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Cesena-Juventus 0-1 Conte vince la sfida Borriello

Sembrava stregata, un’altra partita come tante, di quelle poi finite in pareggio, di quelle che hanno lasciato l’amaro in bocca.

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Juve bloccata dal solito catenaccio, come sperimentato dal Chelsea in Champions. Juve bloccata perché il suo attaccante faticava perfino a tirare in porta. Juve sbloccata ancora una volta dalla caparbietà del suo allenatore.

Alla fine è stato un 3-4-3, coraggioso, ma naturale visto lo strano modulo adottato dal Cesena: tutti in difesa e linea difensiva che Bonucci portava di tanto in tanto fino alla trequarti offensiva. Conte ha scelto di giocarsi il tridente con Vucinic a sx, Borriello in mezzo e Del Piero a destra.

Rileggiamo l’azione decisiva. Solito giro palla che consegna la sfera a Del Piero. Rientra sul sinistro, palla dentro per Vucinic che di testa appoggia per l’accorrente Borriello: tiro di prima sul palo più lontano. Tutti a casa e non serviva conoscere il risultato che arrivava intanto da Genova. Del Piero, Vucinic e quindi Borriello: vince ancora Conte.

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Al di là di tutto, perché la partita in fondo è stata bruttina, contano le parole post match, conta quella corsa lunga e vera, quell’abbraccio profondo fra Conte, l’uomo che l’ha difeso, e Borriello, che poteva tranquillamente non sbattersi più di tanto per una causa che forse non lo riguarderà più.

E ripenso a tutte le volte che ho pensato “non voglio più rivedere Borriello in panca”. E ancora una volta siamo qui a chiedere scusa al Mister.  Torneremo sull’argomento Borriello perché merita approfondimento.

Intanto registriamo il secondo rigore consecutivo, ma questo non c’era. Di qualche centimetro, ma non c’era. Tanto Pirlo ha tolto ogni dubbio stampando la palla sul palo. Registriamo forse un piccolo calo mentale da parte dei più. E semplicemente registriamo il nostro sospetto: Vucinic gioca bene quando ha a fianco una persona che parla il suo stesso linguaggio tecnico. Ci dispiace, ma siamo coerenti col nostro pensiero: Matri ha subito un calo psicologico da paura e chi non sa gestire determinate situazioni non può aver garantito il posto in bianconero. Se sono bastate un paio di panchine per contaminare le sue sicurezze, beh questo non ci lascia felici. Preferiamo un Del Piero ancora pimpante e voglioso, capace di voler spaccare ancora una volta la partita, anche a pochi minuti dal termine. E’ quello l’atteggiamento corretto.

In una giornata comunque non buona, la Juve ha ancora una volta distrutto l’avversario. Numeri bulgari, un po’ meno in attacco, ma numeri ugualmente bulgari. Contro una difesa dove 8 uomini sono costantemente arroccati in area farebbe fatica pure un superattacco. Speriamo perciò di trovare un Novara più aperto domenica. Di sicuro, troveremo Fabio Quagliarella in attacco: le gerarchie sono cambiate.

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