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Conte e Juve: strategia o realtà

Conte il supertecnico. Conte il top manager. Conte che é la Juve. Conte lontano dalla Juve. Trova l’intruso in questo set di affermazioni.

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Sembrerebbe l’ultima: Conte lontano dalla Juve??? Invece da ieri é la notizia del giorno, lanciata, o dettata, dallo stesso tecnico bianconero. Segnali: alla Societá, anzi alla Proprietá. Forse anche ai tifosi.

Il curriculum non deve essere sporcato, e una seconda Farsopoli é in agguato. Ci hanno provato giá quest’anno col Calcioscommesse, ma non ha funzionato: Conte piú forte dei finti scandali artatamente costruiti da Gazzetta e da chi amministra indegnamente il calcio italiano. Con il consenso della Proprietá Juve. Attenzione al tranello: non confondere la Proprietá con la Societá. Credetemi: per Andrea Agnelli quel ruolo é piú complesso di quanto il tifoso possa mai immaginare. E certo Conte non ha bisogno di uscite mediatiche come quelle di ieri per farsi sentire da Andrea.

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Riepiloghiamo. Il messaggio di Conte ai tifosi é limpido e facile da interpretare: non dare per scontato che si possa vincere facile il prossimo anno. La rosa é molto buona, ma lontana dai parametri di qualitá rispetto alle Juventus di Lippi o Capello. Conte ha giá fatto i miracoli, ora occorrerebbe facilitare i prossimi miracoli. Il tifoso non deve né sentirsi sazio né pensare facile. Vincere é complicato, rivincere lo é di piú.

Il messaggio alla Societá é banale: bisogna rinfrescare la rosa. Via tanti elementi, alcuni ancora ottimi ma spremuti, altri semplicemente non idonei se si vuole innalzare il livello di qualitá generale. Ma la Societá, che sta operando bene, deve sempre passare dalla Proprietá.

Ed ecco il messaggio alla Proprietá: o si torna a investire forte sulla Juve, o Conte vincerá altrove. Dopo questi due anni il tecnico merita un premio e non é certo il prolungamento del contratto con adeguamento, quanto un mercato come quello del 2002, o come quello del 2006. Paradossale, ma nella prossima sessione occorre una mini rivoluzione. Con due top player almeno: un attaccante e un uomo di fascia. E un po’ di uomini con tanta fame.

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