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Cosmi in campo: due pesi e due misure

Figurarsi se ci fa paura Cosmi, così come non ce ne fa il Milan e tutte le altre in fila. Però registriamo, ancora una volta, una incongruenza che ci infastidisce.

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Il primo posto non frena il senso di giustizia, non ci appaga proprio di nulla perché altrimenti vorrebbe dire aver perso. Aver perso come sportivi. E certo… noi non dimentichiamo.

Il fatto. Serse Cosmi viene squalificato dopo la partita col Parma per aver rivolto frasi ingiuriose contro il direttore di gara. Anche senza immagini non si fa fatica a immaginare tutta la carica agonistica di Serse che si trasforma in rabbia. A noi fa una simpatia atroce, perché il suo modo di stare in panchina ci piace, perché trasuda passione e voglia di vincere, di non mollare mai.

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Detto questo resta il fatto: squalifica che assomiglia moltissima a quella comminata a Conte e che non gli permise di andare in campo contro il Genoa, in quella specie di farsa domenicale finita 0-0. Si ricorda il gol di Muntari, ogni tanto è bene segnalare pure il gol di Pepe. Tant’è: Conte, nella precedente gara, era stato allontanato, ma né i tecnici Mediaset né quelli Sky avevano ripreso le sue proteste, né avevano confermato le frasi per le quali è stato poi squalificato.

Avevamo segnalato l’accaduto facendo leva sulla memoria e tirando fuori la storia delle mancate squalifiche di Allegri e Mazzarri. Ed ecco il terzo episodio. Ieri la Corte Federale ha così sentenziato:

La Corte di Giustizia Federale si è riunita nel pomeriggio per discutere in merito al ricorso avverso la squalifica per una giornata del tecnico Serse Cosmi. Il ricorso, presentato dall’Avv. Saverio Sticchi Damiani, è stato accolto: la squalifica è stata commutata in diecimila Euro di multa più diffida.

Ci chiediamo perché questa disparità di trattamento. Ma conosciamo già la risposta.

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