E’ una sensazione stupenda svegliarsi la domenica mattina alle sei e pensare che finalmente lo vedrai…è una sensazione magnifica pensare che tuo padre, 70 anni, Juventino da 60, finalmente vedrà una partita della sua Juve nel suo stadio.

E’ così che è iniziata ieri una di quelle giornate che resteranno impresse per sempre nella mia vita.

Certo la Juve l’ho vista, rivista, ma nella sua casa, la sua vera casa no, questa è la prima volta ed è così che ci siamo messi in viaggio. Quasi mille chilometri da fare in treno ma che non sono pesati per nulla.

Il treno parte da Napoli, ma il nostro stupore è vedere quante persone sono tinte di bianco e nero: da Napoli, da Roma, da Firenze, sì da Firenze, da Bologna… la Juve muove l’Italia intera. Più che una freccia rossa quel treno sembrava una vera e propria freccia bianconera, non scherzo.

Finalmente arriviamo a Torino, prendiamo un taxi per la stazione, un simpatico tassista pugliese ci mostra il suo abbonamento e la sua tessera del tifoso. Ci racconta della sua passione ci dice che la Juve a Torino porta un sacco di lavoro… si dovrebbe riportare a tanta,tantissima gente questa affermazione.

Arriviamo al nostro tempio. Che emozione vederlo da lontano, che gioia vedere da vicino le foto di campioni che hanno fatto la storia della Juve e del calcio. Trovo poi la stella del capitano, li mi inginocchio, è la prima cosa che l’istinto mi ha detto di fare, Alex Del Piero, il nostro capitano!!!

Entriamo e ci sediamo ai nostri posti. Tutto perfetto, dal vivo è qualcosa di indescrivibile. Poi ecco i nostri campioni al riscaldamento. Si sprecano i flash, rientrano negli spogliatoi, poi in campo finalmente inizia il match. E’ dura oggi, il Cesena gioca a calci e si arrocca in difesa, ma no, proprio oggi non si può fallire. Poi al 70′ ecco il momento: il Principino proprio sotto di noi insacca e la giornata diventa perfetta. Urliamo di gioia, non ho più voce, mi giro e vedo mio padre, 70 anni, mille km A/R in una giornta, disteso sul sediolino con le braccia al cielo che ad un certo punto lancia il suo urlo di liberazione e piange… in quelle lacrime c’è tutto il racconto di una gionata perfetta.