anche in Europa. Soprattutto in Europa.

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Dritti verso il nostro destino

Manca da troppo tempo. E con quella finale a Torino sarebbe un delitto non sudare le classiche sette camicie per andarci a prendere l’ultima partita.

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La Juve di Conte si gioca stasera un pezzo di qualificazione. L’altro pezzo si giocherà allo Juventus Stadium. Occhio ai diffidati: Tevez, Bonucci e Marchisio. Tre pezzi fondamentali viste le condizioni di Vidal (in dubbio anche per il ritorno, se in condizioni non certamente ottimali) e degli altri attaccanti bianconeri.

Juve contro Benfica. Due deluse. O due orgogliose. Dipende la lettura, o il giornalista che scrive il pezzo. Di certo c’è che sono due formazioni forti, nel panorama dell’Europe League 2013/2014. E arrivato a questo punto, difficilmente si trovano avversarie comode.

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Se Tevez vuol provare a rovesciare il tabu gol-europeo, Vucinic si gioca le ultime chance per una riconferma che comunque non arriverà. Ultimi scatti di orgoglio con la maglia bianconera per un talento purissimo, che si accende solo quando gambe e testa decidono di giocare a calcio. A quel punto è uno spettacolo e uno veramente forte, capace di spostare gli equilibri di un match. Ma questa altalena di prestazioni e voti non ce la possiamo più permettere.

Guarda Llorente e guarda Tevez. La continuità di rendimento ha fatto volare la Juve. E’ il differenziale rispetto all’anno scorso, i gol che mancavano, le vittorie che erano pareggi.

Il prossimo sforzo è lunedì sera. Contro il Sassuolo. Che giocherà, come al solito, con il sangue agli occhi. Non abbiamo mica la fortuna di Rudi Garcia, noi.

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Juventus-Lione 2-1 O Juventini o antijuventini

Non le manda a dire. Non sarà simpaticissimo, forse perché non sbaglia mai un concetto. Da Pogba dato per partente, nonostante Marotta continui a ripetere il contrario, a frasi cambiate, alle gufate. Conte sceglie bene la polemica stavolta e punta sulla divisione oggettiva che è in atto in Italia da molti anni: o con la Juve o contro.

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Questo per dire che quanto sta facendo la Juve, purtroppo si riflette positivamente sul sistema Italia di cui noi, ovviamente, faremmo anche a meno.

Pirlo abbatte la porta del Lione a inizio partita, poi la Juve si complica un po’ la vita, per poi allontanare le paure col gollonzo di Marchisio. A noi le cose facili proprio non piacciono. Attenzione, però: le tre semifinaliste son parecchio pericolose se prendiamo sottogamba la manifestazione. E, a questo punto, una figuraccia sarebbe figuraccia europea.

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D’altronde c’è pure da blindare il campionato, un terzo scudetto che non può non essere nostro, ma che nostro ancora non lo è.

E allora conviene misurare per bene le forze e schierare di volta in volta la formazione migliore. Possibilmente risparmiando i ragazzi che non sono al 100%. Sintomatiche le frasi di Pogba a fine partita, quando ha benedetto la panchina così da rifiatare un po’.

L’importante è comunque aver portato a casa la semifinale, con una magia di Pirlo e un colpo di fortuna di Marchisio. L’importante sarà ora giocarci al meglio le nostre carte, visto che tutto è alla nostra portata purché si giochi da Juve, purché si giochi da grande squadra quale siamo.

Non possiamo farlo se lo stadio resta muto. Non possiamo farlo con supporters così poco rumorosi. Ha ancora e sempre ragione Conte: ci siamo dimenticati da dove si viene?

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Lione-Juventus 0-1 Con il cuore e con i nervi

La Juve passa a Lione col cuore e con i nervi. Gambe ancora imballate, idee annebbiate, ma c’è la scossa data dagli ingressi di Vucinic e Giovinco che potrebbero rivelarsi le armi preziose per il finale di stagione.

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La vivacità del talento di Beinasco e la voglia di Mirko hanno dato maggiore forza alla Juve, e questo deve far riflettere Conte sulle gerarchie da qui a fine stagione. Con Llorente spompato (ieri a riposo) e Osvaldo che di fatto sta deludendo le attese, e un Tevez da proteggere dall’usura, Vucinic e Giovinco potrebbero davvero essere le soluzioni per le partite che restano.

Sia inteso che il Lione è stato davvero poca roba. Con una marcatura asfissiante su Pirlo e scarsa vena offensiva, la Juve ha rischiato poco, ma ha rischiato. Pungendo però poco, il che preoccupa. Il giusto, come ha detto Buffon, ma preoccupa. Stanchezza, fisica e mentale, ma anche l’incapacità di cambiare gioco e schemi. A questo Conte deve porre rimedio.

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La fotografia del momento Juve è nel primo tempo contro i francesi: Pirlo ingabbiato, Bonucci a impostare, unica scelta il lancio lungo del tutto inefficace. Considerando che l’unico a saltare l’uomo è stato Asamoah, diventa così dura prendere il sopravvento.

Ad attendere Isla si rischia di fallire. Dopo due anni i verdetti sono emessi: serve una rivoluzione sulle fasce. Né Pepe (quanto ci dispiace non averlo avuto) né Isla: a destra serve un’ala vera. Così come a sinistra dove Asamoah non può tirare la carretta per 9 mesi interi.

In ansia per le condizioni di Tevez, occorre un’altra prova di forza contro il Livorno, non già per il livello dell’avversario, ma per scrollarci di dosso i gufi che inneggiano alla crisi e allo scoppio bianconero.

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Vucinic-Tevez per spazzare via il Lione

Dalle dichiarazioni del pre-partita, sembra che lo stop improvviso col Napoli non abbia infastidito più di tanto l’ambiente. Si rivelasse una sconfitta salutare come quella di Firenze, sarebbe allora una grande ripartenza, verso un finale di stagione affascinante.

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Il fascino è dettato principalmente dal tenere a bada la rincorsa della Roma e dei giornalisti, più la voglia di alzare un trofeo europeo che manca da un po’ di tempo (nonostante non sia il massimo trofeo europeo).

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Tevez e Vucinic probabilmente guideranno l’attacco. Il dubbio riguarda il montenegrino, il cui recupero sarebbe fondamentale visto la stanchezza degli attaccanti. Fondamentale nei primi due anni di Conte, questa terza stagione si è rivelata maledetta per Mirko: infortuni, un tentativo di cessione bloccata solo dalla scarsa serietà milanese, poi ancora infortunio e quindi ora il rientro.

Vidal starà fermo una settimana, dovendo saltare Lione e poi Livorno. Relax e recupero psicofisico, per averlo al meglio nello sprint finale. Quindi a centrocampo gli straordinari toccheranno a Pirlo, Marchisio e Pogba. Su quest’ultimo è cominciato il tam-tam giornalistico: dove andrà? Quanto lo pagheranno? Con chi lo scambieremo?

Di fronte a noi non la montagna, come ci ha piacevolmente definito l’allenatore di un Lione che è ben lontano dai fasti degli anni 2000. Ma ciò non vuol dire risultato assicurato. Bisogna lottare e tornare vera Juve. Con le gambe, ma soprattutto con la testa.

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Fiorentina-Juventus 0-1 Quel fottuto genio di Antonio Conte

Ok, è ufficiale: ha preso tutti quanti per il culo. Non usiamo le mezze misure per descrivere quanto combinato da Antonio Conte.

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Nella settimana in cui tutto e tutti hanno parlato, straparlato e già deciso la qualificazione, il tecnico leccese si è limitato a poche, ma devastanti battute nella conferenza stampa di apertura. Ha detto che la Juve punta decisamente a un traguardo storico, e qui la scelta è fra il terzo scudetto consecutivo e l’astronomica cifra dei 100 punti in campionato.

Ha poi detto che la Juve “ha sofferto solo negli ultimi 20 minuti, dominando i primi 70 minuti di gara”. Bene. Qui c’è tutto il suo malefico genio. La ferocia di un tattico spietato. La crudele strapotenza di chi conosce le cose-di-campo.

La Juve si presenta in gara col piglio di chi fa la gita. Mancavano giusto i cappellini e gli zainetti per gli uomini in campo. Poca reazione, poca voglia di attaccare, tanta attesa. Di tanto in tanto, Pirlo & Co. si sono limitati a graffiare la porta di Neto. Già nel primo tempo, mentre la Fiorentina si affannava alla ricerca del gol, i bianconeri mostravano chiaramente che appena toccato l’acceleratore potevano mettere freccia, sorpassare e salutare tutti.

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E con strategia perfida, al minuto 70 la Juve chiude tutto. In realtà, il secondo tempo è stato tutto a senso unico, visto che la Juve ha realmente cominciato a giocare.

Indiavolato Tevez, ma la palla non entra. Poco lucidi Pogba e Vidal. Bene Isla, molto dinamico, anche se non incisivo come Lichtsteiner. Così ci pensa Pirlo. Llorente riceve al limite dell’area e con una magia si libera dell’ammonito Gonzalo. Il difensore viola lo atterra. Ci piacerebbe discutere di moviola, ma qui è veramente dura ipotizzare un qualche furto.

Andrea Pirlo fa due passi, poi scarica un violento piatto destro, a giro, nell’incrocio protetto da Neto che però non ci arriva. Non può arrivarci. Seconda punizione e seconda partita risolta da un autentico genio.

Genio come Conte. E la Juve va.

Con tutto il cuore che abbiamo, ora andiamoci a prendere un trofeo europeo che manca da troppo tempo. Per di più, nel nostro Juventus Stadium.

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Fiorentina-Juventus Atto finale, parola al campo

Finalmente si va in campo. Della Valle vorrebbe fare le scarpe ad Agnelli, mentre Agnelli continua a non rispondere alle stupide provocazioni, confidando nel fatto che siano dettate da malori da rosicamento.

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Sarà l’ultimo atto di questa stagione fra Fiorentina e Juventus. Una sta inseguendo e macinando record, l’altra vive sull’onda del 4-2 di campionato per cui sono nate magliette, tazze, pagine Facebook e manifestazioni di grande gioia. A ognuno il proprio godimento, nonostante le differenze di sostanza.

Tevez contro Gomez, cioè i due uomini chiave per i rispettivi attacchi. Pirlo contro Borja Valero, a sentire le opinioni di giornalisti ed esperti. Una Juve incerottata in difesa contro una Fiorentina che sembra più in palla a livello di gambe.

Conte ha confermato, non troppo velatamente, che l’Europe League è sì importante, ma la Juve punta alla Champions. Segno evidente di non aver dato troppa priorità alla Coppa. Però val la pena provarci. Di sicuro, val la pena non uscire proprio in questa fase, eliminati per mano della Viola. Inaccetabile per tutta una serie di ragioni.

Così ci aspettiamo la Juve migliore. Dal punto di vista della ferocia e dell’attenzione, della qualità espressa sul campo e della voglia. Tutti fattori che se mancano alla Juve, si vedono, si percepiscono e se ne vedono le brutte conseguenze.

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Fiorentina-Juventus Le probabili formazioni

Fuori Marchisio e Barzagli, stoppati anche Peluso e Ogbonna, la difesa è risicata, mentre a centrocampo mancano valide alternative. Appare sibillina la battuta di Conte “forse ho fatto poco turnover”. Già, ma chi sfruttiamo?

Già stasera ci affidiamo a Isla, mai veramente ripresosi dopo il grave infortunio a Udine, mentre sta convincendo Asamoah e appare insostituibile Lichtsteiner. Troppo importante la carica di Tevez. Al suo fianco Llorente, preferito a Osvaldo per la totale compatibilità con l’argentino e il curriculum di ottimo livello, fin o a questo punto della stagione.

Ci aspettiamo molto da Pogba e Vidal, i veri motori delle tattiche di Conte. Il cileno è ancora una volta il miglior realizzatore, mentre il francese manca sul tabellino da troppo tempo. Deve imparare, in alcuni periodi della stagione, a tirar fuori le unghia e mettere da parte il fioretto. Il fisico non manca e le qualità tecniche sono di rara eccellenza.

Ci uniamo al desiderio di Buffon: “far ricredere tutti”. Soprattutto, sentiamo nostro il pensiero di Conte: “Juve in campo solo per vincere”.

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Juventus-Fiorentina 1-1 Ci piace farci male da soli

A campionato praticamente finito, la Juve decide di investire sulla panchina. E paga dazio. Così torna alla mente lo sfogo di di inizio anno di Conte sulla famosa panchina corta.

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Ogbonna in mezzo alla difesa fa rimpiangere Bonucci, mentre Caceres firma le solite disattenzioni, almeno un paio a partita. A ciò aggiungiamo la scarsa vena di Giovinco e la scarsa forma di Osvaldo. La Juve è la più forte in assoluto, ma ha al massimo 13 pezzi buoni. Si gioca in 11, fate voi il commento.

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Pronti via, il solito Vidal la butta dentro, dopo un’azione spettacolare. La Fiorentina non ci capisce niente per 45 minuti, come in campionato, e sembra proprio andare come domenica pomeriggio. Tranne che Conte decide di passare al sistema con 1 sola punta, la squadra arretra paurosamente sul campo, e la viola trova un bel gol, su gentile concessione di Caceres (che manca la diagonale) e di Ogbonna (perché abbia saltato… resta un mistero).

Poca cattiveria, scarsa efficacia sotto rete, e quello strano senso del “non mi sbatto più di tanto”. La sensazione è che senza alcune pedine (leggi Tevez e Lichtsteiner) questa squadra perda parecchie motivazioni e parecchia spinta. Per l’anno prossimo, Marotta corra ai ripari investendo su ricambi di primissima qualità.

La qualificazione resta appesa a un filo. Per entrambe, sia chiaro. Se la Juve decide di giocare, allora sarà semplice. Se la Juve deciderà di passeggiare, allora saranno amari dolori. Inaccettabili a questo punto della stagione. Specie contro questo avversario.

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