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Ciao, Giak

Giak, ti ricordi quando ventiduenne ancora dovevi fare gavetta in C2 con il Pavia? Trascinasti la squadra fino ai play-out con nove goals e giocate da funambolo: poi agli spareggi, sul campo della Caraveggese, segnasti il goal salvezza. Sì Giak, perché tu segni sempre goals importanti.

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L’anno dopo il Cesena ti riprese e Bisoli si affidò a te per vincere il campionato di C1 e risalire in B. Sempre con Bisoli, l’anno dopo, promozione in serie A e qualcuno cominciò ad accorgersi di te. Che sei un vincente, perché sei un esempio per tutti i compagni; esempio di classe, abnegazione, umiltà, altruismo, disciplina. Ma soprattutto classe, checché ne dicano le malelingue.

Primo anno di A ancora al Cesena ma con Ficcadenti. Eri titolare indiscusso ma poi la società comprò a Ficcadenti Rosina perché si rischiava di brutto la retrocessione. Ti ricordi, Giak? Due partite in panchina, poi ti rimisero in squadra a Genova contro la Sampdoria: vittoria esterna e doppietta tanto per ristabilire le gerarchie. Ovviamente alla fine fu salvezza e chi segnò il goal salvezza? Sempre tu Giak, perché sei un vincente e segni sempre goals importanti.

Ti chiamò Conte alla nostra amata Juve. Due anni, due scudetti, il primo da imbattuto, il secondo impreziosito dal goal scudetto contro il Catania. Un ennesimo goal importante, un goal da campione. D’Italia.

E Prandelli mise gli occhi su di te, scatenando la più infame e vergognosa campagna mediatica denigratoria che si sia mai vista in Italia contro un giocatore di calcio che aveva il semplice difetto di eseguire sempre i compiti impartiti dall’allenatore.

Deriso, sbeffeggiato, offeso: tu sempre in silenzio, Giak, sei andato avanti per la tua strada.

Poi un giorno hai deciso che oltre che eseguire gli ordini, in Nazionale potevi folleggiare come ai tempi del Pavia e del Cesena. Goal-record contro Haiti, goal contro il Brasile, assist, pali, autogol  causato, di tutto e di più. Alla fine della Confederation Cup la FIFA ti inserisce nella Top-11 del torneo: sei tra i più forti del mondo!

Io ho gioito mentre avevi la tua clamorosa rivincita, ma non mi sono accorto che ti stavo perdendo.

Il mondo ti ha visto e sono arrivate le offerte alla Juventus.

Otto milioni dal Sunderland.

Non sei andato via tu, Giak.

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Marotta, sì Marotta ti ha ceduto e ha convinto (?) Conte che quegli otto milioni erano necessari per compensare le uscite per Tevez ed Ogbonna.

Tu, al solito, hai ubbidito.

Non mi vergogno a dire che sento un groppo in gola e che mi sembra che un figlio vada via da casa.

Ora i blog sono scatenati a riportare le lamentele dei tifosi juventini che avevano imparato ad apprezzarti e ad amarti. Ma è troppo tardi.

Ti auguro i migliori successi in Premier League ed in Nazionale e ti assicuro che ti seguirò sempre Giak, ovunque tu giocherai.

Abbiamo perso un campione, campione in tutti i sensi.

Mi manchi tanto.

Ciao, Giak.

P.S.

Giak, ma non pensi che la valutazione di otto milioni sia un po’ misera per un Top-11 della Confederation Cup?

Giak, ma non pensi che Marotta e la Juventus abbiano fatto un grave errore a venderti?

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