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Categoria: Strani Personaggi (pagina 1 di 28)

Tutti contro la Juve, senza apparente motivo: ecco cosa dicono Palmeri e Pistocchi

E’ partita la campagna. Studiata anche abbastanza bene, dobbiamo dire, gli va riconosciuto. Non si parla di contenuti tecnici o tattici, né si sciorinano statistiche che potrebbero indurre e dedurre l’ovvietà (ossia il risultato del campo). E tanto meno si presta attenzione a listare gli episodi di moviola. Il trucco è: ti prendo un episodio, lo gonfio, lo grido, e il messaggio è già passato. Che poi sia fasullo e falso, idiota e irreale… non importa.

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La Juve che macina punti con Fiorentina, Lazio e Sassuolo passa nella storia social con due uscite ai limiti della fantascienza, a firma Tancredi Palmeri e Maurizio Pistocchi, che a regola dovrebbero osservare quello strano concetto di deontologia professionale. Poiché trattasi di giornalisti sportivi (ammesso che tale professione abbia ancora senso di esistere), ci si aspetterebbe una narrazione oggettiva dei fatti. Invece questi anni di dominio bianconero hanno accentuato l’uso di Maalox e certamente il cuore dei due è stato messo a dura prova.

Perciò, anche in occasione di Juventus – Sassuolo (partita stradominata dai bianconeri su cui pende addirittura l’accusa di non aver infierito, anzi rallentato gioco e numero di gol) ecco le perle:

tancredi palmeri contro la juve

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E qualche ora più tardi:

pistocchi in Juventus Sassuolo

Peccato soprattutto per Pistocchi, poiché qualche minuto prima il buon Cesari, scuderia Mediaset Premium ma evidentemente ancora immune dal concetto proprietario di cosa-devi-dire-affinché-ti-pago, aveva listato gli episodi di Juventus – Sassuolo (che noi documentiamo nel nostro moviolone settimanale).

Sparisce il fuorigioco a Khedira (in gioco di oltre 1 metro e mezzo), sparisce il possibile rigore su Pjanic (stando a Sky e a Cesari), sparisce soprattutto il peso di una intera gara.

Resta la polemica. Il che ci porta a concludere alla solita maniera: il vostro odio idiota, la nostra goduria!

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Se RaiSport si confonde con InterChannel: Marchisio contro Cerqueti

Scoppia la polemica Marchisio. Il suo tweet che dava del cieco al telecronista RAI è stato salutato da Saxa Rubra, in particolare, con nervosismo e parecchia sorpresa nel notare come la Juventus Football club non abbia ancora multato il suo giocatore. Reo di aver espresso un opinione che in realtà era sulle “tastiere” di una milionata di tifosi (fra Twitter e Facebook).

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Chiariamo un paio di cose:

  • per l’ennesima volta, la Rai “servizio pubblico” ha espresso la peggiore telecronaca possibile, con la voce di Cerqueti a cui è mancato giusto un “Forza Inter e in culo alla Juve”;
  • per l’ennesima volta, l’oggettiva telecronaca faziosa ha colpito, con alcune osservazioni vergognose troppo sbilanciate verso l’irrazionale voglia di vedere la Juve eliminata;
  • per l’ennesima volta, il telecronista si è visto smentito in diretta, in modo anche stupito e stupefacente, durante il solito episodio commentato più con il cuore da antijuventino che da giornalista: dopo “Zaza ha scalciato il suo avversario” di Cerqueti, si è sentito un imbarazzato Tramezzani esclamare “ma in realtà non mi pare abbia scalciato, piuttosto voleva recuperare il pallone e alla fine ha travolto il difensore”.

Il punto è un altro: ci aspettiamo, noi tifosi, che la Rai riprenda Cerqueti e la sua banda di telecronisti, ricordandogli che il popolo bianconero che assiste alle partite della Juve in Coppa Italia e trasmesse dai canali di servizio pubblico della Rai sono tanti, sono milioni, e anche ieri incazzati neri per il modo stupidamente antijuventino di commentare partita ed episodi.

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Circo De Laurentiis

Fu il calendario. Poi venne la famosa Lega Europea. Quindi il fatturato. Le TV. I silenzi stampa.

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Probabilmente, a questo punto, era meglio il silenzio stampa.

De Laurentiis torna alle vecchie maniere: show e spettacolo. Dopo l’annata orribile, a detta di tifosi che sentivano profumo di scudetto e di Europa, ecco la preparazione di un’altra campagna calcistica fatta più a colpi di parole. Via Benitez, dentro Sarri: tanti auguri a uno dei tecnici più capaci dell’ultima Serie A. Si attendono news sull’esodo possibile di giocatori con voglia di lottare per i vertici delle competizioni. Intanto il Presidente si sfoga.

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Ha votato lui Tavecchio. Ha sostenuto lui Lotito. Ma non c’è spazio per la correttezza e la dignità intellettuale. Quindi sparare a zero sul sistema che lui ha voluto appare naturale, quasi obbligatorio per chi può davvero parlare poco di fatti che riguardano il campo.

La novità si chiama iscrizione-al-campionato-di-calcio-di-Serie-A. Il confidente Tavecchio ha infatti suggerito a De Laurentiis che sono solo 3 i club idonei all’iscrizione del campionato di calcio. È caccia agli altri due, visto che se De Laurentiis l’ha detto, allora vuol dire che il suo Napoli ha le carte in regola.

E sarebbe una discussione seria e credibile se non fosse che la domanda è: perchè De Laurentiis lancia la bomba? Vuole deviare dalla cronaca sportiva di una stagione fallimentare e un complicato calciomercato? O ha trovato l’ennesima scusa al motivo per cui il suo Napoli non riesce ad avvicinare il vertice del campionato?

Inoltre: De Laurentiis conosce le recenti stagioni e gli ultimi 20 anni di iscrizioni fasulle al massimo campionato italiano di calcio? La Roma non in regola? L’Inter per nulla in regola? E gli strani movimenti di plusvalenze fittizie e bilanci taroccati? Il grido di battaglia vale solo quando lui è in regola?

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Genoa-Roma e i giornali Preziosi: #ersistema non vale sempre

Funziona così: gli house organ si muovono costantemente nella direzione che più conviene a determinati argomenti. E i direttori mettono colori e bandiere rispetto al giornale che stanno dirigendo. Funziona così da sempre, almeno laddove la libertà di informazione e la deontologia di critica giornalistica hanno ancora un valore.

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Così, ecco cosa si sta scatenando oggi sui giornali, quello rosa e quell’altro romano (e romanista).

Dopo il match fra Genoa e Roma, in cui la moviola potrebbe avere voce in capitolo, editoriali e articoli stanno cercando di ridicolizzare la sfuriata di Preziosi. Solitamente non accade quando di mezzo c’è la Juve, quando cioè si tende ad amplificare ogni minima voce di polemica proveniente dalla società che in quel momento ha sfidato la Juve.

Le parole di Preziosi sono state molto provocatorie, come al solito:

Stanno succedendo cose strane a Roma, non vorrei fosse coinvolto anche il calcio.

Fuorigioco sul nostro gol? Io non lo so se c’era, ma la decisione è molto dubbia. In 11 contro 11 non avremmo mai perso la partita.

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Ed ecco la risposta strepitosa di Baldissoni:

Le dichiarazioni di Preziosi credo siano un po’ sciocche, non meritano commenti. Sono sicuro che al presidente sono sfuggite, magari per l’amarezza e per l’emozione del post-partita.

Posso dire che se c’è stata una squadra aiutata in campo questa è stata il Genoa.

Da sempre noi preferiamo tenerci al di fuori delle polemiche.

Ricapitolando: Baldissoni ha già escluso la Roma come possibile obiettivo di critica, sia giornalistica sia giornalaia. Ha eluso la verità abilmente, sviato i sospetti, distolto l’attenzione sulle ultime due partite per cui la Roma si ritrova svariati punti in più in classifica.

La cosa bella è che i giornalai hanno seguito l’indicazione di Baldissoni ed è ripartita la polemica contro la Juve.

Antidoto possibile? Nessuno: abbiamo esaurito ogni briciolo di serietà come sistema Paese.

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Sappiamo come ha fatto la Roma

E’ finita da pochi minuti Roma-Sassuolo. Un pareggio beffa per i neroverdi che avrebbero anche meritato una giusta vittoria.

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Altra figuraccia per la Roma che comunque ha mostrato grande forza nella protesta.

Niente violino per Rudi Garcia stavolta che può vantare un rigore molto dubbio (per Cesari, Mediaset non c’era; analogo ragionamento per lo studio Sky) e un pareggio viziato da fuorigioco iniziale (non un metro, ma pur sempre fuorigioco) di Destro.

A Roma, si sa, protestare non è importante, ma è l’unica cosa che conta.

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Chissà che la strategia non sia corretta. Ci riferiamo a quel mostro di fair play che è De Sanctis che aveva ben illustrato la tecnica bianconero dell’influenzare l’arbitro. Mentre Garcia e compagnia bella aiutano spesso l’arbitro: con cadute, con vigorose proteste, con l’aiuto degli ululati del pubblico che protesta già al fischio iniziale dell’arbitro.

Così sappiamo bene come ha fatto la Roma a mantenere la scia della Juve che pure ha offerto più volte il fianco alla rincorsa giallorossa.

Aspettiamo le prime pagine di domani di Gazzetta e Corriere dello Sport, ma sappiamo già di non poter leggere scandalosi titoloni o editoriali che inneggiano alla regolarità del campionato. Figuriamoci: questi non sono furti, solo sfortunate sviste che – addirittura – fanno male proprio alla Roma. Figuriamoci!

E quel mani di Pizarro poi…

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De Sanctis, la Volpe, l’Uva e il complotto europeo contro la Roma

Esopo sarebbe stato felicissimo di poter scrivere una fiaba su Morgan De Sanctis. E probabilmente gli avrebbe dedicato “La volpe e l’uva”. O meglio, la mitica favola “Al lupo! Al lupo!”. Perché a Morgan ormai si fa fatica a credere.

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Brucia tanto il pareggio del CSKA, ma tant’è: il calcio è bello proprio perché anche crudele, proprio perché la logica ferrea non trova applicazione alla realtà dei fatti. Non bisogna però perdere la lucidità.

Così dopo il match, intervistato da SKY, il buon Morgan si è lanciato nella solita figura del piangina:

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Non lo faccio mai, ma il gol in fuorigioco… non protesto mai, ma era in fuorigioco… non sono abituato, ma avevo tre giocatori davanti…

La conosciamo a memoria questa storia. Non è mai colpa sua. E’ sempre colpa d’altri, e magari è un dolo strumentale di qualche tipo di complotto: in Italia c’è il famigerato ER SISTEMA ad aiutare la Juve, mentre in Europa siamo in attesa di capire quale oscuro organismo internazionale abbia preso di mira ‘A MAGGICA ROMA.

Nemmeno Caressa, cuore giallorosso, ha retto all’ennesima figuraccia di De Sanctis puntualizzando la non esistenza del fuorigioco e la totale inconsistenza del pianto di Morgan.

Ma Morgan è Morgan: non si smentisce mai. E sì che magari il pareggio pagava tanto alla SNAI…

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Moratti rifiuta l’incarico di Presidente Onorario… ovviamente!

Presidente Onorario, cioè qualcuno in grado di rilevare e rappresentare con onore la carica di Presidente. Ovviamente… Moratti ha rifiutato.

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Purtroppo leggeremo di un grande uomo, di una persona eccezionale, di un grande stratega, di una persona per bene e tante altre vigliaccherie di questo tipo. Tutto falso, anche perché la grancassa di chi scrive non agisce di testa, né di cuore, ma di portafogli e lo stipendio ti fa anche scrivere ciò che non pensi. Accade così in Italia.

Moratti molla, e con lui tutta la Holding di famiglia, quell’Internazionale Holding Srl che meriterebbe approfondimenti fiscali, ma figurati se c’è tempo e voglia. Meglio far le pulci al bilancio bianconero, per esempio.

Ma chi è Moratti? E perché la sua carriera di Presidente non è mai stata al Massimo, tranne per la voce debiti?

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Arrivato nel ’95 sulle ombre di papà, convinto che bastassero i soldi a sfondare nel calcio, in 18 anni ha versato nelle casse più di 1200 milioni di euro, ricavandone solo la mega truffa passata alla storia come Farsopoli, o Calciopoli che dir si voglia. Prima di Farsopoli un elenco sterminato di gaffe, dimostrazioni di debolezza, scarsa capacità di management, zero idee.

Dai flop di calciomercato allo sperpero di denaro, unito a risultati umilianti in Coppa e in Campionato, salvo solo alcuni anni in cui Ronaldo ha saputo vincere quasi da solo una Coppa UEFA.

Dagli anni 2000 in poi, Moratti si è convertito alla forza oscura della forza: bilanci truccati, di cui si sa tutto, ma nessuno racconta, e poi gli illeciti combinati insieme alle strutture in mano a Tronchetti Provera, esplosi poi in Calciopoli.

Oggi molla, avendo lasciato in mano a Thohir situazioni disastrose. E va via salutato come un vincente.

La fotografia perfetta di una Italia che ha ormai terminato ogni forma di oggettività e di dignità intellettuale.

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Totti: la Roma non è arrivata sempre seconda!

Dice Totti: “Con la Juve di mezzo noi arriveremo sempre secondi”. Purtroppo, ilarità a parte, è una dichiarazione falsa. Falsa come la pulizia di Totti e della Roma. Vediamo perché.

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Ripercorriamo gli ultimi anni della Roma in Serie A, mettendo in parallelo gli anni bianconeri.

Anno di grazia 2013/2014. Conte vince il campionato con 102 punti, mentre Garcia scrive il record di tutti i tempi in Serie A fermandosi a quota 85. 17 punti di ritardo. Roma seconda in classifica.

Anno di grazia 2012/2013. La Juve vince il suo secondo scudetto consecutivo con 87 punti. La Roma si ferma a 62 punti, sesta, ed è fuori dalle coppe europee. Ritardo in classifica: -25 punti.

Anno di grazia 2011/2012. Primo scudetto di Conte con 84 punti davanti il Milan di Allegri. La Roma chiude settima con 56 punti. Ritardo di 28 punti.

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Anno di grazia 2010/2011. E’ il quarto anno dopo Calciopoli. E’ la Juve di Del Neri che chiude settima a 58 punti. La Roma la precede di appena 5 punti, sesta. La Roma segna dunque un +5 in classifica e può accedere all’Europe League.

Anno di grazia 2009/2010. E’ la disfatta di Jean Claude Blanc. La Juve finisce settima a 55 punti. La Roma è seconda con 80 punti. Vantaggio di 25 punti.

Anno di grazia 2008/2009. Juve seconda a 74 punti, Roma sesta a 63 punti. Ritardo di -11 punti in classifica.

E possiamo scorrere indietro l’almanacco. Troveremo la Roma seconda solo pochissime altre volte, con sole 3 edizioni in cui primeggerà la classifica.

In definitiva, dal 2008 in poi, in 6 campionati, la Juventus è arrivata prima della Roma in 4 occasioni, segnando un complessivo vantaggio di punti di 51 lunghezze.

Caro Totti: che eri piangina lo sapevamo da un pezzo; che eri falso lo abbiamo riscoperto adesso!

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Il caso Van Gaal: anche i ricchi piangono

Un tonfo. Un altro. In 5 partite di Premier League il Manchester United di Van Gaal ha racimolato 5 punti, frutto di 2 sconfitte e 2 pareggi e 1 sola vittoria. Tutto questo con oltre 170 milioni di euro di calciomercato fra luglio e agosto.

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Anche i ricchi piangono.

A stupire non è tanto e solo il ruolino di marcia, quanto il livello di gioco.

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I Reds non hanno equilibrio tattico, con un pezzo da novanta come Mata ormai in panchina. Torna alla mente il corteggiamento a Vidal: quanto sarebbe servito il cileno, garante di una fase di interdizione a oggi assente.

Il Manchester trova il gol, ma ne prende altrettanti. E Falcao deve ancora inserirsi. Provvidenziale l’acquisto di Di Maria, l’unico a riuscire a cucire bene la fase di impostazione con quella di finalizzazione. Ma è poco. Troppo poco.

Sir Alex cosa penserà di questo obbrobrio?

Moyes prima, ora Van Gaal. Sembra quasi una maledizione. O più semplicemente, si tratta di calcio, di qualcosa di imponderabile. Di certo, qualcuno si è fermato esclusivamente a spostare pedine. Servirebbe invece una grossa operazione di didattica. Tocca a Van Gaal.

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Lotito come Moggi?

E’ scoppiato il caso Lotito. Meglio: hanno creato il caso Lotito. Di più: sta succedendo quanto avevamo già immaginato. Intraprendenza che si confonde con arroganza, in un mescolarsi di torbide situazioni dove non capisci mai le buone azioni e gli eccessi.

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Lotito sempre presente. Alle conferenze stampa. In zona stadio. Dentro lo stadio. Ai bordi del campo. Appena fuori dallo spogliatoio. Agli allenamenti. Lotito c’è.

E qualcuno, sui giornali, si è pure azzardato un paragone col grande Luciano Moggi. Chiariamo subito un punto: uno ha vinto, tanto, tutto, e ne capiva di calcio e di gestione, l’altro si è solo un po’ troppo innamorato di un ruolo che nessuno gli ha riconosciuto, in un’orgia di deliri da magnate, da padrone, da uno che conta.

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Sembra voglia imitare Galliani, senza averne gli enormi e influenti contatti.

Chi è Lotito? Perché una tale entratura nella Federazione e nelle cose della Nazionale. Cosa dobbiamo aspettarci? Quali i possibili conflitti di interesse?

Tavecchio è lì, manovrato, voluto da chi non voleva cambiare. Lotito è solo colui che non ha resistito alla tentazione di mostrare la potenza, di foggiare visibilità. Tanti auguri.

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