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Conferenza stampa annullata: parlare non servirebbe a nulla in questo Paese

Questo è un Paese strano. Tanta gente sta male e gran parte di questa gente ha un ruolo di primaria importanza però: giornalisti, politici, dirigenti sportivi. Pensa un po’ che una domanda sul rigore non dato alla Lazio e sul gol regolare di Mauri diventa un trampolino di lancio irresistibile per parlare di altro, come fa Bigon che dopo il Chievo riesce a far passare un favore pro-Napoli come una conferma della nuova Cupola juventina: la stampa ci casca e oggi si parla solo di Juve, non di Fiorentina o Napoli.

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In un Paese del genere conviene perciò la via del silenzio, conviene non parlare perché sarebbe fiato sprecato in un luogo che il fiato lo usa male e solo per un unico scopo: straparlare. E allora noi facciamo parlare il campo dove evidentemente a Catania siamo stati premiati oltre modo. Sparisce pure il pugno che Spolli ha rifilato a Pogba, ma non ci interessa affatto. Ci interessa piuttosto limitare i toni visto che sabato nel tempio del calcio italiano, tale Juventus Stadium, andrà in scena la sfida fra chi il calcio lo inquina, l’Inter di Moratti, e chi il calcio lo pratica, la Juve di Andrea Agnelli e Antonio Conte.

Finisce in secondo piano la candidatura di due juventini al Pallone d’Oro 2012: Buffon e Pirlo. E nessuno che spiega a Buffon e Pirlo come sono andati a finire fra i 23 più forti d’Europa se tutte le fortune di Conte dipendono da Braschi e da tutti gli arbitri non coinvolti in Calciopoli visto che erano al soldo di qualcun altro, a quanto pare. O semplicemente non erano al soldo di nessuno.

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Il rigore negato al Catania contro l’Inter genera perciò il pauroso silenzio di omertà che pervade tutta l’italia antijuventina, mentre finalmente la stessa parte di Italia può sfogarsi nei modi che più rispecchiano questo triste paese.

Angelo Alessio potrà concentrarsi sugli uomini da mandare in campo contro il Bologna, mercoledì sera. Servono altri punti, servono altri 3 punti sperando che l’attacco torni a segnare. Servono altri 3 punti e serve pure non prestare più giocatori alla Nazionale. Ogni volta che siamo tornati dai tour azzurri la Juve ha subito un crollo fisico e di prestazioni: inaccettabile visto quello che combinano giornalisti e italiani. Che cerchino altrove i giocatori per andare al Mondiale, noi i nostri ce li siamo coltivati a forza di idee e investimenti.

Tira una brutta aria in Italia… per fortuna che allo Juventus Stadium si respira un buon odore. Un’aria pulita, forse perché là in alto, a fianco a noi, non c’è nessuno. Come da più di 110 anni.

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