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Conte, Marotta e la falsa stampa: crediamo a tutto?

Il primo passo è sempre la difficoltà sul campo. Sei o sette rigori netti non assegnati in questo 2013 pesano parecchio, soprattutto quandi i rigori ci sono e andrebbero proprio assegnati per regolamento.

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Il secondo passo è tentare di disgregare un gruppo che finora è rimasto molto più che solido. Solo che in tempi in cui il risultato diventa un problema allora il gruppo potrebbe mostrare qualche crepa.

Il terzo passo e far uscire notizie che non lo sono. Assalto a Messi fallito, Cristiano Ronaldo non ha accettato l’offerta della Juve, Marotta e Conte “ne resterà soltanto uno”.

Che Marotta non sia Moggi lo sanno pure in Tanzania. Che Conte abbia bisogno di innesti di un certo rilievo lo sanno pure in Tanzania. Il problema è quanto vera è la notizia che vuole Conte lasciare la Juve a fine anno. Perché fino a questo punto proprio Conte ha dimostrato di conoscere più di tutti, pure di Andrea Agnelli, come si governa la Juve. Coppa Italia andata, ma in campionato siamo lassù e in Champions ce la giocheremo finché possiamo. A livello mediatico Conte è una specie di scudo termico contro tutto il fango che ci piove addosso. Mentre Agnelli e Marotta dimostrano un po’ di carenza caratteriale e certo non la malizia di chi alla Juve ha vinto tutto da protagonista, a un certo punto pure da Capitano.

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Il problema è in realtà dare credito a tutto quanto accade attorno alla Juve, senza mettere quel dovuto filtro ai giornali e alle TV. C’è ancora gente convinta che a segnare in Coppa Italia sia stato “El Tata” e non Gonzalez. Sono la stessa persona, tranne che il telecronista non è riuscito a trattenere la gioia e allora ha segnato “El Tata”, mentre non ha pareggiato “Re Artù” ma solo Vidal, il giocatore cileno della Juve.

Il problema è in realtà dare credito a tutto quanto viene pubblicato sulla Juve. Tutto vero? Come no, vero come il Sole che gira intorno alla Terra, vero come lo scudetto dell’Inter 2006, vero come il fatto che Galliani sia il dirigente italiano più pulito.

E così prestiamo il fianco e qualcos’altro al giochino farsesco di chi da queste storie tenta di guadagnarci il nervosismo juventino. Ma mi sembra che Conte abbia ancora una volta indicato la via: perculiamo tutti, raccontiamoci le impressioni soltanto fra di noi. Questo blog è aperto per questo motivo. Il resto delle fandonie lasciamole ai giornalacci.

P.S.

E anche quando, fra Marotta e Conte, c’è davvero bisogno di esprimere una preferenza? Suvvia…

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