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Conte l’eretico sbanca il Celtic Park: bravura o culo?

Dice capitan Buffon : “Ci vuole l’onestà intellettuale di ammettere che abbiamo avuto fortuna”.

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Argomenta Tuttosport: “Lennon aveva impostato la partita per il contropiede, mentre Conte aveva in mente la solita gara d’attacco e di possesso palla. Il goal di Matri dopo tre minuti ha cambiato tutto e Conte si è visto costretto a difendersi nella propria metà campo”.

Che culo! Se avessimo attaccato magari prendevamo goals in contropiede come con la Sampdoria.

L’ha detto Buffon e tatticamente l’ha spiegato Tuttosport. C’è qualcosa da aggiungere?

C’è molto da aggiungere, a parere mio.

Conte non è un fondamentalista cretino. La lezione con la Sampdoria ancora gli brucia e l’ha imparata bene. Noi stessi, dalle pagine di IoJuventino, ci eravamo permessi di suggerirgli che non c’è nulla di vergognoso a difendersi quando l’avversario è, per qualche motivo, più forte.

Se fosse vera la tesi di Tuttosport la Juventus avrebbe seguitato ad attaccare anche dopo l’1-0. È questo il credo di Conte.

Ma Conte questa volta ha fatto l’eretico. Ha sconfessato se stesso. Ha fatto una gara difensiva, tatticamente perfetta, e l’ha vinta nettamente.

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Non era un 3-5-2. Era piuttosto un 5-3-2 con Lichtsteiner e Peluso a difendere anche loro. E così era obbligatorio fare nell’inferno del Celtic Park, dove il boato del pubblico era terrificante, dove il Celtic mostrava un’esuberanza fisica ed un’aggressività straordinarie unite a simulazioni e lamentele per condizionare l’arbitraggio. Bisognava difendersi nell’attesa del loro inevitabile calo fisico. Quei ritmi non li tiene nessuno per novanta minuti, qualunque “aiutino” abbia assunto prima della partita. E il goal di Matri probabilmente non ha cambiato un bel niente (certo, meglio farlo subito l’1-0) perché avremmo comunque segnato e vinto nell’ultima mezzora di gioco.

Conte ha deciso di fare l’eretico e l’ha fatto veramente bene. Altro che culo!

Loro una rovesciata a fil di palo ed un comodissimo colpo di testa depositato nelle mani di Buffon. Niente altro di pericoloso in novanta minuti. Noi sei nitide palle goal: l’1-0 di Matri, la battuta “sporca” di Marchisio a porta quasi vuota, Vucinic che supera anche il portiere e non concretizza, nel primo tempo; il piatto a botta sicura di Vicinic che sbatte su un difensore, il 2-0 di Marchisio, il 3-0 di Vucinic, nel secondo tempo.

Troppo signore Buffon. Ma quale fortuna? Una partita perfetta.

E se il Barcellona di Messi ha perso al Celtic Park e se lì solo una squadra italiana ci aveva vinto in Coppa Campioni (il Milan di Rocco e Rivera  nel 1969, che poi si aggiudicò il trofeo), ci sarà pure un motivo.

Tuttosport esaltò l’impresa del Milan (catenaccio e contropiede) parlando di “forza, mestiere, classe e coraggio”, di un “Cudicini saracinesca” e di un “Rocco che non ha sbagliato una mossa”.

Ecco, Conte non ha sbagliato una mossa.

Tutta bravura, altro che culo!

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