Menu Chiudi

Categoria: La lavagna tattica (pagina 1 di 5)

Il 4-3-3 salverà il mondo… Juve?

L’assenza di Pirlo, Tevez e Vidal priva la Juve di forza, idee, sostanza e creatività nella zona cruciale del campo, vale a dire l’asse centrale del centrocampo e dell’attacco. Inevitabile, vista la qualità e la personalità di questi tre fenomeni.

Advertisment

Il non arrivo di elementi di pari livello sposta l’attenzione sulle fasce, dove l’arrivo di Cuadrado e Alex Sandro, la conferma di Lichtsteiner e Evra, consegna ad Allegri diverse alternative, da rinforzare magari con il buon uso di Morata e Dybala.

Advertisment

La costruzione degli attacchi viene quindi spostata: dal centro del campo alle fasce laterali, con nuove soluzioni da ricercare e una manovra che deve fluire in modo diverso rispetto al passato. Paradossalmente, questo tipo di rosa sarebbe piaciuta ad Antonio Conte. Ad Allegri il compito di trovare il giusto assetto.

Già col Chievo si era intuita la necessità di Cuadrado. Poi l’intelligenza di schierare il giusto modulo contro i milioni del City, impreziosito da una prestazione gagliarda, anche se non eccelsa del centrocampo dove la muscolaritá è diventata l’arma più importante. Se Pogba cresce e torna ai suoi livelli, crescerà la qualità generale del centrocampo e avremo più soluzioni offensive.

Con Cuadrado e le fasce rinforzate, anche Mandzukic potrà dire la sua, a patto comunque di crescere in supponenza e arroganza di cui tutti i grandi bomber sono dotati. Alle volte pare timido, anche lento rispetto al Mandzukic dell’Atletico Madrid. Servono più palloni in mezzo, come quelli di Pogba. In ogni caso, nei prossimi match (e saranno tanti in pochi giorni) converrà comunque inserire l’estro di Zaza, adatto a un 4-3-3, prima di fossilizzarlo in panchina rendendo vano e anzi negativo l’investimento fatto appena qualche mese fa.

Advertisment

Senza Pirlo e Tevez, la Juve cambia modulo?

Via Pirlo, uno dei migliori registi degli ultimi 30 anni di calcio mondiale. Età, motivazioni, plastico ragionamento logico di necessario ricambio.

Advertisment

Via Tevez, la più bella sorpresa degli ultimi due anni di Serie A, per serietà, devozione, classe, numeri. La ragion di stato ha spinto l’argentino al rientro in patria: esempio d’altri tempi in un calcio dove i soldi riescono a comprare praticamente tutto (chiedere anche a Pulvirenti).

La Juve cambia pelle. Soprattutto cambia modulo.

Advertisment

Per Allegri è tempo di ragionamenti tattici per la sua nuova Juve, alla ricerca delle migliori intuizioni per consolidare il dominio nazionale e replicare la campagna europea che ha portato a una finalissima di Champions League. Quali alternative?

Gli acquisti, fino a questo momento, suggeriscono una soluzione muscolare in mezzo al campo (anche se sembra una bestemmia se poi i piedi sono quelli di Pogba, Vidal, Marchisio, Pereyra) e un tridente di forza e di velocità in avanti, con i vari Morata, Mandzukic, Dybala e Zaza. Con un 4-3-3 molto simile a quello che Lippi varò con Baggio, Ravanelli e Vialli, per esempio.

Altrimenti, con la ricerca di un classico 10, si vira verso uno dei tanti moduli che prevedono un uomo di fantasia dietro due punte. Un 4-3-1-2 come già utilizzato quest’anno (con Vidal e Pereyra alternati dietro le punte) o un 4-2-3-1 con l’utilizzo di due centrocampisti di quantità (fra Khedira, Marchisio, Vidal e Pogba) e un terzetto di d’attacco dove le ali sono più attaccanti che centrocampisti (per esempio Morata e Dybala).

Advertisment

4-3-1-2: e venne il giorno del cambio di modulo

L’avevamo detto: bastava una scintilla. E sicuramente, non si doveva continuare a scopiazzare Conte. Allegri lo ha capito e ha già invertito la rotta.

Advertisment

Domenica pomeriggio, contro il Parma, andrà in onda il 4-3-1-2 bis, la replica di quanto già visto in Champions. Anche apprezzato in Champions, seppure c’è ancora molto da lavorare. Ma dopo 3 anni di 3-5-2, visto che anche le idee applicative di Allegri sono molto diverse da quelle di Conte, cambiare era proprio necessario.

Tevez dietro Llorente e Morata, con l’unico dubbio che in panchina ti restano Coman e Giovinco, non proprio due stantuffi se poi ti serve forza e potenza là davanti, in corso d’opera. Ma sono dettagli che vedremo in campo. Per il momento, c’è da capire se la batteria dei tre davanti possa essere supportata e sopportata dai tre mediani dietro. Mediani che dovrebbero avere il sapore della lotta e la capacità di fare da filtro e assecondare la manovra offensiva insieme.

Advertisment

Pogba e Vidal e Marchisio sembrerebbero, a oggi, le pedine più interessanti da schierare. Con Pirlo sacrificato o quanto meno da provare in una veste per la quale serve la battaglia, fisico, corsa. Quell’interdizione che Andrea ha saputo fare bene fin quando però era protetto da altri quattro corridori, come nel centrocampo a 5.

Ad Allegri l’onere di sperimentare il miglior schieramento in grado di proiettarci sempre più avanti in campionato, e sempre più avanti in quello spettacolo europeo che troppe volte ci vede timidi.

Sempre ammesso che Tevez, Morata e Llorente vengano schierati assieme.

Advertisment

Verso il 4-3-3?

Conte è un integralista. Lo dipingeva così la critica sportiva quando arrivò alla Juve portando in dote il suo 4-2-4. Modulo che aveva allegramente (leggi “efficacemente) utilizzato nelle squadre allenate fino a quel momento.

Advertisment

Sembrava anche il modulo della Juve. Allenamenti mirati, prime interessanti uscite in cui tutti ci accorgemmo di due cose: la posizione di Pirlo e l’assenza di un’ala destra.

Pirlo non ha una posizione. Lo sapevamo, ce ne siamo accorti, ce ne stiamo accorgendo. Se sta bene fisicamente e mentalmente è carico, Pirlo non ha rivali al mondo. Inoltre il falso mito del “Pirlo è leggerino” è stato ampiamente sfatato in questi anni bianconeri. A un certo punto ha recuperato più palloni lui che Vidal, tanto per fare un esempio statistico. Quindi, per chiudere il paragrafo: Pirlo non ha una posizione: Pirlo è una posizione.

L’assenza dell’ala destra praticamente è ancora una… presenza. Simone Pepe stupì tutti il primo anno, ma l’infortunio maledetto lo sta tenendo fuori da ormai 18 mesi. Sembra il momento del rientro, ma non lo diciamo. Krasic è stato ceduto. L’esplosione di Vidal ha praticamente costretto Conte a rivedere i suoi piani.

Advertisment

Integralista? Macché: intelligente. E preparato. Tanto da studiare al volo il 3-5-2 che, dopo il 4-3-3, è diventato il suo modulo di riferimento. Modulo che ha portato qualche trofeo a Torino.

Ora però, viste le difficoltà sulle fasce, torna in auge l’idea del 4-3-3, ben interpretata da un centrocampo super e da un attacco che recupera Vucinic. E può contare su un Giovinco che può dire la sua in certe situazioni e in una certa posizione.

Domenica pomeriggio, contro il Livorno, la Juve potrebbe vestirsi di 4-3-3. Lichsteiner, al rientro, tornerebbe ad arare la fascia destra, mentre a sinistra uno fra Chiellini e Ogbonna blinderebbe la difesa. Marchisio a supporto di due attaccanti, con Pogba e Vidal ai lati di Pirlo. Un’idea che ha già trovato la sua sostanza in Champions. Un’idea che potrebbe abbattere il campionato.

Integralista? No: intelligente. E preparato. Ne conoscete altri così?!

Advertisment

Cambio di modulo in vista?

“Il 4-3-3 lo conosciamo bene perché lo abbiamo già applicato”. Parole di Antonio Conte che, negli scorsi mesi, aggiungeva poi “ma mi manca Pepe”. Stavolta non l’ha detto, si è fermato solo alla conoscenza del modulo tattico. Un modulo che ha giocato un ruolo importante nella bella prova contro il Real (bella, ma sfortunata).

Advertisment

In realtà a Madrid è andato in scena il 4-3-1-2, con Marchisio finto trequartista, spesso impiegato sulla fascia. Quindi di fatto, in fase offensiva, si attaccava col 4-3-3. Solo che Marchisio non ha perfettamente convinto. Forse meglio Pogba: più abile nel dribbling e molto più efficace dal limite o in fase di assist.

Marchisio o non Marchisio, senza esterni, la Juve gioca meglio col 4-3-1-2. Più coperta dietro, più equilibrata in fase di spinta. Tanto è vero che si è rischiato praticamente nulla col Real. Diversamente, data anche la scarsa vena di Pirlo in copertura, col 3-5-2 i rischi sono enormi e basta riguardare le immagini contro la Fiorentina. Squadra lunga, scoperta, poco equilibrata.

Advertisment

Viceversa, con la cerniera formata da Vidal e Pogba e i quattro difensori, Conte riesce a coprire meglio il campo. Con questo Caceres, e col prossimo rientro di Lichtsteiner, la fascia destra potrebbe dare enormi soddisfazioni. A sinistra siamo scoperti, ma con Bonucci centrale, Chiellini potrebbe tornare a giocare da terzino puro (così da fare meno danni in mezzo).

Paradossalmente, pure Asamoah potrebbe beneficiarne. Non è un esterno, non è uno specialista della fascia mancina. Troppe volte rallenta l’azione e rinuncia a puntare l’uomo tornando sempre verso il terzino o verso il centrocampista centrale, dando modo alla difesa avversaria di piazzarsi e regalando poche volte la superiorità numerica. Inammissibile per un esterno.

E ancora. La variante 4-3-1-2 potrebbe giovare a un ricambio migliore degli attaccanti o tentare una mia-personalissima-vecchia-idea e cioè quella di giocare con Giovinco e Tevez sulle fasce e uno fra Vucinic o Quagliarella o Llorente in mezzo. O, perché no, con Vucinic e Tevez sulle fasce e un Llorente in mezzo. Marchisio, Vidal e Pogba potrebbero offrire a centrocampo la sostanza di cui c’è bisogno.

Advertisment

Contro il Milan giocherei così [LAVAGNA TATTICA]

Quando sei scarico mentalmente o quando semplicemente non riesci a rispondere come vorresti, una delle possibili svolte è di natura traumatica.

Advertisment

Nel calcio i traumi sono diversi. Quello che si può proporre è un cambiare modulo. Magari poi Conte schiera ancora il 3-5-2 e stravince la partita, ma certo una scossa può derivare dal tentativo di cambiare qualcosa. Se non hai gli esterni che vorresti, se due elementi fondamentali si sono infortunati, allora perché insistere con gente che sta deludendo e che non è in sintonia con le richieste del tecnico?

Allora propongo un’idea del tipo “o la va, o la spacca”. Prima di commentare o chiudere il browser, abbiate un attimo di pazienza e proviamo a giocare coi numeri e con le tattiche.

Advertisment

Si tratta di un 3-4-3 molto particolare che rinuncia alle corsie laterali schierando tutti insieme i 4 centrocampisti centrali. Fra questi, Marchisio e Pogba possono ricoprire il ruolo di esterno, in fase di attacco. Marchisio lo ha fatto per un anno intero con Del Neri, mentre Pogba ha risolto la gara col Chievo giocando a destra. Non esterni puri, ma adattati (come lo è Asamoah, del resto). In fase di contenimento, tutti e quattro potrebbero fungere da diga e coprire perfettamente il campo. In tal caso i due attaccanti più agili dovrebbero ripiegare sull’esterno. Come Vucinic faceva il primo anno di Conte, sulla fascia mancina.

Veniamo all’attacco. Tevez è imprescindibile, Quagliarella non si può tenere fuori e Llorente potrebbe rappresentare un’utilissima soluzione visto la difficoltà rossonera sui palloni alti. Lo spagnolo dovrebbe fungere da boa centrale e calamitare i palloni che la difesa alzarebbe. Nelle ultime partite abbiamo costruito molto, ma anche faticato rinunciando al ricamo e lanciando molte palle lunghe. Queste palle lunghe potrebbero essere perfette per le spizzate di Llorente o per le incursioni di Tevez e Quagliarella.

Questo modulo rappresenterebbe l’unica soluzione per rimediare all’assenza di Pepe e di uomini di fascia in grado di dare il cambio di marcia alla Juve, soprattutto ora con l’assenza di Lichtsteiner. Certo è un modulo rischioso e tutto si riconduce allo spirito di sacrificio di Tevez e Quagliarella, con Giovinco pronto al subentro nel secondo tempo quando uno dei due sarà appesantito dalla fatica.

A voi i commenti.

Advertisment

Tridente o non tridente?

C’è una domanda che nell’ambiente bianconero gira nell’aria, furtiva e stimolante: Conte potrebbe schierare il tridente? Del tipo: Vucinic a sinistra, Tevez a destra e Llorente in mezzo?

Advertisment

Nella prima uscita stagionale, Antonio Conte sembra aver risposto a questa domanda: “Il tridente lo posso schierare giusto coi dilettanti“, riferendosi al trio Vucinic-Matri-Quagliarella. Questioni di equilibrio: per garantire il tridente, il centrocampo dovrebbe sobbarcarsi un lavoro enorme di copertura.

Advertisment

Ora, il punto è proprio questo: Marchisio-Pogba-Vidal potrebbero tranquillamente sostenere il peso dei tre d’avanti? Secondo me sì, con un reparto difensivo a 4, secondo me sì. Penso a uno schieramento con, da sinistra a destra, Chiellini-Bonucci-Barzagli-Lichtsteiner. Ma il nodo lo scioglierà Conte.

Sebbene sia il 3-5-2 il modulo principale scelto, io credo fermamente che col rientro di Pepe il 4-3-3 sia attuabile, mentre il famigerato 3-3-4 sia un modo di confondere la fantasia con la realtà (benché il modulo venga messo in pratica, con i giusti esterni). Almeno il terzetto d’attacco è schierabile quando magari la partita rischia di sfuggire di mano.

Il fascino di un Vucinic-Llorente-Tevez è davvero incredibile, ma la palla passa a Conte. Dopo aver tirato fuori il modulo per schierare tutti e quattro i più forti centrocampisti, vuoi che non si faccia venire in mente l’idea per schierare tutti i migliori attaccanti?

Advertisment

Ancora 3-5-2 per mercoledì sera? Alcune considerazioni logiche

Mercoledì sera mancheranno due delle pedine che quest’anno si sono rivelate quasi insostituibili: Vidal e Lichtsteiner. Un jolly di qualità incredibili e un esterno insaziabile di corsa e di agonismo.

Advertisment

Se l’assenza di Pepe ha reso di fatto lo svizzero imprescindibile, la crescita mostruosa di Vidal l’ha eletto a Nuovo Guerriero dai tempi di Davids. Equilibrio, corsa, agonismo, perfino gol se prendiamo i loro numeri. Mancheranno contro il Bayern per squalifica e saranno due assenze pesanti.

In ragione di questa constatazione sollevo allora un dubbio sul solito classico 3-5-2 di Conte. Né Isla né Padoin possono sostituire Lichtsteiner (perchè ciò vorrebbe dire accettare tutti i limiti di entrambi contro Ribery, con tutto ciò che ne consegue), mentre Vidal in realtà potrebbe essere sostituito da Pogba. In realtà proprio gli esterni mi preoccupano e allora ecco la mia soluzione.

Advertisment

Il Bayern è fortissimo sulle corsie laterali e io piazzerei la difesa a 4: Barzagli e Bonucci in mezzo, Chiellini a sinistra e qualcuno a destra (???). Poi a centrocampo inserirei i tre: Pirlo in regia, Marchisio e Pogba. Non abbiamo nulla da perdere, per cui gli esterni di difesa potrebbero trasformare in 5 questa linea di centrocampo in fase di non possesso o di spinta.

E veniamo allora alla vera giustificazione per cui sceglierei il 4-3-3: le tre punte. Dobbiamo fare gol, ne dobbiamo fare almeno due senza prenderne alcuno per andare ai supplementari. Perciò: trazione anteriore, con i tre attaccanti tutti in campo allegramente. Vucinic e Quagliarella dietro Matri. La giocherei senza dubbio così, perché sia Vucinic sia Quagliarella hanno nelle corde il dribbling e l’inventiva necessaria, mentre Matri dovrà solo cercare di fare pressing e puntare sempre la porta. Anelka in panchina.

Poco da perdere, tanto da guadagnare: la prudenza, in Europa, difficilmente paga. Almeno per quanto mi riguarda!

Advertisment

Caro Mister, giusto una considerazione sugli attaccanti

Se i numeri dicono qualcosa, questo qualcosa è sicuramente un concetto piuttosto banale: Conte ha scelto Vucinic e Giovinco per l’attacco titolare. Ma i “ma”, ormai siamo a marzo, più che svanire aumentano. Lungi da me dare lezioni a Conte, ma un paio di osservazioni mi sembrano legittime.

Advertisment

La coppia Vucinic-Giovinco non sta funzionando a dovere. Entrambi a doppia cifra, entrambi hanno servito qualche assist, soprattutto Vucinic che ce l’ha nel DNA in qualità di regista offensivo, ma i gol si calcolano pure in base ai minuti e alla cosidetta “pesantezza”. Per Giovinco – che adoro perché lo reputo un talento che con un po’ di lavoro potrebbe esplodere definitivamente – tale considerazione diventerebbe un insulto, per Vucinic so so, come dicono gli inglesi.

Per Matri e Quagliarella invece la media gol rispetto ai minuti è davvero notevole. Ma non sono questi numeri a darmi da pensare.

Ho rivisto in serie le ultime partite e tendo a notare una cosa strana, ieri ancora confermata dal campo. La coppia Quagliarella-Matri garantisce una cosa che Vucinic-Giovinco, per loro natura, non possono garantire: il baricentro alto, altissimo. O un gioco fisico maggiormente produttivo. Quello che noto è in particolare un miglior lavoro del centrocampo.

Advertisment

Due pedine più fisiche in avanti – che è paradossalmente quello che ha sempre fatto Conte, prima della Juve – garantiscono al centrocampo bianconero migliori soluzioni. Gli esterni possono scaraventare palloni su palloni (ieri Lichtsteiner ne ha infilati ben 8, mentre dal cross delizioso di Pogba è nato il gol vittoria), mentre gli incursori (ieri Pogba e Marchisio, di solito Vidal) hanno migliore raggio di azione quando si spingono in avanti. Migliore, non maggiore.

Il “migliore” è sottolineato dal fatto che entrambi, cioè Quagliarella e Matri, sono abituati a vivere in area di rigore, e quindi la difesa avversaria è costretta ad arretrare per coprire meglio la zona centrale. Il risultato è che i due difensori centrali avversari sono costantemente impegnati e guadagniamo un uomo in mezzo perché lo spingere degli esterni costringe l’altra squadra a togliere via un uomo dal centrocampo per piazzarlo solitamente davanti la difesa.

Ecco perché Pirlo, con Matri e Quagliarella, sembra avere maggiore libertà. L’avevo notato in precedenza, ieri è apparso lampante. Nonostante gli errori poi del Genio di Brescia.

Quando invece giochiamo con Vucinic e Giovinco la manovra diventa più fluida e veloce, ma tale velocità, paradossalmente, mette in difficoltà la Juve con le difese schierate. Senza contare poi che Giovinco e Vucinic raramente agiscono da prima punta e quasi mai braccano la respinta o l’eventuale pallone sporco. Prova ne sia il clamoroso gol sbagliato da Quagliarella dopo il vantaggio di Giaccherini. Prova ne sia il gol di rapina di Matri su girata di Quagliarella in coppa: mai Giovinco e Vucinic arrivano a tanto. Oltre al fatto che entrambi stanno giocando in ciabatte come faceva Diego: arrivati al punto… o non tirano indisponendo il pubblico, o preferiscono la soluzione morbida indisponendo il pubblico. Vucinic è in possesso della proverbiale “castagna” eppure la usa raramente. Giovinco dovrebbe usare meno frenesia e arrivare più lucido al tiro. Fare meno cose sporche e limitarsi al lavoro di fino, cioè non sprecando energie rincorrendo gli avversari o facendo un gioco spalle alla porta per cui non è portato.

La domanda rivolta a Conte è allora la seguente: alla luce del campo, non sarebbe meglio insistere su Quagliarella e Matri? Almeno per un’altra partita e valutare le risposte tattiche. Contro il Bologna sarà, credo, simile a quella giocata col Catania, tranne che Pioli è meglio organizzato in attacco e ci sarà da stare attenti. E avere una prima punta di ruolo è fondamentale, sia Quagliarella o sia Matri in campo.

Advertisment

Anelka: posso dire la mia?

Bidone? No, assolutamente. Soluzione definitiva? Certo che no, non sono mica nato ieri. Alternativa? Sì, e non solo.

Advertisment

L’ultimo acquisto di Marotta è stato firmato da due episodi: l’infortunio di Bendtner (che sarebbe comunque stato ceduto) e il bisogno assoluto di incrementare l’esperienza in attacco.

Seconda presenza – in realtà io chiamerei “presenza” solo una partita giocata per intero o comunque almeno un tempo – e fin qui tutto davvero poco palpabile. Poco, perché qualcosa si è visto!

Il francese è una specie di regista dai piedi molto buoni. Conte lo ha usato contro la Roma in un ruolo davvero molto particolare. Dove la Juve ha grosse carenze, al di là del bomber? La risposta più ovvia è quella che riguarda le fasce laterali. Il giocatore che più manca a Conte è Pepe che l’anno scorso fece delle cose semplicemente incredibili. Una qualità sull’esterno che né Asamoah né Lichtsteiner possono offrire. Entrambi infatti giocano molto sulla quantità, ma pochissime volte riescono davvero a fare la differenza.

Advertisment

Il ghanese in realtà ha tolto le castagne dal fuoco in un paio di occasioni a inizio anno, ma ne attendiamo la definitiva consacrazione in un ruolo comunque nuovo per lui. E allora io pensavo che Anelka potesse essere usato proprio sull’esterno, in un ipotetico 4-3-3. Invece Conte lo ha sfruttato come specchio di Pirlo in avanti. E devo dire che l’intuizione di Conte può essere davvero importante.

Anelka dietro due punte di movimento come potrebbero esserlo tutte quelle bianconere potrebbe fornire gli assist giusti in verticale. Contro la Roma è stata illuminante una palla che Giovinco ha ciccato. Al suo posto Trezeguet avrebbe fulminato la Roma. Inoltre Anelka è dotato di un buon fisico, capace cioè di supportarlo quando ci sarà da far salire la squadra.

Del mio precedente articolo voto perciò proprio questa posizione: un regista avanzato. E sono curioso di vederlo in coppia con Vucinic perché comunque Anelka ha segnato nella sua carriera. Non quanto Trezeguet, ma ha segnato.

Le critiche che ho letto in giro per il Web, nei confronti di Anelka, non le ho molto capite. Conte gli ha chiesto delle giocate particolari, attendiamo un suo uso vero, cioè tanti minuti per capire che tipo di supporto potrà dare.

Indifendibile, purtroppo per me, Giovinco. Ma questa è un’altra storia.

Advertisment