C’era una volta la Juve di Conte. Ora non c’è più.

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C’era una volta la Juve che premeva dal primo all’ultimo minuto, con una ferocia inaudita tale da annichilire l’avversario.

C’era una volta la Juve che cambiava modulo senza per questo intaccare la sostanza di un giro palla e di una manovra sempre rivolta alla porta avversaria.

C’era una volta la Juve che giocava semplice, lasciando le giocate da fenomeno ai fenomeni. C’era una volta la Juve tremendamente efficace.

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C’era una volta la Juve che giocava coi Padoin e coi Pepe: e vinceva, vinceva, vinceva.

C’era una volta la Juve cinica: bastavano pochi palloni per metterla dentro.

C’era una volta la Juve dallo sguardo felino, dagli occhi pieni di sangue per azzannare la partita e l’avversario.

C’era una volta la Juve che segnava sui calci di punizione, risolvendo match su match.

C’era una volta la Juve di Conte. Ora non c’è più.

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