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Criscito: tutti chiedono le scuse. E Bonucci e Pepe?

Giusto, giustissimo. Un ragazzo che per fortuna non ha subito più di tanto l’effetto “blitz mafioso” alle 6:30 della mattina in quel di Coverciano. Un ragazzo che per sua fortuna gioca fuori da questa Serie A, lontano da questo paese ormai nel declino più assoluto.

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Tutti chiedono ora le scuse di FIGC e giornali – possibilmente – a Mimmo Criscito, un ragazzo per bene, un ottimo giocatore che l’Italia si è lasciata scappare per l’ingordigia dei presidenti italiani. E le scuse le attendiamo pure noi: vergognoso il modo in cui è stato trattato, veramente da paese del quarto o quinto mondo. Il tutto per organizzare quella festicciola dove i giornalisti erano presenti – già dalle 6 della mattina: gioca ricordare questo dettaglio! – e inscenare la più grossa pagliacciata, in linea con chi dirige CONI e FIGC da un po’ di anni.

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Si attendono le scuse ufficiali, anche di Prandelli che non si è saputo imporre come nel caso di Bonucci. E certo la differenza era netta, purtroppo per Mimmo: lo juventino non aveva mai ricevuto un avviso di garanzia, mentre il genoano purtroppo sì.

A guardare già i due casi vengono i brividi: 3 anni mezzo di squalifica chiesti da Palazzi per lo juventino, nemmeno sfiorato Criscito che pure era stato fotografato con Leopizzi (una delle brave persone che abitano questa Italia, uno degno della scuderia di Preziosi).

E ci domandiamo ancora, togliendo una volta per tutte il dubbio che su Criscito si sia esagerato in tutti i casi – noi siamo convinti della sua estraneità, ma ora devono spiegarci per bene perché Genoa-Samp era da archiviare, con il PM che giudica “inammissibili” le prove che pur sono state trovate, come alcune intercettazioni e passaggi di denaro sospetti – il motivo per cui a Criscito vanno fatte le scuse, mentre a Pepe e soprattutto Bonucci no? Erano forse carne da macello?

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