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Chievo Verona – Juventus 0 – 1 Molto Allegri

Al fischio finale Max Allegri è corso negli spogliatoi. Gran bella mossa per evitare i flash e lasciare il palcoscenico ai suoi ragazzi, evitando qualunque tipo di scelta editoriale dei giornali. Riprendiamo dove avevamo lasciato, con un gioco preciso e bello a vedersi, con la solita fame. Con Allegri, e non con Conte in panchina.

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La trasformazione tattica e la certezza del 3-5-2

La scelta del 3-5-2 è stata dettata da una serie di circostanze oggettive. Le assenze, prima di tutto, e poi una didattica ancora incompleta. Pochi ritocchi, praticamente nessuno. Solo la bella novità di Coman. Scelta intelligente di Allegri che avrà modo di mostrare le proprie idee nel corso della stagione, ma occorreva una partenza così convincente per trascorrere un po’ di giorni sereni.

Tante alternative in panchina. Il vestito del 3-5-2 lo conosciamo benissimo e Allegri ha già visto che la squadra gira a memoria. Sarà però interessante capire il 4-3-e-poi-vediamo e assistere alla trasformazione tattica.

Partita a senso unico

Il risultato è bugiardo. L’1-0 sta strettissimo ai Campioni d’Italia che potevano e dovevano chiuderla molto prima. Già nel primo tempo. Una produzione offensiva che lascia ben sperare, con i soliti cardini tattici e tecnici. Per esempio Lichtsteiner: il treno svizzero non si ferma e dai suoi piedi arrivano i pericoli più importanti. O il centrocampo delle meraviglie che sopperisce all’assenza di Pirlo in modo convincente. O ancora Tevez, molto più libero rispetto all’era Conte.

I dubbi riguardano la difesa, dove Ogbonna non appare per nulla sicuro. L’assetto a tre è qualcosa di standard, per cui siamo curiosi di capire come sarà l’evoluzione alla difesa a quattro.

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Tre traverse, gli inserimenti di Vidal, la costante spinta sulle fasce, il predominio tecnico-fisico di Pogba. Gli ingredienti da cui si riparte, con la sensazione che Llorente sia il vero perno dell’attacco, grazie a caratteristiche uniche nella rosa bianconera. Il miracolo di Buffon ha evitato il peggio che, diciamolo chiaramente, sarebbe stato diabolico dopo 90 minuti di questo spessore.

Coman la quinta punta?

Alla caccia del bomber, o della quinta punta. Ma occorre sottolineare le parole di Allegri, prima dell’esordio e dopo l’esordio. Parole al miele per Coman, il francesino strappato al PSG. Tecnica importante, fisico già pronto, idee chiare. Anche con 38,5 di febbre, il ragazzo si è difeso benissimo. Ha perso pochi palloni e ne ha giocati di delicati, creando un paio di situazioni pericolose.

Col rientro di Morata, la Juve può tranquillamente far crescere Coman. Un Hernandez non ci convince appieno, discorso diverso per Falcao su cui sussistono difficoltà economiche non banali. Dunque: non conviene fermarsi sul mercato e partecipare alla scommessa Coman?

Due settimane di studio

Le prossime due settimane serviranno per scrollarsi di dosso influenze e infortuni. Morata non sarà ancora pronto, mentre Barzagli rischia di farcela. Contando sul recupero pieno di Llorente e Giovinco, ciò vuol dire che la Juve sarà pressoché completa per la sfida all’Udinese e per l’esordio in Champions.

Sarà motivo di studio. Difesa a quattro, le varianti offensive. Con l’obiettivo di stupire ancora.

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