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Categoria: Precampionato 2012/2013

Trofeo Berlusconi: Juve A, B o C non fa differenza

Grande prestazione di una Juve apparsa molto serena e forte. Forte della propria forza, di meccanismi e automatismi che sembrano assolutamente assimilati. Una Juve padrona di ogni situazione sul campo.

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A tratti era netta la sensazione di un divario molto largo fra le due formazioni. Robinho a parte, i rossoneri non hanno saputo tenere testa ai tre reparti bianconeri.

Sugli scudi un giovane talento che abbiamo aspettato a lungo: Paul Pogba, ieri nelle vesti di vice Pirlo. Un gigante del centrocampo dai piedi buoni, con una ottima visione e una personalità già buona (leggi i numerosi rimproveri ai compagni fermi o le numerose indicazioni perfino a un senatore come Marchisio). Con Marrone sempre più a suo agio dovunque lo metti, ci sentiamo di dire che l’inseguimento a Verratti è andato a buon fine. Fra Marrone e Pogba, infatti, il ruolo di vice Pirlo è ampiamente coperto.

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Dal primo minuto è scesa a San Siro la coppia titolare d’attacco. Vucinic e Giovinco sono in questo momento praticamente intoccabili, con una intesa ancora da migliorare, ma già ottima. Resta l’incognita di quanti gol potrebbero portare a fine anno al conto bianconero, ma il solo fatto di fornire assist a ripetizione e di illuminare anche le più sporche ripartenze è sintomo di grande forza.

Un segnale molto positivo arriva da Matri. Il ragazzo c’è, la voglia c’è e ancora una marcatura… se il gol è tutto per un attaccante. Si sta muovendo bene e la sua caparbietà piacerà di sicuro a Conte. Il mercato di questi ultimi giorni ne decreterà la presenza o meno in rosa. Diversa la situazione di Quagliarella: apparso nervoso e svagato già dall’inizio di questa stagione, prima uscita a parte. Uno dei due andrà via, a meno che Marotta non resti a bocca asciutta col famoso top o good player. Con questi quattro uomini reggeremo la stagione pesante?

Infine una riflessione sulla difesa. I mezzi pesanti di cui usufruisce Conte hanno bisogno di un po’ più di tempo per entrare in forma. Lucio è una scommessa e a fine anno vedremo, ma di certo la Juve appare attrezzata per le competizioni che dovrà affrontare. Mancano all’appello Chiellini e Caceres, con un giovane Masi su cui ci sarà da decidere. Non mi priverei mai di Lichtsteiner, mentre attendiamo con impazienza Isla sulla destra.

E necessariamente rivogliamo Conte in panchina. Quanto ci manca il Mister? Quanto ancora dovrà durare questa farsa? FIGC e avversarie tanto lo hanno già capito: con Conte o senza Conte in panchina… questa Juve va forte lo stesso.

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Juve: da Salerno a Pechino…

L’ultimo test prima della Supercoppa di Pechino ha visto la Juventus vincere per 2 a 0 contro il Malaga, squadra sicuramente alla portata dei bianconeri, i quali hanno sicuramente risentito delle fatiche di questa preparazione, soprattutto i nazionali. La Juve vista a Salerno ha dato ottime impressioni, ma anche qualche perplessità.

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Storari si conferma in ottima forma, e lo testimonia una buonissima parata, e la solita tranquillità che dà alla difesa. Dietro provato di nuovo Marrone centrale, e il ragazzo ha risposto benissimo, così come Lichtsteiner, impiegato come terzo a destra: è in gran forma ma sia per lui che per Marrone vale lo stesso discorso. Sono centrali adattati, e quindi bisogna sempre vedere come si comporteranno di fronte ad attaccanti di razza e di caratura ben più alta. Lucio invece appare in leggera ripresa, anche se la posizione di centro-sinistra non gli si addice tanto, in generale il gioco della difesa a tre non è a lui congeniale: spesso si sgancia, e la Juve si è ritrovata per ben tre occasioni in inferiorità numerica, con un tre contro due che poteva portare dolori.

Attenti quindi, perché il Napoli ama partire in contropiede e saranno guai se non dovessimo correre ai ripari. A centrocampo Asamoah a sinistra non ha fatto male, ma lui deve stare in mezzo, perché dà tutto e insieme a Vidal forma una vera propria guida. Non mi stupirei se Marchisio dovesse partire dalla panchina a Pechino: il principino sente ancora la fatica degli europei, così come Pirlo, sembrato molto sulle gambe e poco attento: il genio ha perso diversi palloni, cosa non da lui. Vidal e Padoin hanno fatto bene, così come Matri: certo, il bomber ha dovuto solo fare due gol facilissimi, ma è comunque una bella risposta a chi lo aveva già visto con la maglia rossonera: ora è Quagliarella a rischiare la cessione, fortemente.

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Giovinco ha lanciato qualche idea, ma il ragazzo deve dimostrare di essere da Juve, quindi fuori la personalità altrimenti la vedo dura per lui. La Juventus quindi sta avvicinandosi alla super coppa tra luci ed ombre. Chiaramente le ombre sono soprattutto quelle fuori dal campo: le vicende che hanno coinvolto Conte , Pepe e Bonucci hanno comunque scosso l’ambiente. Le sentenza dovrebbero arrivare tra l’8 e il 10 agosto, proprio un giorno prima della super coppa: Conte ha già fatto le prove a Salerno, andando in tribuna e mandando in panchina Massimo Carrera.

Momenti delicati per la Juventus quindi, ma il grande affetto non è mancato a Salerno: applausi per Conte, ovazione per Bonucci quando è entrato in campo. Il difensore non è sembrato tranquillo, ed è anche normale. Un paio di palloni persi, un fallo che poteva risparmiarsi, prestazione non all’altezza. Per Pechino secondo me Conte ha valutato molte cose: sa che i nazionali sono indietro con la preparazione, e sa benissimo che il Napoli sta correndo e ha fatto un precampionato perfetto fino ad ora. Un’ipotetica formazione potrebbe vedere Storari in porta, difesa a tre con Barzagli, Marrone e Masi; a centrocampo sceglierei solo Pirlo come nazionale, lasciando fuori Marchisio, che verrebbe sostituito da Asamoah: il ghanese, insieme a Vidal, saranno utilissimi li in mezzo. A destra il solito Lichtsteiner, a sinistra De Ceglie si sta riprendendo, vedremo tra lui e Giaccherini probabilmente. Escludo Padoin. Davanti invece sicuro Mirko Vucinc, e probabilmente Matri, salvo sorprese dell’ultim’ora: non ci vedo un Vucinic-Giovinco, sarebbe un attacco troppo leggerino.

Certo, la condizione fisica sarà quella che deciderà tutto, perché molti juventini vengono da un europeo tirato al massimo, e si vede tantissimo. Pirlo ha faticato sia col Benfica che col Malaga, Marchisio non si sta risparmiando nemmeno nelle amichevoli. Vedremo cosa succederà, anche se siamo sicuramente concentrati sulle vicende extra calcistiche. È un momento difficile, ma è il momento di stare uniti.

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Benfica-Juventus: formazioni e LIVE STREAMING

Benfica-Juve: il 3-5-2 di Conte

Benfica-Juve: il 3-5-2 di Conte

Ci siamo. Pochi minuti ancora e si gioca. La Juve è in cerca della migliore condizione in vista della Supercoppa, mentre il Benfica è quasi pronto. Al punto tale da aver massacrato il Real Madrid.

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Juve in emergenza o col freno a mano tirato. L’emergenza riguarda Lucio (non convocato) e Vucinic (meglio riposare ancora un po’) e De Ceglie (non verrà rischiato). Mentre il freno a mano tirato riguarda i Nazionali che comunque giocheranno qualche minuto.

E’ attesa per Marchisio e Giovinco, la certezza e la sorpresa (almeno vorremmo fosse tale). Il primo rischia di giocare titolare, quindi col centrocampo al completo e cioè Pirlo in cabina di regia, poi Vidal e appunto Il Principino. Mentre il secondo entrerà verosimilmente nel secondo tempo.

A destra Lichtsteiner, mentre a sinistra potrebbe andare Asamoah, ma più plausibilmente Padoin. In attacco Matri e Quagliarella.

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La sospresa più grossa arriva dal reparto arretratro. Nel 3-5-2 di Conte in difesa andranno Barzagli (al rientro), Marrone (nella veste di regista basso) e Masi (appena riscattato interamente dalla Società che quindi lo terrà in rosa).

Come al solito vi proporremmo la cronaca del match in questa pagina a partire dalle ore 18:45. Conservatela fra i preferiti o sintonizzatevi direttamente sull’hashtag di Twitter #iojlive.

AGGIORNA LA CRONACA

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Herta Berlino-Juventus: formazioni e LIVE STREAMING

Seconda vera uscita stagionale per gli uomini di Antonio Conte. C’è da verificare la tenuta e cementificare un gruppo che si gioca tanto nell’anno che sta per cominciare. Diverse le sorprese, anche negative. I nazionali per esempio sono rimasti a Torino: devono lavorare tanto per recuperare il tempo perso e arrivare pronti all’11 agosto. E c’è l’assenza pesante di Mirko Vucinic: Conte non vuole rischiarlo visto che il genio montenegrino ha accusato un piccolo affaticamento. Niente allarmi: con i carichi di Conte può capitare.

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Herta Berlino - Juventus: la formazione

Herta Berlino - Juventus: la formazione

Attacco tutto affidato a due uomini che si giocano la loro permanenza alla Juve. Matri e Quagliarella, Quagliarella e Matri. Non vi sono dubbi che ogni minuto è per loro un esame. Da superare a tutti i costi perché Marotta incombe sul mercato: un colpo la Juve lo farà, lo farà di certo. Boakye darà il cambio a uno dei due durante la gara.

Rosa striminzita. Ci saranno Vidal e Asamoah, due papabili titolari a Pechino, con Padoin in panchina pronto al subentro e con lui i giovani della Primavera. In cabina di regia ci si attende un’altra straordinaria prova di Luca Marrone: altro che Verratti, il vice Pirlo ce l’abbiamo in casa.

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Capitolo difesa: siamo coi cerotti. Lucio sul centro-destra, Masi in mezzo (la sua conferma appare quasi scontata, a meno di clamorose operazioni sul mercato) e Rugani sul centro-sinistra. De Ceglie opererà da fluidificante. A destra pesa l’assenza di Pepe, fuori dai giochi pure per Pechino, e quindi Lichtsteiner avrà molto da correre.

Attenzione alla sorpresa Krasic: vetrina o è vera la voce secondo cui Conte pare aver visto una luce diversa nei suoi occhi?

In questa pagina vi raccontiamo la partita in diretta, con cronaca di @sygon85. Seguiteci sull’hashtag #iojlive e commentate qui sotto Herta Berlino-Juventus.

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Juventus: la punta ora serve davvero

Il Trofeo Tim di ieri ha sancito l’ufficialità di quella pecca che la Juventus si porta dietro dalla scorsa stagione, ossia la mancanza del bomber di razza. Ieri, nella prima gara contro l’Inter, Conte ha schierato come due attaccanti del 3-5-2 Matri e Quagliarella, quelli che in teoria dovrebbero fare la prima punta accanto a Vucinic. Ho seguito attentamente la gara, cioè i 45′ di entrambi, e posso dire che sono stati deludenti.

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Matri è stato totalmente fuori dal gioco: si vede che, per essere innescato, ha bisogno per forza di un genio come Vucinic. Ma la sua estraneità al gioco può anche essere giustificata dalle continue voci di mercato che lo danno vicino al Milan: questo forse lo sta destabilizzando un pò. Quagliarella mi ha fatto letteralmente dannare l’anima: incredibile la quantità industriale di gol che ha sprecato. In un’occasione ha perso l’attimo giusto, e si era ritrovato solo davanti alla porta; in una seconda occasione non ha nemmeno centrato lo specchio della porta, da buona posizione. Inoltre, ha anche difficoltà nel proteggere palla. Certo, il campo era da promozione del campionato etiope: inguardabile. Ma ciò che rileva è che, con un Vucinic in forma smagliante, noi non possiamo permetterci di ripetere prestazioni come l’anno scorso: tanto gioco, pochi gol.

Il fegato non può sostenere un altro campionato così. Ora più che mai è giunto il momento di dare la svolta al mercato: serve un killer d’area, uno che mette il pallone dentro anche col sedere!!! Lasciamo stare Jovetic, concentriamoci su un Suarez, su uno che davanti alla porta ha il sangue freddo. Ci ritroviamo ora ad avere il giocatore più talentuoso del campionato, ossia Vucinic (insieme a Giovinco), ma non possiamo ripetere gli stessi errori. Matri e Quagliarella ieri hanno sprecato un grande bonus: Conte farà pressioni su Marotta, e il dg deve accontentarlo assolutamente. Perchè ora si va in Europa, e se sprechi prima o poi ti puniscono. Il Real, il Barca, il Manchester non perdonano mica!

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Trofeo TIM: che Juve è stata?

E’ il calcio d’agosto (anzi, di luglio!) e quindi va preso con le molle, con le dovute cautele. Niente giudizi affrettati, niente allarmi.

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Innanzitutto informiamo sulla situazione di Caceres: verrà valutato in modo approfondito, ma quello che si può dire per certo è che lo stop sarà lunghetto: dai 2 ai 6 mesi. Per Martin ci dispiace un mondo e, come più volte detto alla Società, bisogna davvero tutelare i ragazzi che difendono i nostri colori. Si era capito già entrando allo stadio che quello lì era un campo buono per chi zappa e non per chi gioca a calcio: nessuno era andato in supervisione? Come detto dal Presidente… lo ripeto pure io: non riconosco questa Federazione, di conseguenza questo torneo per me è assurdo e inutile. Più performanti le sfide da 90 minuti. Tipo quelle con PSG e Real Madrid cui siamo stati costretti a rinunciare perché il regista napoletano vuole visitare la Cina. Auguri a Martin, ma di sfortuna proprio non parlerei…

Torniamo al campo e alle nostre valutazioni tecniche. Il calcio di luglio/agosto è solitamente dominato dai nerazzurri che concentrano qui i principali obiettivi stagionali. Guardare al risultato in sé sarebbe ridicolo per chi come noi ha affrontato un’infinità di analisi e ragionamenti durante tutto l’anno. E così faremo pure stavolta.

Juve-Inter: chi costruisce gioco e chi pratica il catenaccio

Per Stramaccioni “abbiamo sofferto solo nei primi dieci minuti e poi basta“… si vede che poi non ha più guardato la partita. La Juve si è presentata col 3-5-2, modulo di riferimento per tutta l’annata. Asamoah ha sostituito Marchisio, Marrone ha preso il posto di Pirlo. In difesa Lucio, Caceres e Masi. In attacco Matri e Quagliarella, ovvero i due che sono realmente sotto esame.

Isla e Asamoah: i rinforzi della Juventus

Isla e Asamoah: i rinforzi della Juventus

Le migliori indicazioni sono arrivate da Masi e Asamoah. Il difensore rimarrà (visto l’infortunio di Caceres) e non perché adesso è emergenza, ma solamente perché il ragazzo ha letteralmente impressionato. Tanto che ha sostituito uno svagato Lucio in mezzo al campo comandando la difesa come un veterano. Sicuro, agile, difficilmente va giù nei contrasti e con un senso della posizione degno di un classico libero degli anni ’90. Un acquisto incredibile se continuerà su queste prestazioni. Di converso, un Lucio troppo appesantito da uno stato di forma non eccezionale. Probabilmente c’entra tantissimo la preparazione: i calibri grossi hanno sempre sofferto i metodi di Conte, quindi è qui che va cercata la giustificazione a questo Lucio. L’infortunio sul gol di Coutinho è talmente banale che non può essere vero. Che Conte non sia rimasto soddisfatto ce lo dice proprio il cambio di posizione con Masi e secondo me la mossa è giusta: Lucio si trova più a suo agio in marcatura e di certo non scalzerà Bonucci da quella zona di campo. Piuttosto andrà ad alternarsi con Barzagli.

Il ghanese è invece uno di quei motorini che in una squadra fanno sempre bene. Corre, corre tanto, insegue, ma non facciamoci ingannare: i piedi sono quelli di un buon centrocampista e ci fermiamo qui nei giudizi. Buono nella fase di impostazione, ottimo nei fraseggi. Una cosa è certa: abbiamo, accanto a Pirlo, 3 dei migliori centrocampisti della Serie A. Sì perché Vidal avrà forse un accenno di pubalgia, ma è comunque su livelli più alti rispetto alla media. La sensazione è che abbia aggiunto pure quella dose di serenità ed esperienza che completano un professionista. E nel calcio è un valore aggiunto di fondamentale importanza.

Le fasce non destano preoccupazione, anzi: Lichtsteiner sembra non essersi mai fermato. Quei passettini brevi, ma velocissimi saranno ancora una volta l’arma in più di Antonio Conte. Con in più la possibilità di rifiatare quando ce ne sarà bisogno, con un Isla che non lo farà rimpiangere di sicuro.

Sull’attacco torneremo a fine articolo, qui ci limitiamo a sottolineare un problema cronico che non può andare più bene e va risolto in fretta: la squadra crea una mole di lavoro incredibile, ma zero gol contro i prescritti.

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Menzione particolare per Luca Marrone: a molti non è piaciuto nella prima uscita stagionale, ma francamente non ne abbiamo compreso i motivi di quella bocciatura. Stavolta invece sostituisce Pirlo nella maniera migliore: tempi perfetti, fisicità incredibile, tante idee e tanti palloni toccati. Se Conte punta tantissimo su questo ragazzo un motivo dovrà pur esserci e infatti c’è: Luca è nato per fare il centrocampista, di quelli che ragionano molto velocemente con la testa e difficilmente perdono la serenità di gioco. Abbiamo trattato Verratti, ma forse il vice Pirlo ce l’abbiamo proprio in casa. A costo gratis e col marchio Juve già visibile nel comportamento di questo ragazzo. Cresci tranquillo, Luca!

Juve-Milan: non c’è storia!

Niente da fare, non si passa. Quasi a sottolineare la netta superiorità già dimostrata lungo le sfide dell’anno scorso, la Juventus si sbarazza del Milan in un modo piuttosto semplice. Il gioco della Juve non ha eguali nelle milanesi e questo è fin troppo evidente anche a fine luglio. La manovra si sviluppa in un modo fluido, con idee precise e attori che hanno già letto il loro copione.

Mirko Vucinic, il top player della Juventus

Mirko Vucinic, il top player della Juventus

In campo l’atteso Boakye. Il ragazzo non supera l’esame, ma non è mai riuscito a fare più di due metri palla al piede senza che la palla stessa non saltasse in modo anomalo. Di più: l’intesa con Vucinic è evidentemente inesistente e infatti il povero Mirko ha dovuto dialogare più con se stesso che col compagno di reparto. Va bene così, il ragazzino ha solide basi e deve soltanto crescere, magari assimilare ancora i dettami di Conte. Vucinic invece è stato largamente il migliore in campo di tutte e tre le partitelle. Già in stato di grazia il neo papà ha letteralmente ballato sul pallone. Imprendibile. Nei primi dieci minuti ha ridicolizzato Ambrosini, con Acerbi che lo ha visto da vicino solo per fargli fallo. Qualche protesta di troppo, ma per noi è sintomatica della cattiveria giusta. Gli avevamo rimproverato nel 2011 di mancare ogni tanto di decisività ed eccedere con l’indisponenza. Se ha corretto questi difetti rischia di essere il nostro migliore top player per il prossimo anno. A patto di affiancargli una prima punta dalle grandi doti tecniche, col quale può scambiare liberamente e liberare l’immensa classe che possiede.

Ottimo anche Pepe, già in piena forma. Tante sgroppate su quella fascia, con i soliti dribbling a rientrare o a guadagnare il fondo. Speriamo si tratti di un nulla di fatto per l’infortunio perché perderlo ora, perderlo per Pechino sarebbe un delitto. E bene anche Padoin: grande spirito di sacrificio e grande dinamismo, ma la Juve lì in mezzo necessita di molta tecnica in più. Il reparto è completo, probabile che dopo Pechino verrà sistemato altrove. A questo ragazzo dobbiamo dire comunque grazie per aver vestito dignitosamente la maglia bianconera (se mi vengono in mente nomi come Almiron o Tiago… questo qui meriterebbe la conferma a vita!).

Benino Ziegler: la spinta c’è, ma la qualità viene un po’ a mancare. Ha la difficoltà a sviluppare la sua buona corsa per arrivare sin sulla linea di fondo e crossare. Strano per un sinistro come il suo ed è forse il maggior difetto che suggerisce a Conte di privarsi di questo svizzero. Verrà monetizzato quando verrà individuato l’obiettivo per rinforzare la fascia mancina. Ci chiediamo, a questo punto, se non conveniva spendere i 4,5 milioni per Estigarribia (che al suo secondo anno avrebbe colmato le lacune mostrate).

Capitolo attacco: bomber cercasi!

Tre, sono tre le occasioni d’oro capitate sui piedi di Quagliarella. E solitamente le scelte di giudizio possibili sono soltanto due: o ci si accontenta dicendo che “però c’era, hai visto: è sempre lì a tirare”, o semplicemente si ragione da Juve con un “eh no, adesso basta: lì davanti le occasioni devono essere sfruttate”. Non si scampa: o l’uno o l’altro.

L’anno scorso abbiamo scelto l’uno, cioè ci siamo accontentati. Forse per via del fatto che la squadra riusciva a sopperire con i centrocampisti, forse perché ci siamo talmente divertiti che abbiamo perdonate tante cose ai nostri ragazzi. Ma quest’anno lo spirito deve essere differente: dobbiamo confermarci e allargare la distanza che ci separa dalle nostre avversarie. E non possiamo certo permetterci il lusso di dire “va bene, va bene lo stesso”. No, non va bene proprio: di tre palle gol chiare e limpide… zero gol! In campionato, con la pochezza del livello della Serie A, forse può perfino bastare, ma in Champions e nei momenti di difficoltà potrebbe rivelarsi il nostro peggior nemico.

Ale Matri: che succede?

Ale Matri: che succede?

A stupire è pure il fatto che Matri non sia risciuto ad arrivare al tiro in 45 minuti, denotando ancora una totale mancanza di approccio al 3-5-2 di Conte. Spalle alla porta Alessandro Matri non è così forte come in contropiede o in spazi larghi. Ma chi concede spazi larghi alla Juve? L’inter nella prima partitella si è chiusa dietro in stile “catenaccione” affidandosi solo a qualche contropiede opportunamente disinnescato. E in Champions il livello è tale che lì davanti o segni alla prima occasione o rischi di impallarti e addio competizione.

Via David Trezeguet… serve un altro David Trezeguet. O, come forse avrà capito Conte, data l’inesistenza di un altro franco-argentino di quella classe e potenza, conviene cambiare strategia. E affidarsi a gente molto tecnica, ma di estrema efficacia. Una sorta di soluzione in stile Barca: potere alla tecnica. Quindi Jovetic e Suarez sembrano più adatti di Pazzini o Dzeko, in quest’ottica. Con una nota che non possiamo non scrivere: ma che razza di coppia sarebbe quella formata da Vucinic e Van Persie?

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Trofeo TIM, la Juve passa col Milan

Un rigore di un Vucinic in stato di grazia spazza via un Milan del tutto innocuo. A parte un tiro di Boateng da fuori area i vice campioni d’Italia non riescono mai a pungere la retroguardia bianconera guidata da un sorprendente Masi.

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Juve che sembra aver assimilato un modulo che permette diverse varianti di gioco. Il 3-5-2 di Conte esalta infatti gli esterni (ottimo Pepe, speriamo bene per il suo infortunio) e mette al centro di creazione Mirko Vucinic. Marrone si conferma il vero erede di Pirlo perché Vidal in quella posizione è sprecato. Bene Padoin, grande dedizione e ottimo sacrificio, ma la qualità è limitata. Ancora positivo Asamoah che dimostra pure tempi di costruzione non indifferenti.

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Davanti la Juve si è mossa bene e, a oggi, la coppia non può che essere Vucinic (a proposito: solo un crampo il suo!) con Quagliarella. Sotto tono e fuori dal gioco l’atteso Boakye. C’è da dire che il campo non ha facilitato il gioco palla a terra.

Un fortissimo in bocca al lupo per Caceres (per il quale vi aggiorneremo solo domani). Come in tutto l’anno… Juve batte il Milan (e che non si parli della parata da rigore di Yepes su Pepe!!!).

 

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Trofeo Tim, la Juve inizia con una sconfitta

La Juventus esordisce con una sconfitta contro l’Inter: 1-0 per i nerazzurri, con gol di Coutinho. Una Juventus molto in palla direi, al di la del risultato che a mio avviso è sicuramente bugiardo. Ai punti vince nettamente la Juve che ha giocato bene, ha mostrato la ripresa di quegli automatismi che l’avevano caratterizzata lo scorso anno. Il modulo 3-5-2 sembra ormai essere quello definitivo, anche se rispetto alla prima uscita Lucio è stato spostato sul centrodestra, con Masi centrale. Difesa che si schierava a 4 in fase di non possesso, con Lichtsteiner che scalava sulla linea difensiva.

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Grandissima la prova di Marrone, nel ruolo di Pirlo: da segnalare un lancio per Lichtsteiner, un passaggio filtrante per De Ceglie, il tutto con grande lucidità e rapidità. È andato anche al tiro, segno che sta iniziando a mostrare grande personalità. Buonissima gara di Asamoah, bravo in un paio di inserimenti, anche con un colpo di testa. Dietro Masi ha retto bene, così come Caceres. Invece Lucio al secondo errore, pero è da dire che ha molte meno colpe rispetto al primo, il rimbalzo del pallone è stato veramente strano.

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Juve che ha costruito tanto, ma zero concretizzazione: le due punte molto sterili, Matri non si è visto, Quagliarella ha sbagliato l’impossibile. Juve con i soliti pregi e i soliti difetti dunque, Conte non sarà mica contento degli attaccanti.

PAGELLE: Storari 6; Masi 6,5; Lucio 6; Caceres 6; Lichtesteiner 6; Marrone 7; Vidal 6; Asamoah 6,5; De Ceglie 6; Quagliarelle 5,5; Matri 5.

Siete d’accordo con questi giudizi?

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Juventus-Aygreville 7-1: occhio ai giovani, ecco quali

La seconda Juve di Antonio Conte è finalmente scesa in campo inaugurando le sfide della stagione 2012/2013. Solita prima sgambata, a pochissimi giorni dall’inizio degli allenamenti, fra gambe pesanti, la conferma del modulo 3-5-2 e l’ingresso di tanti giovani interessanti.

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In linea con le scelte di mercato, con un Paratici molto attivo a rintracciare i migliori giovani in Italia, ecco allora che i riflettori erano tutti per i nuovi arrivati. I nuovi arrivati in senso assoluto (Boakye, Masi, Leali) o i nuovi arrivati in prima squadra (Bouy, Appelt, Padovan). A questi sono aggiunti molti giocatori che hanno fatto grande la Juve la scorsa stagione: da Vidal (che ha guidato i giovani) a Lucio (che ha ripetuto un rito che sembra propiziatorio per la buona stagione: l’errore clamoroso!), da Vucinic a Quagliarella, passando per Matri, De Ceglie e i calibri da novanta come Asamoah.

Valutazione del mercato e di chi già c’era!

Ok, giù la maschera: chi ha deciso di seguire la Juve nella sua prima stagionale era motivato dalla curiosità impellente di vedere all’opera Asamoah. Il ghanese, reputato uno dei migliori acquisti insieme a Giovinco dai nostri lettori, si è inserito alla perfezione nello schema 3-5-2. Ha coperto il ruolo di Marchisio ereditendone il principale obiettivo: appoggiare gli attaccanti con continui inserimenti in area di rigore. Da tre di questi inserimenti di assoluta qualità sono arrivati un assit importante sciupato da Quagliarella, un tiro di poco a lato e il rigore trasformato da Vucinic. Ottimo il dinamismo, ottima la capacità di recupero palla, con in un più quella cattiveria che servirà tantissimo per difendere il titolo di Campione d’Italia.

Nella mia personale classifica trova l’argento Alberto Masi: signori, giù il cappello per Fabio Paratici. Sceso in campo col numero 5 che fu di Porrini, questo ragazzotto ha dimostrato una personalità e una classe innata. Schierato nel centro destra della difesa a tre, Masi si è disimpegnato alla grandissima nelle uscite palla al piede e ha tenuto in maniera ordinata la posizione. Buono l’anticipo, ottima la fisicità, con un’idea di inserimento che dovrà essere rivista, ma che è sintomo di grande sicurezza nei propri mezzi.

Il reparto difensivo è praticamente completo, con un duttilissimo Caceres ieri in posizione di centro sinistra nella difesa, ma converebbe valutare ancora meglio questo ragazzino: andrà via in prestito, ma tornerà molto presto per rimanere molti anni in bianconero. Davvero sorprendente.

Buona la prova di Marrone: forse le gambe pesano un po’, ma nel ruolo di Pirlo ha cercato di dare respiro alla manovra. Forse qualcuno dimentica che Pirlo non ha eguali e perciò serve a poco tentare di metterli a confronto. Luca Marrone sta crescendo, con Conte che ha in lui immensa stima. In un contesto differente dalla prima sgambata stagionale può risultare utile, come peraltro già fatto nella stagione appena terminata. E con lui buona la dedizione di Padoin per il quale però pesa un giudizio francamente oggettivo: non è da Juve, non può essere da Juve e quindi si attende solo l’offerta giusta per lasciarlo partire.

Già in palla Simone Pepe, uno dei migliori fisicamente insieme a De Ceglie e Lichtsteiner (con lo svizzero praticamente già in forma campionato). Si è tanto parlato sul suo conto, ma crediamo in una sua secca riconferma: per Conte sarà prezioso. Probabilmente De Ceglie non ha un valido sostituto e lì si sta cercando di intervenire: forse Armero, forse il ritorno di Estigarribia (un notizia odierna parla di una Juve “col senso di colpa”).

L’attacco poggia sul talento di Mirko Vucinic, a tutti gli effetti un vero top player. Accanto a sé ha bisogno di un uomo molto tecnico col quale dialogare sullo stretto. Perciò si è trovato bene con Quagliarella e si troverà benissimo con Giovinco. Rischia di trovarsi a meraviglia con uno tipo Van Persie o Jovetic: questo la Juve lo sa e infatti Marotta sta lavorando sotto traccia per regalare a Conte il definitivo salto di qualità.

Da sottolineare però l’imprecisione sotto porta: un po’ Quagliarella (per il quale questo può essere davvero il primo anno in bianconero con Conte) e un po’ Matri hanno sciupato troppo contro l’Aygreville. Il campionato e la Champions non permettono simili percentuali realizzative. Paradossalmente la migliore figura l’ha fatta Boakye: se avete seguito la nostra diretta Twitter non vi sarà sfuggito come uno dei bersagli di battute positive sia stato proprio Richmond Boakye. Alto, forte, veloce, agile e molto tecnico. Bel gol, grande tacco, altre accelerazioni importanti. Prestito? Sarà prestito? O riuscirà a convincere Conte per tenerlo come quinto attaccante? Crediamo che ciò dipenda molto da chi arriverà in attacco.

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I giovani bianconeri: un patrimonio importante

Nel secondo tempo il terzetto difensivo era composto esclusivamente da Primavera. Una media età spaventosa, ma l’età conta poco quando c’è la classe. Dopo Sorensen (ora al Bologna) un altro biondone. Si tratta di Magnusson e anche qui antenne dritte: forte fisicamente, ma molto agile, con la giusta serenità quando ti trovi a ricoprire quel ruolo. Mai scomposto, sempre attento. Certo, gli avversari non erano fulmini di guerra, ma i fondamentali sono ottimi.

Da almeno due anni parliamo, di tanto in tanto, di Gabriel Appelt. Mi stregò in una partita diventata storica, quella in cui annullò Ronaldinho. La Juve lo prese e lo ha fatto maturare agli ordini di Baroni che però gioca a 4 a centrocampo. Per quanto mi riguarda è lui il vero erede di Pirlo: piedi da brasiliano, serenità palla al piede e una buona fisicità. Vorrei rivederlo ancora, magari con a fianco i papabili titolari bianconeri e certo conviene insistere su questo talento brasiliano. Ha la regia nel sangue e nel 3-5-2 pare trovarsi a meraviglia. Perso Verratti… forse l’erede di Pirlo ce l’abbiamo veramente in casa.

E così occhio a Bouy: va disciplinato a livello tattico, ma tecnicamente nulla da eccepire. Peccato non averlo visto all’opera col tiro dalla distanza: il sinistro è fatato, potente e preciso. Purtroppo per lui, specie con l’arrivo di Pogba, non ci sarà spazio nella Juve così andrà a cercare fortuna in prestito. Analogo discorso per Padovan: la categoria giovanile non sempre dice tutto su un attaccante. Ha i numeri dalla sua parte, ma il calcio professionistico è tutt’altra cosa. Come per Immobile è fondamentale trovare la squadra in grado di valorizzarlo.

Squadra già trovata per Leali. E’ il nuovo Gigi Buffon? E chi l’ha visto all’opera? Zero tiri, zero parate. Il Crotone lo avrà per un intero anno e la Juve lo seguirà molto attentamente. E’ giovanissimo, ma Buffon non mollerà facilmente. Valutiamolo, vediamo cosa accade e come si comporta e affidiamogli la porta quando SuperGigi smetterà di giocare.

Conclusioni

L’anno scorso un clamoroso errore di Pirlo regalò il primo colpo al cuore ai tifosi bianconeri: dopo 3 minuti eravamo sotto nella prima sfida stagionale. Lucio è riuscito a fare anche meglio: 43 secondi per andare in svantaggio. Si può usare l’ironia, ma certo non darete a questo errore un peso che non ha? Lucio in difesa ci serve e infatti dopo ha comandato bene il reparto arretrato. Attenzione a non dare giudizi affrettati: il ragazzo 34enne è appena arrivato a Chatillon, ha iniziato da poco la preparazione. E’ stato solo un rituale: l’anno scorso ha portato bene, speriamo lo stesso quest’anno.

Antonio Conte è sembrato piuttosto tranquillo a bordo campo. Fin troppo evidente che si punterà sul 3-5-2 e sul 4-3-3 (che metterà in pratica nel Trofeo TIM). Attende un uomo dal mercato per il reparto avanzato (“l’anno scorso eravamo cinque, io ne conto quattro” la sua frase) e forse si aspetta un rinforzo per la fascia sinistra. Non dimentichiamoci che mancano i 7 nazionali, gente del calibro di Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Pirlo, Marchisio e Giaccherini. Ha in Vucinic e Giovinco gli astri che illumineranno il gioco offensivo. Massima fiducia nell’allenatore più bravo d’Italia.

Siamo partiti, nel tentativo di ripetere l’annata e fare qualcosa di più. C’è una Champions da giocare e un’imbattibilità da difendere.

Di seguito alcune foto della prima uscita della Juve.

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Juventus-Aygreville: formazioni e LIVE STREAMING

Ci siamo. Fine dell’attesa. La Juve torna in campo, da protagonista, da Campione d’Italia. Comincia una nuova stagione sul campo, laddove cioè Conte sa meglio esprimere le proprie capacità.

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Primo appuntamento ufficiale della stagione. Un’amichevole leggera, la prima per la stagione 2012/2013. Mancano i Nazionali, ma molti protagonisti sono già presenti, compresi i nuovi acquisti. Asamoah per esempio, già pronto a dar vita a un centrocampo con pochi eguali al mondo. Ci sarà Vidal (anche se sull’impiego ci sono dubbi), e poi Vucinic, quindi il nuovo arrivo Lucio. E ci sarà Conte a dirigere il tutto dalla panchina.

Una nuova Juve, giovane, ancora più forte se il mercato troverà conferme sul campo. Mancherà Isla sulla destra, ma Lichtsteiner è presente. Macherà l’asse portante della Nazionale, ma Lucio guiderà un giovanissimo Masi e il polivalente Caceres. Non ci sarà Marchisio, ma Marrone è arruolato. Peccato non potere ammirare Pogba in versione vice-Pirlo. E perciò Marrone, più che vice Marchisio, sarà proprio in cabina di regia. Padoin sostituirà Vidal (che – ripetiamo – non verrà rischiato oggi). Pepe confermatissimo sulla fascia destra.

Davanti ci si affiderà a Vucinic, sempre più leader, e Quagliarella. Nel secondo tempo spazio a Matri e soprattutto a Boakye: occhio a questo giovane bomber dopo le parole del suo agente. Sempre nel secondo tempo ammireremo un altro talento: Bouy. Con Appelt in cabina di regia e poi Magnusson e Leali in porta.

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Di seguito una grafica che mostra la probabile formazione titolare.

Juventus-Aygreville: probabile formazione titolare

Juventus-Aygreville: probabile formazione titolare

L’appuntamento è per le 17:30. IoJuventino vi propone la diretta testuale del match, con i commenti e la cronaca del nostro inviato a Chatillon @sygon85!

Per seguire il live streaming memorizzatevi questa pagina e aggiornatela per leggere la diretta minuto per minuto.

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