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Chievo-Juventu 0-0 La Juve è di nuovo piccola

Proprio per la mentalità inculcata da Conte all’intero gruppo bianconero, includendo società e tifosi, il risveglio di oggi non può essere felice. Né soddisfatto.

Chiaro: rispetto al passato i passi avanti sono notevoli, ma ciò non toglie che a bilancio sono altri due punti persi. Con in un più una domanda che comincia a preoccuparmi, e non poco.

La difesa subisce molto poco: anche ieri Buffon praticamente inoperoso, al di là di qualche uscita e di un salvataggio di Del Piero in area. La manovra funziona, ma l’attacco produce nulla. E’ la sintesi di uno scialbo Chievo-Juventus, un pareggio che arriva dopo la prestazione mostruosa contro il Milan che, a questo punto, viene ridimensionata. Sperando che questi due ulteriori punti persi non vengano rimpianti più avanti.

La Juve non aggredisce il campionato, si blocca contro una piccola e a guardare il ruolino di marcia – almeno per quanto mi riguarda – c’è poco che essere felici.

Bologna, Catania e Chievo Verona: tre pareggi, con due gol fatti e due subiti. E’ un cammino da piccola squadra. Se poi lo sommiamo a un campionato molto mediocre, di cui siamo i capofila, beh no… non sono molto felice. Proprio a dispetto di un buon gioco e di un livello tecnico sensibilmente migliorato rispetto agli anni passati.

Ma proprio rispetto agli anni passati, proprio in queste partite, si nota l’assenza di quel fuoriclasse, tipo un Nedved o un Trezeguet, che davano valore a una giornata normale. Dove la normalità è rappresentata dal pareggio.

Che Conte non sia soddisfatto è dimostrato dai suoi occhi davanti ai microfoni. Parole di circostanza le sue, quel “sono contento” quasi sussurrato, perché in fondo non ci crede nemmeno lui.

Marchisio e Vidal stavolta non hanno trovato il jolly e questa non può essere una colpa: i gol dei centrocampisti devono essere un’aggiunta, non certo la soluzione primaria per una squadra che vuole lottare per i posti alti. L’apporto delle fasce laterali, cioè il punto di forza di Conte, è pressoché nullo, con un Krasic irriconoscibile, un Pepe molto stanco. La sfortuna ha voluto che l’elemento con più voglia, tale Giaccherini, si sia fatto male proprio nel momento migliore. E l’ingresso di Estigarribia poteva avvenire molto prima. Il paraguaiano può davvero rappresentare l’esterno perfetto nel 4-2-4, ma Conte ha dato segni molto precisi di un mercato che… a questo punto dobbiamo sottolinearlo… probabilmente non ha voluto.

Fra parentesi, circa le scelte iniziali mi viene un dubbio grosso grosso grosso, ma lo esprimerò solo a fine gennaio.

Non ha voluto questo mercato perché non c’è altro modo per spiegare i seguenti punti:

  1. Elia completamente bruciato, dopo appena 45 minuti dove tutta la squadra aveva giocato in modo pessimo;
  2. Estigarribia ignorato per 5 partite e fatto esordire a un quarto d’ora dal termine di un match che stancamente si è trascinato fino al 90esimo senza sfoghi particolari;
  3. Quagliarella in tribuna è un colpo al cuore, di quelli fastidiosi perché Eta Beta è insieme a Vucinic l’elemento di maggiore imprevedibilità: rinunciarvi vuol dire che c’è qualcosa che non va al di là dei minuti di allenamento;
  4. Del Piero in campo e Matri fuori, con Vucinic molto provato dai continui allunghi e con un paio di cross niente male dalle fasce vuol dire non voler provare a vincere il match.

Mi riesce molto difficile commentare il match di Verona. Non ne ho compreso i cambi né le scelte iniziali. Che hanno spiazzato praticamente ogni addetto alla stampa giunto allo stadio. Compreso il grande Balzarini che ha dovuto inventarsi un paio di battute per sconfessare lo schema virtuale appena andato in onda durante il suo servizio di apertura del match.

E, in fondo, rinunciare ai due attaccanti, con Del Piero, Matri e Quagliarella reduci da due settimane di intenso lavoro e tenuti in panca, e mettere dentro un Marchisio affaticato, un Vidal stanco (e nonostante tutto per me è risultato uno dei migliori in campo, per voglia e determinazione) e un Pirlo che avrebbe bisogno di tirare un attimo il fiato… beh è oggettivamente discutibile.

Le risorse della Juve, quest’anno, sono infinite. Penso a Marrone e allo stesso Pazienza: in gare come queste potrebbero davvero portare un attimo di vivacità, sopperire con la corsa e la grinta a una tecnica offuscata. In gare come queste proprio il giovane Marrone potrebbe crescere, meglio di 18 partite giocate in Serie B. Per non parlare del reparto d’attacco ormai ridotto a Vucinic. E all’inseguimento del gol di Del Piero. Errori già fatti nei precedenti anni. Errori che non hanno giovato alla Juve.

Detto questo nessuno cada nel tranello che qui si sta criticando Conte. Assolutamente il contrario. Conte ha aperto gli occhi ai tifosi bianconeri e istigato – il verbo è corretto – quella mentalità che era solo della Juve: vincere, vincere sempre, comunque, mostrando una tenacia e una determinazione che andavano ben oltre i limiti della domenica o i limiti complessivi della rosa.

Ecco: io credo che la rosa abbia molto di più rispetto agli anni precedenti e pretendo che questo qualcosa di più venga sfruttato a dovere.

Chiedo troppo?