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Categoria: Il punto sul mercato (pagina 1 di 29)

Bene Shick, ma evitiamo Shock

Una delle grandi sorprese dello scorso campionato è sicuramente Patrick Shick, l’attaccante multiforma ceco che ha mostrato colpi da fuoriclasse e grande concretezza sotto porta.

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Ma è da evitare Shock sul prosieguo del calciomercato, sia intendendo possibili dolorose cessioni, sia intendendo errori in ingresso.

Cominciamo dal ceco, probabile prossimo nuovo numero 11, visto che il ragazzo ha espresso ferma volontà di giocarsi le carte sin da subito. Allegri se lo ritroverà nel precampionato e dovrà valutarne le qualità: la Juve avrebbe voluto lasciarlo un altro anno in prestito a Genova.

D’altro canto, occorre riflettere bene prima di acquistare. Dal gigante del Siviglia ai gioielli del Monaco, è fondamentale capire cosa ci serve, e con che livello di esperienza. Senza troppo riflettere sul secondo tempo di Cardiff che rischia di portare fuori strada.

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Nel calcio moderno la fisicità è importante. Insieme a questa serve tanta tecnica ed esperienza. Se in Italia la Juve è già super-attrezzata, in Europa occorre soprattutto l’esperienza.

Di conseguenza, la sensazione è che Allegri abbia trovato un gran bel modulo che riesce ad esaltare le qualità tecniche dei migliori piedi che abbiamo, ma dobbiamo gestire meglio le risorse fisiche e quindi avere migliori ricambi. Evidentemente, la fascia sinistra intera merita particolare attenzione: un vice Alex Sandro che non può essere Asamoah, e un vice Mandzukic che possa essere anche più specialista in quel ruolo delicato. Più un vice Higuain che possa dare respiro all’argentino, oltre che possa avere soluzioni differenti che Gonzalo non ha.

In mezzo al campo, Khedira e Pjanic possono attualmente vantare in Marchisio un valido sostituto, ma Lemina non ha convinto e quindi qui bisogna fortemente intervenire: fisico e fosforo, polmoni e piedi buoni.

In Paratici we trust, così la schiera dei giovanotti da far crescere e da allevare è sempre qualitativamente elevata. Rugani e Caldara, Bentancur e Spinazzola, Orsolini e Favilli.

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Mercato Juventus: l’importante è avere le idee chiare

Alla fine conta la chiarezza. Gli obiettivi sono espliciti, ora bisogna tradurre le idee in fatti, meglio in trattative. E possibilmente chiuderle.

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Per esempio: se alcuni obiettivi saranno potenziali protagonisti di EURO 2016, converrà allora non incappare in aste su cui partiamo battuti in partenza. Mentre a questo punto può tornare utile il campionato europeo per piazzare qualche pedina in uscita (leggi Zaza, solo se il ragazzo si impunterà sulla titolarità richiesta).

La chiarezza sarebbe auspicabile in Morata. Fatta la tara ai giornali che pur devono vendere, quindi devono scrivere qualcosa sulla telenovela dell’ex madridista, ad Alvaro andrebbe consigliato di prendere una decisione netta. Il Real Madrid vuole monetizzare le due buonissime stagioni in bianconero, dove però sarebbe a casa e soprattutto protagonista. Procuratore a parte, bisogna che l’attaccante scelga fra cuore e cervello, ma la Juventus non può arrivare impreparata ad agosto senza una formazione d’attacco precisa e definita. Dybala e Mandzukic intoccabili, il rebus Morata e Zaza non è banale, considerando quanto hanno pesato i due ragazzi in molte fasi della stagione appena conclusa.

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A centrocampo il dubbio più importante riguarda il recupero di Marchisio, lo schema tattico a cui Allegri si affiderà (ancora 3-5-2?) e quindi la tenuta di Khedira. Per l’assalto alla Champions, oltre al probabile Pjanjic, occorre qualità.

Qualità che in abbondanza si trova in difesa. Puntando sulla crescita di Rugani, con la solidità dei tre tenori, più l’innesto di Dani Alves, il reparto arretrato non sembra ulteriormente potenziabile, se non per una eventuale partenza di Lichtsteiner.

Preoccupa invece la perdita di Cuadrado. Il colombiano ha di fatto risolto parecchie gare da solo, e non poter contare più sul suo “spaccare i match” a gara in corso non è una bella cosa. Berardi – prossimamente ufficializzato – dovrà dimostrare di meritare una maglia juventina.

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Calciomercato Juventus: né ringiovanimento né rinnovamento

Dybala ok, poi Mandzukic. Zaza preso, poi messo sul mercato, poi quasi ceduto, poi reintegrato. Alex Sandro e Cuadrado, ma fuori Coman. Khedira da verificare. Ok Rugani, ma non può giocare. Llorente regalato, Isla nemmeno piazzato. Persi Pirlo, Vidal (valutato la metà di De Bruyne) e Tevez. Padoin titolare. Ultimo colpo Hernanes (11 milioni per il cartellino).

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Difendere TUTTE queste scelte è dura, soprattutto alla luce della lettura degli 11 titolari negli ultimi match.

Con l’acquisto finale di Hernanes (a titolo definitivo) la confusione è l’unica parola chiave di questo mercato. Se Allegri aveva parlato di potenziare la trequarti a giugno, al 31 agosto la Juve sta per chiudere senza quella pedina. E se le cose andassero male, sarebbe troppo semplice addossare le colpe ad Allegri (che per il secondo anno non può fare miracoli, ma stavolta non si ritrova più la squadra di Conte da gestire).

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Viene da pensare a due cose:

  1. se si voleva operare un ringiovanimento, conveniva puntare sui giovani che la Juve controllava e controlla, spiegando bene il progetto di una stagione col punto interrogativo per costruire il futuro: Gabbiadini, Berardi, Sturaro, Rugani, Zaza. Ringiovanimento poteva significare puntare sulla classe ’90 e rischiare una stagione difficile, non certo l’accozzaglia di giocatori e affari compiuta adesso;
  2. se si voleva rinnovamento, ai tre fenomeni persi dovevano subentrare almeno due fenomeni e un paio di buoni giocatori. Fatti e finiti, cioè giocatori di sicuro rendimento che però non puoi pagare con prestiti biennali o con diritti di riscatto fissati con bonus e criteri vari. Vogliamo rimanere tra le grandi? Ragioniamo da grandi pure sul mercato.

La sensazione è che la dirigenza si sia fatta trovare scoperta dalle decisioni di Pirlo e Tevez, che abbia ceduto al fascino dei soldi per Vidal, e non abbiamo programmato la squadra che Allegri aveva in mente, mettendo in difficoltà il tecnico e inseguendo gli affari e non gli obiettivi (vero grande talento di Luciano Moggi).

La parola al campo, ma per il secondo anno consecutivo si parte fra dubbi e difficoltà. Inaccettabile (alla luce dello stato di salute di questa Seria A).

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Draxler… avessi detto Maradona

Due mesi è durato il corteggiamento e una trattativa ai limiti di ciò che verrebbe chiamato ridicolo. Due mesi buttati via, che potevano essere impegnati in ben altre operazioni.

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Allegri voleva il trequartista, ma Goetze fu pista impraticabile, a sentire Marotta. Quindi venne Draxler, avessi detto Maradona.

In un gioco da tira e molla, in cui solo la Juve ne esce ferita e umiliata: o spendi o certamente non tratti a quel livello di cifre. Se sei convinto, vai e lo prendi, un po’ come nell’affare Dybala. Altrimenti molli subito la presa se le condizioni fisiche ti preoccupano, o se non lo ritieni un fenomeno da 30 milioni.

Alzare la qualità, poi trattare fino al centesimo di bonus è roba da squadra senza personalità né idee chiare.

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Fino a giugno mercato imponente quello bianconero, ma luglio e agosto, fra cessioni e mancati arrivi, una pagina della storia del calciomercato da strappare e non far leggere ai posteri.

Adesso è pericolosissima: la fretta è la madre di tutte le cazzate, e l’operazione malvagia è dietro l’angolo a poche ore dalla chiusura del mercato. Con zero potere di trattativa, viste le ultime uscite poco brillanti.

Risultato: abbiamo perso una intera estate di calciomercato.

E poi per chi? Per Draxler, avessi detto Maradona…

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Calciomercato Juventus: Coman, tra palco a realtà

Ceduto. In una sola notte.

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Kinglsey Coman, il futuro Juve, va in prestito. In attesa dei dettagli, due sono le opzioni di vendita che sono state raccontate dai media.

Suona comunque strana la cessione visto che la sua faccia erano state utilizzate per diversi materiali di comunicazione, ma così va il calciomercato.

Passiamo ai dettagli.

Il Bayern aveva avanzato più volte il desiderio di parlare di Coman. Dopo Vidal, ecco un’altra pedina bianconera fare gola ai campioni di Germania. Marotta tentenna, Allegri vieta la cessione, ma davanti ai soldi tutto è possibile.

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Opzione 1: prestito a 7 milioni con diritto di riscatto obbligatorio (regola inesistente in Europa) fissato a 20 milioni. Praticamente una sorta di rata pagata già oggi, con registrazione di una plusvalenza incredibile su un ragazzo così giovane e arrivato a parametro zero. Finanziariamente un capolavoro.

Opzione 2: prestito biennale, con 5 milioni subito, 2 milioni il prossimo anno e riscatto a 20 milioni nel 2017. Finanziariamente un’opportunità discutibile. Segno di una forza in fase di trattativa pressoché assente: paghiamo quanto ci chiedono, vendiamo a quanto ci propongono. Mah!

Il problema è: se questo qui diventasse il nuovo Ribery, i 27 milioni pagati in due o tre rate, come potrebbero essere letti? In più: come stiamo sostituendo Coman?

La speranza è solo una: che Allegri non perda la testa e il campo non prenda spunto dalla confusione che ha regnato a luglio e agosto nella sala comandi del mercato bianconero.

P.S.

Con due operazioni di questo tipo (Vidal pagato 40, quando Sterling e De Bruyne hanno raggiunto quotazioni da capogiro) possibile che la Juve non sia riuscita a trattare nessuno dei giocatori del Bayern, a partire da Goetze?

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Draxler e Witsel: due nomi, due idee completamente differenti

Stretta finale? Cosí pare, anche se il rischio concreto di non chiudere un grosso affare è parimenti forte rispetto a un ultimo grande acquisto.

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Draxler e Witsel, due nomi differenti, due giocatori completamente differenti. Due pedine che imporrebbero due scelte tattiche talmente diverse che non si capisce su quale base si stia ragionando: solo economica?

Allegri ha chiesto il trequartista sul finire della scorsa stagione, quando si capí che Vidal e Pereyra erano due adattati nel ruolo che è proprio di un 10. Eppure, al 28 agosto la Juve deve ancora scegliere.

Julian Draxler sarebbe il preferito. Il tedesco ha l’approvazione di Allegri che lo abbraccerebbe subito a Torino. Fantasia, piedi buoni, capacità di assist, qualche buon gol. Sarebbe il giocatore in grado di unire i reparti di centrocampo e attacco garantendo quella regia offensiva rimasta orfana di due fenomeni come Pirlo e Tevez.

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Axel Witsel è un combattente che al dinamismo unisce parecchia qualità. Infatti la valutazione dello Zenit è anche superiore ai 30 milioni di euro, anche se per gli esperti del mercato una cifra di 25 milioni cash potrebbe far chiudere l’operazione a favore di chi acquista. Cifra comunque importante, alla luce del fatto che la Juve a oggi non potrebbe permettersi due colpi.

Chi scegliere allora?

Con Draxler a Torino, il modulo preferibile da Allegri sarebbe automaticamente il 4-3-1-2, o al limite l’albero di natale con due mezze punte dietro un attaccante (per esempio Morata e Draxler dietro Mandzukic, o Draxler e Dybala dietro una prima punta). Difficile imporre il 4-3-3, con Cuadrado e Draxler sulle fasce.

4-3-3 che sarebbe invece praticabile con Witsel a rinforzare una mediana che a quel punto tornerebbe di livello altissimo, con Marchisio in mezzo, e Pogba e Witsel ai suoi lati. Tecnica, fisico: sarebbe il miglior modo per sostituire le partenze di Pirlo e Vidal.

Uno dei due dovrebbe approdare in bianconero. Mancano poche ore e scopriremo chi.

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Calciomercato Juventus: impossibile spiegare l’operazione Llorente

Puoi riflettere. Puoi stendere ipotesi e valutarle. Puoi cercare di ragionare. Ma difficilmente troverai una spiegazione plausibile all’operazione Llorente.

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Primo ragionamento: la Juve ha risparmiato i prossimi due anni di contratto, vale a dire quasi 20 milioni di euro lordi. Vero, ma anche no. Primo: il budget consideriamolo annuale. Secondo: Llorente porta nelle casse bianconere zero euro, con il budget stipendio-Llorente dirottato altrove.

Secondo ragionamento: la Juve l’aveva pagato zero, ha incassato zero, quindi non perde nulla. Vero, ma anche no. Proprio il fatto che si trattasse di un parametro zero rinforza l’ipotesi che anche solo 1 milione di euro di vendita avrebbe generato 1 milione di plusvalenza netta, molto utile in tempi di fair play finanziario.

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Terzo ragionamento: ma cosa volevi incassare con Llorente? Anche qui la storia parla di un campione del mondo, di un attaccante in piena attività, di un giocatore discretamente forte e con alle spalle vittorie da protagonista (due scudetti, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, finale di Champions League). Impossibile pensare che nessun club fosse disposto a trattare il suo cartellino.

Quarto ragionamento: regalandolo al Siviglia, poi rifili agli spagnoli anche Isla. Completamente falso. Primo: non si capisce perchè i due giocatori vengano considerati come un unico pacco. Secondo: non vi è traccia della trattativa per Isla, e comunque sarebbe stato parzialmente giustificabile solo a firme avvenute anche per Isla. Terzo: dopo il regalo, quale posizione di forza può ora assumere la Juve?

Quinto ragionamento: una simile operazione regala una immagine di una società troppo morbida alla luce dei casi Vidal-Goetze, Draxler-Mkhitaryan, del mega acquisto di Alex Sandro. Si compra al giusto prezzo o con esborsi importanti (Mandzukic, Dybala, Alex Sandro), ma si vende male (a esclusione di Vidal che comunque può essere messo a paragone con Kondogbia, Sterling, De Bruyne, Pedro).

Ultimo ragionamento: il balletto Zaza-Llorente sull’ipotesi di cessione conferma lo stato confusionale della dirigenza arrivata agli ultimi giorni di mercato con l’acqua alla gola. In vantaggio su tutti già a luglio (Neto, Rugani, Dybala, Mandzukic, Zaza, Khedira), non si capisce il motivo per cui a luglio e ad agosto Marotta non sia riuscito a completare la rosa, esattamente come nei piani di Allegri. Fra l’altro, Zaza e Llorente sono giocatori molto differenti fra loro e a livello mentale l’aver anche fatto sospettare a Zaza di essere sul mercato (con trattativa avviata col West Ham e poi stoppata) non fa che picconare le poche certezze del ragazzo ex Sassuolo. Tutto poteva essere gestito meglio.

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Confusione Coman: monetizzare o scommettere?

Ancelotti racconta che usava quel ragazzino per mettere in difficoltà i difensori del PSG sottotono: “Vai e puntali” gli diceva. Oggi Guardiola se ne è innamorato al punto che lo vorrebbe già in questa sessione a Monaco, come nuovo Ribery e quindi come attaccante esterno. Allegri crede molto nel ragazzo. La Juve è in confusione.

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Il primo punto da chiarire è il ruolo perfetto per Kingsley Coman: attaccante esterno o seconda punta? Nelle ultime apparizioni ha dimostrato di faticare il secondo ruolo. Mentre sembra trovarsi a proprio agio quando può distendere la velocità e puntare l’uomo, con il portiere avversario di fronte e non alle spalle. Su questo Allegri dovrebbe ragionare.

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Il secondo punto è se a questo livello di ragionamento porta a poter accettare una cessione adesso (si parla di 20 milioni di euro) o resistere e scommettere sul ragazzo.

Per ragioni di pura economia, la plusvalenza generale sarebbe da grande operazione, a sostenere la causa “cessione adesso”.

Per ragioni di scommessa, lasciare andare via un ragazzo su cui il tecnico e la società credono potrebbe essere criminale. Uno perchè il suo valore potrebbe perfino aumentare (leggi Pogba); due perchè una simile pedina potrebbe rivelarsi utilissimo alla causa tecnica.

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Juve al Cuadrado

Finalmente il colombiano approda in bianconero. Chissà come l’ha presa Conte che ha mendicato l’esterno fino al giorno delle dimissioni (praticamente sono da considerarsi tali). Chissà cosa ci farà Allegri.

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Prestito, senza riscatto obbligatorio e cifra comunque sopra i 20 milioni di euro qualora la Juve lo voglia tenere. La classica mossa tappa buchi che non impatta sul bilancio. Ma ora l’attenzione é tutta sugli aspetti tattici.

Allegri con il colombiano ha una carta importante sugli esterni, da giocarla in un 4-3-3 che farà felice Mandzukic.

Velocità, dribbling, cross, ma soprattutto la capacità di ribaltare velocemente l’azione palla al piede oppure lanciandosi negli spazi aperti. La Juve non aveva un giocatore simile, ora ha una soluzione in più.

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Più complesso vederlo in un 3-5-2 (anche se é l’ipotesi più concreta, in alternativa a Lichtsteiner) o in un 4-4-2, visto che le cose migliori Cuadrado le fa più da attaccante che in fase di contenimento.

Allora la mossa può voler significare un cambio di strategia in ambito mercato, dove il trequartista verrà abbandonato (registrata l’intransigenza dello Schalke 04 sul fronte Draxler) a favore di un altro centrocampista in grado di poter sostituire Marchisio o Khedira in caso di assenza di uno dei due o entrambi, come accaduto contro l’Udinese.

La compatibilità con gli attaccanti é scontata: bene con Mandzukic o Morata, benissimo con i vari Dybala e Coman capaci di giocare sull’altra fascia in un’ipotesi di tridente. I primi due ne potrebbero sfruttare gli spazi aperti o gli assist al centro dell’area, mentre con i secondi ci sarebbe intesa sul piano della velocità in un tridente tutto agilità e potenza.

Già in campo contro la Roma?

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Fantasista Juve: nessuna fretta, e idee chiare

La fretta è la madre di tutte le cazzate.

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Una frase di un film, quanto mai azzeccata per il periodo bianconero attuale. Il calciomercato è un bollore continuo, giocato anche a livello mediatico perché oggi il marketing delle squadre di calcio si fa anche così.

La fretta non deve avere impatto sulle strategie bianconere. Il fantasista serve, ma la scelta va ponderata.

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Draxler, a oggi, è il più vicino, a maggior ragione dopo le dichiarazioni del Direttore Sportivo dello Schalke 04 che ha confessato che “ci metteremo al tavolo con la Juve”. Sul piatto c’è una proposta di un paio di milioni subito per il prestito, e riscatto fissato a 25 milioni. La Juve vuole cautelarsi dopo i malanni fisici del ragazzo.

Più distanti, come cifre e opportunità, le piste che portano a Goetze, Isco e Ozil.

Proprio cifre e opportunità sono i fattori da tenere in considerazione, insieme all’aspetto tecnico. Marotta lavora, Paratici riflette, i tifosi aspettano.

Con un piccolo appunto finale: memori della contestazione dello scorso anno, noi tifosi bianconeri dovremmo ricordarci che gli scudetti di agosto li abbiamo quasi sempre perduti, a favore di tutte le altre squadre che però a novembre sono già fuori dai giochi tricolori. Ponderiamo anche noi i commenti.

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