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Cori contro Heysel e Balotelli: sentiti?

Ammesso che si possa ancora parlare di tifo, come più volte ripetuto su questo blog, val la pena sottolineare due episodi. Che cozzano con le lezioni di etica e di comportamento che vorrebbero impartire i personaggi discussi nel seguito di questi articoli.

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Partiamo con i Della Valle, tutti e due, nessuno escluso. Dopo essersi autoeletti moralizzatori di non-sappiamo-bene-cosa-e-perchè ancora non ho letto – quindi chi abbia materiale è pregato di lasciare un commento – nessuna nota della Società per i cori contro l’Heysel. La tragedia che ha colpito decine di tifosi bianconeri e inglesi viene ancora utilizzata e strumentalizzata per dare conferma dell’imbecillità umana. Siamo fatti così, in Italia siamo fatti così. Ma la Fiorentina non ha emesso alcun comunicato, o sbaglio?

A quanto pare i cori contro l’Heysel vanno bene, mentre i tifosi juventini sono razzisti. Solo che a Milano di tifosi juventini non ce n’erano.

Già perché l’etico-per-divin-discesa Moratti non ha ascoltato bene cosa dicesse la curva. Salvo poi dichiararsi dispiaciuto: i suoi tifosi intonavano cori contro Balotelli. Ma non è razzismo questo. Noi lo abbiamo sempre detto: è imbecillità, stupidità, e come vuoi chiamarla altrimenti?

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Solo che quando questi cori vengono associati alla Juve ecco che si parla di multe, supermulte e di razzismo. E perché mai una simile differenza? Ah già, il doppiopesismo italiano.

Riuscirà questo Paese a incivilirsi e a chiamare col giusto nome le cose? Imbecillità (e non razzisti), teppisti e (non tifosi), rosiconi (e non antijuventini).

P.S.

Per non parlare del gesto di Viviano. La maglietta non accettarla, non buttarla almeno quando sei inquadrato dalle telecamere, soprattutto che senso aveva togliere dalle spalle di un compagno la reliquia di Pirlo?

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