Chiamatemi Andrea!“. E’ l’esordio di quella bella persona che è Andrea Agnelli. Mi dispiace, io non posso accettare l’invito: per me rimarrà il Presidente Andrea Agnelli. Semmai posso chiamarlo Dottor Andrea, ma Andrea no. Ho letto molto su di lui e il risultato è quello di una persona molto seria e coerente, con le caratteristiche dei Veri Agnelli. E infatti ne porta, con onore, il cognome. E come il padre, il Dottore Umberto, conserva un certo fascino. DI quelli silenziosi, che lavorano seriamente senza cadere nella trappola del protagonismo stupido che a questi livelli è controproducente. E’ umile, scendendo giù giù fino a incontrare e scambiare un paio di parole con la gente comune. Quindi un briefing con gli uomini che lui ha scelto e che ha presentato come i veri grandi acquisti della Nuova Juventus.

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Nuova Juventus, attenzione alle due parole perché sembrano molto diverse da quelle che ci hanno appioppato in questi quattro anni. E per la prima volta, da Calciopoli in poi, mi sento più juventino. Nel senso che mi sento più attaccato alla realtà che si è sviluppata. Realtà legata ai nomi del Presidente Andrea, del Direttore Beppe Marotta e dell’allenatore Del Neri.

Cominciamo con Marotta. E’ arrivato a Pinzolo come un generale che ha intenzione di strizzare quelli che convenientemente chiameremo attributi a tutti quanti fanno parte della Juventus. Poche parole, al solito, ma molto chiare. Soprattutto nei faccia a faccia con certi tipi. A cominciare da Trezeguet e Camoranesi, il cui dominio in bianconero è indiscutibile, ma per loro i tempi sono duri e forse irrimediabilmente cambiati. Vuoi per l’età che avanza, e avanza per tutti, vuoi anche per quello strano senso di appagamento. Moggi più di tutti ha insegnato che se vuoi continuare a vincere e combattere devi puntualmente cambiare. Gli addii più dolorosi possono poi risultare quelli più importanti e decisivi in positivo per tutto il gruppo e per il futuro. E Marotta pare intenzionato a mettere in pratica queste poche leggi non scritte. Dopo aver comprato e imbastito tante trattative, ora è arrivato il momento di vendere. Il Mondiale sta per concludersi e in uscita la Juve dovrà lavorare attentamente. La gestione societaria insufficiente dei Blanc e Secco ha portato la Juve a un ingorgo di ingaggi spaventosi. Troppe zavorre, troppo difficile lavorare così. Per ulteriori colpi in entrata, servono molti colpi in uscita. Si lavora perciò alla cessione di Trezeguet. Il costo del cartellino frutterà pochi milioni di euro, perché il vero guadagno sarà nello stipendio risparmiato. Stesso discorso per Camoranesi e Poulsen. Mentre per Zebina e Grygera le offerte scarseggiano, così non si fa fatica a pensare di poter regalare i cartellini ai giocatori alleggerendo il monte ingaggi e facendo posto a nuovi giocatori.

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Ma non tutto è da buttare. Si è parlato e si parlerà ancora a lungo di Diego e Melo, i due flop (più il secondo che il primo, per quanto mi riguarda) della scorsa stagione. Sul valore non si discute, sulla funzionalità dei due al gruppo e al team bianconero ci saranno da chiarire moltissime cose. Qui Marotta è apparso però molto chiaro: vanno recuperati entrambi, soprattutto a livello psicologico. E anche il gruppo è parso ben disposto a dare una lezione a Melo, provando, come ai tempi di Lippi, di rilanciarlo a livello mentale. Del Neri, giocoforza, conterà su Marchisio e Sissoko, quindi forse su Ekdal. Melo a quel punto è indispensabile, a meno che Diego non diventi veramente un regista di centrocampo (come da primo esperimento).

Attenzione poi ad alcuni importanti segnali. Pronti via e si è già fermato Del Piero. Affaticamento. Siamo a Pinzolo, a due mesi dallo stop della stagione passata, quindi Vinovo non c’entra nulla. E’ stata secondo me falsata la preparazione della scorsa stagione. Del Neri e il nuovo staff, Tencone salvaci tu, dovranno valutare le condizioni dei giocatori e capire i reali problemi. Lo stop di Del Piero è in realtà un campanello d’allarme: non possiamo concederci queste assenze. Perciò per Del Neri è opportuno avere un 11 titolare e ottime riserve. A Marotta il compito di disegnare la rosa.

Ultima considerazione sulla RAI. Ho goduto quando ho letto la notizia e la Juventus SpA ha tutto il mio appoggio. Vergognosi certi servizi, quasi pari a quelli della Cazzetta-Rosa. La comunicazione ufficiale parla di un problema di contratti: se vuoi la Juve devi pagare, almeno noi rientriamo economicamente del tuo lavoro sporco, cara RAI. Non hanno accettato e De Paoli ha ritirato il gruppo di giornalisti da Pinzolo. Ciao ciao, andate dal padroncino, noi siamo finalmente liberi!!!

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