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Conte su Bergonzi, Allegri e lo stato di salute della Juve [video]

E’ un Conte, come al solito, mai banale. Le sue conferenze sono sempre attese perché l’ex centrocampista bianconero non le manda a dire e unisce alla diplomazia il sacro rispetto della verità.

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Non poteva non essere Bergonzi il primo argomento chiesto dai giornalisti. E Conte svia il discorso nella maniera più naturale possibile:

Non si può non dire che sia una designazione piuttosto singolare dopo quello che è accaduto pochi giorni fa. E’ giusto mandare Bergonzi? Lo sapremo solo a fine partita. Io e la società non parleremo dell’arbitro, qualunque sia stato il suo operato.

In fondo qui nessuno ha pianto, solo chi sta cercando di affossare la Juve senza riuscire in questo non-sorprendente intento. In fondo, alla Juve hanno solo espresso l’incazzatura più atroce per l’evidenza dei fatti. Evidenza che Conte sottolinea nel passaggio “designazione piuttosto singolare”. Troppo buono Conte, così lo diciamo noi: il Palazzo vuole chiudere subito i conti e ha così mandato la terna delle terne a noi, mentre a Parma il Signor Banti, livornese, arbitrerà il suo concittadino Allegri che ha tanto bisogno di chiudere il discorso campionato per dedicarsi alle vicende europee. Teorema dimostrato.

Poi Conte si arrabbia: è una conferenza prepartita e qualche domanda dovranno pure farla i signori con la penna in mano davanti a lui. E la domanda arriva: convocherà Vidal e Bonucci?

Già, perché i due killer, il boss sudamericano e lo scugnizzo-però-di-Bari hanno rischiato l’arresto. Pensavo Conte dribblasse pure questa, invece entra deciso in tackle, perché è così che ormai ci dobbiamo comportare con gli house organ:

Se lunedì non c’è allenamento i ragazzi sono liberi di rilassarsi come meglio credono. Eppoi a quella festa dovevo andarci pure io, con mia moglie, pensa un po’! Poi la mia bambina non stava bene e siamo rimasti a casa. Non è successo niente… sono convocati.

Anche qui il buon Conte non può dire quello che pensa veramente, così lo facciamo ancora noi. La macchina del fango sta cercando di prendere di mira un paio di elementi bianconeri. Prima Buffon diventato il più sciatto cittadino di questo paese (pensa un po’ che il Milan è nelle mani di Berlusconi, “da che pulpito!”), poi Pirlo è diventato una sorta di centrocampista-bestia, un violento, uno che dà gomitate e si difende a calci e pugni. Quindi Bonucci, nonché scagionato da due testimoni, diventa il Principe-delle-Scommesse (quando sul Milan è piovuto un silenzio atroce, eppure qualcosa nelle carte c’è), e adesso pure Vidal. Il cileno passa da ubriacone a rissoso, peccato (per loro) che le prestazioni stanno lievitando e speriamo raggiunga prestissimo i livelli del 2011. Ne vedremo delle belle. Registriamo comunque un gruppo cementificato dalla personalità di Conte: finora tutto il fango ha fatto più male ai fegati dei gufi antijuventini. Siamo ancora lì, vivi, imbattutti, come ama ricordare Conte.

Si passa a Chiellini:

Lo porteremo con noi, ma giocherà solo se al 100%.

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Chiellini è convocato, ma non giocherà. In difesa dovrebbe esserci il rientro di Leonardo Bonucci con Caceres al fianco, così Vidal, nonostante i lividi di sabato sera, si riprenderà la mediana. Non possiamo rischiare Giorgione proprio nel periodo più duro della stagione. Barzagli è intanto in netta ripresa e punta a esserci già contro i prescritti.

Spazio infine al modulo:

Qualcuno dimentica che abbiamo costruito questa squadra in un mese di calciomercato e lavoriamo insieme solo da 6 mesi e mezzo, con quasi tutti elementi nuovi. Finora abbiamo utilizzato il 4-3-3 solo quando Vucinic e Pepe sono al 100%, l’ho spiegato mille volte. Devo privilegiare i tre centrocampisti che, a detta vostra, sono i più forti del campionato e quindi questo significa schierarci a 3 dietro, con 2 punte vicine.

Sempre molto lucido, al contrario di altri tecnici che faticano ad articolare semplici concetti tattici. Forse perché la formazione se la fanno dettare. In ogni caso il problema rimane l’attacco:

Tanto qualunque scelta io faccia, poi voi scrivete “perché non ha giocato l’altra punta?”. Fa parte del gioco, ma io devo scegliere e alternare gli ottimi giocatori che ho a disposizione. Dispongo di punte centrali, perché Matri è punta centrale, Borriello è punta centrale, Quagliarella e Del Piero stessi sono una punta centrale e si adattano a fatica sull’esterno, e poi dispongo di Vucinic e Pepe molto bravi come attaccanti esterni. State a ricordare i numeri tranne quelli interessanti: abbiamo sempre il possesso palla, il dominio territoriale, creiamo valanghe di occasioni, tiriamo tantissimo in porta. Verrà miglior fortuna.

Di fatto il discorso è inattaccabile. Ha spesso ruotato gli uomini, forse potrebbe pure essere la causa della sterilità offensiva, ma la squadra crea tantissimo. No, il problema è proprio il fatto di mancanza di cattiveria, di scarsa fortuna. Con un Trezeguet questa squadra volerebbe. A guardare il ManCity giovedì sera mi è scattata una domanda: “dove sarebbe oggi la Juve con Aguero?”. Già, dove?

P.S.

Non abbiamo scritto della grande risposta su Allegri, ormai un fantoccio che ha visibilità solo perché il gran capo possiede TV e giornali e quindi giornalisti. Per scoprire la risposta non vi resta che godervi il video.

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