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Conte: è un attacco? O una difesa?

Per chi ha praticato con grande successo il 4-2-4 e per chi ha vinto da imbattuto il campionato con il 3-5-2 può sembrare strano rifuggiarsi in difesa. Così basta mettersi d’accordo sulla conferenza di Conte e dei suoi avvocati.

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Subire quello che sta subendo da 7 mesi Antonio Conte non è normale. In un paese normale non accadrebbe, e infatti questo non è un paese normale. Gli avvocati De Rensis e Bongiorno non lo hanno detto esplicitamente, ma le allusioni erano chiare: qui c’è qualcosa di estremamente corrotto, non rispondente ai canoni costituzionali di cui è dotato uno stato di diritto.

E allora conviene agire ora e subito, conviene rispondere a tono a queste infamie. Ed è quello che sta facendo Antonio Conte. Parliamoci chiaro: tutto questo casino è stato montato per tentare di separare il connubio vincente Juve-Conte, ma non accadrà. Di più: Conte non è rimasto in silenzio a subire, ma sta parlando. Poco, non sui giornali, non in TV, ma sta parlando, addirittura da una conferenza stampa. Conte parla, Conte denuncia: suona strano in un paese come questo dove l’omertà e dove la corruzione ha la meglio sulla giustizia.

Conte parla, la FIGC ascolta e si impaurisce e d’urgenza fa uscire le motivazioni della sentenza di secondo grado proprio mentre Conte parla. Conte parla, la FIGC straparla. E se non bastasse, ecco pure Petrucci a cui abbiamo dedicato un articolo a parte.

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Sembra proprio la guerra fra due fazioni: una, quella bianconera, e un’altra, quella di questo italico calcio che di sport non ha più nulla. Due posizioni politiche ben distinte, tranne che la Juve opera di giorno in giorno per vincere sul campo, mentre gli avversari operano di giorno in giorno per combatterla fuori dal campo con mezzi illeciti.

Torniamo allora alla domanda iniziale: quello di Conte è una attacco o una difesa? Vediamo.

Un uomo, prima ancora che allenatore, che si trova tirato dentro a un discorso vuoto soltanto il 29 febbraio, 4 giorni dopo la promessa di Galliani in quel famoso tunnel del 25 febbraio 2012. Viene tirato dentro da Carobbio che nei precedenti due o tre interrogatori non si è mai ricordato di Conte e dei suoi illeciti. Illeciti mai trovati, mai riscontrati, neppure confessati dallo stesso Carobbio che derubrica tutto a due omesse denunce (a fronte di 6 partite per le quali non si trovano nemmeno i dati fattuali di una possibile combine). E per le due omesse denunce, visto che non è possibile difendersi in questo paese, accetterebbe 3 mesi di patteggiamento come concordato con Palazzi. Ma il patteggiamento viene rifiutato e la Commissione dice “10 mesi e niente multa”. Su che base? Sulla base di due partite sospette: Novara-Siena e Albinoleffe-Siena. Non ci sono le prove, tranne la vittoria da imbattuto di Conte sulla panchina bianconera. A fronte dei 7 mesi di richiesta iniziale di Palazzi, dopo il rifiuto del patteggiamento, lo stesso Palazzi chiede per Conte 15 mesi: quasi il doppio e non un motivo che ne giustifichi la moltiplicazione. La Commissione resta della propria idea: 10 mesi per due omesse denunce. Il secondo grado proscioglie Conte da Novara-Siena, ma la punizione resta: 10 mesi. Saltano concetti elementari quali la logica e la matematica. E poi ci si mette Sandulli che fa in fretta a telefonare in radio per dire la sua: che vale, permetteteci, quanto un due di coppe a Briscola.

Dopo questo riassunto, non condito dai dettagli circa Carobbio & Co., la conferenza di Conte è un attacco o una difesa?

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