L’idea che questo pareggio possa mettere in discussione tutto quanto fatto in questa prima parte di campionato è assurda e anche poco seria per quanto detto fino ad oggi.

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Epperò è certamente un pareggio fastidioso per i modi in cui è maturato. In un pessimo campo da gioco la Juve ha ancora una volta mostrato a fasi alterne un buon vestito e qualche scucitura di troppo.

Il buon vestito è rappresentato da Aquilani (non al meglio, ma ottimo in cabina di regia) e Quagliarella, Bonucci e Chiellini, Sorensen e Krasic. La scucitura riguarda i troppi gol sbagliati e a questo punto il peso ricade su Vincenzo Iaquinta. Quando gli è stata servita quella palla sul finale di match non poteva sbagliarla, perché a certi livelli certi errori si pagano. Vale anche per Krasic per il quale, in verità, ci sarebbe da erigere una statua per tutto quello che combina di buono in tutte le partite. Chiedergli pure lucidità dopo i 70 metri di campo a tutta forza appare esagerato. Ma la Juve deve piangere proprio su quegli errori là. Errori che gridano alla dirigenza come serve una prima punta di primissimo livello. Giù la maschera: il centrocampo è ottimo (considerando che ieri mancavano due titolari come Melo e Marchisio), la difesa va ritoccata, l’attacco assolutamente rinforzato.

Menzione particolare per Storari. Chiedergli l’ulteriore miracolo al minuto 93 è assurdo. Aveva già preso un rigore a inizio partita, può andar bene così.

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Già il rigore. Pochi oggi fanno notare come quel rigore è frutto di un fuorigioco non segnalato. Ergo pure il cartellino giallo-arancione di Chiellini è falsato da quella decisione. Cartellino che è stato trasformato in rosso per compensazione (quale?) al povero Giandonato. E siamo qui a commentare ancora una giornata che non ci è stata favorevole. Ma proprio il pareggio-beffa è il miglior consiglio per questa Juve, che sono certo saprà sfruttarlo.

Bisogna crescere in malizia come dice Mister Del Neri al quale va imputata una decisione incomprensibile: Legrottaglie a girare per il campo senza alcun significato, dando coraggio a un Chievo arrembante, ma scarsamente velenoso. Dopo tutti gli elogi la critica appare scontata: che senso ha avuto metter dentro Legrottaglie? Proprio lui poi che doveva coprire meglio i due centrali nell’occasione del gol di Pellissier.

Sono comunque errori di gioventù. E da gennaio Marotta potrà ritoccare un po’ di cose.

Nell’attesa dei regali mi sento dal profondo del cuore di ringraziare questa Juve. Che sento finalmente mia, che sento finalmente Juve. Grazie ad Andrea Agnelli per aver riportato in alto onore e dato vita a un nuovo progetto bianconero. Grazie a Marotta e Paratici per aver ridato dignità alla rosa bianconera e per aver riportato quel senso di sicurezza in cui versa oggi il tifoso bianconero. E grazie a Mister Del Neri per i vari Krasic, Aquilani, Felipe Melo, Quagliarella, Del Piero e Bonucci. Trascuro tutti gli altri, in attesa di poterli ringraziare a fine anno.

Buon Natale a tutti i tifosi.

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