Che il risultato sia deludente è un fatto ovvio. Che il gruppo abbia cominciato a rispondere è confortante. Che tali risposte arrivino sempre dai soliti uomini è ancora più confortante.

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Purtroppo non c’è partita che possa offuscare la mia idea di Juve e le mie speranze sulla gestione Agnelli. Non si può rivoltare una società come un calzino in appena 2 mesi (cioè quelli trascorsi dall’insediamento di Andrea Agnelli a fine agosto, giorno di chiusura del calciomercato e inizio attività agonistica). E’ stato fatto tanto, e non è stato mantenuto come critico il fattore qualità, piuttosto è iniziata una sorta di pulizia interna. Pulizia interna che è soltanto intuibile dall’esterno. Lo stesso Blanc è stato di molto ridimensionato, nonostante assuma un peso ancora notevole nel gruppo dirigenziale. Ma è solo questione di giorni, forse solo di 2 mesetti. Come è stata fatta pulizia all’interno della rosa.

Vale il discorso di Marotta: interverremo sulla qualità nel prossimo calciomercato. Ciò non significa che la Juve d’un tratto torni quella del 2005/2006, ma credo dovrebbe avvicinarsi a quella che fu consegnata a Marcello Lippi nel 1994. Bestemmia se si pensa a quali nomi componevano quella rosa e a quali nomi oggi possiamo leggere in questa Juve. Ma si dovrà passare per queste fasi se si vuole davvero ricostruire un ambiente forte e duraturo nel tempo.

Anche la partita di Cesena, al netto di un risultato comunque deludente, ha mostrato dove la Juve deve intervenire nella prossima sessione di campagna acquisti.

Intanto un plauso va levato nei confronti di Alessandro Del Piero. Si è detto e scritto tanto, come al solito con quella vena velenosa che è propria di noi italiani. Malignamente qualcuno lo vuole pensionato, qualcuno sbattuto in cantina, qualcun altro chissà dove, e invece il Capitano continua imperterrito nella sua opera: distribuisce calcio, nonostante l’età e il periodo nero di tutto il gruppo juventino. E’ ancora uno dei migliori, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista. Assist e un palo clamoroso, tanta corsa e tanta passione, rabbia agonistica, perfino un accenno di allenatore al momento della sostituzione. E’ quello che incarna, forse l’ultimo baluardo in tal senso, i valori di una Juve che non c’è più e che, se non si resta tutti uniti, mai più ci sarà. E’ quello che più di tutti sa cosa significa Juventus epperò molti gli vanno ancora contro. Perfino chi quella bandiera dice di amarla, chi intona cori proJuve salvo poi sputare fango perché come un bambino odioso vorrebbe vincere senza fare i conti con una realtà che più chiara di così non si potrebbe avere.

E’ una Juve in ginocchio, certo, ma a cosa vale fischiare e imprecare, sbattere i pugni sul tavolo, se i risultati non dipendono da quanto casino fai? Piuttosto c’è da chiedere a molta gente perché un tale atteggiamento non è stato tenuto circa il Processo di Napoli e prima ancora a quando i vari signori del calcio buttavano in Serie B la società più forte e prestigiosa d’Italia, una delle prime al mondo nella storia del calcio. Questo proprio non lo capisco.

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E veniamo ai temi caldi.

Posto che la prova di Del Piero è inappellabile (mancherebbe solo il gol, non proprio un dettaglio), va sottolineato che l’acquisto voluto da Marotta sta dando i suoi frutti. Si chiama Alessandro Matri e ieri sera ha firmato la sua quinta rete in bianconero. Più tutta una serie di prestazioni che fanno ben sperare per il futuro. Fa gioco e corre, difende e attacca. Si è inserito benissimo nell’ambiente bianconero e pare dimostrare la personalità giusta per reggere il confronto con chi quella maglia l’ha indossata con onore. Più di quello che finora ha fatto proprio non si poteva chiedere. E con uno come Del Piero a fianco rende ovviamente di più rispetto a un Toni o uno Iaquinta impresentabile.

Ed ecco i cadaveri che Del Neri si ritrova in rosa, i flop che determinano negativamente le partite. Da Marco Motta a Martinez: rigioca la sfida senza questi due e otterrai un risultato differente dal pareggio. I due acquisti più negativi, imputabili a Del Neri e Marotta. Peccato: ci avevamo creduto, ma come Oliseh e Paramatti, Fresi e Henry (almeno quello che è stato fatto giocare terzino da Ancelotti nella sua esperienza bianconera), Kovacevic e tanti altri, verranno ceduti in fretta, con disonore e un sospiro di sollievo. Ai due menzionati vanno aggiunti Iaquinta (entrato perché doveva combinare molto di più e perché doveva offrire una freschezza che il povero Matri non aveva più dopo tanto sbattersi per 75 minuti) e Grygera (io mi sarei affidato ancora a Sorensen, ben più attento dei due terzini destri). Detto questo ho una domanda: i cambi esistono perché sono necessari lungo i 90 minuti. Del Piero non li poteva tenere, per di più con un uomo in meno già dal primo tempo. Così come Matri non poteva reggerli a quel ritmo. Così come era necessario sostituire un centrocampista e Krasic appariva come il più indicato fra i quattro ieri sera in campo. Se in panchina ti ritrovi cadaveri… cosa può inventarsi un allenatore che deve rinunciare a Quagliarella, Felipe Melo, Sissoko e un terzino degno di tale nome?

Chiellini e Bonucci hanno perso serenità e sono poco attenti, troppo frettolosi nelle giocate. Condizione esattamente opposta a quella ammirata durante la prima parte di stagione, dove, al netto dei gol presi, la retroguardia aveva trovato certi equilibri poi scomparsi col rientro di Buffon. Il portierone bianconero ieri ha firmato una prestazione eccezionale, come non succedeva da molto tempo. Riuscirà a mentenere questi ritmi? Già perché il suo uscire-di-testa dopo aver beccato il pareggio è roba che con Capello o Lippi in panchina… Che decida in fretta da che parte stare: o con una Juve che non è lontanamente paragonabile a quella in cui lui è nato e cresciuto, oppure con una Juve in costruzione dove c’è bisogno di ottimismo, serenità e tanta tanta lucidità.

In mezzo al campo criticare Marchisio e Aquilani e Pepe è un delitto. Soprattutto l’esterno tanto bistrattato ha giocato bene sulla sinistra, offrendo lo spazio per i traversoni e l’uno-contro-uno necessario per scardinare le difese avversarie. Krasic a destra necessita di un riposo a questo punto fisiologico. Inutile insistere: meglio averlo al massimo per le ultime partite, che a metà servizio per tutte le sfide che ancora mancano. Almeno questo è il mio parere.

Per il futuro converrà monitorare tanti giovani che si stanno mettendo in luce in varie parti d’Italia. Ieri per esempio mi è capitato di vedere Pasquato nel Modena: quando Del Neri si sbilanciò nel precampionato aveva visto giusto. Servirebbe un po’ di coraggio, ma credo di capire che in Italia manchi, e sia addirittura controproducente se poi non riesci a vincere lo scudetto.

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