La Juve torna a Roma. Dopo l’allenamento di martedì sera, la squadra allenata da Conte torna nella Capitale e stavolta è campionato. Cioè ci si aspetta un atteggiamento da partita vera da parte dei bianconeri.

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Reja ha caricato i biancocelesti per cercare solo e soltanto la vittoria, senza nessuna paura. Mentre l’esperienza di Klose ha suggerito al tedesco di rilasciare frasi di falsa arresa del tipo “un miracolo pareggiarla”. Frasi di circostanza in entrambi i casi, frasi che non devono tranquillizzare la Juve.

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Sfida tosta, gara insidiosa. Conte cerca di allungare la striscia positiva di vittorie. In realtà si cerca di dare ancora uno strappo al campionato. Fra un mese comincerà il duro impegno di Europa League, competizione che, a questo punto, diventa focale per la crescita internazionale della Juve.

Non è e non sarà mai la Champions, né siamo in grado di calpestare la nostra dignità intellettuale considerandola come vera Champions (ricordate le frasi dei tifosi nerazzurri?), ma certamente un cammino importante di giovedì sera permetterà di crescere in autostima e valore internazionale. Senza contare che è un trofeo è un trofeo.

Conte ha evitato la conferenza pregara. La stampa continua a cercare occasioni per scombussolare l’ambiente juventino. Da Buffon e la D’Amico a un Conte lontano da Torino, dall’irrispettoso Marotta a “bisogna cedere uno fra Pogba e Vidal”. Trasformiamo queste bufale in rabbia. Rabbia agonistica. E riversiamola sulla Lazio. Stasera.

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