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Così parlò Luciano

Lo dico sinceramente. Di solito è un appuntamento che aspetto con ansia. Leggere l’editoriale del venerdì di Luciano Moggi su Tuttomercatoweb è uno di quei piaceri che assaporo insieme al primo caffè in ufficio, dopo aver acceso il computer.

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Arguto, sottile, efficace. Cattivo quando serve. Si, il suo stile mi piace. Anzi. Mi piaceva.
Perché l’editoriale di venerdì no. Non mi è piaciuto.

Partito dal video della Belen, che dice di non aver visto (credo che sia l’unico italiano a questo punto), passando per la solita incensatura al Milan, per una “strana” carezza a Moratti e all’atalanta milanese e per un buffetto al Napoli, ecco che ovviamente finisce a parlare della Juve. E come gli sta succedendo da quando non è più il direttore generale della Juventus, ma l’Oracolo da Monticiano, le critiche, spesso gratuite, si sprecano. Passi quella su Del Piero (come se lui non avesse mai cacciato su due piedi più di un giocatore rei di non fare, secondo lui, il bene della Juve, Davids e Miccoli su tutti: e lì il rispetto dove era?) ma l’ultima frase sullo Juventus Stadium poteva davvero risparmiarsela:

“A proposito, viene da sorridere, col senno di poi, a rileggere le levate di scudi a difesa di Jean Claude Blanc dopo le sue dimissioni. In molti (un quotidiano in particolare) lo hanno difeso a spada tratta identificandolo come l’artefice del nuovo Juventus Stadium. La notizia emersa ieri sulla solidità di quell’impianto l’avete letta tutti. Non serve aggiungere alcun tipo di commento.”

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– Luciano Moggi

E’ una caduta di stile. Ed è di pessimo gusto. Passi l’antipatia per Monsieur Blanc, che neanche a me sta simpatico ne lo è per altri 14 milioni di juventini, ma stavolta l’ha fatta davvero fuori dalla tazza.

No sig. Moggi. Stavolta ha sbagliato. Capisco la sua amarezza con gli Elkann che l’hanno voluta far fuori nel 2006. Capisco che possa avercela con la società Juventus. Ma parlando in questo modo lei non sta difendendo la Juve e noi tifosi. Sta solo cercando di salvare il suo ego. E il suo culo, se mi consente. Ci sta certo. E’ stato accusato falsamente di essere un mostro e fa bene a difendersi. E lo sta facendo più che bene, aggiungo. Ma non sparli della Juve, perché così facendo sta sparlando di noi tifosi che viviamo di Juve. E non ci sta rispettando.

In questo momento la società Juventus sta vivendo un momento difficile. Tutti, e ripeto tutti, sono coalizzati per fermarci, forse definitivamente. E le avvisaglie si vedono tutte. Tutti i giorni. Vedi tutto il clamore su Del Piero. Vedi la storia sullo stadio. Vedi le indagini della Consob e tutto il resto. Anche un semplice raffreddore del magazziniere viene enfatizzato. Tutto per creare tensioni e malanimi. Cose di cui non abbiamo bisogno.

E’ il momento di stare uniti, al fianco del presidente Agnelli che forse non sarà l’Avvocato e neanche il Dottore, ma è Juventino Vero e soprattutto ci sta mettendo la faccia. E lei, che lo ha visto crescere, gli stia al fianco. Non ai fianchi. Perché va aiutato. E sostenuto.
Anche perché mio nonno mi ha insegnato che non si intorpida mai l’acqua della fonte dove si è bevuto perché potremmo dover tornare a bere da quella fonte.

E se non ha visto il video di Belen perché doveva scrivere questo editoriale glielo dico spassionatamente: ha proprio fatto un grosso errore. Mi creda!

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