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Categoria: Il punto sul mercato (pagina 2 di 29)

Fantasista Juve: nessuna fretta, e idee chiare

La fretta è la madre di tutte le cazzate.

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Una frase di un film, quanto mai azzeccata per il periodo bianconero attuale. Il calciomercato è un bollore continuo, giocato anche a livello mediatico perché oggi il marketing delle squadre di calcio si fa anche così.

La fretta non deve avere impatto sulle strategie bianconere. Il fantasista serve, ma la scelta va ponderata.

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Draxler, a oggi, è il più vicino, a maggior ragione dopo le dichiarazioni del Direttore Sportivo dello Schalke 04 che ha confessato che “ci metteremo al tavolo con la Juve”. Sul piatto c’è una proposta di un paio di milioni subito per il prestito, e riscatto fissato a 25 milioni. La Juve vuole cautelarsi dopo i malanni fisici del ragazzo.

Più distanti, come cifre e opportunità, le piste che portano a Goetze, Isco e Ozil.

Proprio cifre e opportunità sono i fattori da tenere in considerazione, insieme all’aspetto tecnico. Marotta lavora, Paratici riflette, i tifosi aspettano.

Con un piccolo appunto finale: memori della contestazione dello scorso anno, noi tifosi bianconeri dovremmo ricordarci che gli scudetti di agosto li abbiamo quasi sempre perduti, a favore di tutte le altre squadre che però a novembre sono già fuori dai giochi tricolori. Ponderiamo anche noi i commenti.

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Goetze o Draxler, ammesso che siano reali obiettivi

Che Paratici sia volato in Germania é un fatto certo. Che la Juve stia sondando il terreno su Goetze e Draxler é anche questo un fatto assodato. Ma saranno cifre che hanno bisogno di tempo per essere digerite.

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Non sappiamo come sia andata la trattativa per Vidal, ma che la Juve non abbia abbozzato un minimo di discussione per Goetze contestualmente alla cessione del cileno suona strano. Certamente non i 60 milioni per un ragazzo che Guardiola ha riportato indietro ai tempi in cui doveva ancora maturare al Borussia Dortmund. Detto in altro modo: il Goetze degli ultimi anni vale molto di più del Vidal degli ultimi anni?

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Al contrario, su Draxler sia il procuratore sia il club di appartenenza hanno sparato altissimo. Problemi fisici e una maturità ancora da raggiungere suggeriscono una valutazione intorno ai 25 milioni di euro, che possono diventare 30 coi bonus legati a presenze e vittorie del club. La Juve pare orientata esattamente su queste cifre, addirittura aggiungendo una cautela: il solito prestito con obbligo di riscatto, per evitare di acquisire le prestazioni di un ragazzo non al 100% dal punto di vista fisico. E lo stesso Draxler non può chiedere un ingaggio che nemmeno Pogba può ricevere.

Ad Allegri serve un 10, alla Juve serve tempo per capire quale sia il nome corretto sotto il profilo tecnico, ma anche finanziario.

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Calciomercato Juventus: fra sogni impossibili e improbabili

Il calciomercato é quel sogno a occhi aperti che comincia ogni mattina alla lettura dei giornali. Tutti protagonisti: chi di calcio sa poco, chi di calcio non capisce niente, chi di calcio vive e capisce molto.

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Via Vidal, dentro tanti soldi. Il quesito é: come spenderli? Cosa manca? Chi prenderesti?

Vidal é impossibile da rimpiazzare: nessuno al mondo é capace di unire con questa classe ed efficacia sostanza e qualità, corsa e tecnica, recuperi di palla e gol. Speriamo solo che la Juve abbia azzeccato ancora una volta i tempi della rivoluzione, come fu con Zidane e Inzaghi.

Allegri adesso cerca un 10, un trequartista puro capace di giocare fra le linee e sostituire le giocate che sono state di Pirlo e Tevez in fatto di regia offensiva. Fra lanci, dribbling, assist e gol, il nuovo talento che la Juve prenderà é chiamato a grandissime giocate.

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Profili papabili? Goetze, per il dovere che impone la logica di considerare uno scambio asimmetrico di mercato fra Juve e Bayern. Poi Draxler, che rappresenterebbe una vera scommessa.

Ma non solo. Altri nomi che ad Allegri piacerebbero, fuori dall’impossibile trattativa legata a Oscar e Isco, fanno riferimento ai vari Pastore e Lamela, per esempio. Gente capace anche di giocare sulla fascia, o partire larghi per poi accentrarsi, e abili saltatori di uomini. Perfino Perotti, almeno come tipologia di giocatore, rientrerebbe in questa lista: dribblatori di professione in grado di garantire, da soli, la superiorità numerica lasciando al centrocampo il compito della quantità.

Ma esiste anche un’altra possibilità di mercato. Se non un top (tipo Goetze), Paratici e Marotta potrebbero anche virare su un doppio nome: un centrocampista di qualità, ma un centrocampista, e poi un esterno d’attacco. L’idea che circola a Vinovo é che lo staff bianconero stia ragionando su un concetto semplicissimo: se é impossibile arrivare a un classico 10, tanto vale cambiare pelle e tentare la via che Lippi promosse al suo rientro a Torino nel 2002: via un genio come Zidane, e dentro muscoli e corsa (più una tonnellata di tecnica) come quella di Nedved, con contestuale cambio tattico.

Corsi e ricorsi?

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Calciomercato Juventus: le cifre della trattativa lampo fra Vidal e Bayern Monaco

L’indiscrezione pare realtà. E di ora in ora arrivano dettagli che vanno a confermare un affare che può ancora saltare, ma che pare indirizzato verso la logica conclusione: Vidal al Bayern Monaco.

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Cuore a parte, tifosi e dirigenza dovranno valutare lucidamente l’affare, tirando le giuste somme.

Cessione o rifiuto dell’offerta?

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Arturo Vidal è forse più di tutti il simbolo della rinascita bianconera, a partire da quando Antonio Conte si è seduto sulla panchina della fidanzata d’Italia. Arrivato fra gli ironici sfottò per il suo cognome e una carriera che pochi conoscevano, Arturo Vidal si è imposto come uno dei centrocampisti più forti al mondo. Leader di carattere, leader in campo per doti tecniche e tattiche. Un tuttocampista che fece infuriare il Bayern e in particolare Rummenigge quando Marotta lo strappò ai bavaresi quattro anni fa.

Ora, sul tavolo bianconero, con un 29enne Vidal reduce dalla conquista dell’America, c’è una offerta da 35 milioni di euro. Forse 30, a fronte di una richiesta di 40/45 bianconera.

Tre punti (domande):

  1. è arrivato il momento di cedere Vidal e tentare di ricaricare la rosa con nuovi innesti, più giovani o tecnicamente differenti (per supportare un tipo di gioco diverso rispetto al passato)? Se tatticamente e tecnicamente Vidal non si discute, a livello di motivazione può forse convenire il metodo Moggi che vendeva Zidane e Inzaghi per comprare Nedved e Trezeguet e rilanciare il ciclo vincente juventino;
  2. come si sostituisce Vidal? In campo e fuori? Khedira può bastare? Pereyra è già in forza per prenderne il posto sulla trequarti? La grinta di Sturaro è una scommessa per fare da continuità al Guerriero tanto amato dal popolo juventino? Inoltre, non va dimenticato che i numeri di Vidal sono semplicemente spaventosi: 48 reti in 171 partite, più prestazioni da capogiro che hanno portato una valanga di trofei e soddisfazioni;
  3. qual é il prezzo di Vidal? Se Sterling è stato pagato 49 milioni di sterline (siamo vicini ai 70 milioni di Euro), se Romagnoli viene valutato 30 milioni di Euro, se per Bertolacci è servito un assegno da 20 milioni di Euro… Vidal vale davvero solo 35 milioni?
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Trequartista Juve: da Van Persie a Ozil, passando per Berardi

La telenovela ormai la conosciamo: chi sarà il prossimo 10 della Juve?

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Marotta è al lavoro, ma sarà dura: questione di budget, questione di opportunità.

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Una vocina è flebile, ma torna: e se fosse Van Persie il 10 che Allegri avrà? Una sorta di matrimonio a scoppio ritardato, dopo l’abboccamento di qualche stagione fa, con l’olandese in visita riservata a Torino e firma quasi apposta sul contratto. Poco trequartista, più attaccante, con qualche anno in più all’anagrafe. Il colpo d’esperienza che non ti aspetti, o l’affare last minute: chioccia fra giovani rampanti. Il Manchester United è alla ricerca di un attaccante, dopo l’addio di Falcao, ma anche di un fantasista. Mata resta, Van Persie parte?

Ozil è fantasia, anche nell’idea probabilmente. Passato all’Arsenal per 53 milioni di euro, difficilmente il tedesco si è clamorosamente svalutato, anche se i numeri inglesi non sono buonissimi. Tradotto: servono tanti soldi (non tantissimi), e serve la giusta dose di coraggio per scommettere sul rilancio del ragazzo che al Real e soprattutto in Nazionale ha ben impressionato (ma non nel periodo recente), ma con i Gunners le polveri sono spente (9 reti soltanto).

L’ultima carta è Berardi. La Juve ha sottoscritto un contratto che prevede il ritorno a casa del talentino del Sassuolo già alla fine di questa sessione di mercato. Anche cosí può essere letta l’intransigenza su Coman, pedina di scambio (prestito al Sassuolo) per far digerire una eventuale partenza anticipata dell’Under 21.

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Pogba: costa troppo?

Il Barcelona. Quindi il ManCity, senza dimenticare il Real Madrid, il Chelsea, il PSG. Tutti vogliono Pogba. Ma nessuno è disposto a sborsare i famosi 100 milioni. Giusto?

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La storia probabilmente è differente.

La Juve ha detto più volte di voler tenere in casa i propri campioni. Anzi, aggiungerne. Per cui, a meno di clamorosi cambi di marcia, la Juve quest’anno terrà i suoi gioielli. Vale a dire terrà Vidal e Pogba.

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Il francese poi è un caso particolare.

Le valutazioni di Bale, Falcao, Rodriguez, Di Maria, autorizzano a parlare di oltre 100 milioni di euro per il suo cartellino. Età, fatti già acquisiti a curriculum, prospettive, mentalità, serietà fanno pensare di trovarsi di fronte una sorta di diamante purissimo, uno dei talenti che lascerà il segno nel gioco del calcio.

E allora, due domande:

  1. costa davvero tanto? O è normale dialettica per tentare di non scatenare un’asta che farebbe felice solo la Juve?
  2. per quale motivo la Juve dovrebbe allora privarsi di un simile fenomeno?
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Calciomercato Juventus: trequartista cercasi

Allegri ha richiesto espressamente un trequartista. Un classico 10 da far agire alle spalle degli attaccanti, in una serie di moduli tattici che la Juve userà nel prossimo anno.

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L’assenza di Tevez e Pirlo porta proprio a un cambio tattico che è più sostanziale che formale. Vale a dire: già Vidal ha giocato benissimo dietro le due punte, in un 4-3-1-2 che la Juve ha applicato bene durante il primo anno di Max Allegri. Oltre Vidal, anche Pereyra si è disimpegnato alla grandissima. Ma l’assenza di Tevez e Pirlo spinge per cercare un giocatore di spiccate doti di rifinitore. Appunto, un classico 10.

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In una intervista a un giornale, lo stesso Allegri ha fatto due nomi: Isco del Real Madrid (strada complicatissima) e Oscar del Chelsea (meno 10, più centrocampista d’attacco). Ma la rosa dei nomi si allarga.

Pure Mario Gotze si iscrive alla lista dei sogni, ma tutti questi nomi sembrano poco alla portata, a meno di un grande sforzo economico che la Juve però non vuole fare a meno di un’uscita interessante.

Nei giorni scorsi si è comunque aperto uno spiraglio nuovo: la cessione di Ogbonna e di Isla (che però Allegri vuole verificare durante il ritiro estivo) porterà nelle casse bianconere circa 20 milioni di euro. Nuovo ossigeno da reinvestire? Su un classico numero 10?

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Pogba è incedibile dal 2 settembre

Nel giorno del rinnovo a vita di Claudio Marchisio, il Presidente Andrea Agnelli ha voluto con forza puntualizzare un concetto di una semplicità imbarazzante: Pogba sarà incedibile dal 2 settembre. Vale a dire: chi ha voglia di spendere tanti tanti tanti soldi, si faccia avanti.

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La proposta indecente verrà ascoltata dalla Juve, ma vuol dire ragionare sulla base delle tre cifre elementari. Gli agognati 100 milioni di euro, che per molti nemmeno basterebbero dopo le valutazioni super dei vari Bale e Rodriguez, tanto per citare due nomi.

Altrimenti la Juve resta così, con Pogba in un centrocampo fra i migliori al mondo, pur con la partenza di Pirlo.

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Altrimenti la Juve fa la Juve e i campioni se li tiene. O ne aggiunge.

Perché il calcio dei giorni d’oggi è questo: legato ai numeri, legato maledettamente ai numeri. Restano pochissime bandiere.

Giusto quel Claudio Marchisio.

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Affaire Pogba: vendere o non vendere?

Se qualcuno si presentasse con 100 milioni in contanti? Se qualcun altro proponesse una rosa di giocatori da cui scegliere come contropartite per il cartellino di Pogba?

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Intrecci di mercato, incubi dei tifosi, pensieri per lo staff tecnico della Juventus.

Paul Pogba è gioia e dolore.

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Carta di identità e capacità tecniche porterebbero la valutazione stellare a oltre 100 milioni di euro, ma la Juve deve piuttosto decidere se è giusto provare a trattenere Pogba costruendo su di lui la Juve dei prossimi 10 anni, o monetizzare un 21enne adesso o il prossimo anno, preparando dunque un mercato faraonico.

Non una scelta semplice perché la sensazione è che il francese sia una gemma preziosa che rinascerà fra moltissimi anni, con ancora ampi margini di miglioramento.

Il Barcelona sembrerebbe aver raggiunto una sorta di prelazione per il 2016, anche se non si conoscono le cifre e l’eventuale accordo che porterebbe Paul in blaugrana. Solo soldi? E quanti? E se non Barca, certamente PSG e Chelsea e ManCity e Real Madrid potrebbero essere alla finestra, scatenando magari un’asta che farebbe felice – almeno economicamente – la Juve.

Riscoprendo la lista dei più pagati negli ultimi anni, da Rodriguez a Bale, passando per giocatori assolutamente mediocri, appare oggettivo dare a Pogba una valutazione ben superiore ai 100 milioni di euro. Per età, mezzi tecnici, prospettive e risultati già raggiunti, vale più o meno di Gareth Bale? E vale più o meno di James Rodriguez? Giusto per fare due veloci paragoni. La palla a Marotta che se dovrà vendere, dovrà riuscire a strappare il massimo prezzo possibile.

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Il dopo Tevez è Mario Mandzukic

Tevez vuole andare via. Sembra confermata l’indiscrezione secondo la quale è stato l’agente dell’argentino ad avvertire Marotta dell’intenzione di Carlitos di fare ritorno a casa. E dopo 50 gol e presenze importanti, accontentare l’uomo appare la scelta migliore. Passano i giocatori, ma la Juve resta.

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Grazie di tutto Carlitos. Inutile anche provare a fargli cambiare idea, visto che ha già scelto e sarebbe perfino controproducente: ci ritroveremo un giocatore scarico, con la sola voglia di attendere il 2016 per tornare a casa. Meglio adesso. Meglio provare a monetizzare.

Soldi a parte, l’interrogativo è: come sostituire uno come Tevez?

Arrivato fra mille dubbi e impostosi come leader assoluto e più forte giocatore della Serie A per due anni di fila, sostituire un tuttocampista come Tevez appare arduo. Per almeno due motivi.

Primo: problema di budget. Nonostante i 300 milioni e passa di fatturato, la Juve non ha un tesoretto in stile Real Madrid da poter investire. Tanto più che i nomi di fantasmagorici bomber scarseggiano, o sono inamovibili. O certamente hanno già firmato contratti plurimilionari che la Juve non può permettersi (giusto per fare un esempio assurdo: i 12 milioni di Ibra al PSG).

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Secondo: problema tecnico. Tevez ha ricoperto un ruolo complesso, nella Juve di Conte e Allegri. Attaccante di movimento con Conte, regista offensivo con ampie libertà con Allegri. Assist e gol a iosa (i numeri parlano di 50 gol e 20 assist in 100 presenze circa), con un ritrovato feeling europeo. Più tanto movimento e tanto agonismo che alla Juve non si vedeva dai tempi di Nedved. Trascinatore puro, Tevez è stato molto più che un 10, con un tanti gol salva-partita o sblocca-partita. Ecco, il problema è trovare uno che riempie tanto la casella del gol, quanto quella del gioco.

Se Morata-Dybala stuzzicano la fantasia, Zaza deve comunque convincere e confermarsi in bianconero, per cui resta libera la casacca per un top player. Ma torniamo al problema “primo”: quanto budget ha Marotta da poter investire? Domanda che sembra senza risposta precisa. O legata indissolubilmente a un sacrificio (leggi Vidal o Pogba) che la Juve non vuol fare.

La soluzione: Mandzukic

Poco meno di 20 milioni di euro e una trattativa quasi lampo per Mandzukic.

Il croato è un attaccante d’area e di movimento con poca fantasia, più adatto a sostituire Llorente che l’argentino. Ma certamente può contribuire con un po’ di gol a non far rimpiangere Carlitos, offrendo soluzioni differenti e maggiore presenza in area.

Il suo acquisto è segno tangibile di un probabile cambio di modulo, o comunque un cambio di rotta nell’impostazione dello sviluppo del gioco.

Ad Allegri il nostro miglior augurio di buon lavoro.

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