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Concetti mafiosi: Preziosi chiede di regolare il magistrato che lo indaga

Quando ho aperto l’ANSA ho avuto un sussulto. “Maddai, forse avrò letto male, ma ti pare!”. Così l’ho riletta. E riletta una terza volta. E ve la proponiamo:

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La Procura di Genova non iscrivera’ nel registro degli indagati il presidente del Genoa Enrico Preziosi. Lo confermano i magistrati che hanno ricevuto dai colleghi di Cremona lo stralcio del fascicolo in cui il patron rossoblu’ compariva come indagato a causa di una conversazione intercettata tra il capo ultras Massimo Leopizzi e un’altra persona. In essa Leopizzi dice che Preziosi gli avrebbe chiesto di regolare i conti con il magistrato che si era occupato della presunta combine con il Venezia.

- ANSA

Ai limiti del concetto mafioso. La carriera di Preziosi l’abbiamo costruita in un articolo di qualche giorno fa: chiunque trovi errori o omissioni ce li sottoponga: saremmo felici di rispondere ad accuse o richieste o controarticoli a patto di utilizzare un linguaggio consono anche in una piazza, anche in strada.

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La domanda che ci facciamo è la seguente: come mai non si prova a capire il motivo per cui un tizio che chiede di regolare i conti con un magistrato che lo sta indagando… non viene indagato? Non viene controllato? Nemmeno una domandina per capire in che razza di Paese ci troviamo?

Tutto ciò stona se quelli de Il Fatto Quotidiano o quelli della Gazzetta possono inventare tranquillamente articoli e sentenziare prima ancora della magistratura sulla base di piaceri personali.

La domanda più capziosa che poniamo ai lettori è la seguente: a chi giova un Preziosi ancora in attività? Non è un mistero che il Presidente dei rossoblu è forse il vero artefice del mercato rossonero (compra Boateng “regalandolo al Milan”, per esempio) e ha diverse questioni interessanti con l’altra sponda milanese.

Soprattutto chiediamo, ed è l’ultima domanda: ma che razza di Paese è quello che invita sostanzialmente a delinquere e a non rispettare le regole?

Buon campionato a tutti!

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