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Cellino esilarante, Nicchi deprimente: è il calcio italiano

Due giorni dopo il ritorno alla vittoria della Juventus sul Cagliari due interviste scuotono l’ambiente del calcio italiano.

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La prima è quella di Cellino, Presidente-Padrone della squadra sarda famoso per il suo equilibrio mentale. La seconda è quella di Nicchi, l’ennesima talpa rossonerazurra piazzato al vertice dell’AIA. Andiamo con ordine.

Cellino ha detto:

Ho letto di una grande partita della Juventus, invece siamo stati picchiati e privati di un gol regolare. Non è stata una vittoria leale. I piagnistei della Juve, dopo la partita di Palermo, hanno avuto il loro effetto. Sono andato via prima perchè la nausea era tanta. Ma non vorrei essere preso per un imbecille [...]

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La chiusura è una triste verità. La partita Cagliari-Juve è stata ispezionata in lungo e in largo dalle moviole della RAI, di Mediaset e di Sky e il risultato è apparso più che evidente: match regolare. L’arbitro ha preso tutte le decisioni corrette. Dal gol annullato (anche se il fischio si sente molto prima che la palla venga insaccata) al rigore non dato a Nené (e Nené non è stato ammonito per simulazione). Non si capisce dunque questa uscita fuori di senno di Cellino. Io per imbecille non lo prenderei, ma non posso continuare…

L’uscita di Nicchi è stupefacente. E se qualcuno aveva pensato male dopo Palermo-Juve e la carrellata di fischi contrari ai bianconeri, ecco che Nicchi non fa altro che accendere le fiamme del dubbio:

Secondo me Morganti non va fermato [...]

Certo che un premio proprio non si può dare per le prestazioni in Napoli-Juve e Palermo-Juve. Curioso: quando gli episodi sono regolari la Juve non ha problemi di risultato. Ma occorre ribadire un concetto fortemente espresso da Del Neri e Marotta: nessuno ha gridato al complotto, ma qualche arbitro ha pensato di far scontare alla Juve chissà quale pena, in modo gratuito e volontario. Tutto qua, e ti pare poco!

Già perché mentre le solite possono beneficiare di favori e regali, che si traducono in punti di vantaggio, la Juve è in forte debito. Ora se Morganti non deve essere fermato qualcosa non quadra: era proprio quello il piano?

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