Sembrano scelte scontate, a maggior ragione dopo aver visto in azione il turnover nella partita col Genoa, ecco che l’11 di Londra si costruisce da sé. Conte non è uno stupido, Conte sa benissimo che gli stessi uomini non possono tirare la carretta da qui a fine anno, soprattutto se la Juve andrà in fondo a tutte le manifestazioni cui partecipa.

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Chelsea-Juve: gli 11 leoni che affronteranno Londra

Chelsea-Juve: gli 11 leoni che affronteranno Londra

La Juve è una bella macchina da guerra, ma il problema resta il fatto che la Champions è una strada non ancora percorsa, a differenza di una Serie A dove i valori sembrano piuttosto chiari e delineati. Detto ancora più francamente: se in campionato una Juve da soli 45 minuti potrebbe bastare, in Champions le energie non saranno mai sufficienti. L’ideale sarebbe percorrere il girone con la stessa volontà e fame con cui i bianconeri hanno vinto lo scudetto a maggio. Senza paura, con la consapevolezza che comunque sarà tutto un guadagno.

Il modulo non si tocca: 3-5-2 collaudatissimo, col solo problema di capire se il blackout difensivo riguardava giusto la distrazione proChampions o la condizione dei singoli non è ancora ottimale. In tal caso dovremmo provvedere a far rifiatare qualcuno già sabato sera contro il Chievo. In ogni caso i tre stantuffi non verranno toccati: Barzagli sul centrodestra tenterà di arginare Mata, Chiellini sul centrosinistra se la vedrà con Hazard, mentre Bonucci al centro dovrà fare molta più attenzione a Torres di quanta mostrata su Borriello e Immobile.

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A centrocampo il ritorno dal primo minuto di Vidal è garanzia di dinamismo e filtro. Troppo importante il cileno, determinante la sua presenza in fase di manovra e in fase difensiva. Pirlo e Marchisio si occuperanno presumibilmente di costruire e affondare il colpo, visto che i Blues dietro non sono perfetti, anzi macchinosi, pur se fisicamente meglio impostati dei nostri punteri.

Lichtsteiner e Asamoah sembrano in questo momento le armi migliori a disposizione di Conte. Molto dipenderà dalle loro sgroppate, in particolare quelle del ghanese che fin qui ha dimostrato di saperci fare col dribbling. Resta l’incognita di arrivare sul fondo e… crossare? Per Vucinic e Giovinco? O meglio tentare di prendere d’infilata la difesa londinese giocando palla a terra e continuando a inserirsi da dietro?

Già, Vucinic e Giovinco, praticamente la coppia di fatto della Juve. La coppia migliore e quella di maggiori garanzie nello schema di Conte. Giocano per la squadra epperò possono pure tentare la giocata singola, senza contare che l’intesa fra i due è sempre più in crescendo. Non è un caso che domenica a essere sostituito è stato Matri e da tale sostituzione ne ha beneficiato proprio la Formica Atomica, più a suo agio se dialoga col montenegrino. Per entrambi è un’occasione importante: si misurano con una realtà di certo più complicata rispetto a Napoli, Parma, Udine e Genoa e l’attesa per capire il potenziale d’attacco bianconero anche in Europa è tanta.

Uno dei quesiti più affascinanti resta quello del gioco: saprà la Juve imporsi anche in Europa? Saprà terminare la gara con la maggiore percentuale di possesso palla? Saprà schiacciare gli avversari? Pirlo & Co. dimostreranno padronanza e piena acquisizione del gioco di Conte in un torneo così complicato?

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