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Chi poco Allegri, chi CONTEntissimi

Serata particolare quella di ieri. Troppi aneddoti concentrati in poche ore. Berardi, futuro juventino, rifila quattro gol ad Allegri che viene esonerato la mattina successiva (oggi, ndr); Matri in panchina, pagato 12 milioni di euro da Galliani che è stato intanto spodestato da Barbara Berlusconi pure sul piano tecnico; Milan a meno 30 punti dalla Juve al giro di boa; Marotta che festeggia Berardi, ma soprattutto Llorente e un paio di colpi che hanno fatto storia (Tevez, Vidal, Pirlo, Pogba, Lichtsteiner, Llorente).

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A Torino sono contentissimi. Il gioco di parole contiene la parola magica: Conte, il tecnico leccese recentemente votato fra i migliori del mondo. Meriti tutti suoi, meriti che in Italia gli vengono riconosciuti poche volte e da pochi. Vincere con la maglia della Juve ti rende antipatico e la carriera di Conte, da giocatore e da allenatore, purtroppo è intrisa di vittorie.

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A Milano c’è invece un tecnico che fa le valigie. Giù la maschera: ha vinto uno scudetto con Ibrahimovic, ne ha perso un altro e non certo per colpa del gol di Muntari (pareggiato dal gol valido annullato a Matri). Non ha saputo dare un vero gioco alla squadra, non ha saputo contenere l’esodo di senatori o l’arrivo di troppi strani nomi. Lascia il Milan col 51% di vittorie, e un undicesimo pericoloso posto.

Non ci piace occuparci degli altri, ma rendiamo onore alla verità. se ne va un tecnico che ha potuto giovare di un anno anonimo in Serie A vincendolo, poi il nulla assoluto se non i piagnistei e le frecciatine velenose a giustificare errori e mancanze.

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