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Categoria: Supercoppa Italiana 2014

Supercoppa Italiana: di tutto per perdere… e quasi non bastava

Se volevamo regalarla, tanto valeva chiuderla, a loro favore, prima. Molto prima dei rigori.

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Il vizio più perverso si è impadronito della Juve: l’incapacità di chiudere i match, di conservare i vantaggi. Di sciupare fino al terzo rigore consecutivo. Con Allegri che ha letto malissimo la partita, facendo cambi più con la logica dei dadi che con l’intelligenza tattica.

Qualcuno ha detto: pazienza!

Beh, questo qualcuno ha poco di bianconero.

Dispiace soprattutto per Buffon, autore di una prova mostruosa. Dispiace anche per Pirlo il cui nervosismo – stai sereno Andrea – è assolutamente il nostro. Dispiace anche per Tevez, l’unico a metterci un po’ di cuore, oltre che immenso talento e… il rigore può sempre capitare.

Gradirei adesso parlare di rinnovi con riduzione di ingaggio, perché i vari Pogba e Vidal stanno più facendo danni che altro. Soprattutto il cileno è al terzo errore grave, anzi gravissimo visto che ci è costato una coppa. E’ dal suo sciagurato pallone perso che Higuain ha pareggiato il primo gol di Tevez.

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Ah, ci fosse stato Moggi…

Così Allegri stecca la prima, mentre la Juve ora deve fare i conti con un gruppo spremuto (visibile, palpabile) e scarse alternative: davvero con Padoin volevamo vincere la gara? Asamoah, Caceres, Barzagli e Romulo rientreranno o bisognerà intervenire sul mercato?

Inoltre, sarebbe carino conoscere i motivi supremi che hanno spinto più in alto in gerarchia dei rigoristi Chiellini, Pereyra e Padoin rispetto, per esempio, a Evra che qualche finalina l’ha giocata nella sua carriera (e sembra avere piedi più morbidi dei tre ragazzi mandati sul dischetto).

Bene così. La sberla alle volte aiuta. Anzi deve aiutare. Ma gli errori si stanno clamorosamente ripetendo, di gara in gara.

Come si dice in francese “caro Paul, devi essere più concreto e meno pavone”? Come si dice in cileno “Arturo, gentilmente puoi farti tre panchine di fila, magari ti viene la voglia di giocare come sai”? Prendiamo al più presto un traduttore, perché così si va poco lontano.

Unica morale del match? Abbiamo fatto di tutto per perderla… e quasi non bastava.

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Juventus – Napoli / Supercoppa Italiana a Doha

Juventus pronta. Napoli pronto. La finale di Supercoppa Italiana a Doha darà il via allo spettacolo alle ore 18:30 italiane. I bianconeri di Allegri contro gli azzurri di Benitez.

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Due modi differenti di intendere il calcio, con Allegri che si è già portato a casa un record: i punti raccolti nell’anno solare, da spartirsi col percorso di Conte a inizio anno. Ma la finale secca ha un altro sapore.

Primo trofeo per Allegri, mentre Benitez potrebbe dare un senso a questa stagione.

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E’ a centrocampo che si giocherà la partita, dove la regia di Pirlo è assistita dalla corsa e dalla qualità dei tre tenori Marchisio, Vidal e Pogba, con il cileno a fare da raccordo con i due punteri.

Il Napoli sembra legato mani e piedi al Pipita Higuain, potendo però contare sulla forma strepitosa di Zapata, vero mattatore e salvatore delle ultime sfide.

Inutile ragionare su chi arriva più in forma o più preparato psicologicamente. Come ha detto benissimo Moggi: “in sfida secca, può accadere di tutto”. Lo scopriremo più tardi.

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Supercoppa Italiana: meno 1 alle polemiche

Comunque vada, sarà polemica. Se vinciamo sarà polemica. Se perdiamo sarà polemica perché qualcuno rivendicherà la finale di Supercoppa Italiana qualche anno fa. Solo noi siamo interessati allo spettacolo?

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Allegri si gioca il suo primo trofeo sulla panchina bianconera. Assenti gli assenti, presenti i presenti, poco spazio alla conta di chi non ci sarà: la gara secca impone il massimo dell’attenzione.

Marchisio sembra carichissimo, tanto da descrivere questa nuova Juve come più preparata per l’esperienza nelle coppe. Pirlo e Vidal prontissimi, con Pogba scalpitante. 4 fenomeni per un centrocampo da urlo, probabilmente l’ago della bilancia tattica del match di domani pomeriggio per una finale di Supercoppa Italiana che darà il via alle vacanze natalizie.

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Tevez e Llorente sembrano non avere più concorrenza, anche perché ci si attende da Morata più rabbia sotto porta e maggior peso specifico quando parte titolare.

Il rientro di Bonucci, la crescita di Evra e l’instancabile Lichtsteiner garantiscono il miglior assetto difensivo possibile.

Ha ragione Moggi: in gara secca può accadere di tutto.

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