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Categoria: Rassegna stampa (pagina 1 di 5)

Dedicato a De Sanctis e Bergomi: un’Italia in ginocchio

La vogliamo dedicare a loro, principalmente. A loro e a chi dà voce alle loro trombe ormai sfinite, incancrenite da quel sentimento di antijuventinismo che pervade mezza Italia. Un’Italia in ginocchio, piegata in due dal dolore di una parabola malefica quale quella di Pirlo.

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La dedichiamo a De Sanctis, la vittoria della Juve contro il Genoa. A De Sanctis e al suo #ersistema. Fino a stasera, e fino a quando non decideranno che è il momento di terminare quel Parma-Roma, sono 17 i punti di vantaggio della Juve. E ieri #ersistema ha colpito ancora. La dedichiamo a lui e a quelli come lui, incapaci di riconoscere il merito altrui, nascondendosi dietro le cazzate da bar portate alla ribalta e solo in Italia poteva succedere.

La dedichiamo pure a Bergomi. Capiamo tutto, dall’essere gufo all’essere parziale, ma accettare scempi come la telecronaca di ieri è troppo. Troppo per chi sta scrivendo pagine di storia memorabili. Troppo per chi crede in un minimo di sportività. SkySport ha fallito. Con quel Bergomi lì a commentare ogni santa partita della Juve. Che andasse a lavorare sul serio, lasciando spazio a giornalisti e commentatori un pelino più seri. Resta la soddisfazione di vederlo invecchiare partita dopo partita. “Fabio, non ce la faccio più a rosicare così!”.

La dedichiamo ai quotidianacci di Milano e Roma. Scopro sempre un nuovo modo di comunicare il lunedì mattina. Se perfino trovano il modo di trasformare la partita di ieri sera come l’ennesima prova arbitrale pro-Juve, allora vuol dire che non hanno più antidoti, né rimedi, né idee. Gli aggettivi, le allusioni, l’accantonare le analisi a poche righe, quelle che difficilmente leggerai. I sommari ponderati, i titoli scelti accuratamente. E poi l’intervista a Preziosi e, stavolta sì, la sparata: “la punizione sul gol loro non c’era”. Pazienza se nella pagina accanto, scritto piccolo, in mezzo a due rigori uguali, ma dei quali viene concesso solo quello al Genoa, c’è scritto chiaro e tondo che quella punizione c’era. Intanto il senso è già passato con quel supertitolo.

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La dedichiamo a Pistocchi. Aveva appena finito di bestemmiare su Gigi Buffon, vaneggiando che non para rigori, che continua a respingere palloni senza bloccarli, che la sua carriera vale meno rispetto a Dino Zoff, che… che… che poi Gigi gli spara in faccia il rigore di Calaiò. Proprio mentre Pistocchi sta boccheggiando per il suo Milan sprofondato a -40, tentando di difendere a spada tratta Galliani e chi gli paga lo stipendio. Su dai, un altro anno sta finendo.

La dedichiamo pure a Paparesta. Sarà che l’abbiamo rinchiuso a Reggio, ma la linea editoriale Mediaset è troppo più forte perfino delle immagini. “Se proviamo a farci aiutare dalla linea dell’area di rigore, nonostante il movimento a incrociare dei due corpi, posto che non si fa più riferimento alla luce fra le due figure, allora dobbiamo solo analizzare la distanza fra il tacco dell’ultimo difensore rossoblu e la punta dello scarpino di Osvaldo che sta ricevendo il pallone dal suo compagno. L’incrocio rende difficile la valutazione di questo episodio, perché Osvaldo è lanciato mentre il difensore lascia la sua linea di competenza. L’arbitro di porta poteva farci poco, perciò Mazzoleni si è fidato del suo assistente”. Era regolare. Facile da vedere, facile da capire. Era regolare, caro Paparesta, ormai pronto per Cari Amici Miei: una supercazzola degna della storia comica del cinema italiano.

“Purtroppo sono in dovere di sottolineare i soliti cori contro il Napoli da parte dei supporters bianconeri” dice l’inviato di SportMediaset. Sono le ore 20 e non tutti i supporters bianconeri sono entrati allo stadio, ma lui è comunque in dovere. Poi però scompaiono i replay della gomitata di Gilardino, diventa “forse è in gioco” la posizione di Osvaldo, mentre perfino il commento di Sebino Nela “non me la sento di dire che è rigore” (su Bertolacci-Lichtsteiner) viene trasformato in sentenza contro la Juve. E poi c’è mani e mani. Dovere… di obbedire al padrone.

Ora aspettiamo una grande Juve giovedì sera. Troppo grande la soddisfazione di dare un colpo da ko a questi beoti che stanno uccidendo il calcio italiano. Basta dire che qualcuno sta sponsorizzando Balotelli-Cassano ai Mondiali. E magari, visto che c’è un summit oggi a Milanello, pensiamo pure al modo di liberarci di Marotta e Conte…

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Calcioscommesse: ecco le partite e le prove

Seguendo le carte e lo strano ragionamento, ecco alcune partite finite sotto la lente di ingrandimento del Gip. Con calma, mettetevi a sedere e ragioniamo insieme.

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Prendiamo a riferimento il Milan. Delle 90 partite sospette, ben 4 riguardano i rossoneri. Semplicemente, vediamo quali sono le prove registrate dagli Sherlock Holmes.

Il Milan, con Gattuso e Milanello

Milan-Lazio 0-0

1 febbraio 2011. Brocchi alla Lazio, Gattuso al Milan. Bazzani li contatta il 25 gennaio e il giorno del match.

 

Chievo-Milan 1-2

20 febbraio 2011. Bazzani contatta Gattuso e D’Anna la mattina del 20 febbraio.

 

Milan-Bari 1-1

13 marzo 2011. Bazzani contatta Gattuso il 6 marzo.

 

Milan-Cagliari 4-1

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14 maggio 2011. Qui ci sarebbe la new entry Sebastiano Rossi, allenatore della Squadra Primavera. Per tre giorni prima del match, contatti sulle SIM fra Pipieri, Rossi e Gattuso.

Segnaliamo infine come è curiosa la coincidenza della presenza di Bazzani a Milanello nel febbraio 2011 e nel maggio 2011. Curiosamente, le partite sospette riguardano proprio i periodi in cui Mister X fa visita ai campi d’allenamento rossoneri.

E la Juventus? Qual é il collegamento?

Della Juve si registra un solo episodio. Eccolo.

Lazio-Juventus 0-1

2 maggio 2011. L’unico contatto è con Brocchi. La registrazione sulla SIM segna la data stessa dell’incontro. Sarebbe interessante capire il contatto con la Juve.

Nel registro questa partita è segnalata per il contatto fra Bazzani e Brocchi. Che pur, in quella partita, si impegna per sbagliare due clamorose occasioni da gol.

La domanda è: quel é il collegamento penale con la Juve? Ricordiamo che questa era la stagione di Del Neri che far passare per cupolaro insieme a Marotta appare oltremodo ridicolo.

E l’Inter?

La partita che riguarda l’Inter è Palermo-Inter. Non si ha traccia del motivo per cui è stata sottolineata come sospetta. Ma, ipotizzando che si scommette sui fattori più pesanti, vien solo da segnalare il risultato finale: 1-0, gol di Ilicic.

Riportiamo inoltre il commento di Eurosport:

Il migliore è Ilicic con lo sloveno che segna e mette in serie diffcoltà tutta l’Inter. Nei nerazzurri si salva solo Handanovic, l’ultimo a mollare.

E riportiamo la frase finale della cronaca testuale del match:

L’arbitro si porta il fischietto alla bocca ed i giocatori smettono di giocare. Rettifica il direttore di gara: “Non ho fischiato, continuate!”

Ci chiediamo allora come ragionerebbe la critica se al posto dell’Inter ci fosse stata la Juve.

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Pierino De Laurentiis colpisce ancora: visto quanta indignazione?

Hai capito?! Grida grida, piani piangi, scappa scappa, il Napoli tiene il passo di Roma e Juve collezionando un rigore a partire. Alle volte sono pure due, ma la media è perfetta. Dato a favore o non dato contro. Appare paradossale nella domenica in cui Mazzarri ne invoca uno per la propria squadra: a favore eh, senza tornare sulla mano di Rolando.

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 E hai visto quanta indignazione? In TV o sui giornali o al bar. Rubano, ma quasi appare normale. E’ solo sfortuna. Sono solo errori. Anzi, un mio amico si lamenta pure: così rischiano di penalizzarci. Ah, la fantasia dei napoletani: rubano e provano a convincerti che qualcuno trama contro di loro.

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Siamo all’ennesima partita dove il risultato finale è ancora frutto di un errore. Errore, mica che poi quei titoli del tipo “Juve non così”. Errore, mica che poi Sky o Varriale accennino a qualche aiutino. Sparisce proprio la moviola. Si parla di calcio.

Errore che sparisce dai sommarietti, ci teniamo a sottolinearlo: grande vittoria, plauso ai protagonisti. Poi in dodicesima pagina, in un trafiletto qualsiasi, nascosto fra i paragrafi che parlano di tutto un po’, ecco la frase “ci stava il rigore per il Catania”. Ci stava, ma intanto chi-se-ne-fotte-guaglio’.

Fin qui niente di male. La Juve, che su Giovinco avrebbe da reclamare, vola via. Insieme al Napoli. Inseguendo la Roma. Solo che lo so già: torneranno a rompere al prossimo errore proJuve. A quel punto, non sarà solo errore. Sarà un #gomblotto.

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Bwin adesso è su smartphone

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La moviola del triste Allegri, fra Mexes e un giallo decisivo

Chissà perché certi personaggi possono avere garantiti totale libertà di dire scemenze, con una naturalezza da fare invidia ai migliori attori di teatro.

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Capita perciò che al triste Allegri venga mostrato il fotogramma del pugno di Mexes: Rino Tommasi ha fatto i complimenti al biondo difensore rossonero, mentre il triste Allegri se la prende con lo studio Sky perché “non è un pugno, è un contrasto”. Un semplice contrasto in area in cui Mexes prima strattona Chiellini, poi gli rifila un bel pugno fra nuca, volto e spalla, nella famosa tecnica ‘ndo cojo cojo.

Nessuno a dirgli che, francamente, stavolta ci sta facendo una figura bischera, il triste Allegri. Di più, è lo stesso tecnico milanista che tira fuori una magia nel tentativo di giustificare il pugno: “forse era più rigore su Chiellini”. Forse, però. E visto che l’arbitro non lo aveva fischiato, il suo difensore ha pensato bene di prendere la licenza che fu di Tyson. #stilezozzonero.

Anzi, Allegri ha da lamentarsi sul giallo a Constant. Se più furbo Tevez o poco smaliziato Constant, non è dato sapersi. Resta un piccolo fallo del rossonero che però abbatte l’attaccante lanciato. A norma di regolamento, se il nostro regolamente è uguale a quello del triste Allegri, questo è giallo. Probabilmente, per Allegri, questo cambia la partita, ma fortunatamente negli studi televisivi nessuno gli va dietro assecondandone la follia rosicona.

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E sempre a norma di regolamento, vietato parlare di Constant contro Tevez nella scena del rigore. Il difensore abbatte in velocità (toh, stessa scena!) l’attaccante che cade, aspetta il fischio che non arriva e si rialza. Immenso l’Apache, talento purissimo pure nell’educazione quando all’arrivo in Italia un dipinto lugubre gli venne appiccicato addosso. Di questa moviola non si è parlato: non sia mai, un rigore per la Juve. E come fai a parlare di scandalo poi???

Piuttosto c’è la testata di Bonucci a Robinho. Sì: Mexes non dà un pugno, Bonucci dà una testata. E la Walt Disney è contenta per tanta fantasia. La realtà è che Robinho è cascato molte volte durante il primo tempo. In una di queste occasioni, Bonucci ha mostrato il muso duro invitandolo a un minimo di fair play. Il gesto: testa contro testa, ma Bonucci ha appoggiato la sua contro la faccia del brasiliano che dopo un paio di secondi si è ricordato dell’episodio cadendo a terra come travolto da un pugno… di Mexes. Giallo sacrosanto per Bonucci epperò una mezza tirata d’orecchie su Robinho. Nella realtà, è accaduto che Bonucci si è preso un meritatissimo giallo, mentre per Robinho è stata approntata una medicazione in campo.

Oggi sui giornali non c’è nessun titolo a effetto. Il Milan sprofonda a -13, la Juve tiene testa nonostante sia a un 60% di accelerazione, mentre sulla moviola i termini tornano pacati. Mica “favori arbitrali” o “scandalo”. Invece si usano più cauti “poteva starci” o “ci sarebbe”.

Così vince Conte, due volte: “Avevo già detto alla Società che bisogna stare molto uniti e attenti quest’anno perché l’unico modo che avevano per destabilizzarci è metterci l’uno contro l’altro”.

Noi chiediamo scusa a Conte, ma osserviamo una critica coerente nella filosofia di questo sito. Proveremo a richiamare unità e senso di squadra in tutti i tifosi che ci leggono. Abbiamo goduto una Juve magica in questi ultimi due anni e pensiamo ci siano i presupposti per vederla ancora. Ogni tanto esageriamo chiedendo la perfezione, ma siamo la Juve: è impossibile fare altro.

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Quelli che “le regole non sono per tutti”

Gran bel turno di campionato. Abbiamo lasciato spazio alle principali voci di informazione, ma a quanto pare in Italia viene sempre privilegiato il colore o l’appartenenza. Così un paio di nostri commenti ci stanno.

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Cominciamo dal più clamoroso. La squadra dell’ex Presidente del Consiglio e dell’attuale vice Presidente della Lega Calcio di Serie A può attingere a fondi illimitati di carezze arbitrali. Intendiamoci: si farà di tutto per evitare la sconfitta a Max Allegri, ma non si può dire. Né si è detto. La voce che riprendiamo è quella sobria di Cesari (che pur prende stipendio dal Proprietario di Mediaset):

[in riferimento alla regola numero 5] una volta che la palla è uscita, l’arbitro deve andare a verificare le condizioni del giocatore rimasto a terra. A quel punto deciderà se fare intervenire i sanitari o ammonire l’eventuale simulatore.

Continuiamo:

[in riferimento alla mancata osservazione della regola 5, di cui sopra] una volta che la palla esce, inizia un’altra azione. E il regolamento garantisce a entrambe le squadre il diritto di parteciparvi in undici.

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E ancora:

[in riferimento al mancato ok alla sostituzione del Torino] le immagini mostrano che il giocatore del Torino chiamato a sostituire Larrondo è perfettamente equipaggiato e pronto ad entrare. L’arbitro invece dà l’impressione di essere nervoso.

Evitiamo ogni ulteriore aggiunta. Solo ci aspettiamo lo stesso trattamento dai media quando toccherà a noi beneficiare di qualche aiutino arbitrale, magari in proporzioni decisamente minori di questi qua.

La Fiorentina urla e sbraita. Con tutta la ragione del mondo perché il rigore su Rossi sembrava molto chiaro. Ora, a rispettare l’onestà intellettuale, se proprio qualcuno volesse cercare il complotto, questo andrebbe ricercato e assoggettato a qualche dirigenza non di colore bianconera.

Andiamo a Lichtsteiner e la strana teoria di Mazzarri-MediasetPremium. I cronisti della televisione di Berlusconi hanno giustificato che “Lichtsteiner è stato ammonito un po’ per compensare il giallo ad Alvarez”. Ora, posto che Alvarez ha meritato completamente il giallo, che significato ha la parola “compensazione”? E perché, in virtù di immagini chiare, molto chiare, secondo Mazzarri doveva poi essere espulso? Manca, a tal proposito, l’obiettivo ed equilibrato commento di Bergomi.

Passiamo da De Laurentiis. Per anni ha sputato fango e altro materiale di colore marrone contro le potenze italiane, colpevoli di dividersi il malloppo dei diritti televisivi. Ora che, per meriti di classifica, anche lui ci mette le mani e anche in abbondanza, rimprovera Spinelli che difende le ragioni che De Laurentiis difendeva quando era piccolo. La coerenza? La famosa correttezza? Ma non era sempre lui che sputava contro Platini e voleva rimpiazzare la Champions con un “torneo europeo che faremmo noi”?

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Calciomercato Juve e l’idea che stuzzica: vendere Pirlo e prendere…

Fosse vera l’indiscrezione lanciata da qualche giornale, alla Juve starebbe per arrivare un’offerta di circa 10 milioni di euro per Andrea Pirlo. Il 34enne fuoriclasse bianconero non ha rivali nel proprio ruolo e gli anni non offuscano l’immenso talento.

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Da qui a credere a una simile offerta ce ne passa. Ma muoviamoci nel campo delle ipotesi.

A Madrid Carlo Ancelotti vorrà proporre un calcio costruttivo, ben diverso da quello di Mourinho tutto nervi e fisicità. Il primo tassello è dunque il regista e qui sorge il primo dubbio: il Real ha speso una barca di milioni di euro per prendere Modric. Che senso avrebbe prendere Pirlo, molto più vecchio del croato classe ’85?

Ma continuiamo. Anche posto che Ancelotti si sia speso per chiedere Pirlo, avrebbe senso l’offerta di 10 milioni di euro per un 34enne?

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Senza contare i 39 milioni di euro spesi per Illarramendi: regista spagnolo di 23 anni appena prelevato dalla Real Sociedad.

Più che nel campo delle ipotesi dobbiamo convenire di muoverci nel campo della pazzia. Tanto vale persistere.

Mettiamo caso che i 10 milioni siano reali: che si fa?

La mia posizione sarebbe la seguente. Valuterei la possibilità di arrivare a Verratti. Cedere Pirlo per 10 milioni e aggiungerne 15 per prendere il regista del PSG sarebbe un’ottima operazione, ma solo se Conte vorrà usare un regista puro. In casa, inoltre, resterebbe in piedi l’opzione Marrone che quel ruolo lo conosce bene, più con doti da interdittore. Di certo un’operazione simile l’avrebbe fatta un certo Luciano Moggi: finanziamento con Pirlo, fondi destinati all’acquisto di un fuoriclasse. Un ragionamento troppo cinico per Marotta?

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Un Pirlo divertente e un Conte che diventa “una bestia”

Poche volte la Gazzetta è utile. Oggi lo era perché Alciato, giornalista sportivo, ha concesso un’anteprima del libro che Pirlo ha scritto per i suoi fan. E sono tanti.

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Questi fan saranno sorpresi da un Pirlo anche molto diverso da quello che vediamo in campo. In realtà non tanto una sorpresa: l’intelligenza è totale e Andrea da Brescia ha dimostrato durante la sua carriera di averne a sufficienza, certamente più degli altri.

Intelligenza è per esempio abbandonare la discussione con Mister Bic (alias Galliani) perché “io mai mi sono sentito pensionato”. Ciao ciao Milan e firma con la Juve.

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Alla Juve ha trovato Conte e qui il mio innamoramento subisce un peggioramento: adoravo Conte, ora di più.

E allora ho riletto il mio post su quel famoso Milan-Juve 1-0 quando avanzai diverse strane teorie. Pirlo rivela una delle frasi che scriverò sui miei muri di casa: “Con quelli là, non ci posso credere. Stiamo perdendo con quelli là, che giocano pure male”. Immenso Conte, immenso Pirlo.

Poco più di 24 ore alla sfida col Milan. Pirlo guiderà la regia, agli effetti speciali Vucinic. Di certo c’è che la Juve non saluterà Pirlo con una penna. Santo il giorno in cui Allegri decise che Pirlo doveva giocare a sinistra.

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Onore ad Arrigo Sacchi: grazie per la dignità e l’intelligenza

Nell’ultimo anno, davvero devastante a livello mediatico per la Juve, un solo uomo non ha mai fatto a meno di usare il cervello: Arrigo Sacchi. E noi, dopo averlo duramente criticato in passato, vogliamo rendere omaggio alla sua intelligenza.

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Nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi scrive quanto segue:

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La Juventus è prima in classifica con merito, tiene alto il nome dell’Italia in Champions: la squadra gioca un calcio bello e moderno, guidato da un allenatore ammirato in tutto il mondo. Vedere giocare i bianconeri è piacevole anche per chi non è juventino, e allora perché tanto astio, perché inveire, tirare sassi, offendere una squadra e un mister che ci fanno onore? Enzo Ferrari diceva che gli italiani perdonano tutto ma non il successo, mi chiedo quando l’intelligenza e la cultura avranno la meglio sull’ignoranza e l’invidia e quando andremo allo stadio per divertirci e non per insultare o compiere violenze? Poi facciamo i puristi con Conte se il tecnico si agita in panchina. Antonio è l’artefice principale del gioco dei bianconeri: autore e direttore di una squadra che è cresciuta in breve tempo in modo esponenziale regalandoci partita dopo partita spettacolo e serietà. Un team che aiuta ad ampliare la nostra conoscenza calcistica, apre nuovi orizzonti facendoci uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni: i bianconeri vincono e segnano molti gol senza avere uno specialista del gol. I bianconeri dominano in campo senza aver acquistato il top player. Il gioco ideato, condotto e allenato da Antonio è il vero leader che moltiplica le qualità tecniche e fisiche di tutti. Nella Juventus possano alternarsi tutti i giocatori e il gioco cambia poco, questo vale per Giaccherini, Asamoah maanche per Pirlo e tanti altri, i quali stanno dando il meglio di se stessi in un sistema che ne amplifica soluzioni e fantasia. Per riuscire a tanto Antonio si è avvalso di un club che lo stima e lo supporta e che mai gli ha tolto autorevolezza così come ha usufruito di buoni giocatori che si sono dimostrati di alto livello sotto tutti i punti di vista: professionali, umani ed etici. Non ha ingaggiato i più famosi ma sicuramente i più funzionali alle sue idee calcistiche. I più generosi dei critici gli riconoscono grinta, passione, energia, componenti importanti perché non sarebbero sufficienti a spiegare l’armonia, la fluidità e la fantasia di questa squadra. Il gioco è un’entità difficile da comprendere perché astratta così come è altrettanto complicato comprendere la qualità didattiche dei vari mister. Antonio non solo possiede passione, entusiasmo, cultura del lavoro e perfezionismo ma ha una sensibilità e un talento che solo i grandi possiedono. I bianconeri sono una squadra dotata di organizzazione, tempistiche di gioco e di smarcamento di alto livello. Se questa squadra fosse un’orchestra sarebbe intonatissima e potrebbe interpretare tutte le musiche: dal rock alla sinfonica. I giocatori si muovono ad occhi chiusi, come fossero una sola cosa, non soltanto per lo spirito di squadra bensì per la conoscenza che il mister gli ha saputo infondere. Antonio è un grande professionista, generoso, intelligente. Possiede grandi capacità di insegnamento: credo che meriti il rispetto e il ringraziamento di tutti quelli che amano il bel calcio.

Ogni commento è superfluo. Ci rende tristi il fatto che tutti in realtà pensano queste cose, ma l’ipocrisia vince. In questo Paese l’ipocrisia e la malafede vincono sempre. Tranne sul campo dove negli ultimi 2 anni vincono i migliori.

Al pezzo di Arrigo diciamo semplicemente: STRAORDINERIO!

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A Bologna va in scena la peggio Italia

Conte esagerato, Conte antisportivo, Conte venduto, Conte comprato, Conte che non capisce nulla, Conte handicappato (cit. Pellegatti). Juventus merda, Juventus ladra, Juventus dopata. Se saltelli muore un altro Agnelli, nostalgia Heysel, 39 son pochi. Stadio da chiudere, tifosi razzisti. Juve aiutata dalla stampa.

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Benvenuti nel mondo che non c’è. Un mondo che esiste nelle peggio perversioni dei tifosi italiani e inscenato regolarmente ogni volta che la Juve va in trasferta. Accade tutto questo, ogni volta. Più le pietre e le bastonate, le bestemmie e i cori che non ripetiamo, ma che Conte ha avuto il coraggio di denunciare visto che la stampa ci aiuta non sottolineando mai come viene accolta la Juve.

Benvenuti in Italia, la peggio Italia. Quella che dopo tre falli consecutivi di Perez, che però resta in campo, alza il volume del tifo contro. Già, quel Bergonzi deve essere stato comprato da Marotta. Solo che Marotta deve avere qualche problema di vista e allora Bergonzi ha agito contro la Juve, visto che Perez è ancora in campo in modo miracoloso.

Benvenuti in Italia dove il miglior tecnico italiano, quello che ha subito una ingiustizia grossa come una casa perdurata tutt’ora nelle azioni illegali di Palazzi & Co. non può festeggiare. Nemmeno davanti ai suoi tifosi accorsi numerosi anche a Bologna.

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Conte deve stare muto, zitto, deve sparire, deve andare via, non può festeggiare, non può rivolgersi ai propri tifosi per dire “che razza di squadra che siamo diventati”. Conte deve essere silenziato, seviziato mediaticamente per atteggiamenti goduriosi e libidinosi. Conte deve andar via dalla Juve perché così gli altri non possono permettersi nemmeno una giornata di festa.

Purtroppo la Juve c’è, e Conte ha tutta l’intenzione di spingerla. Ancora di più, ancora più forte.

So che la Juve che vince dà fastidio, ma io non posso farci nulla.

- Antonio Conte

Svergognato di un Conte.

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