Buffon, poi Chiellini, poi Conte, quindi, a turno, un po’ tutti i ragazzi che vanno davanti la telecamera. La partenza di quest’anno è soddisfacente a fronte di 7 vittorie e tre pareggi. Due di questi pareggi in Champions contro Copenaghen e Galatasaray.

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Per qualunque società sarebbe un risultato eccezionale, non per la Juve di Conte, non per la Juve che abbiamo ammirato in questi ultimi due anni.

Se questo, da una parte, vuol dire che Agnelli-Conte-Marotta hanno costruito una storia molto importante, dall’altro vuol dire pure che la condanna del tecnico leccese e, di conseguenza nostra, è la ricerca della perfezione. Obiettivo sublime, ma appunto ideale. Non esiste, non è mai esistita. Ciononostante, da juventini la dobbiamo ricercare perché la storia lo impone.

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A questo, dobbiamo aggiungere che sui blog la versione dei tifosi non è uniforme. Chi si dichiara contento, chi esprime il massimo supporto a fronte di “qualcosa di più si poteva fare”, chi è invece convinto che così non va proprio. Motivazioni, punti di vista, sempre sulla base che fin qui si è svolto un lavoro superlativo.

Magari sul mercato si è fatto tanto (leggi Tevez, Llorente) epperò si sono tralasciate parecchie falle (leggi fasce laterali) che ora sono problemi. A Conte chiediamo ulteriori miracoli nonostante due brutti infortuni.

Arriva il Milan domani e lo stato d’animo deve essere quello di dare tutto, di ritrovare lo spirito di sacrificio che ci ha permesso di distruggere la Serie A in questi ultimi due anni. Spirito di sacrificio e corsa permettono poi di attuare la qualità che Conte ha già insegnato ai ragazzi.

Basta spezzare il fiato e rivedremo la vera Juve.

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