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Conte, cambiamo modulo? Eccone due

Pazza idea quella di proporre al tecnico più preparato d’Italia nuove tattiche, vero?!? Ma in Italia si sa… siamo 56 milioni di tecnici, di tattici, di esperti. Molti purtroppo ci campano economicamente senza averne la patente, ma siamo sempre in Italia, no?!?

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Il 3-5-2 della Juve sta producendo più stanchezza che frutti. Sono 8 le reti in campionato frutto di palle inattive. Sebbene la Juve costruisca tante azioni da gol, continua la caccia al bomber che manca: scarsa vena realizzativa. Il centrocampo è ancora il migliore, con Vidal capocannoniere assoluto. I gol del centrocampo devono impreziosire e non rappresentare l’estrema soluzione.

Il problema dell’attacco è la naturale presenza di creatori di gioco più che finalizzatori. Tante seconde punte, troppe! E c’è un solo uomo d’area cioè Bendtner. Quagliarella e Matri non riescono a trovare continuità e Matri è finito ai margini. In ogni caso il buon Matri non riesce a essere l’uomo d’area che tanto serve alla Juve: per dirla in modo banale… un nuovo Trezeguet. E allora spazio alla manovra. Come nel 3-5-2 dello scorso anno bisogna trovare le giuste pedine. A calcio vince chi riesce a creare superiorità numerica. Paradossalmente la Juve c’è riuscita parecchie volte contro l’Inter nel primo tempo, ma si è poi spaesata al momento di concludere. Lo scorso anno la chiave di volta fu quella di usare Vucinic a sinistra. E perché non doppiare?

Il 3-4-3: Juve a trazione anteriore

Il 3-4-3: Giovinco e Vucinic a innescare Bendtner

Il 3-4-3: Giovinco e Vucinic a innescare Bendtner

Il primo schema che vi propongo è una provocazione. Un 3-4-3 di difficile attuazione se non a partita in corso, quando devi accelerare e tentare il tutto per tutto. In questo schema i creatori di gioco vengono sistemati lateralmente, nel terzetto d’attacco. Bendtner dovrà fare tutto il lavoro sporco e lo fa bene. Difende perfettamente il pallone, viene incontro e fino ad adesso non è mai stato innescato in area. Con Giovinco e Vucinic potrebbe finalmente ricevere i palloni che gli servono. Senza contare che Giovinco e Vucinic sono gli unici nello scacchiere di Conte capaci di saltare l’uomo e tentare importanti giocate da solisti.

Per me Giovinco spalle alla porta è inutile perché è evidente il suo essere in difficoltà. Il genietto di Beinasco ha bisogno di spazio, soprattutto ha bisogno di ricevere palla in-laterale, cioè pronto a girarsi a 90 gradi verso la porta avversaria. Niente di strano che ha dato il meglio di sé quando è stato innescato in questo modo, vedi Siena e Bologna. Inoltre assieme a Vucinic potrebbe alternarsi in mezzo in posizione da trequartista. La Juve in questo caso si troverebbe con due uomini in attacco, più un trequartista, più Pirlo, più l’inserimento a turno di uno degli incursori.

Il centrocampo sarebbe il solito, con l’appoggio di Pogba che potrebbe ruotare attorno a Pirlo. Evitato così il 3-5-2 che ha costretto le ali a rimanere molto basse un po’ per prudenza, un po’ per questioni di fiato. E sicuramente qui il filtro sarebbe di sicuro valore con tre uomini costantemente impegnati nel pressing e nel recupero palla. Pirlo verrebbe aiutato maggiormente (vedi azione del 2-1 interista) e anche alleggerito da compiti prettamente difensivi.

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Il 4-3-3: il vecchio schema da scudetto

Il vecchio 4-3-3 di Conte: che fine ha fatto Pepe?

Il vecchio 4-3-3 di Conte: che fine ha fatto Pepe?

Qui manca un uomo capace di fare la differenza in uno schema del genere: Simone Pepe. L’anno scorso la Juve alternava questo schema al 3-5-2 e ha funzionato alla perfezione. Pepe-Lichsteiner formarono una coppia decisiva per lo scudetto. Lo svizzero è molto più a suo agio da terzino e non da ala/fluidificante. Molto bravo nella corsa e ad allungarsi davanti a un uomo di fascia come Pepe rispetto all’essere il solo sulla fascia. In assenza di Pepe io punterei ancora su Vucinic-Giovinco.

Il centrocampo conosce perfettamente questo schema e perciò sarebbe il solito. La novità rispetto al 3-5-2 sarebbe l’aiuto costante dei terzini in fase di attacco a formare proprio quel centrocampo a 5. L’anno scorso lo abbiamo fatto con grande efficacia, potrebbe essere una soluzione da ri-attuare.

La difesa a 4 dovrebbe maggiormente proteggere il solo Pirlo in mezzo, con Vidal e Marchisio a stringersi attorno al regista bresciano e ad alzarsi soltanto a turno visto che sono 3 gli uomini d’attacco.

Vucinic, più di Giovinco, potrebbero infine rientrare per dare una mano al centrocampo e far ripartire con più velocità e qualità l’azione di contropiede.

Conclusioni

Che serva un cambio mi pare ormai palese. La Juve sta cominciando a soffrire le manovre avversarie e non era mai accaduto. La resistenza fisica è messa a dura prova dal calendario intasato e allora conviene coprirsi e attaccare meglio. Il 3-5-2 attuale consiste in un grosso sperpero di energie o più semplicemente è stato ampiamente studiato dagli avversari.

Il 4-3-3 non sarebbe una novità, mentre il 3-4-3 sarebbe una scelta coraggiosa solo a partita in corso. A Torino parlavano di uno schema molto particolare che Conte stava studiando, ma da applicare solo quando la squadra sarà al 100% fisicamente. Si tratta del 3-3-4 che in realtà è proprio un 3-4-3 mascherato.

Qualunque sia lo schema la Juve avrebbe le pedine necessarie per applicarlo e per avere i giusti ricambi. Da Quagliarella a Giaccherini, da Pogba a Isla, da Asamoah a Caceres. Spazio a chi ha più fiato.

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