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Chelsea-Juventus: fra emozione e consapevolezza

Il tifoso bianconero oggi lo riconosci bene. E’ uno di quelli che cammina con le spalle larghe, sempre sorridente. Ti aspetti la battuta, ti aspetti l’ironia, e ti aspetti quella sana consapevolezza di chi ne ha già passate tante, compresa l’assurda vicenda di Antonio Conte.

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Ma il tifoso bianconero è stato rigenerato dal tecnico più bravo che esista in Italia, è stato quasi convinto a essere il più forte. Di nuovo, senza alcun condizionamento esterno, senza alcuna giustificazione da dare se non quella che serve sul campo. Sul campo la Juve si è sempre comportata da Juve e così sarà anche stasera. Parola di tifoso bianconero.

Il che non vuol dire vincere, stravincere, ma vuol dire provarci. Ancora una volta. Provare a comandare il gioco, provare ad annullare una differenza che sta in quegli ann in cui personaggi ridicoli hanno distrutto il calcio italiano e con questo la Juve, e anni in cui un paperone russo gonfiava di soldi il direttore sportivo degli inglesi a caccia dei migliori affare in tutta Europa. La differenza sta pure nei due anni senza Champions e nei due anni a rincorrerla fino a vincerla. Ecco l’unica differenza fra Chelsea e Juve questa sera.

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Saranno moltissimi i ragazzi partiti da Torino e praticamente debuttanti in questa competizione. Sarà importante il colore e il tono dei loro occhi quando entreranno in campo. Sarà importante scrutare i loro visi, intuire quanto c’è di voglia di far bene e quanta paura ci sarà. Però Conte fin qui è sembrato un orologio dai meccanismi perfetti: ha toccato le corde giuste, scegliendo le migliori parole per preparare la gara dal punto di vista psicologico. Sul piano tattico abbiamo pochi timori: lunedì la Juve tutta è stata chiamata a una doppia razione di lezioni sul megaschermo di Vinovo, fino a cena.

La Juve che torna in Champions è una Juve molto diversa da quella che vi tornò dopo lo tsunami Farsopoli. Sono cambiate tante cose, sono accadute tante cose. Lo scudetto, fra queste, è solo un effetto dei cambiamenti. Bellissime le parole di Lampard che testimoniano proprio questa trasformazione bianconera, tornata d’un colpo a indossare quel fascinoso abito così ambito e rispettato in Europa. Ci teniamo a sottolineare questo aspetto per evidenziare la barbarie del pubblico italiano.

Siamo orgogliosi di essere juventini e stasera lo saremo ancora di più perché su quei colori, piaccia o non piaccia, sono riversate le speranze di tutti gli italiani. Abete e Petrucci compresi, due che di italiano hanno solo il nome… ahinoi!

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