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Conte: quali sono le scelte definitive?

Sabato sera faremo visita a Firenze. Stadio inviperito, società viola che si è già esposta, così da non far mancar nulla ai giornali. Come si dice: “mettere le mani avanti”. Ma da questo momento baderemo soltanto a casa nostra. A questo teatrino non parteciperemo.

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E guardando in casa nostra ci sembra naturale rivolgere il pensiero all’attacco. Un attacco che fin qui ha mostrato grossi pregi, ma uguali difetti. I motivi? Tanti.

Alcuni esperti di tattiche sembrano rimproverare a Conte il fatto di far lavorare troppo gli attaccanti in fase di non possesso. Troppa corsa, troppi metri macinati senza il pallone fra i piedi. L’attaccante dovrebbe invece riservare la maggior parte delle energie per cercare la via del gol. L’osservazione è pertinente, ma del resto la Juve non potrebbe sviluppare l’immenso gioco che sviluppa senza l’aiuto degli attaccanti.

E comunque l’osservazione appare stonata se si guardano al numero di palle gol create per partita. Un numero impressionante, senza uguali in Italia. Perciò il difetto sembra proprio nella mira dei punteri bianconeri. Matri è l’unico che ha raggiunto il traguardo della doppia cifra. La minima indispensabile. Pur giocando con il dubbio di non essere titolare e, forse, nemmeno il preferito del tecnico, sono 10 le reti del bomber. 19 in 40 gare di Juve, con i primi 6 mesi da urlo. Insomma, non sembra lui il problema.

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Semmai il limite è quello per cui il secondo miglior marcatore stagionale non è un attaccante, ma un centrocampista. Claudio Marchisio le cui prestazioni  nel 2012 non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle del 2011. Sono 6 le reti in 26 presenze in questo campionato. Bel bottino. Non può certo essere lui a dover risolvere i problemi dell’attacco.

La soluzione appare allora lampante: scelte drastiche, scelte definitive. Non puoi alternare continuamente gli uomini e cambiare schemi su schemi senza il rischio di trasmettere insicurezza e confusione. Un po’ quello che è avvenuto in attacco. Bisogna tornare alle scelte di inizio stagione, quando l’11 variava poco e poche volte. Una base da mandare sempre in campo e poi attingere alle riserve durante la partita.

In quest’ottica credo che i 3 davanti siano abbastanza facili da individuare: Vucinic, Matri, Pepe, da sinistra a destra, in un 4-3-3 che dovrebbe garantire spinta, copertura, belle prestazioni e qualche punto in più rispetto alle ultime 5 gare.

Dalla panchina si può poi pescare bene: Quagliarella e Del Piero per l’attacco, Giaccherini e Estigarribia e Marrone per il centrocampo. Il resto, tolta la difesa che è la migliore qualunque sia lo schieramento, mi sembra tutta gente non da Juve. Sono proprio le ultime settimane a testimoniarlo. E Conte lo ha capito?

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