Una prestazione davvero entusiasmante. Sofferenza e immensa gioia, come le grandi squadre, come le Grandi Juventus del passato. Un 3-0 secco in casa del Celtic. Non accadeva dal 1969.

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Una squadra molto compatta, dove i top player ci sono, a cominciare da quello che siede tutte le volte in panchina. Non già scelta tecnica, no: è semplicemente il suo ruolo. Un Conte maturo, davanti ai microfoni quanto nella direzione della gara. Un Conte che continua a vincere le sfide. Peluso e Matri, Vucinic e Marrone. Vittorie, vittorie molto pesanti. L’ex atalantino è stato uno dei migliori in campo secondo SkySport. Un’esagerazione, poi mica tanto. Assist, grande attenzione difensiva, gran fisico. Cede nel finale un po’ per la stanchezza (oltre 6 chilometri corsi nella prima frazione di gara) e un po’ per l’emozione. Bene così.

In realtà le sfide più importanti riguardano Matri e Vucinic. A oggi è la più efficace coppia d’attacco bianconera. Si sono svegliati all’improvviso. Matri è al terzo gol consecutivo, mentre Vucinic timbra praticamente la qualificazione bianconera. In mezzo un autentico fenomeno mondiale: Claudio Marchisio. Un centrocampista immenso. Vidal si è preoccupato della fase difensiva, Marchisio ha deciso di offendere a più non posso. Il suo gol, cioè il secondo della Juve, è un capolavoro: inserimento, scambio, dribbling e destro morbido. Classe, classe purissima.

“Il Celtic ha spinto anche più delle proprie forze” ha commentato Conte a fine partita. E questo sforzo non ha prodotto moltissimo. Un po’ di parate semplici di Buffon, poi qualche mischia prevedibile. Tutto qui. Tutto così maledettamente semplice da amministrare per una squadra che in Champions sta dimostrando tutta la sua forza: caratteriale prima che tecnica. Mai scomposta, mai in difficoltà, mai surclassata dall’avversario.

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In questo 2013 la Juve cede qualcosa a livello di possesso palla, ma forse sta imparando a essere più cinica. Il primo tiro del match è per esempio degli scozzesi, ma la Juve risponde e dal lancio di Peluso per Matri nasce il gol del vantaggio. Quando parlavamo in questi mesi di malizia degli attaccanti… beh Matri stavolta la usa tutta: spallatina all’avversario per mandarlo fuori giri e tocco d’astuzia a superare il portiere. La palla è dentro, ma poi Marchisio fa giustizia. Per noi il gol è dell’attaccante, ma che importa?

E la scena più o meno si ripete sul terzo gol. Pressing asfissiante a partita quasi conclusa, palla rubata, assist di Marchisio a Vucinic che insacca col piattone destro.

In mezzo a queste due azioni tanta sostanza. Una manovra non sempre fluida, forse figlia di un modulo avversario che ci ha un po’ intossicati come ha evidenziato Vidal, forse figlia del fatto che Serie A e Champions hanno due carature differenti.

E adesso la Roma e poi giusto un po’ di riposo mentale in attesa del ritorno a Torino. C’è un campionato da amministrare, dall’alto dei 5 punti di vantaggio. Qualora dovessimo approdare ai quarti, qualunque sia l’avversario, la Juve non avrà certo paura. Ce la giochiamo con tutti.

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