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Categoria: Lo sfogo del tifoso (pagina 1 di 33)

Juve: la strada della riconoscenza è la più pericolosa

Le difficoltà della squadra sono evidenti e devono essere ricondotte allo stato di forma della gran parte dei giocatori, alla mancanza di un gioco fluido e incisivo e alla debolezza caratteriale che sta determinando i risultati delle partite.

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La squadra alterna momenti di gioco da Juve a momenti in cui la tensione mentale viene meno e gli avversari prendono il sopravvento. Non può essere un problema tecnico, ma è solo un problema mentale a cui Allegri non sta trovando una soluzione efficace.

Sembra dimenticato il motto di fino alla fine, e la squadra sembra ripetere il secondo tempo di Cardiff rinunciando alla lotta e al gioco, uscendo dalle partite senza capacità di reazione.

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Assurdo criticare tecnicamente la rosa, più che corretto e legittimo criticare l’impegno e la dedizione dei giocatori, alcuni di questi molto ben pagati.

In rete, specialmente su Twitter, si assiste a una impietosa lite senza contenuto. Il campionato è ancora lungo, ma si vince con la cura minuziosa di ogni dettaglio. Sottolineare quali dettagli stiano venendo meno in questa Juve è ciò che l’intelligenza suggerisce senza per questo mettere a rischio l’amore verso la Juve. D’altronde, per risolvere un problema, bisogna prima individuarlo.

Massima fiducia in Allegri per cui parlano i risultati degli ultimi anni, ma antenne ben dritte per il lavoro svolto sul campo sia dal mister sia dai ragazzi. La cosa più pericolosa, vero ingrediente segreto della triade, è la strada della riconoscenza che guarda solo al passato e mai al presente e al futuro.

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Il calciomercato è gossip? Povero Einaudi

É finito, finalmente! Il calciomercato/gossip é finito. Pensavo di non farcela, ma fortunatamente, o sfortunatamente per chi non mi sopporta, sono ancora qui.

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Quest’anno é stato particolarmente snervante.

Abbiamo pregato, fatto voti, sperato che nessuno andasse via, in particolare Alex Sandro e Dybala e, con nostra grande felicitá sono ancora bianconeri. Allo stesso modo, abbiamo pregato, fatto voti, rituali al limite del woodo perché tre giocatori andassero via… dai due su tre, dobbiamo impegnarci di piú, ma finalmente abbiamo una panchina cazzuta, ora. Olé!

Peró il viaggio é stato costellato da tante fake, che purtroppo, vanno ad alimentare un sentimento popolare, non molto carino, l’Antijuventinismo. Ed io con questo mio umile e, spero, utile memorandum, vorrei riproporre le piú esilaranti.

Evitiamo tutti quei giocatori, che anche secondo i loro agenti, sono stati cercati da grandi squadre, tipo Cassano, il Ninja romano, Koulibaly napoletano e pescarese e ultimo,ma non per importanza, Hysaj, che hanno avuto la forza di dire NO, alla brutta e cattiva Juve. Chiamasi pubblicitá e, se rifiuti una grande squadra, di sicuro fai parlare di te, galvanizzi i tifosi, che comprano la maglietta e attiri, come api col miele, i giornalisti. Evitiamo. Facciamoci due risate, ma evitiamo. In fondo devono campare pure loro.

E voglio anche evitare tutti i giocatori accostati dai giornalisti, senza apparente motivo, ad una squadra, con trattative di scambio, al limite quasi, della pura fantascienza. Esempio Strootman/Manolas e Cuadrado. Una roba cosí, nemmeno Asimov poteva metterla in piedi. Cuadrado?! Ok, il ragazzo non é costante, ogni tanto va preso a schiaffi, ma il Panita, ha fatto carte false per tornare alla Juve. E voi, scienziati del calciomercato/gossip, mi volete far credere che Marotta e Paratici, vogliano dare la Vespa, in cambio di chi? Un Simultare Cronico, insulto alla sportivitá piú pura o, un difensore, bravo per caritá, ma con la soglia del dolore bassissima? Tifosa si, ma non scema! Rispetto! Poi non chiedetevi come mai i giornali, non si vendono piú!

Evitiamo pure i giocatori nominati, fino alla fine, solo per tenere in piedi, l’incapacitá di alcuni giornalisti di cercare la notizia, come il povero N’Zonzi. Poveretto, che pena! Abbiate pietá, mettetevi nei panni di un giocatore, che sente, che la squadra arrivata in finale di Champions, che ha sconfitto il Barcellona dei Marziani, lo vuole. Non avete alcuna pietá! Addirittura tutti, ma proprio tutti erano d’accordo: N’Zonzi preferito da Allegri. Poi si scopre che il Siviglia non ha mai parlato con i dirigenti Juve. E anche dopo le parole ufficiali del Siviglia, tutti, ma proprio tutti, erano d’accordo che la Juve avrebbe affondato su N’Zonzi. Poi é arrivato Matuidi e persino i tifosi del Barcellona ci hanno inviadiato questo acquisto. E voi, pseudo giornalisti, avete fatto sparire quel poveretto di N’Zonzi. Vi rendete conto che Luigi Einaudi (per chi non lo sapesse: economista, giornalista, politico, nonché secondo Presidente della Repubblica) si rivolterebbe nella tomba?

Fornire notizie non significa crearle!

Io voglio evitare tutto questo e parlare delle piú gustose, di quelle che piú ci hanno fatto ridere. Voi subito direte Messi all’Inter. Io potrei dire Bale o Iniesta alla Juve. Voi direte Cristiano Ronaldo al Milan (Peppe Di Stefano, luglio 2017), io potrei dirvi Modric, Kroos, Rakitic alla Juve. Cavolo, ma che isteria collettiva é presa a noi juventini? Ma ragionate, non fatevi prendere dalla gola. No! Questi sono solo piccoli assaggi.

Divertenti, ma non da scompisciarsi come… come… come le fideiusioni che la Juve non ha presentato per Szczesny e Bernardeschi… fonte? Milanworld 5 agosto 2017… siete seri? Szczesny acquistato in Inghilterra e fideiussione non richiesta, per Bernardeschi dico, ragionate! Una societá che affronta il mercato senza debiti, perché la Juve aveva pagato sia Higuain, che Cuadrado, che Benatia, sempre in attivo in borsa, con un fatturato di 550mln, puó avere problemi nel trovare una schifosissima fideiussione? Ovviamente, la notizia FALSA, é stata cambiata in “i contratti non depositati”, falso! Tutti depositati il giorno della firma. Risultato? Figuraccia del sito che evidentemente voleva vendicarsi, delle voci sulle fideiussioni del Milan, questa volta vere.

Com’era come antipasto? E non é finita!

Che ne pensate della prossima? Un noto giornalista, di cui non faró il nome, per non comprometterne la credibilitá, Pedullá, di un noto canale del digitale terrestre, di cui non faró il nome, Sportitalia, ha dichiarato che il Napoli ha rifiutato un’offerta, dal Barcellona di 100mln, per Lorenzo Insigne… giuro! Non mi credete? Su Youtube trovate il video datato 23 Agosto 2017. Voi dite, ma puó essere credibile… vero, ma se una notizia é un caso, due sono una coincidenza e tre sono un’indizio, qui a parte Pedullá nessuno, ma dico nessuno, ha riportato la notizia.  Non vi basta? Ok, allora che ne pensate di Criscitello e la mega, super, mastodontica bufala di Pepe e James Rodriguez all’Inter? Giuro! Anche qui trovate il video su Youtube, addirittura prima ancora che iniziasse il mercato, 26 maggio 2017. Dopo Cardiff, vedrete… e tutti i tifosi interisti gasati a twittare il video di Pepe che prende a calci un giocatore della Juve, sperando fosse Dybala…

Ma non vi vergognate a dare false notizie? Povero Einaudi…

Ancora non basta? Alex Sandro al Chelsea. Lo davano tutti per partente. Ma proprio tutti. E arriva il primo no. Il Chelsea resiste. L’offerta arriva a 70mln, ma niente la Juve resiste, eppure anche ieri c’era qualche disperato, che invocava un ultimo colpo del Chelsea con possibile trasferimento di Alex Sandro. Niente, la Juve ha detto no e voi, giornalisti da quattro soldi, avete detto solo boiate.

Non siete soddisfatti? Dybala al Barcellona. Tutti, ma proprio tutti aspettavano l’offerta, soprattutto dopo la partenza di Neymar. Peccato che nessuno ha scritto che Dybala e Neymar giocano in posizioni diverse e quindi era improbabile un’offerta. Addirittura si parlava di una clausola verbale pro Barcellona. Poi senti l’agente di Dybala e scopri che é una bugia. Ma niente, gli irriducibili, hanno inventato la notizia, che ieri ha fatto il giro del web: 160mln per la Joya. Anche Marca sperava in un tentativo. Domanda: ma all’ultimo giorno di mercato che big vuoi vendere, che non puoi sostituirlo? Geni assoluti delle fake. E non dimenticatevi di Don Ballon che affermava, con assoluta certezza che il Real lavorava sotto traccia con la Juve, per avere Dybala.

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Altro genio é quello della Gazzetta sull’offerta del Galatasaray per Asamoha. Notizia arrivata subito in Turchia, che hanno iniziato a festeggiare… solo poverini, non conoscono la Gazza rosa, non sanno che racconta solo bugie…

Ancora non siete soddisfatti? Tenetevi forte. Marchisio al Milan….

E qui tocchiamo il fondo…

No, dico, si sono buttati tutti a pesce sulla notizia…

Sono ancora sconvolta… ma sono cosí disperati?

Un minuto di silenzio…

Potete scoppiare a ridere.

Ne volete un’altra? Keita. Tutti, ma proprio tutti, ancora una volta, sembra quasi che si mettano d’accordo, erano sicuri che la Juve avesse un accordo, per averlo a parametro zero. Tanto che ad un certo punto Lotito ha minacciato di denunciare la Juventus, per scorrettezza. Qualche tifoso laziale iniziava ad odiarci. Keita ha schifato tutti. Milan, Inter, il Napoli delle meraviglie. Un indizio che Keita volesse solo la Juve. Addirittura voleva solo la Juve anche quando, zitto zitto e cacchio cacchio, il Monaco é entrato in scena. Voleva la Juve, anche sapendo che non avrebbe giocato tanto. E infatti Keita é andato… al Monaco! Ma come?! Non voleva solo la Juve?! Ciarlatani!

Tralascio Shick, perché quando si mettono in dubbio esperti di un rinomato ospedale, come il Gemelli e c’é la testimonianza dell’agente, che parla di dolori al petto, é chiaro che si é lucrato sulla salute del ragazzo. Forse la Roma doveva rifarsi dopo la figuraccia di Marhez, ma diamine, il ragazzo merita piú rispetto. Tralasciamola, per favore. Buona fortuna, Patrick.

Tralasciamo anche Spinazzola. Potrei attirare le ire di qualche tifoso. Sono dalla parte dell’Atalanta. Il ragazzo si fará le ossa anche per la Champions, grazie all’Europa League. E non deve temere di perdere il treno, perché terzini italiani di valore non ce ne sono. Marotta ha detto di voler costruire un nuovo zoccolo duro. E fino ad ora, Marotta, ha sempre mantenuto le promesse fatte.

Sempre secondo questi geni incompresi, la Juve aspetta a zero Emre Can De Vrji. Porterá via di sicuro alla Lazio, quel talento pazzesco di Milincovic Savic. Detto tra noi, sarebbe fantastico, ma tra il dire e il fare, c’é sempre di mezzo un mare e, questo mare si chiama Lotito. Niente! La lezione Witzel non la imparano. A gennaio vedremo se per una volta avranno detto la veritá, oppure potremo godere nel chiamarli, ancora una volta, ciarlatani.

Io ci spero.

Ragazzi, non so voi, ma in realtá queste fake, non mi hanno messo allegria, anzi, mi hanno messo un magone addosso… che tristezza… povero Einaudi.

Ci risentiamo a gennaio…

- Articolo scritto da @fenicejuventina

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Juve: pericolo interismo, romanità e napolezza

Dare la colpa ad Allegri è solo interismo. O romanità. O napolezza. Cadere nel tranello di farsi sopraffare dalla giusta e naturale tristezza è esercizio assai facile per chi proprio non vuole accendere il cervello. Proviamo a farlo.

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6 scudetti di fila sono leggenda. Con la tripla doppietta di Campionato e Coppa Italia. Ma anche la doppietta della Champions persa in 3 anni. Peccato. Roba da psicosi, a questo punto, perché il conto si fa salatissimo nelle finali europee. Dove pesa una statistica imbarazzante: pochi gol segnati, molti presi, mai il dominio. Anche col Liverpool nell’85 e con l’Ajax nel ’96 abbiamo trascinato il risultato pericolosamente verso la fine. Traduzione? Intraducibile.

Veniamo alla più recente. Dare la colpa ad Allegri è da pazzi. Quelli aveva, quelli ha fatto girare a mille, ma quelli – a un certo punto del secondo tempo, cioè dopo qualche minuto – non ne avevano più né fisicamente né mentalmente. Perché il modulo non era stato previsto e perché i ricambi non sono esistiti. Rincon, Pjaca, Asamoah, Sturaro non si sono mai dimostrati veri sostituti dei 14 uomini che hanno spinto al massimo la macchina, da agosto al 3 giugno fino alle 22:00. La verità è questa. Oltre a quel pizzico di fortuna e tanta personalità che mancano in serate come quella di Cardiff.

Chi incendia alla tragedia è solo colui che vuole fare del folclore. Viceversa ha più senso continuare a incitare i ragazzi e Allegri perché il processo di crescita iniziato 3 anni fa non abbia uno stop pericoloso.

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C’è molto da rinnovare, tanto da potenziare nelle seconde linee, specie se il modulo principale del prossimo anno sarà lo stesso di questo entusiasmante 2017. Quel 4-2-3-1 che succhia energie come non mai. Più la variabile “essere decisivi” degli uomini che più hanno deluso sabato sera. Fra i vari, Higuain e Dybala su tutti.

E per la prima volta Allegri ha letto male e in ritardo l’andamento tattico del match, quando cioè era chiaro che il centrocampo a 3 del Real avrebbe avuto la meglio sulla coppia Khedira-Pjanic. E anche qui dobbiamo registrare la buona prova del bosniaco, alla primissima finale di Champions, in una squadra che non girava bene dalla trequarti in su. Eppure il più pericoloso negli unici tiri bianconeri verso la porta avversaria.

Si riparte, come ha detto Andrea Agnelli e come ripetuto da Allegri. Si riparte perché non c’è motivo non farlo, alla luce del gap scavato in Italia e del gap che si sta recuperando in Europa, finale a parte.

Si riparte da un mercato che deve rinfrescare i muscoli dei reparti bianconeri, con qualche specialista nei ruoli a questo punto fondamentali quali le corsie laterali e la cerniera di centrocampo dove serve fosforo e turbo insieme.

Finale a parte, questa è una Juve comunque da applaudire. Incazzati si, come è giusto che sia. Per l’impegno venuto meno. Ma… ripartiamo!

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Appassionarsi al calcio è diventato difficile

Questo blog è nato per dare sfogo a due passioni: scrittura e calcio, in particolare Juventus. Facendo il verso ai giornali che ogni giorno popolano le edicole, specie quelli sportivi. Ma da qualche mese è diventato sempre più difficile tenere viva la passione, quella vera.

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La maggiore delle colpe va ricercata nella scarsissima professionalità di chi scrittura e calcio li pratica per mestiere. L’incapacità di tenere a freno le pulsioni da tifoso stanno condizionando pesantemente l’immagine pubblica di molti giornalisti. Evitiamo qui di fare i nomi, anche se sono i soliti, purtroppo tristemente conosciuti.

L’era dei social ha messo a nudo ciò che francamente sospettavamo, ma oggi ne abbiamo ampia certezza proprio per leggerezza di questi personaggi che si palesano in tutta la loro mediocrità. Solo che questa mediocrità fa il paio con “pericolosità”. Non capiscono che la loro funzione pubblica di racconto penetra nelle menti perverse di chi sereno non lo è: ultras, capi-ultras, la peggio razza di tifosi e cioè quelli che amano – chissà perché poi – la violenza applicata a una specie di tifo che con la passione e lo sport non c’entrano nulla.

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L’era dei social ha messo a nudo anche sporchi giochi di cui sospettavamo, ma adesso ne abbiamo certezza. “Giustizia sperimentale” l’ha chiamata il Presidente Agnelli, a cui si aggiunge una frangia di pseudo-politici pagati coi soldi nostri che poi scopri essere assenteisti e molto mediocri. Il che giustifica il degrado generale di questo paese.

Una parte di questo Paese, fortunatamente anche la più consistente, gradirebbe però tornare a parlare di calcio, di passione, col cuore e con la testa. Sfottò certo, il sale del tifo, ma certamente non questo genere insulso di polemiche e vergognosi scandali artatamente costruiti.

Povero calcio italiano.

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Psicopatici

Psicopatici. Poco altro da dire rispetto alla scellerata (non) partita che la Juventus ha (non) giocato contro il Genoa.

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Atteggiamento e voglia deludenti. E dispiace dirlo, ma molto passa da quel delirante errore di Bonucci al minuto 2.

Gambe molli e zero idee, con l’incapacità di costruire anche solo una vaga azione pericolosa.

Sarebbe anche troppo facile prendersela con Hernanes, ma la verità lapalissiana è che un tempo si giocava con Pirlo, Vidal e Pogba, oggi con Hernanes, Pjanic e Khedira. Passi il tedesco, ma gli altri due sono improponibili.

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Ecco perché non si capisce la testardaggine di Allegri incapace di dare una scossa: a livello tattico, soprattutto a livello mentale.

D’accordo gli infortuni, ma sei la Juve e non ci sta. Non ci può stare quando si producono zero tiri contro Perin. Non ci può stare quando si subisce così tanto. E non vale il Genoa, i segnali ci sono da due mesi, coperto solo dai 3 punti via via presi ora per giocate singole ora per sfuriate di pochi minuti.

Il pericolo, che ripetiamo ormai da un po’ di tempo, è assuefarsi, perdendo grinta e voglia, disperdendo l’opportunità di crescere ancora.

Il pericolo è diventare psicopatici.

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Pagata a carissimo prezzo inesperienza e scarsa umiltà

Dare contro ad Allegri è anche abbastanza stupido. Per almeno due motivi, limitatamente alla partita contro il Frosinone: il livello di qualità del gioco è stato più che soddisfacente, a tratti anche molto molto divertente; traverse e imprecisioni (dettate da fretta e scarsa cattiveria) possono essere imputate ad Allegri fino a un certo punto.

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25 tiri dopo azioni ben costruite e 1 sola rete (per di più con tocco malefico da autogol) giustifica la crudeltà di un calcio che non ti regala nulla. Piuttosto c’è da far capire ai giovanotti di casa Juve che chiudere le partite è molto più importane dell’estetica. Pesano in tal senso le inesperienze di chi è arrivato adesso, e la non preparazione al ruolo di leader di chi c’era già. Facile leggere i nomi fra le righe di quest’ultima frase.

Ma dare contro ad Allegri è abbastanza stupido. Nelle difficoltà massime di infortuni che adesso coinvolgono pure l’apparato respiratorio (posto che Allegri e i suoi dovranno verificare al più presto i propri errori e correre ai ripari), il Mister è riuscito a trovare una certa cuadratura, a cui però manca il mastino d’area di rigore e il finalizzatore. Giusto per tornare su argomenti triti e ritriti: manca un Tevez là davanti e un Vidal a centrocampo.

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Produrre e non segnare poi ti porta a subire fino all’inverosimile, oltre che fino al ridicolo (gol di Thereau e Blanchard, tanto per intenderci), con la doppia beffa di aver speso energie su energie nella ricerca di un raddoppio che continua a mancare per svariati motivi.

Tutto perso? Certo non fa piacere vedere il numero 5 in quella classifica. Non fa nemmeno piacere fare la domanda “chi è rimasto per la formazione titolare della prossima partita?”, ma aiutare la scarsa sorte con un tifo avverso non mi sembra certo la soluzione migliore per aiutare ragazzi e tecnico.

Tutto perso? Certo che no. Quel Lemina ha impressionato e per me è ormai il centro di un reparto che ha bisogno della sua arroganza fisica. Quel Cuadrado è imprescindibile. Alex Sandro mette sempre dentro i palloni e può solo crescere. Giovani, troppo giovani, però i campioni purtroppo non sono arrivati dal mercato. Distruggere è facile, costruire e accettare di costruire complesso, ma è l’unica strada in questo momento.

Per la serie: sto tutta la vita con Bonucci e Buffon!

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Su e giù dal carro bianconero

Troppo facile godere della goduria. La cosa più complessa è amare quando le cose vanno male, almeno così sembra. Interpretiamo in questo modo la frase che Bonucci ha regalato ai social, e la facciamo nostra.

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Un conto è criticare costruttivamente, anche se duramente. Non essere d’accordo con le scelte di tecnico e dirigenza, alla fine, rappresenta la bellezza di uno sport dove la logica trova posto in poche cose. Per il resto, tutti possiamo diventare allenatori, esperti di tattica e di allenamento, di psicologia dello sport e di salute.

Un altro conto è buttarla in rissa o, peggio, in stupido disfattismo dove nulla va più bene, dove tutto è irrecuperabile e dove perfino il magazziniere dovrebbe essere cambiato. Salvo indicare il come, il quando, il quanto e soprattutto con quali soldi (se non quelli degli altri, addirittura di potenziali investitori arabi o indonesiani). Quando mancano le idee, la soluzione che più sembra ovvia appare la parte di mondo dove girano tanti, ma proprio tanti soldi.

La realtà è differente, e assomiglia molto al grido di battaglia di Buffon che ha chiesto alla curva sostegno, se non altro per gli ultimi 4 anni dove il tasso di goduria risulta difficilmente misurabile.

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Restano i problemi tattici, e una pianificazione del mercato che ha portato a sciupare un agosto che doveva invece risultare decisivo ai fini della qualità generale di un gruppo dove i senatori latitano, e le nuove leve sono troppo timide e giovani per assumersi responsabilità troppo più grandi di loro. Almeno fino al 14 settembre.

Occorre molta pazienza quest’anno, molto più rispetto a un anno fa quando già ad agosto andava bruciato Allegri, salvo beatificarlo a maggio, per rispedirlo nell’inferno più caldo in questi giorni. Su e giù, in un’altalena di significati e giudizi che cambiano con imbarazzante velocità.

Corrono le parole, ma restano i fatti: servono nuovi equilibri tattici, e Allegri deve capire dove piazzare meglio gli uomini che si ritrova in una rosa che deve portarsi appresso fino a gennaio, ma anche fino a maggio 2016.

Domani si torna in campo. Sarà durissima, ma questo è l’inizio di stagione e questa è la Juve attuale. Si può fischiare, si può criticare, ma bisogna pure decidere di stare sul carro sempre, o scendere adesso ed evitare di rompere.

Bisogna decidere di essere tifosi davvero, o solo semplici appassionati. É facile.

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Incomprensibile Juve: problema ingaggi e tensione mentale

Quante passeggiate in quel centrocampo, a esclusione di Marchisio e Pereyra. Quanta sana umiltà quella di Evra che pure sembra essersi sbloccato (anche se pesa l’ingenuità su Gabbiadini).

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Poi però leggi le sostituzioni e fatichi a capire come sia stato possibile tenere Vidal fino alla fine. Il cileno è vergognoso, sia come atteggiamento mentale sia come giocate. E la domanda è tanto preoccupante quanto definitiva: è ancora dentro al progetto Juve? Altrimenti cominciamo anche a ragionare come faceva Moggi: dentro gente con fame.

E se a Vidal si sta rimproverando scarsissima efficacia, a Pogba si chiede maggiore continuità e scelte più intelligenti. Manca sempre la zampata finale, sia in fase di assist sia in fase di tiro. Vuoi essere campione? Bene, incidi come un campione. Tipo Tevez, anche se in questo dicembre è appannatissimo. E certo Coman e Morata non stanno mettendo per nulla in difficoltà Allegri che si ritrova una rosa molto più corta di quanto non si pensi.

Difesa a pezzi, con Bonucci squalificato per la prossima. Centrocampo affidato, a questo punto, al solo Pirlo perché gli altri stanno passeggiando e Marchisio è l’unico a essersi salvato. Attacco stanco, spuntato e con pochi gol.

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Ennesima occasione sprecata.

Juve, che sta succedendo? Il dominio del primo tempo non può chiudersi con un solo gol di vantaggio e paghiamo dazio alla prima occasione avversaria, quando gli avversari sono inermi e sepolti da tempo.

Invertire subito la rotta, per evitare figuracce.

P.S.

A cosa doveva servire la sostituzione di Tevez a soli due minuti dalla fine?

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Calciomercato chiuso, allora Antonio ci spieghi perché sei andato via?

Antonio ti scrivo col cuore. Non ho ancora smaltito quel comunicato. Non ho ancora ben compreso quel gesto, quella mossa. Più i giorni passavano, più mi interrogavo sui motivi dell’addio. Praticamente una vita con Conte. Tredici anni da calciatore, tre da allenatore. Fra i più amati in campo, fra i più amati in panchina.

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Sono juventino fino al midollo. Ci fosse l’Avvocato in vita, mi giocherei volentieri il titolo di più bianconero, se ce ne fosse la possibilità. E mi sembrava di aver capito che lo stesso amore lo provava Antonio Conte per la Juve. Troppo doloroso lo strappo. Inconcepibile. A meno che…

Prima o poi, per il rispetto che si deve ai tifosi, a chi ti ha donato così tanto amore, dovrai spiegare l’addio. Pur se dovrai dire qualcosa contro qualcuno. Ma l’addio va spiegato. Facciamo passare magari qualche altro mese, ma così non te la cavi. Pena, perdere la stima e l’affetto di chi ti ha amato, difeso, elogiato, premiato.

Vidal e Pogba in rosa: quindi?

Uno dei primi motivi che mi ha lasciato amareggiato del tuo addio è stato il pensiero di dover rinunciare, in estate, a Vidal o a Pogba o, addirittura, a entrambi. Un dramma. Una perdita tecnica incalcolabile. E allora ha ragione Conte, dicevamo al bar, se poi vendono Pogba o Vidal o entrambi.

Ma non è successo. Non solo. La sensazione è che la Juve abbia fatto scudo e abbia rinunciato a importanti opportunità per entrambi. Nel tentativo, oggi, di prolungare, di proteggere il proprio patrimonio tecnico.

Quindi?

Antonio che è successo? Vidal e Pogba sono lì. Marchisio e Pirlo sono lì. Il motore della Juve è ancora lì.

Rinforzi sulle fasce e recupero di Pepe

Come confermato da Evra, il francese l’hai indicato e voluto tu. A questo ci sommo il recupero di Pepe, più la permanenza di Lichtsteiner che sabato mi è sembrato perfettamente in forma e perfettamente sul pezzo (a scanso di “giocatori logori o da cambiare”).

Detto diversamente, con l’acquisto di Romulo in panchina, la squadra è stata migliorata. E può sopportare anche il cambio di modulo. Forse manca giusto un difensore, ma Ranocchia non lo cedevano dopo che tu hai suggerito la scelta di Ogbonna (costato 12 milioni di euro).

Certo mi sarebbe piaciuto Di Maria, ma non siamo così stupidi da non capire che le cifre per Falcao e Di Maria, per Rodriguez o per Sanchez, fra cartellini e soprattutto ingaggi, sono per noi insopportabili. Certo mi piacerebbe andare su Messi, trattare Cristiano Ronaldo, ma nella vita bianconera abbiamo sempre sopperito al calciomercato col DNA Juve. DNA che, mi pareva, scorreva nel tuo sangue.

Io pretendo. Poi però mi rifaccio alla logica e continuo a supportare la Juve perché così si fa.

Morata e Coman

Pare che con Conte in panchina, Simone Zaza sarebbe dovuto rientrare alla base. Pare che Morata l’hai suggerito tu ed è stato preso, convinto anche Max Allegri sulle qualità dello spagnolo.

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Pare che questo Coman, valutato da Allegri, sia un bel prospetto. Addirittura pure per il presente, tanto che il colpo last minute in attacco è stato giustamente ignorato.

Giovinco, che gode di tua immensa stima, è rimasta. Llorente e Tevez sono ancora lì. Quagliarella (con cui hai avuto un po’ di problemi) e Vucinic (che ha giocato 1 partita buona su 10) non più. A parer mio ci siamo rinforzati.

Certo mi sarebbe piaciuto Falcao. Certo mi sarebbe piaciuto Rooney.

Quel contratto Flash della Puma: trattativa pregressa?

E poi mi frulla in testa una strana idea. Per il bene della Juve, anche contro le resistenze di Marotta e Andrea Agnelli, non si comincia una stagione e la si molla dopo solo un giorno di ritiro. Sa di scelta già fatta. Sa di ripicca. Assomiglia a una coltellata per tutto quanto comporta sulla programmazione estiva. Sulla programmazione degli allenamenti. Della squadra che ami. Almeno così dici.

Hai detto che eri stanco. Senza motivazioni. Che è praticamente impossibile se alleni la Juve, da juventino.

La verità, che mi frulla in testa, dopo il contratto delicatissimo firmato da Puma (prima ancora che da Tavecchio e Conte), è che tutto era pronto da settimane. E non hai avuto il coraggio di dire che stavi giustamente pensando a un’altra panchina. Dico giustamente, ma basta parlar chiaro come hai più volte chiesto davanti il microfono.

Un contratto di quel genere, già solo per questioni legali, ha bisogno di essere ben studiato, ponderato, ben scritto. Possibile che in pochi giorni sia stato perfezionato? O c’era qualcosa in ballo? O l’ufficialità si è avuta solo dopo l’ufficialità di Tavecchio?

E ancora.

Che razza di sorriso è quello che hai quando sei accanto a Tavecchio, sponsorizzato da chi due anni fa quasi ti faceva fuori dal calcio. Così ipocriti, il primo De Laurentiis, a riconoscerti i meriti sulla panchina Juve, a trattarti da uomo prima ancora che professionista. Forse, un po’ ipocrita anche tu: prima chiedi vacanze, poi come se nulla fosse accaduto.

E adesso? Ti prendi una responsabilità enorme. Chiedi a Lippi.

Soprattutto, chiedi forse troppo a chi fra i bianconeri ti ha amato, ti ha difeso, ti ha elogiato, ti ha premiato. A oggi, per me la Nazionale è ancora qualcosa che ha poco senso. Per me esiste solo la Juve. Nella Juve non c’è più Conte.

Per me, storia bianconera degli ultimi tre anni archiviata, non c’è più Conte.

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Povero calcio italiano: stiamo morendo?

Sportivamente parlando, stiamo proprio messi male. Sono poche le soddisfazioni che possiamo toglierci in campo internazionale, dove il nostro livello di credibilità è compromesso da tempo.

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Qualcuno fa coincidere l’inizio della discesa all’anno 2006, quando Farsopoli sporcò il sistema italiano. E dal 2009 il nostro Paese è mira di perculaggini di ogni genere, cioè dopo i vari scandali e scandaletti che ci hano investito, comprese le prime vere uscite su Farsopoli.

Adesso Tavecchio. Con Albertini sullo sfondo e la faida fra i diversi presidenti e dirigenti. Lotito e Galliani, poi Della Valle e De Laurentiis, quindi Cairo e Agnelli, con qualche altra figura ad alternare momenti di lucidità a momenti di imbarazzanti dichiarazioni pubbliche.

Banane, ma non solo. Non è tanto il problema di quanto detto ai microfoni, quello riferibile a Tavecchio. Chi vuol pensarla così sta miseramente cadendo nel tranello giornalistico: Tavecchio è ben peggio di uno strafalcione, o anche due. Tavecchio rappresenta l’inesorabile continuità rispetto al vecchio sistema. Chiamatelo Abete, chiamatelo come vi pare.

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Viene da sorridere a quanto la gente scrive sul Web o farnetica al bar, sul potere di Andrea Agnelli, sull’oscuro potere della Juve. Come una barzelletta che non funziona più. Come un ritornello ormai rotto, logoro, insensato. Eppure, il primo a rompere il muro del silenzio su Tavecchio e il calcio italiano è stato proprio Andrea Agnelli. Logico pensare: a che punto stiamo?

A un punto torbido. Che ne sarà allora del calcio italiano? Perché a continuare così, pure la Gazzetta si è accorta che stiamo precipitando. Giù, sempre più giù. Con istinti di ripresa soltanto sopiti. Troppo proni verso i padroni e i padroncini per sfoderare autentiche investigazioni giornalistiche, o inchieste tali da attivare un minimo di coscienza e innescare una quanto mai opportuna ripresa di vigore.

Leggi. Regole. Riforme. Le tre paroline magiche che qualcuno non vorrebbe nemmeno ascoltare, nemmeno per sbaglio. Perché a tradurle nella pratica si rischierebbe poi qualche collasso. Di qualche club importante. Di equilibri politici che stanno reggendo interi giochi, o interi business se preferite.

Ma il calcio italiano avrebbe proprio bisogne di leggi, regole, riforme. Qualcuno non vuole. Quel qualcuno vota Tavecchio. E se non Tavecchio, allora commissariamento. Stagnazione perenne di un sistema che per qualcuno funziona. Funziona bene. Per qualcuno, però. Solo per qualcuno.

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