Menu Chiudi

C’è la Fiorentina, ma si è parlato d’altro

In casa Juve gli argomenti non mancano di certo. Incombe la sfida, molto importante, con la Fiorentina. I tre punti, come si dice di solito in queste occasioni, valgono qualcosa di più. La realtà dei fatti propone infatti un primo spareggio per la zona Champions. Chi salta rischia seriamente di compromettere la rincorsa. Il pareggio sarebbe il risultato più logico e lo consiglio a chi intende scommetterci su!

Advertisment

C’è la Fiorentina ma si è parlato d’altro in questa settimana. Da Capello al sempre più interessante Cesare Prandelli. Dai possibili colpi di mercato in entrata alle clamorose cessioni. Si è parlato d’altro senza nessuna logica. Il motivo di tale pesante assenza, cioè la logica e il buon senso, è sempre lo stesso: un ambiente, quello sportivo italiano, che ha perso di vista valori, etica, deontologia. Si fa sempre e solo quello che interessa al padrone.

Advertisment

Ma lo stile non si acquista e non si svende: chi lo ha lo mantiene, gli altri si attaccano. Così capita che nella settimana in cui i giornali e solo i giornali hanno offerto Melo a mezza Europa lo stesso Felipe Melo rilascia dichiarazioni d’amore alla gente bianconera e alla società. Per via, è vero, di un contratto siglato, ma anche per via di progetti e idee che collimano: rinascita e rivincita.

Chiuso l’affare Melo – per la cronaca ha abboccato solo l’Arsenal, rimediando in brutta figura – si è aperto quello per Diego. E qui si è praticamente chiuso l’accordo col Bayern. Il Bayern ci dà Ribery e noi cediamo Diego. Ma qui qualcuno ha capito di aver esagerato e la notizia è stata cestinata. Una cazzata al giorno è concessa, due in una no! Per di più, quasi a voler prendersi gioco di certa stampa, Diego ha rilasciato un’intervista mica male nella quale ha rivelato di aver parlato allo spogliatoio intero. Ha chiesto scusa per le sue prestazioni, ha ribadito la sua ferma volontà di far bene alla Juve, ha promesso di impegnarsi ancora di più per mettere fine a questo periodo buio. Cose che accadono solo alla Juve, in quanto reali. La vicenda si chiude qui, o forse non è mai stata aperta. Italiche cazzate che spiegano pure il crollo improvviso di Controcampo e della Cazzetta-Rosa. A tutto, badate, c’è una spiegazione. Si capisce pure, da simili meccanismi infami, come l’Italia del pallone abbia perso appeal all’estero e certe cifre sono solo inventate. Siamo in crisi, in piena crisi cui potrà porre temporaneo rimedio solo un uomo: Marcello Lippi. Ma parte male la sua seconda avventura perchè stavolta ha tutti contro. Io al posto suo chiarirei bene ruoli e poteri e se qualcosa fosse storta leverei il disturbo. Lippi non deve dimostrare nulla a nessuno!

Proviamo a parlare di campo? Iaquinta c’è, come direbbe Guido Meda. Non dal primo minuto, ma sicuramente nel secondo tempo la sua maglia numero 9 correrà per il campo ad aprire spazi. Fondamentale il suo recupero per una serie di ragioni: assenze e qualità che potrà dare al gioco e alle idee di Zaccheroni. Nessuna chance per Giovinco, né per Camoranesi. E queste due ultime assenze pesano come un macigno. Rientra dalla squalifica il Principino che si giocherà un posto con Melo reduce dagli sforzi verdeoro! Candreva è carico a mille, Sissoko pian piano sta recuperando la forma migliore. De Ceglie se la vedrà con Grosso, ma parte favorito. Grygera e Zebina si giocano il posto a destra vista l’assenza di Caceres. Cannavaro dovrebbe avere la meglio su Legrottaglie. Per il resto i giochi sono fatti. C’è da vendicare la sconfitta di Palermo. C’è da vincere. E giovedì è ancora tempo di Europe League.

Advertisment