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Conte: fai le scelte giuste!

E’ bene mettere in chiaro una cosa: Conte non è in discussione. Non solo: Conte non sarà in discussione. I motivi sono banali e non li ripeteremo. Posto questo, passiamo al calcio giocato.

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Domani il Genoa ha intenzione di fare la partita. Almeno giocarsela, contrariamente a tutte le altre formazioni sin qui affrontate. Tutte chiuse a riccio, 11 uomini dietro la linea della palla e combattività raddoppiata. Tutto il contrario di quando affrontano le altre squadre (vedi il Chievo ieri).

E poiché il Genoa non è proprio l’emblema dell’equilibrio in campo, ecco che uno come Matri serve come il pane. In realtà serve e basta visto che è l’unico attaccante capace di buttarla dentro. Scegliere Borriello, ancora una volta, sarebbe indifendibile per Conte: non si vedono i motivi per rinunciare a Matri.

Cosa diversa se Conte provasse la soluzione di inizio avventura. Un 4-2-4 spregiudicato con, a partire da sinistra, Vucinic, Matri, Borriello e Pepe. Marchisio e Pirlo a centrocampo e la linea a 4 obbligata in difesa. Sarebbe certamente una mossa sorprendente, ma l’unica coerente con la scelta di Conte e ne spieghiamo i motivi.

Se nel 4-3-3 o 4-5-1 ti servono le ali e rinunci a Krasic ed Elia… questa cosa non si spiega.

Se nel 4-3-3 ti serve fantasia e rinunci a Del Piero e Quagliarella… questa cosa non si spiega.

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Se nel 4-3-3 ti serve un attaccante di movimento, agile e forte e metti Borriello che non sta in piedi rinunciando a Matri… questa cosa non si spiega.

La Juve non segna 2 reti in una stessa partita da tempo immemore. Troppo poco per una formazione che vuole andare in Champions. Oltretutto la difesa imbarca continuamente, e per motivi differenti: ora un errore di Bonucci, ora una deviazione sfortunata di Bonucci e un’uscita fuori luogo di Buffon, ora un fuorigioco errato di Lichtsteiner. Se prendi gol e fai fatica a farli è un casino da cui è difficile uscire.

Così puoi tentare la via del “o la va o la spacca”. Vucinic ha dimostrato ancora una volta di essere un attaccante esterno. Può dire la sua se ha spazio davanti (vedi il sontuoso assist di Pirlo contro il Bologna). A difesa chiusa il suo gironzolare per il centro dell’attacco rende indisponente il tifoso e non solo. Troppo morbido: dal limite serve l’invenzione, serve la botta, serve molta cattiveria e Mirko purtroppo è affezionato ai colpi di classe. Sull’esterno diventa perciò importante perché ha gamba, dribbling facile e può smarcare facilmente il centrocampista che si inserisce o l’attaccante. Se in area hai due attaccanti di peso, allora la difesa sarà molto più sollecitata e anche l’eventuale copertura a riccio di saltare più facilmente. Se poi a ciò aggiungi pure Simone Pepe sulla destra, allora ecco che le soluzioni d’attacco aumentano a dismisura.

Tutte teorie, ma finora è oggettivo e palese che Conte abbia continuamente sbagliato formazione iniziale. Se già a fine primo tempo i tifosi chiedevano e invocavano il cambio un motivo, purtroppo, ci sarà. Questo sbagliare le formazioni iniziali è forse figlio della confusione che regna là davanti. Un minimo di gerarchia ci deve essere, come era a inizio anno. Cambiare continuamente uomini e assetto provoca distrazione tattica. Inoltre è ancor più palese che Conte non creda a certi uomini: non si spiega l’ostracismo nei confronti di Del Piero (che meriterebbe una chance al pari degli altri colleghi, visto che sin qui è stato il meno peggio, sicuramente utilizzato poco e male) e di Elia.

Se domani non dovesse arrivare la vittoria, calcoli alla mano, ci sarebbe il problema dei rientri. I rientri delle squadre che ci inseguono e sono due: Lazio e Napoli. L’entusiasmo dei partenopei è una fonte di energia inesauribile per chi scende in campo, mentre il ritrovato entusiasmo biancoceleste può durare a lungo vista la condizione di alcuni uomini d’oro.

Per la Juve è arrivato il momento di diventare grande. O ora o saranno guai da qui a fine stagione.

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