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Chi parla male di Facchetti è un tifoso gretto

Oramai mi avete scoperto.

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Sapete che pago il canone RAI. Sapete che mi diverto (!?) a seguire la Domenica Sportiva. Non vi meraviglierete se stamani, in auto, prima delle 8 ero sintonizzato sulla RAI per ascoltare il Giornale Radio. Mi sono imbattuto nel programma SPORTLANDIA, condotto da tale Massimiliano Graziani.

Graziani intervistava Gianfelice Facchetti,  attore, regista, scrittore, collaboratore della Gazzetta dello Sport, ultimamente con presenze in RAI sempre più frequenti e, non ultimo, figlio di Giacinto Facchetti.

Non conosco il motivo dell’intervista in quanto ho ascoltato solo la parte finale, ma in questa parte finale si è discusso ampiamente sulle polemiche che da tempo divampano attorno al nome di Giacinto Facchetti.

Gianfelice ha esternato tutto il suo disappunto per la relazione di Palazzi dove, cosa inaudita a suo dire, si è accusata una persona morta e quindi non più in grado di difendersi. In più Gianfelice ha aggiunto che si parla di suo padre come di un condannato quando invece la tesi accusatoria è solo il parere del Procuratore federale. Difatti il processo non si è svolto per sopravvenuta prescrizione. Forunatamente per l’Inter e per la memoria di Facchetti, aggiungiamo noi.

Ma Signor Facchetti, crede forse che le telefonate di suo padre con i designatori arbitrali le abbia ascoltate solo il Procuratore Palazzi? Le abbiamo ascoltate tutti e tutti sappiamo che si tratta di palese violazione dell’art. 6 delle Carte Federali (illecito sportivo). Questo sì, illecito sportivo. Non quello di Moggi.

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Signor Facchetti, forse suo padre era davvero una degnissima persona, ma si è trovato in un momento e in una posizione per cui probabilmente è stato costretto a fare certe cose. Ma le ha fatte. E non possiamo tacerle semplicemente perché è morto.

Ma Gianfelice Facchetti va capito. Si tratta del figlio.

Meno, molto meno, capiamo le parole del giornalista RAI Massimiliano Graziani che ha definito gretto il tifoso che si avventura a parlar male di questo campione morto.

GRETTO  significa meschino, limitato, spiritualmente arido.

Secondo Graziani io sono gretto, @iojuventino è gretto, la Juventus, con il suo NO COMMENT, è gretta.

Ci chieda scusa, Signor Graziani. E faccia il giornalista evitando giudizi ed aggettivi a dir poco azzardati.

 

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